L'educazione sessuale è l'educazione rivolta sia ai giovani che agli adulti di ogni età che ha per oggetto l'anatomia e la fisiologia dell'apparato genitale, i cambiamenti che avvengono durante la pubertà, la psicologia, come funziona l'attività sessuale (sia pratiche penetrative che non penetrative), le problematiche di tipo morale (e.g., il tema del consenso e dell'autodeterminazione sessuale) e come si prevengono i comportamenti sessuali a rischio.

I tipici canali dell'educazione sessuale sono i genitori, gli insegnanti che seguono primariamente le indicazioni del MIUR, poi delle Regioni o Provincie, con le loro direttive specifiche, sino ad arrivare alle decisioni dei singoli Istituti Scolastici, nella loro autonomia didattica), gli educatori a vario livello (e.g., psicologi e sessuologi), i propri pari (e.g., gli amici) e internet (e.g., enciclopedie online, siti web a tema educazione sessuale, siti di pornografia, software di intelligenza artificiale).

Generalità Generalità sull'insegnamento dell'educazione sessuale L'educazione sessuale fa parte del curriculum di molte scuole in tutto il mondo, in cui una parte del monte-ore annuale viene impiegata a educare i ragazzi su temi sessuali, ma in molti Paesi rimane materia controversa. Gli argomenti di controversia sono tipicamente l'età a partire dalla quale si dovrebbe cominciare a impartire agli studenti l'educazione sessuale e quali argomenti si debbano toccare.

Nel 1936 Wilhelm Reich scrisse che l'educazione sessuale dei suoi tempi era diseducativa perché si limitava alla biologia, senza toccare gli aspetti psicologici dell'attrazione e delle pulsioni, che erano quelli a cui gli adolescenti erano più interessati.Reich (1936) Die Sexualität im Kulturkampf, (pp.198-9 dell'edizione italiana)

In molti Paesi l'educazione sessuale è oggetto di discussioni animate. I punti che più generano controversia sono: se sia bene includere argomenti come la sessualità infantile, l'uso di anticoncezionali come il profilattico e la "pillola" e i loro possibili benefici, le ragazze-madri e le malattie trasmesse sessualmente, come l'AIDS. Una campagna contro il sesso prematrimoniale portata avanti da gruppi conservatori negli USA è stata la causa principale di queste controversie. Dal punto di vista statistico si può notare come Paesi con tradizioni conservatrici verso l'educazione sessuale, inclusi l'Inghilterra e gli Stati Uniti, hanno una percentuale più elevata di malattie sessuali e di ragazze-madri.

Il diffondersi dell'AIDS ha dato nuovo impulso all'importanza dell'educazione sessuale. In molte nazioni dell'Africa dove l'HIV-AIDS è diffuso a livello epidemico nella popolazione, l'educazione sessuale è considerata dalla gran parte degli scienziati come una strategia essenziale del Ministero della Salute di ogni Paese. Alcune organizzazioni internazionali come Planned Parenthood ritengono che i programmi di educazione sessuale portino benefici a livello globale, come per esempio il controllo del rischio di sovrappopolazione e il progresso dei diritti delle donne.

Primo approccio alla sessualità (la famiglia) I genitori, sin dai primi anni di vita del bambino o della bambina, sono chiamati all'importante compito di dare una corretta informazione e formazione, anche in questo campo. Le prime curiosità sono solitamente le più difficili da soddisfare, ma proprio per questo sono anche quelle che è più importante affrontare in modo corretto. In questo viene in aiuto la copiosa letteratura specifica, ma la disponibilità e l'apertura dei genitori nei confronti dei figli sono l'aiuto più grande che i piccoli ricevono per il loro corretto sviluppo intellettuale ed emotivo.

La reazione alle prime manifestazioni della sessualità è un'impronta comportamentale che influenzerà il resto della vita.

Educazione alla sessualità e alla affettività (la scuola) Negli ultimi anni nella scuola italiana, pur nella inevitabile differenziazione anche da istituto a istituto, si è affermato un approccio al tema di tipo collegiale. Innanzitutto è quasi sempre previsto un corso specifico, formato anche solo da alcune lezioni su uno o più argomenti particolari, nell'anno conclusivo della scuola secondaria di primo grado (cioè in terza media). Non mancano esperienze nella scuola primaria (scuola elementare) e approcci più approfonditi nella scuola secondaria superiore.

L'educazione alla sessualità e all'affettività, anche se può essere trattata da un solo docente della classe, solitamente l'insegnante di Scienze, viene concordata, di prassi, con l'intero Consiglio di classe, e partecipano, a vario titolo, gli insegnanti di Letteratura, di Religione e di Educazione fisica. Nella programmazione questa attività coinvolge anche i genitori, che possono essere solo i genitori eletti come rappresentanti, o tutti i genitori, con riunioni aperte alle famiglie; in Italia, dal 2025 il coinvolgimento dei genitori è necessario per avere il permesso di impartire ai figli l'educazione sessuale. In alcune regioni o province sono presenti anche interventi di personale delle ASL o del SSN per attività di approfondimento, specialmente per quanto riguarda gli aspetti psicologici e i particolari, adatti all'età dei ragazzi, attinenti al rapporto sessuale, i metodi anticoncezionali, le malattie sessualmente trasmissibili, l'igiene personale, le dipendenze e il consultorio.

L'educazione sessuale di solito descrive l'origine e lo sviluppo di un nuovo essere umano, partendo dalla fecondazione, parlando poi dello sviluppo dell'embrione e del feto, per arrivare al parto. Il tipo di attività che svolge ogni singola classe, tuttavia, non è definibile con precisione, perché, come si è detto, in questo caso le variabili sono molte.

A questo proposito, il Gruppo di Lavoro Sessuologia dell'Ordine degli Psicologi delle Marche, ha condotto una ricerca sul gradimento e accettazione da parte della popolazione italiana, dell’insegnamento della educazione sessuale e affettiva nella scuola.Marianna Agostinelli, Leonardo Boccadoro, Alessia Carsughi, Francesca Coluccini, Elena Grilli (2016). L’insegnamento dell’educazione sessuale nella scuola. Psico-in, anno XII/1, 2016. Il sondaggio ha utilizzato un questionario creato dallo stesso gruppo di lavoro e il risultato ha indicato che, per il 95% dei soggetti rispondenti, l’educazione sessuale dovrebbe essere una materia obbligatoria di insegnamento; inoltre in Italia, diversamente da altri paesi dell'Unione Europea, al 2016 non esisteva una normativa che prevedeva la sistematicità di questa didattica.

Educazione sessuale e aspetti religiosi Molte religioni intervengono in materia di rapporti sessuali e quindi di educazione sessuale. Il tipo di organizzazione statale influisce fortemente su questo aspetto. Per alcuni è compito dello Stato insegnare questa materia, per altri tale compito è prerogativa della famiglia. L'enorme differenziazione delle posizioni rende impossibile trattare esaurientemente questo tema, e si rimanda alle voci delle singole confessioni religiose per i necessari approfondimenti.

Educazione sessuale inclusiva

Se si dimentica che ogni essere umano è un individuo che merita rispetto in ogni sua espressione (a condizione che sia rispettata la libertà di tutti), possono insorgere problematiche riguardo all'insegnamento dell'educazione sessuale, frutto di pregiudizio o di rifiuto di chi viene ritenuto diverso, malato, deviato o affetto da perversione di natura sessuale. Ad esempio le persone lesbiche, gay, bisex, o transessuali (LGBT) possono potenzialmente subire azioni discriminatorie, che vanno dal bullismo, alla violenza al rifiuto durante le lezioni di educazione sessuale.

I loro problemi possono essere ignorati, talvolta anche per la discrezione o il timore degli stessi ragazzi che non hanno la possibilità o il coraggio di manifestare la loro posizione. Una corretta educazione sessuale prevede spazi anche per questi temi e la sensibilità di alcuni insegnanti può superare le difficoltà iniziali. In assenza di aperte discussioni questi giovani, in una fase delicata della loro crescita, possono subire danni alla loro personalità se non sono trattati come tutti gli altri.

Studi sull'insegnamento dell'educazione sessuale Il dibattito sulle ragazze-madri e le malattie sessuali ha fatto nascere ricerche sulla reale efficacia dei vari approcci all'educazione sessuale. In una analisi comparativa, DiCenso et al. hanno messo a confronto i programmi di educazione sessuale completa con quelli di sola astinenza. La loro analisi di varie ricerche ha dimostrato che i programmi di sola astinenza non riducono il tasso di gravidanze non volute tra le donne che li hanno frequentati, anzi lo aumentano.

I ricercatori concludono: '"Ci sono buone prove indicanti che i programmi di educazione sessuale dovrebbero cominciare molto prima di quanto si fa oggi. Dobbiamo investigare i fattori sociali che determinano le gravidanze non volute tramite vaste ricerche su differenti fasce di età a partire dai primi anni di vita e utilizzarle poi nei futuri programmi di prevenzione.

Dovremmo esaminare con cura i Paesi con bassa percentuale di ragazze-madri. Per esempio i Paesi Bassi ha uno dei tassi più bassi al mondo (8.1 per 1000 tra le ragazze dai 15 ai 19 anni). Ketting e Visser hanno pubblicato un'analisi sui motivi di tale successo. Questa tavola comparativa mostra le notevoli differenze con altre nazioni: 93.0 per 1000 negli Stati Uniti d'America 62.6 per 1000 in Inghilterra e Galles 42.7 per 1000 in Canada 15.1 per 1000 in Belgio (1996)

Un altro modo per verificare se certi tipi di programmi di educazione sessuale sono più produttivi di altri consiste nell'esaminare programmi che funzionano con altri tipi di comportamenti pericolosi negli adolescenti. Per esempio, Botvin et al. hanno trovato che programmi scolastici tesi a prevenire l'uso della droga nelle scuole medie inferiori (dodici-quattordicenni) hanno portato a notevoli e durevoli riduzioni dell'uso di tabacco, bevande alcoliche e Cannabis a condizione che vi fosse insegnata una combinazione di tecniche per resistere alle pressioni sociali e di abilità generiche di vita pratica, che fossero ben condotti e che includessero almeno due anni di lezioni periodiche di richiamo.

Inoltre, poche iniziative educative e mediche sono progettate tenendo presente i suggerimenti degli adolescenti. Questi hanno suggerito che tali iniziative dovrebbero essere più pragmatiche, con meno enfasi sulla biologia e su tattiche di spavento. Dovrebbero dare più spazio alle tecniche di patteggiamento e di buona comunicazione nelle relazioni sessuali. Inoltre, nomi e indirizzi di cliniche specializzate in sanità sessuale dovrebbero essere visibili nelle zone più frequentate dai giovani, come per esempio le toilettes delle scuole e i supermercati.

Una rivista statunitense, Emerging Answers (pubblicata dalla National Campaign to Prevent Teenage Pregnancy), ha esaminato 250 ricerche effettuate su vari programmi di educazione sessuale. La rivista è giunta alla conclusione che "la grande maggioranza dei dati raccolti dimostra che l'educazione sessuale che tratta anche degli anticoncezionali non induce chi vi ha partecipato a più frequente attività sessuale."

L'educazione sessuale nel mondo

Stati Uniti d'America Negli Stati Uniti d'America quasi tutti gli studenti ricevono qualche forma di educazione sessuale almeno una volta nella scuola media inferiore o superiore. Molte scuole cominciano a trattare qualche argomento negli ultimi anni delle elementari. A ogni modo, ciò che gli studenti imparano varia molto da scuola a scuola perché le decisioni sul curriculum sono decentralizzate. Molti Stati hanno leggi che regolano quanto si insegna nelle lezioni di educazione sessuale, ma lasciano comunque decidere ai genitori se permettere ai figli di seguirle. Alcuni Stati lasciano ai singoli distretti scolastici le decisioni sul curriculum.