Il ritratto ovale (The Oval Portrait) è un racconto di Edgar Allan Poe del 1842.
Trama Il narratore, rimasto ferito per motivi non specificati, trova rifugio assieme al suo domestico in un castello sugli Appennini: la magione è temporaneamente disabitata, essendo stata da poco lasciata dai proprietari. Nella camera della torre in cui si è sistemato per la notte, il narratore rimane estasiato dai dipinti che decorano le pareti e comincia a sfogliare un libro, trovato su un cuscino, che descrive la storia di ciascun quadro. Spostando un candelabro per leggere meglio, l'uomo scorge un ritratto ovale, raffigurante la testa e le spalle di una giovane donna, da cui rimane intensamente colpito. Dopo averlo osservato a lungo, si concentra sulla vitalità espressa dal volto della giovane e decide di conoscerne la storia.
Il libro tratta della vita della fanciulla ritratta nel quadro, andata in moglie a un pittore, innamorato tuttavia più della sua arte che di lei. La donna si dimostra una moglie devota e servizievole, tanto da accettare di posare per lui, nonostante vedesse nell'arte un'acerrima rivale. Il marito sceglie di ritrarla nella camera fredda e austera della torretta. La moglie rimane in posa obbediente, per settimane, e man mano che il lavoro prosegue la sua salute diventa sempre più cagionevole. Il pittore però, preso dalla sua creazione, non si accorge del deperimento della moglie, continuando a dipingere forsennatamente, senza distogliere lo sguardo dalla tela. Data l'ultima pennellata, l'uomo rimane estasiato dalla vitalità della sua creazione, ma voltandosi verso sua moglie, si accorge che ormai è morta.
Storia editoriale Il racconto fu pubblicato per la prima volta sul Graham's Magazine dell'aprile 1842.
Analisi L'idea centrale della storia risiede nella relazione tra l'arte e la vita. Nel racconto, la dipendenza dall'arte viene raffigurata come assassina, responsabile della morte della giovane sposa. L'arte viene identificata con la morte, e viene sottolineato il rapporto conflittuale tra l'arte e la vita. Secondo Poe la poesia come arte è la creazione ritmica della bellezza, e il tema più poetico del mondo è la morte di una bella donna (vedi La filosofia della composizione). Il ritratto ovale suggerisce che sia la bellezza della donna ad averla condannata a morte. Poe suggerisce nel racconto che l'arte può essere rivelatrice delle colpe e dei mali dell'artista e che l'artista si nutra di essa, e sia capace di distruggere la vita che ha trasformato in arte.
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