La chiesa parrocchiale della Santissima Trinità è un luogo di culto cattolico situato nella cittadina di Marino, nell'area dei Castelli Romani, in città metropolitana di Roma Capitale.
Dal 1985 è una chiesa parrocchiale della sede suburbicaria di Albano.
Nella chiesa è custodito dal 1637 il Santissimo Crocifisso di Marino.
Storia Dalle origini alla chiusura del Collegio.
Un primo luogo di culto dedicato alla Trinità venne fondato per iniziativa di un sacerdote originario di Varese, don Pietro Gini, il quale soggiornando a Marino decise di costruirvi con il proprio denaro una chiesa, sulla quale ottenne il giuspatronato da papa Clemente VIII con un Breve apostolico datato 1° marzo 1603.
Nel 1614 don Pietro Gini morì e la chiesa, la casa annessa e 1500 scudi andarono ai Chierici regolari minori (padri Caracciolini), con la condizione che i Colonna, duchi di Marino, sarebbero subentrati nella proprietà qualora i religiosi sarebbero andati via da Marino. Alla comunità religiosa fu concessa anche un'oncia d'acqua della fontana pubblica, che alimentò una fontana abbeveratoio documentata ancora nelle cartoline del periodo tra le due guerre mondiali. I padri Caracciolini si stabilirono a Marino il 7 giugno 1615.
Considerata la necessità di ampliare il convento e la chiesa, i religiosi acquistarono i terreni e le aree ed il 27 marzo 1635 fu posta la prima pietra dell'attuale chiesa.
La chiesa fu completata intorno al 1640, ma ancora nel 1717 papa Clemente XIV donò 600 scudi per la realizzazione dell'abside. Grazie ai contributi ed all'interessamento di vari personaggi furono completati la sacrestia, il refettorio, il coro, due cantine ed il cortile, gli stucchi della chiesa e la gradinata esterna, l'appartamento sopra la sacrestia, i gradini dell'altare maggiore. Nel 1713 il duca Lorenzo Onofrio Colonna concesse ai religiosi un appezzamento di terreno, coincidente con l'area della moderna via monsignor Guglielmo Grassi, urbanizzata negli anni Cinquanta del XX secolo.
Nell'agosto 1636 i Caracciolini ottennero dal duca Filippo I Colonna la cura della cappella presso le cave di peperino che ospitava l'immagine ritenuta miracolosa del Santissimo Crocifisso di Marino. Il 14 giugno 1637, malgrado la chiesa non fosse ancora completata, il Crocifisso venne solennemente trasportato all'interno, e collocato inella seconda cappella laterale sinistra.Carlo Bartolomeo Piazza, La gerarchia cardinalizia, Roma 1703, p. 298.
Il 17 giugno 1749 papa Benedetto XIV pranzò nel nuovo "appartamento a levante" del convento, che era stato costruito nel 1747 con il contributo dell'ambasciatore portoghese Emanuele Pereyra de Sampajo.
Nel 1766 la Comunità di Marino affidò l'istruzione scolastica maschile ai Chierici regolari minori, che si obbligarono a fornire un maestro per la scuola elementare, un maestro di grammatica e retorica, ed un maestro di filosofia, in cambio di 80 scudi annui.
A causa dello scadimento del livello di istruzione assicurato dai padri alla Comunità, a seguito dell'interessamento di papa Gregorio XVI, nel 1835 i padri Caracciolini furono sostituiti dai Padri della Dottrina Cristiana (padri Dottrinari). Questa nuova comunità religiosa prese in carico l'istruzione maschile dei marinesi.
La "chiesa comunale del collegio" e l'istituzione della parrocchia.
Dopo l'annessione del Lazio al Regno d'Italia, nel dicembre 1870 il Comune acquisì al patrimonio pubblico la chiesa ed il convento, mandando via i religiosi. L'edificio dell'ex-collegio ospitò gli uffici comunali fino alla costruzione del nuovo Palazzo Comunale, nel 1884, mentre la chiesa era chiamata "chiesa comunale del collegio".
Nel 1919 l'edificio dell'ex-collegio venne acquisitato dal marchese Achille Fumasoni Biondi per 60.000 lire, ma il Comune rimase proprietario della chiesa, pur consentendo alla famiglia Fumasoni Biondi di utilizzarla. Perciò nel 1920 Achille Fumasoni Biondi fece restaurare la chiesa, e risistemò la facciata con la vetrata centrale e la seguente iscrizione latina:
La chiesa ospitò i sepolcri gentilizi delle famiglie Silvestri, Marchetti e Fumasoni.
Successivamente il luogo di culto subì un lento e progressivo abbandono, che ne determinò la chiusura al pubblico nel 1965 a seguito di un sopralluogo del Genio Civile.
Le funzioni religiosi vennero celebrate per alcuni anni nei locali dell'ex-collegio attiguo alla chiesa, dove erano ospitate le scuole comunali. La comunità parrocchiale del rione Crocifisso si prodigò nella raccolta di fondi per il restauro della chiesa di quartiere, che fu possibile anche grazie al ruolo di guida esercitato da un religioso dell'Ordine dei frati minori, padre Anselmo Padovani.
Tra il 1972 ed il 1975 vennero eseguiti alcuni lavori di restauro, compreso il rifacimento del tetto con struttura in cemento armato e le riparazioni dell'arco trionfale del presbiterio lesionato, del catino absidale e della cella campanaria. Nel 1977 venne adeguato il presbiterio alle nuove disposizioni conciliari, su progetto dell'architetto marinese Vincenzo Antonelli.
Al termine dei lunghi e laboriosi lavori di recupero della chiesa, nel 1985, la chiesa della Santissima Trinità venne eretta chiesa parrocchiale.
Nel 2001 sono stati eseguiti nuovi lavori di restauro e consolidamento della facciata e del campanile.
Architettura
Esterno La facciata è alta venti metri ed è tripartita verticalmente da tre lesene: nella parte centrale, vi è l'unica porta d'ingresso sormontata da una finestra murata in cui è inserita l'immagine di san Francesco Caracciolo, fondatore dei Chierici regolari minori, raffigurata su maioliche.
Nel timpano in alto compare lo stemma di papa Benedetto XV, inserito durante il restauro del 1920, mentre i festoni ed i fregi risalgono alla facciata originaria del 1635.
All'ingresso si accede tramite una scalinata in peperino a doppia rampa. Il portone di ingresso risale al 1977.
Interno L'attuale aspetto dell'interno della chiesa è dovuto agli interventi di restauro portati avanti tra il 1979 ed il 1982, che hanno compreso l'integrale rifacimento del pavimento.
La chiesa è a navata unica, lunga trenta metri e larga dieci, con sei cappelle laterali - tre per lato - ed un abside. Il soffitto, alto quattordici metri, è voltabottato, e la luce entra attraverso sei finestre (rifatte nel 1982) situate nella parte superiore delle pareti laterali.
Cappelle sul lato sinistro.
Nella seconda cappella a sinistra è ospitato il Santissimo Crocifisso di Marino, immagine sacra dipinta su peperino traslata in questa chiesa nel 1637. Lo storico ottocentesco marinese Girolamo Torquati fornisce le dimensioni dell'immagine in pollici: alta 39 pollici, larga 32 pollici e mezzo e profonda 12 pollici.
Cappelle sul lato destro.
Nella prima cappella a destra si trova un dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù e due santi, attribuito al pittore Filippo Evangelisti (1684 - 1761), allievo di Carlo Maratta.
Abside.
Dietro l'altare maggiore c'è una Trinità di 2.41 × 1.50 metri attribuita tradizionalmente a Guido Reni (1575-1642)Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, vol. II p. 318.Gaetano Moroni, op. cit., vol. XLIII p. 41.: tuttavia gli ultimi studi propenderebbero per attribuirla al pittore Giovanni Francesco Gessi (1588-1645), contemporaneo del Reni.
Note
Bibliografia
Voci correlate Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Marino)
Altri progetti
Collegamenti esterni
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