Il biglietto di Stato (anche statonota), è un buono inconvertibile a corso forzoso emesso da uno Stato che corrisponde a un dato valore.

Se tale buono è emesso da una banca, esso prende il nome di banconota: in tal caso è soggetto ad altre norme giuridiche.

Storia Il biglietto di Stato, surrogato del biglietto di banca, fu introdotto per la prima volta in Francia nel corso del XVI secolo; tale carta moneta, non necessitando d'alcuna copertura aurea, fu impiegata dagli Stati per sopperire alle richieste di tesoreria...

In Italia il biglietto di Stato fu introdotto nel 1882 quale moneta divisionale, per mezzo d'un decretoLegge n. 133 del 7 aprile 1881. Essa aboliva altresì il corso forzoso della lira; l'abolizione fu, tuttavia, rinviata al 12 aprile 1883 in conseguenza alla crisi della Borsa di Parigi del 1882, la quale sortì effetti negativi sui mercati finanziari d'Europa. del Ministero del Tesoro, ed ebbe corso legale sino al 1985.

Negli Stati Uniti d'America tra il XIX e il XX secolo furono emessi due diversi tipi di statonote: le Demand Notes e le United States Notes; queste ultime avrebbero ancora potere liberatorio per il loro valore nominale, tuttavia sono molto più scambiate nel più profittevole mercato collezionistico..

I biglietti di Stato italiani

In Italia i biglietti di Stato dei tagli minori — da 1, 2, 5, 10 e 25 lire — erano di competenza del Ministero del Tesoro e venivano stampati dall'Officina Governativa Carte Valori di Torino, poi dall'Istituto Poligrafico dello Stato; si distinguevano così dai biglietti di banca dei tagli superiori, da 50 a 1000 lire, affidati agli istituti di emissione. La disciplina generale della loro fabbricazione, emissione e ritiro fu fissata con il regolamento approvato dal regio decreto 30 ottobre 1896, n. 508. Con il regio decreto-legge 26 aprile 1923, n. 965, l'emissione del taglio da 25 lire fu riservata allo Stato e per i biglietti di banca fu fissato in 50 lire il taglio minimo.

Il corso legale dei biglietti di Stato da 5, 10 e 25 lire cessò con il regio decreto-legge 7 settembre 1926, n. 1506, e con il decreto ministeriale del 9 settembre 1926. Il regio decreto-legge 20 maggio 1935, n. 874, dispose il ritiro delle monete d'argento e autorizzò l'emissione di biglietti di Stato da 1, 2, 5 e 10 lire. Il 23 novembre 1944 fu approvata una nuova serie dei quattro tagli minori con la generica intestazione «Italia», adatta alla fase istituzionale incerta; questi biglietti rimasero in circolazione fino alla sostituzione con le monete in lega Italma di pari valore, non oltre il 31 dicembre 1956.

Descrizione Il biglietto di Stato era inconvertibile, una volta emesso il suo valore corrispondeva a quello imposto ex lege.

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Note

Bibliografia

Voci correlate Biglietto di banca

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Categoria:Economia monetaria Categoria:Macroeconomia