Autore di numerosi saggi, è considerato uno dei principali autori cattolici italiani. Ha collaborato con La Stampa, Avvenire e il Corriere della Sera.

Biografia Infanzia e gioventù

Messori nasce a Sassuolo, in provincia di Modena, in una famiglia anticlericaleDalla biografia autorizzata dello scrittore. Il padre Enzo, poeta in dialetto modenese, dopo tre anni nel Regio Esercito entrò nella divisione Littorio della Repubblica Sociale Italiana e, dopo un periodo di addestramento in Germania, combatté sul fronte delle Alpi Occidentali contro i francesi di de Gaulle.

Nel frattempo, la famiglia era sfollata nel Bresciano da dove, a guerra finita, si trasferì a Torino, andando ad abitare in borgo San Donato in un edificio al civico 18 di Via SobreroVittorio Messori ed Aldo Cazzullo, Il mistero di Torino, Arnoldo Mondadori Editore; nei primi capitoli Messori racconta la sua vita in via Sobrero e nel borgo. Qui il padre trovò lavoro presso la direzione generale dell'Italgas.

Studi Messori frequentò le scuole pubbliche del capoluogo piemontese. Dopo la maturità classica presso il liceo d'Azeglio, si iscrisse alla Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi di Torino dove acquisì una formazione razionalista e agnostica. Si laureò nel 1965 con una tesi in storia del Risorgimento (relatore Alessandro Galante Garrone) e con due "sottotesi" discusse con Luigi Firpo e Norberto BobbioArticolo di Francesco Cevasco pubblicato nel Corriere della Sera, 29 luglio 2000..

Conversione Poco prima, però, nel luglio del 1964, dopo quella che egli definì una «evidenza del cuore»Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù., seguita alla lettura dei Vangeli, Messori si convertì al cattolicesimo (disse di «essere stato convertito, da una forza imprevista e irresistibile»). Iniziò, da allora, stimolata anche dalla lettura di Blaise Pascal, una ricerca delle «ragioni della ragione», a conforto delle «ragioni del cuore» che lo avevano spinto ad abbracciare la fede. Di questo percorso, Messori racconterà nelle prime pagine di Ipotesi su Gesù.

Decise allora di frequentare i corsi dell'Istituto di Cristologia per laici della Pro Civitate Christiana ad Assisi, dove trascorse il 1966 e il 1967. Ad Assisi conobbe Rosanna Brichetti (1939-2022), che avrebbe sposato in seguito nel 1996, dopo l'annullamento, da parte della Sacra Rota, di un precedente matrimonio avvenuto nel 1972: mentre la prima istanza era stata respinta nei tre gradi di giudizio, due cause successive si erano concluse con la sentenza di nullità. Nel 1968, terminati i corsi, tornò a Torino, dove iniziò l'attività professionale presso la Società Editrice Internazionale. Impegnato prima in redazione, passò poi a dirigere l'ufficio stampa. Contemporaneamente iniziò a collaborare con vari giornali e riviste culturali e continuò le ricerche per la redazione del suo primo libro.

In contrasto con il clima sessantottino, decise di evitare ogni «tentazione ideologica e teologica» non partecipando ai cortei, non firmando manifesti e non associandosi né a contestazioni politiche né clericali.

Dal 1970 al 1982 Nel 1970 entrò a Stampa Sera come redattore della cronaca cittadina. L'attività giornalistica e le inchieste gli valsero alcune querele e un processo per avere svelato dei retroscena di uno scandalo cittadino dove erano implicati alcuni mediciInformazione tratta dalla biografia autorizzata dello scrittore. Dopo oltre quattro anni da cronista, Arrigo Levi, allora direttore sia de La Stampa che di Stampa Sera, lo chiamò a far parte del gruppo di tre giornalisti destinati a creare Tuttolibri, un nuovo settimanale culturale, anche se Messori era riluttante a rientrare in una cerchia culturale che non stimava e non gli interessava.

Ipotesi su Gesù

Proprio in quelle settimane, Messori consegnò alla SEI il manoscritto della sua prima opera, Ipotesi su Gesù, frutto della sua inchiesta sulle origini del cristianesimo, continuata per dodici anni. L'editore pubblicò il libro dopo un anno, nell'autunno del 1976 (secondo Messori lo fece «in una brutta brossura»), con una tiratura inferiore a tremila copie che andarono esaurite in poco tempo, così come le successive ristampe. Al 2007 il libro ha venduto un milione e mezzo di copie in ItaliaStando ai dati della SIAE il saggio di Messori è, con il Don Camillo di Giovannino Guareschi e Il nome della rosa di Umberto Eco il libro italiano più venduto e tradotto del dopoguerra. È stato tra l'altro il primo libro cattolico, edito da una casa cattolica, riuscito a rimanere stabilmente in cima alle classifiche dei best seller..

Davanti al successo, prima italiano e poi mondiale, la reazione di Messori fu di chiedere un'aspettativa di sei mesi e di ritirarsi in una casa, senza telefono, in un villaggio del Monferrato, continuando la sua ricerca in solitudine.

Jesus Nello stesso periodo don Giuseppe Zilli, direttore di Famiglia Cristiana, decideva di creare un mensile di informazione religiosa dal titolo Jesus e chiese a Messori di affiancare Antonio Tarzia, paolino, affinché il primo numero potesse uscire nel gennaio del 1979. Così, nell'autunno del 1978, Messori si trasferì a Milano.

Sin dal primo numero di Jesus (uscito, come programmato, nel gennaio 1979), pubblicò una "puntata" dei dialoghi su Gesù che confluirono poi nel volume Inchiesta sul cristianesimo, realizzato dialogando con agnostici, atei, cattolici e credenti di altre religioni.

Nei ventidue anni di collaborazione con Jesus, Messori curò sempre dei "cicli" mensili, poi confluiti in libri. Dopo i Dialoghi su Gesù, fu la volta de Il caso Cristo, da cui vennero i due volumi Patì sotto Ponzio Pilato? (1992) e Dicono che è risorto (2000). Dal Taccuino mariano fu tratto, nel 2005, Ipotesi su Maria.

Accanto al lavoro per Jesus, Messori continuava la riflessione per un seguito a Ipotesi su Gesù. Il successo commerciale del volume indusse diversi editori a fare pressioni per poter pubblicare un suo nuovo libro, ma per sei anni Messori rifiutò proposte editoriali e partecipazioni a programmi televisivi, affermando di non voler «far carriera servendomi di Gesù Cristo».

Scommessa sulla morte Nel 1982, dopo sei anni dalla pubblicazione del primo libro, uscì Scommessa sulla morteInformazione tratta dalla biografia autorizzata dello scrittore, edito dalla SEI, nel quale Messori denunciò polemicamente la «disumanità del marxismo» e la sua «crisi mortale».

Dal 1982 al 1998 Intervista a Ratzinger

Dopo Ipotesi su Gesù e Scommessa sulla morte, Messori volle scandagliare la realtà della Chiesa cattolica, che vedeva alla ricerca di un nuovo assetto istituzionale se non di nuovi, diversi contenuti di fede.

Nel 1984 ottenne di poter intervistare il cardinale Joseph Ratzinger che Giovanni Paolo II aveva nominato prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Ne risultò un saggio a quattro mani, intitolato Rapporto sulla fede, pubblicato l'anno successivo dalle edizioni San Paolo e poi tradotto in molte lingue. Alcune delle affermazioni di Ratzinger contenute nel libro ebbero una vasta eco all'interno e all'esterno degli ambienti ecclesialiNel 1985 si apriva in Vaticano il Sinodo dei vescovi per commemorare i vent'anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II: ai giornalisti attratti dalle polemiche suscitate dal libro, Joaquín Navarro-Valls, portavoce vaticano, dovette precisare che i vescovi non erano lì per discutere di quel volume . In particolare la denuncia dei «pericoli» e delle «difficoltà» della Chiesa e la condanna della teologia della liberazione provocarono ampie critiche soprattutto da ambienti clericali progressisti e, stando alle successive dichiarazioni di sua moglie, persino delle minacce di morte: la "colpa" di Messori sarebbe stata non solo quella di avere intervistato il "Grande Inquisitore" ma di non averlo contraddetto, indignato, quando demoliva le teorie di chi vedeva nel postconcilio sempre e solo una nuova primavera della Chiesa.

Polemica sul Risorgimento Nel 1990 Messori lasciò Milano e si trasferì a Desenzano del Garda. Suo punto di riferimento spirituale divenne la vicina Abbazia di Maguzzano. Nello stesso anno vedeva la stampa la biografia del beato Francesco Faà di Bruno (pubblicata con il titolo Un italiano serio). Messori crebbe nel quartiere torinese di San Donato, dominato dall'alto campanile progettato e costruito da Faà di Bruno. Nel lungo capitolo introduttivo del libro, spiegò le ragioni della scelta di questa figura semisconosciuta: rilanciare la figura di qualcuno che aveva preso radicalmente sul serio il Vangelo; per «mostrare quali fossero, in concreto, gli effetti positivi della fede sulla vita di coloro che ne accettano tutte le conseguenze».

La presentazione del volume, avvenuta al Meeting di Comunione e Liberazione, generò una polemica che ebbe eco anche sui media italiani. Messori fu accusato di aver pronunciato una frase in cui evocava un processo di Norimberga per i principali esponenti del RisorgimentoLa frase esatta che pronunciò è: «Giustamente mi sta dicendo Cecchetto [un altro relatore presente, ndr] che forse questi padri della patria, i cui sospetti monumenti in bronzo ingombrano le nostre piazze, più che i monumenti, meritavano Norimberga. Forse Norimberga era la città giusta appunto per queste persone.», Meeting di Rimini, 30 agosto 1990 che gli attirò critiche da parte di esponenti politici e l'attenzione dei media. In tre articoli apparsi su Avvenire, raccolti poi ne La sfida della fedeLa sfida della fede, pp. 435 e seguenti., in interventi successiviLa bussola quotidiana , 10 gennaio 2011La bussola quotidiana , 13 gennaio 2011 e in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, Messori chiarì l'episodio.

Dopo molte pubblicazioni uscite per le Edizioni San Paolo, nel 1998 Luigi Giussani pubblicò il libro nella collana che dirigeva per la BUR, con il titolo Un cristiano in un mondo ostile.

Nella primavera del 1992, Messori pubblicò la prima parte delle "puntate" del «Caso Cristo», ancora in corso su Jesus. Pubblicò, cioè, i primi trentasette capitoli con il titolo Patì sotto Ponzio Pilato? (sottotitolo: Un'inchiesta sulla passione e morte di Gesù).

Ancora nel 1992 uscì un volume di quasi 700 pagine; ciascuno dei 289 capitoli costituiva una puntata di Vivaio, la rubrica che Messori teneva dal 1987 su Avvenire.

Vivaio Vivaio nacque durante la direzione di Avvenire da parte di Gian Guido Folloni. Per il titolo della rubrica Messori si ispirò a Giovanni Papini che, prima di morire, contava di riunire in un libro gli spunti, le idee, gli appunti che non avrebbe più potuto sviluppare per mancanza di energie e di tempo.

Messori decise di utilizzare, almeno in parte, il materiale raccolto in tanti anni di ricerca per una rubrica giornalistica in previsione della pubblicazione di un libro. L'idea, cioè, era di esaminare l'attualità per inquadrarla in una prospettiva di fede che la spiegasse, che le desse un senso; di partire dalla cronaca per «andare verso Dio».

Dalla rubrica nacque, nell'autunno del 1992, Pensare la storia (sottotitolo Una lettura cattolica dell'avventura umana), con la prefazione di Giacomo Biffi. La quasi completa pubblicazione del materiale della rubrica proseguì con altri due grossi volumi: nel 1993, La sfida della fede, nel 1995, Le cose della vita.

Dai tre volumi originali di Vivaio (la San Paolo creò per essi una collana apposita) in Spagna fu tratta un'antologia, scegliendo soprattutto i brani sulla storia di Spagna. L'antologia fu pubblicata da Planeta con il titolo Leyendas negras de la Iglesia.

Indagine sull'Opus Dei All'inizio del 1994, Messori pubblicò con la Arnoldo Mondadori Editore Opus Dei, un'indagine. Incuriosito dalla "leggenda nera" attorno alla cosiddetta "Obra", decise di svolgere un'indagine sul campo: gli fu permesso di accedere a documentazione e luoghi, andò a Pamplona tra gli studenti e i professori dell'Università voluta da san Josemaría Escrivá de Balaguer.