I Cantieri Riuniti dell'Adriatico furono una società italiana operante nel settore delle costruzioni navali mercantili e militari, dei grossi motori Diesel, caldaie e turbine per la propulsione navale e per usi civili, degli aeroplani, di materiale rotabile ferroviario e di prodotti di elettromeccanica.

Origini Trieste sin dalla seconda metà del XIX secolo venne individuata come luogo strategico per la costituzione di officine e cantieri navali in funzione di un porto che nel giro di pochi anni divenne il principale approdo dell'impero austroungarico e l'industriale austriaco Georg Strudthoff vi impiantò la “Fabbrica Macchine Sant'Andrea” per la produzione di macchine a vapore, mentre negli stessi anni venne costituito il “Cantiere San Marco”.

Stabilimento Tecnico Triestino

Nel 1857 lo stesso Strudthoff costituì sull'arenile di Muggia il “Cantiere San Rocco” che, con la “Fabbrica Macchine Sant'Andrea” confluì nello “Stabilimento Tecnico Triestino” che, a sua volta, negli anni 1890, rilevò il “Cantiere San Marco”, divenendo un soggetto industriale di grande rilevanza.

Cantiere Navale Triestino

Dal 1907 si aggiunse un nuovo impianto, progettato e finanziato dalla famiglia Cosulich, proprietaria di una compagnia di navigazione. Il cantiere, ufficialmente costituito a Monfalcone il 3 aprile 1908, assunse la denominazione di Cantiere Navale Triestino.

La famiglia Cosulich originaria di Lussinpiccolo aveva dato inizio alla propria attività armatoriale dal 1857 e nel 1890 trasferì la sede della compagnia a Trieste, dando impulso all'espansione della propria flotta con l'acquisto di diversi piroscafi e fondando nel 1903 la compagnia di navigazione "Unione Austriaca di Navigazione dell'Austro Americana e dei Fratelli Cosulich", i cui piroscafi cominciarono a collegare regolarmente Trieste con il Nord e il Sud America.

Durante la prima guerra mondiale parte della flotta della compagnia venne distrutta insieme ai cantieri di Monfalcone dove erano costruite le navi della compagnia. Terminato il conflitto con il passaggio di Trieste all'Italia la compagnia passata sotto giurisdizione italiana assunse la denominazione Cosulich Società Triestina di Navigazione.

I cantieri di Monfalcone ripresero le attività e la compagnia cominciò a essere conosciuta nel mondo come Cosulich Line. Nei primi mesi del 1928 la Banca Commerciale Italiana cedette il pacchetto azionario del Lloyd triestino di navigazione alla Cosulich Line che in tal modo riuscì a impossessarsi della quasi totalità delle azioni del Lloyd Triestino. Negli anni trenta la Cosulich Line e il Lloyd Triestino per ordine del Governo sarebbero confluite nella società Italia Flotte Riunite il cui coordinamento e controllo era sotto le giurisdizione di una finanziaria a controllo statale, la Finmare.

Significative costruzioni del cantiere furono quelle dei transatlantici Saturnia, Vulcania, Neptunia e Oceania.

Officine Aeronautiche

Nel 1923 furono aperte le Officine Aeronautiche in quanto la famiglia Cosulich aveva rivolto il suo interesse alla navigazione aerea ed era proprietaria dal 1921 della Società Italiana Servizi Aerei (SISA), nata con lo scopo di gestire una scuola di volo per piloti di idrovolanti civili e militari, oltre che per effettuare voli turistici, pubblicitari e di collegamento tra le città italiane diventando così una delle prime compagnie aeree commerciali italiane.

Nei primi anni di attività la direzione tecnica e progettuale venne affidata all'ingegner Raffaele Conflenti, il quale venne successivamente affiancato in qualità di vicedirettore tecnico da un giovane Filippo Zappata, allora ventinovenne e fresco di studi, ma già in grado di mettersi in luce per le sue qualità. I progetti di Conflenti, pur essendo di indubbia qualità, rimanevano legati a soluzioni consolidate, che pagavano la loro affidabilità con il rischio di divenire rapidamente obsoleti, questo a causa del fervore nell'evoluzione tecnica progettuale internazionale tipica di quegli anni. Anche per questo al giovane Zappata, nei tre anni di permanenza all'azienda, venne affidato il Reparto Sperimentale oltre a ricoprire un importante ruolo organizzativo nell'Ufficio Tecnico. Il personale specializzato in campo aeronautico, come piloti collaudatori, montatori e motoristi, venne reclutato principalmente dalla SISA mentre le maestranze vennero prelevate dall'attività cantieristica, portando con loro tutta l'esperienza carpentieristica necessaria alla realizzazione degli scafi in legno e di costruzione metallica.

In quel contesto vennero avviati alla produzione numerosi velivoli, sia a uso civile sia militare, inizialmente assumendo l'originaria sigla CNT e che successivamente assunse la definitiva CANT, ovvero Cantieri Aeronautici e Navali Triestini. Il primo velivolo di successo uscito dalle officine di Monfalcone fu il biplano trimotore CANT 6, successo continuato in campo militare con i modelli CANT 7 e CANT 18, utilizzati dal 1923 nelle scuole di volo della neonata Regia Aeronautica, e in campo civile con i CANT 10 e CANT 22, utilizzati dal 1926 per i primi servizi di linea.

La SISA sarebbe stata successivamente assorbita dalla Società Aerea Mediterranea (SAM) all'inizio degli anni trenta, a sua volta confluita, nel 1934, nella società statale Ala Littoria.

Cantieri Riuniti dell'Adriatico Il 18 settembre 1930 si costituì la società anonima per azioni Cantieri Riuniti dell'Adriatico (C.R.D.A.), con sede a Trieste dalla fusione dello Stabilimento tecnico triestino e Cantiere navale triestino. Presidente della società l'ammiraglio Umberto Cagni.

La società risultava così articolata:

Direzione generale a Trieste Cantiere San Marco a Trieste Cantiere San Rocco a Trieste Fabbrica Macchine Sant'Andrea (FMSA) a Trieste Cantiere Navale Triestino a Monfalcone allora in provincia di Trieste, ora in provincia di Gorizia, con le Officine Aeronautiche che mantennero la denominazione CANT acronimo di Cantieri Aeronautici e Navali Triestini; il Cantiere Navale Triestino di Monfalcone e le Officine Aeronautiche presero la nuova denominazione di CRDA CANT.

Tra le società affiliate, si ricordano:

la S.A. Fonderie e Officine di Gorizia Officine Ponti e Gru di Trieste Il Cantiere Scoglio Olivi di Pola la S.A. Gas Compressi di Trieste la S.A. Cantieri Navali e Officine Meccaniche (CNOMV) di Venezia la S.A. Esercizio Bacini di Venezia

I Cantieri Riuniti dell'Adriatico contribuirono inoltre anche all'istituzione dellUfficio Tecnico di Unificazione Navale (UNAV) con sede a Genova.

Nel 1933 i Cantieri Riuniti dell'Adriatico entrarono nell'orbita dell'IRI. Nello stesso anno le Officine Aeronautiche furono riorganizzate e potenziate e nel 1935-1936 fu appositamente allestito l'aeroporto di Ronchi dei Legionari, dove poter testare i nuovi modelli CANT. Inoltre tra il 1926 e il 1935 furono realizzati presso i cantieri CRDA CANT di Monfalcone circa 140 velivoli su licenza SIAI e gli aerei usciti dalle officine conquistarono 40 record mondiali, mentre per volere di Italo Balbo il capo designer diventò Filippo Zappata che aveva lavorato con Louis Blériot nell'azienda francese che portava il suo nome, la Blériot Aéronautique.

La società, grazie all'integrazione tra gli stabilimenti di Monfalcone, Trieste, Venezia e Pola, diede luogo a un polo navalmeccanico all'avanguardia nella produzione di motori, macchine elettriche e velivoli che arrivò a contare nel periodo prebellico oltre 12 000 dipendenti.

La gestione della famiglia Cosulich durò incontrastata fino al 1933, quando i Cantieri Riuniti dell'Adriatico entrarono nell'orbita dell'IRI, tuttavia i Cosulich continuarono a godere la massima fiducia della nuova proprietà, tanto da rimanere alla direzione del cantiere fino al 1949, anno della morte di Augusto Cosulich.

Imbarcazioni militari costruite fra le due guerre

Sommergibili (selezione) Fonte per queste informazioni: SubNet Italia . Alcune delle più importanti sommergibili varati nel corso degli anni dai cantieri C.R.D.A. comprendono: Vedi anche :Categoria:Sommergibili costruiti dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico. Fratelli Bandiera, sommergibile della classe Santarosa (conosciuta anche come Classe Bandiera); Luciano Manara, sommergibile della classe Santarosa; Argo e Velella, sommergibili della classe Argo;Velella.it. Ammiraglio Saint Bon, sommergibile della classe Ammiragli varato il 6 giugno 1940; Ammiraglio Cagni, sommergibile della classe Ammiragli varato il 20 luglio 1940; Ammiraglio Millo, sommergibile della classe Ammiragli varato il 31 agosto 1940; Ammiraglio Caracciolo, sommergibile della classe Ammiragli varato il 16 ottobre 1940.

Navi (selezione) Alcune delle più importanti navi varate nel corso degli anni dai cantieri C.R.D.A. comprendono: Vedi anche :Categoria:Navi costruite dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico.

Andrea Doria, nave da battaglia appartenente alla Classe Caio Duilio, risalente al primo conflitto mondiale e ricostruita prima della seconda guerra mondiale presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico, dopo essere sopravvissuta al conflitto fece parte della Marina Militare Italiana, prestando servizio fino al 1956; Artemide, corvetta antisommergibili della classe Gabbiano. 1942-1943; Berenice, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1943; Luigi Cadorna, incrociatore leggero della classe omonima, varato nel 1931 e radiato nel 1951; Ciclone, torpediniera classe Ciclone varata il 1º marzo 1942 e affondata da una mina l'8 marzo 1943 nel Canale di Sicilia; Chimera, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1971; Comandante Botti, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Corsi, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Esposito, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Fiorelli, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Giannattasio, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Milano, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Novaro, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Comandante Ruta, cacciatorpediniere classe Medaglie d'Oro, impostato e mai varato; Conte di Cavour, nave da battaglia appartenente all'omonima classe, varata nel 1911 presso l'Arsenale della Spezia, ricostruita presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico nel 1937, semiaffondata durante l'attacco a Taranto nel 1940, riparata fu definitivamente persa nel 1943; Danaide, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1968; Dardanelli, posamine varato il 18 novembre 1925. In servizio presso la Regia Marina dal 1926 al 1938, anno in cui fu ceduto alla marina venezuelana; Driade, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1966; Egeria, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1943; Etna: incrociatore antiaereo della classe omonima, varato nel 1942, perso nel settembre 1943; Euridice, corvetta antisom, classe Gabbiano. Impostata nel 1943 presso i cantieri di Monfalcone, non completata; Euterpe, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942 - 1943; Fortunale, torpediniera classe Ciclone varata il 18 aprile 1942. Nel dopoguerra venne all'Unione Sovietica il 1º marzo 1949 e rinominata Z 17; Fenice, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1965; Flora, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1969; Giuseppe Garibaldi, incrociatore leggero della classe Duca degli Abruzzi, varato nel 1936 e ricostruito tra il 1957 e il 1961 come incrociatore lanciamissili presso l'Arsenale di La Spezia. Dopo la ricostruzione ebbe il distintivo ottico 551 rivestendo anche il ruolo di ammiraglia nella Marina Militare Italiana; Melpomene, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1943; Minerva, corvetta antisom, classe Gabbiano. 1942-1969; Muzio Attendolo, incrociatore leggero della classe Condottieri tipo Montecuccoli, varato nel 1934, prese parte allo scontro di Punta Stilo, fu bombardato il 4 dicembre 1942 e affondò;