La chiesa di Santa Maria delle Grazie è un luogo di culto cattolico della città di Marino, in città metropolitana di Roma Capitale.
Dal 1917 è una chiesa parrocchiale della sede suburbicaria di Albano.
La chiesa è annessa alla struttura dell'ex-convento dei padri Agostiniani, di proprietà comunale.
Questo luogo di culto fu sede della Confraternita del Gonfalone di Marino fino al 1580.
Storia La fondazione della chiesa deve essere probabilmente avvenuta come oratorio della Confraternita del Gonfalone di Marino, posto al di fuori dell'abitato medievale, lungo la via tra Marino e Roma. Una prima chiesa a navata unica potrebbe essere stata edificata tra il 1490 ed il 1495, e fin da subito dedicata alla Madonna delle Grazie. In questo caso, la chiesa andrebbe considerata la chiesa più antica di Marino ancora esistente.
Mons. Alberto Galieti, autore di studi storico-artistici sulle chiese della diocesi di Albano, ritenne probabile attribuire a questa chiesa una iscrizione esistente su una campana risalente al 1262, copiata da un autore del XVII secolo in una chiesa di Santa Maria a Marino.
L'edicola della Madonna sopra l'altare maggiore è datata al 1497 da una iscrizione di cui si conservato il testo e dagli elementi araldici decorativi, che rimanderebbero alla committenza di Agnesina di Montefeltro, figlia del duca di Urbino Federico e di Battista Sforza, che sposò il signore di Marino Fabrizio I Colonna proprio a Marino nel 1489.
L'erudito ottocentesco Gaetano Moroni, nel suo Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, riportò la notizia che il 13 aprile 1580 la Confraternita del Gonfalone cedette la chiesa e i terreni attigui ai padri Agostiniani, affermando che si conservava ai suoi tempi l'istromento notarile della cessione. Una comunità di religiosi agostiniani, che si occupavano della gestione della chiesa e di un vicino ospedale "per li poveri viannanti", è attestata nel catasto delle proprietà della famiglia Colonna,Archivio Colonna, III KC 2, Catasto di Marino. iniziato nel 1566 ma contenente aggiornamenti risalenti anche agli anni Ottanta del secolo.
In una nota contenente la descrizione delle chiese e dei benefici della sede suburbicaria di Albano, risalente al 1569 e conservata nell'Archivio storico diocesano, la chiesa aveva annesso un ospedale, possedeva 20 scudi l'anno d'entrata ed era officiata da un sacerdote spagnolo, Don Antonio, pagato dieci carlini al mese dalla Confraternita del Gonfalone.
Il cardinale Girolamo Colonna si interessò alla chiesa promuovendo diverse committenze, tra cui probabilmente la facciata, risalente al 1634 ed eseguita su disegno dell'architetto Vincenzo della Greca, attivo in altre committenze da parte del cardinale.
La chiesa venne eretta parrocchia il 25 luglio 1917, ed affidata ai padri Agostiniani fino al 1954.
Nel 1964 vennero eseguiti lavori di restauro all'interno della chiesa ed alla facciata, con la realizzazione della cancellata. L'ultimo restauro della facciata risale al 1998.
Descrizione Cappelle sul lato destro.
Altare di Sant'Antonio da Padova. Altare di San Rocco. L'altare ospita un dipinto raffigurante san Rocco, attribuito al pittore Alessandro Mattia da FarneseIn passato era stato attribuito, senza fondamento, al Domenichino. e datato intorno al 1657, realizzato per l'oratorio di San Rocco, non più esistente, che era situato nell'omonima località lungo la via Maremmana verso Grottaferrata. Una copia di questo dipinto è conservata presso la basilica di San Barnaba. Altare di San Nicola da Tolentino (ora della Madonna incoronata). Altare della Madonna della Cintola (transetto destro). Ospita una tela ad olio del 1724 raffigurante la Madonna attorniata dai santi Monica ed Agostino.Cappelle sul lato sinistro. Cappella priva di altare. Ospita una tela ad olio raffigurante lo "Sposalizio di Maria e Giuseppe", databile tra il 1590 ed il 1610. Altare del Crocifisso. Ospita una "Crocifissione" copia dall'originale di Scipione Pulzone conservato nella Chiesa Nuova a Roma. Altare di Santa Rita da Cascia. Altare del Sacro Cuore di Gesù (transetto sinistro). Ospita un dipinto contemporaneo dell'artista Dyalma Stultus. L'edicola monumentale, con stemma del cardinale Girolamo Colonna, può essere datata intorno al 1650.Altare maggiore.'''
Al centro dell'edicola dell'altare maggiore si trova un affresco con la "Madonna delle Grazie''", raffigurata nell'atto di aprire il suo mantello per offrire protezione ad un gruppo di penitenti, nei quali sono raffigurati i confratelli del Gonfalone (in passato chiamati "Raccomandati di Maria"), il parroco di Marino che dedicò l'altare nel 1497, Matteo Narciso, ed un personaggio con tiara papale, forse papa Clemente IV, che riconobbe la Confraternità del Gonfalone. L'affresco, vista la datazione dell'altare, potrebbe essere attribuito ad un artista attivo nell'ambito della scuola di Benedetto Bonfigli, specializzata nella realizzazione di gonfaloni per le confraternite. In passato, senza fondamento, l'affresco è stato attribuito a Benozzo Gozzoli, al quale però non può essere attribuito né per stile, né per datazione.
Ai lati dell'edicola ci sono due statue in legno raffiguranti i santi Lorenzo (a destra) e Paolo (a sinistra).
Parroci P. Luigi Ascenzi O.S.A. (1917 - 1921) P. Agostino Martello O.S.A. (1921 - 1927) P. Vincenzo Romano O.S.A. (1927 - 1936) P. Enrico Fumeri O.S.A. (1936-1939) P. Mario Luongo O.S.A. (1939 - 1951) P. Roberto Fastella O.S.A. (1951 - 1952) P. Agostino Rossi O.S.A. (1952 - 1954) Don Bruno Fatali (1954 - 2010) Don Adriano Paganelli
Il convento L'edificio annesso alla chiesa si è espanso a partire dall'ospedale citato nei documenti del XVI secolo fino al convento attuale, che nel 1650 era stato completato da una "fabrica nuova" e risultava dotato di 13 celle, il chiostro, la foresteria, un tinello, un giardino recintato da muro e circa due ettari di terreno per la semina. La foresteria venne ampliata nel 1722. Nel 1650 la rendita del convento ammontava a 658 scudi, raddoppiata a 1300 scudi nel 1717.
Il 18 marzo 1729 il convento ospitò papa Benedetto XIII in viaggio da Roma a Benevento. Tra il 1737 ed il 1750 il convento ospitò il noviziato; pià tardi fu adibito a luogo di villeggiatura dei padri generali dell'Ordine.
L'8 maggio 1770 il convento annesso alla chiesa ospitò il passaggio di Leopold Mozart e di suo figlio Wolfgang Amadeus, in viaggio da Roma verso Napoli.
Durante il periodo napoleonico (1809-1814), a seguito delle leggi eversive dell'asse ecclesiastico, il convento fu preso in affitto dal tipografo romano Paolo Salviucci; questi diede alloggio alla famiglia di Paolo Mercuri, che qui apprese l'arte dell'incisione, vivendo a Marino dal 1809 al 1813.Luigi Aversano, Paolo Mercuri incisore, Marino 1955.
Gaetano Moroni riporta i nomi di alcuni confratelli del convento che si distinsero per cultura o esempio di vita: i marinesi Gregorio Boezio ed Agostino Bonacci ed il romano Agostino Usardi.
Dopo l'acquisizione al patrimonio comunale nel 1879, una parte della struttura del convento ospitò per molti decenni l'asilo infantile, intitolato a Umberto I di Savoia, gestito dalle Suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret (popolarmente dette "Cappellone"); dopo la seconda guerra mondiale, l'edificio ospitò famiglie di sfollati fino alla fine degli anni Sessanta.
Tra il 1998 ed il 2000 la struttura fu oggetto di un importante restauro, diretto dall'architetto Rocca e finanziato dalla Provincia di Roma, ed ha ospitato per alcuni anni un ostello della gioventù gestito da cooperative. L'ostello ha chiuso nel 2015, e da allora il complesso è chiuso al pubblico.
Note
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Maria delle Grazie Maria delle Grazie Marino Categoria:Chiese barocche del Lazio