La Torre dell'Orologio è un edificio rinascimentale situato a Venezia in piazza San Marco, di fronte all'angolo nord-occidentale della Basilica. Fu edificata fra il 1496 e il 1499 e poi successivamente ampliata nel 1506 e nel 1757, fino a raggiungere la conformazione attuale. Dal suo grande arco si diparte una delle vie commerciali più note di Venezia, la Merceria dell'Orologio.
Storia
Progetto iniziale La storia della Torre dell'Orologio iniziò nel 1493 quando il Senato della Serenissima decise di costruire un nuovo orologio pubblico in sostituzione di quello obsoleto di S. Alipio che si trovava in una nicchia presso il vertice nord-ovest della facciata di S. Marco fin dal XIII secolo.. Tale orologio era piuttosto semplice in quanto privo di quadrante, quindi le ore non venivamo mostrate, ma venivano segnalate acusticamente tramite dei rintocchi di campana (orologio a maglio).. Il nuovo orologio doveva essere dotato di automazioni ed elaborati meccanismi al fine di riflettere l'interesse dello Stato veneziano per le scienze meccaniche e mostrare una società che era al passo con i tempi. In sostanza il nuovo orologio doveva essere un monumento all'ingegneria e alla tecnologia avanzate, riflettendo a sua volta lo status di Venezia come potenza mondiale. La realizzazione della macchina venne affidata a due noti orologiai di Reggio Emilia: Giampaolo e Giancarlo Raineri (padre e figlio). che nel 1481 avevano già realizzato un orologio simile per la torre comunale della città di Reggio.Nel 1491 Giampaolo Rainieri costruì l'orologio per la torre comunale di Reggio Emilia. L'orologio era dotato di un quadrante che oltre alle ore mostrava i giorni del mese e le fasi lunari. Al di sopra del quadrante era collocata una statua della Madonna con due passaggi ai lati che allo scadere dell'ora si aprivano per far passare i tre Re Magi (vedi ).
Per quanto possa sembrare strano, al momento di commissionare l'orologio, non era stato definito il luogo ove erigere la torre che doveva ospitarlo. Questa decisione risale a novembre del 1495, come indicato nei Regesti del Senato del giorno 3 novembre 1495, in cui si decise di porre la torre sopra la bocha de Marzaria, cioè dove la Merceria sfociava in piazza San Marco. Questa decisione era per certi versi rivoluzionaria e indicava chiaramente un preciso indirizzo da parte del governo della Repubblica. Rivoluzionaria in quanto andava ad alterare l'aspetto consolidato della piazza, come impostato al tempo del doge Sebastiano Ziani e caratterizzato dalla serie di porticati che ne delimitavano il perimetro.. Inoltre il fatto che la torre si trovasse all'ingresso della principale arteria commerciale della città, le Mercerie, fece sì che da allora in poi sarebbe diventata uno dei punti nevralgici della città. Questa torre era del tutto priva della funzione di difesa militare spesso vista nelle torri medievali. La porta con il suo grande arco, invece, si annunciava come il principale collegamento dalla zona delle botteghe e delle case cittadine all'area del Palazzo Ducale, cuore della dominazione veneziana..
Nel 1496 iniziarono i lavori con la demolizione delle case poste all'ingresso della Merceria e la posa in opera delle fondamenta della torre nel mese di giugno.. Nel 1497 venne completato l'edificio e il 1º dicembre fu installata la campana sulla sommità della torre, seguita dieci giorni dopo dalle due statue in bronzo dei Mori. Le lancette degli orologi e i raggi, così come il Sole, la Luna, le stelle e i segni dello zodiaco, erano dorati a fuoco. Un tale fiorentino di nome Giovanni eseguì quindi gli smalti policromi, così che entrambi i quadranti furono terminati nell'agosto 1498. Il 1º febbraio 1499 la torre fu inaugurata.
La costruzione della torre avvenne durante il governo di Agostino Barbarigo, che fu Doge di Venezia dal 1486 al 1501. Il suo stemma infatti decora l'esterno della campana e una statua del Doge inginocchiato era posta a destra del leone alato. La sua firma, presente anche in alcuni documenti ufficiali dell'agosto 1496 e il fatto che in essi sia evidenziata la decisione di porre l'orologio sopra lo sbocco della Merceria, mostrano un legame diretto fra l'opera e la persona del Doge.
Assai controversa è l'attribuzione del progetto della torre. Pur in assenza di prove documentali il progetto viene generalmente attribuito all'architetto Mauro Codussi soprattutto perché i motivi architettonici utilizzati, e in particolare il rispetto dei cosiddetti moduli albertiani del prospetto e della pianta, sono quelli tipici di questo progettista.
Realizzazione delle costruzioni laterali Negli anni successivi alla realizzazione della torre furono espresse delle critiche sulla stessa, soprattutto perché date le sue dimensioni sembrava che poco si addicesse alla grandezza e magnificenza della piazza in cui era inserita. Pertanto per migliorare integrazione dell'edificio nella piazza fu nominata una commissione che aveva il compito di vagliare delle proposte di ampliamento e integrazione. Anche in questo caso non si hanno dati certi circa il vincitore di questa specie di concorso. Secondo alcuni autori fu Pietro Lombardo che già svolgeva le funzioni di Proto del palazzo. Tale progetto prevedeva di ampliare lateralmente il prospetto della torre con l'aggiunta di due "ali" nello stesso stile. Per far posto a queste ali, verso la fine dell'anno 1500 vennero quindi demoliti gli edifici confinanti, che erano rimasti in piedi dopo l'inserimento della torre.
I lavori vennero avviati fra la fine del 1502 e l'inizio del 1503 e ultimati nel 1506, quando le nuove ali dell'edificio furono inaugurate nel giorno dell'Ascensione..
Ampliamenti e modifiche del XVIII secolo
Nell'anno 1750 l'orologio era fortemente degradato: la parte astronomica e la processione dei Magi non funzionavano più e anche il battere delle ore non avveniva regolarmente. In passato erano stati fatti degli interventi di manutenzione, ma oramai la situazione richiedeva un rifacimento completo del meccanismo irrimediabilmente usurato. Il 6 settembre 1750 il rifacimento della macchina venne affidato a due noti meccanici: Bartolomeo Ferracina di Solagna e Padre Pietro Guarana di Venezia, che dovevano produrre ciascuno una propria soluzione da presentare in competizione..
In parallelo alla realizzazione dei prototipi della macchina, nell'agosto del 1751, venne appaltato all'architetto Giorgio Massari il restauro della torre e l'innalzamento delle ali. I lavori di restauro iniziarono nel settembre del 1751, mentre quelli di innalzamento delle ali furono iniziati nel marzo del 1755. I lavori consistettero nell'innalzamento di due piani al di sopra dei tre preesistenti, mantenendo lo stesso stile architettonico. I due piani erano rientrati e quindi formavano un terrazzo difeso da una balaustra. Anche sul terrazzo al di sopra dei nuovi piani venne posta una balaustra con lo stesso stile di quella sottostante..
Nel marzo 1757 Massari fu sostituito da Andrea Camerata che ne era l'assistente. Camerata, appena entrato in carica, propose di aggiungere due colonne per ognuno dei vani fra i pilastri di sostegno delle ali, per un totale quindi di otto colonne. Ciò sia al fine di migliorare la stabilità dell'edificio riducendo la luce delle trabeazioni, sia per migliorare l'estetica. Le colonne furono quindi realizzate e poste in opera verso la fine dell'estate del 1757 e sono tuttora presenti..
Nel 1752 avendo i due maestri meccanici Ferracina e Guarana terminato i loro modelli li presentarono alla committente Procuratia de Supra. La commissione, nominata per valutare le due soluzioni, scelse quella di Ferracina, cui fu quindi assegnata la realizzazione della macchina per una cifra di 9 000 ducati, ridotti successivamente a 8 000. A padre Guarana fu assegnata la somma di 50 ducati in riconoscimento del lavoro di buona fattura comunque realizzato..
La realizzazione del nuovo orologio richiese cinque anni e il meccanismo fu quindi installato nel dicembre del 1757. Questa nuova macchina presentava alcune differenze rispetto a quella precedente, in particolare riguardo alle ore che venivano segnate e battute da 1 a 12 e non da 1 a 24 e il quadrante astronomico notevolmente semplificato..
Alcuni mesi dopo l'installazione del nuovo orologio la Procura di San Marco commissionò al Ferracina l'analisi del meccanismo relativo al movimento delle statue dei re magi, che per semplicità era stata volutamente tenuta fuori dalla realizzazione precedente. La proposta venne accettata e i lavori ultimati per la Fiera dell'Ascensione del 1759 in cui la processione dei Magi fu di nuovo visibile dopo molti anni di assenza..
Nel 1797 la Repubblica Veneta cadde e Venezia venne occupata dai francesi. Nei mesi caotici che seguirono la formazione di una Municipalità provvisoria di Venezia, simpatizzanti giacobini di Venezia produssero atti vandalici nei confronti di insegne e statue riconducibili al governo dei Dogi, fra cui la distruzione della statua del Doge sulla Torre dell'Orologio e di vari leoni alati presenti su porte ed edifici della città.. Inoltre dopo la caduta della Repubblica la competenza della torre passò dalla Basilica di San Marco alla municipalità di Venezia..
Modifiche del XIX secolo
Nel 1855 il Municipio, cui era passata la responsabilità della torre, promosse una ispezione per verificare lo stato dell'opera e individuare eventuali interventi di ripristino. La commissione nominata esaminò l'opera e redasse un dettagliato rapporto con gli interventi da effettuarsi, ma dato lo stato in cui versavano le casse del comune non vi fu dato seguito..
La questione venne ripresa in esame due anni più tardi, dopo la nomina a Podestà di Venezia di Alessandro Marcello. I lavori erano oramai diventati urgenti in quanto ai problemi segnalati in precedenza si era aggiunto un parziale cedimento della volta superiore dell'edificio che sosteneva la campana coi Mori. Nel 1857 venne quindi fatto un nuovo sopralluogo e avviati i lavori di ripristino..
Il restauro interno ed esterno della torre venne iniziato nel marzo del 1858 sotto la direzione dell'ingegner Giannantonio Romano. L'intervento più importante fu il rifacimento della volta dell'ultimo piano che sosteneva il peso della campana e dei Mori. Venne realizzato un arco di sostegno rinforzato con sei tiranti in ferro e il vecchio pavimento in legno foderato di piombo venne sostituito con lastre di pietra al fine di realizzare una terrazza praticabile. Altro importante intervento fu il rifacimento e innalzamento di circa un metro del basamento su cui posavano le campane e le statue dei Mori, così che esse potessero essere viste più facilmente dalla piazza sottostante. All'interno vennero sostituite le scale in legno con una unica scala a chiocciola in metallo che conduce dal primo piano all'ultimo, e una seconda scala a chiocciola per salire sulla terrazza protetta da una botola a cupola. Interventi minori riguardarono gli esterni, il mosaico e la pittura delle parti decorative delle facciate, sia quella che dà su Piazza San Marco sia quella che dà sulla Merceria. Altri interventi riguardarono la sistemazione di marmi e intonaci delle ali della costruzione. I lavori edili furono considerati conclusi il 23 febbraio 1859 a seguito di positivo collaudo da parte della Commissione all'Ornato..