La regione geografica italiana, anche chiamata regione fisica italiana, regione italiana, Italia fisica o Italia geografica, è delimitata dalla catena delle Alpi e dal Mar Mediterraneo; il suo territorio comprende una penisola che si allunga da nord-ovest a sud-est e che è percorsa per tutta la sua lunghezza dagli Appennini. È una regione geografica europea che fa parte dell'Europa meridionale e di quella occidentale.

È composta da una parte continentale, una peninsulare e una insulare. Confina a nord-ovest con la regione francese

Cos'è la Geografia

, a nord con la regione alpina e a nord-est con la regione balcanica. Al di là del mare guarda la penisola iberica ad ovest, oltre il Mar di Sardegna; la penisola balcanica ad est, oltre il Mare Adriatico; la Tunisia e la Libia a sud, oltre il Canale di Sicilia; la Grecia a sud-est, oltre il Mare Ionio.

I confini della regione geografica italiana non corrispondono esattamente con quelli della Repubblica Italiana e alcuni loro dettagli sono descritti variamenteMauri, A., La presentazione di una storia delle frontiere orientali italiane: una occasione per riflettere sulle determinanti storiche, economiche e geopolitiche dei confini, Working Paper n. 2007-41, Università degli Studi di Milano, 2007. Secondo la tradizione e la convenzione e più largamente accettata, sono costituiti a nord dallo spartiacque alpino principale delle Alpi italiane, avente come limite orientale il passo di Vrata e come limite occidentale il crinale che dallo spartiacque principale alpino giunge sino alla foce del fiume Varo. Ad est comprende dunque l'Istria e secondo alcune fonti anche le vicine isole di Cherso e Lussino. Per quel che riguarda le isole, sono incluse le isole maggiori di Sicilia, Sardegna e Corsica, oltre a tutte le isole minori che circondano le coste italiane, comprese quelle del Canale di Sicilia che sorgono sulla piattaforma continentale europea, come l'arcipelago Maltese.

Secondo i confini descritti, la superficie della regione geografica italiana è di circa , di cui la quasi totalità, ossia circa , è occupata dalla Repubblica Italiana, stato che comprende comunque alcuni limitati territori posti fuori dei confini fisici. Sono interamente inclusi nella regione geografica italiana i territori di quattro piccoli stati indipendenti: la Repubblica di Malta, la Repubblica di San Marino, il Principato di Monaco e la Città del Vaticano. Il rimanente territorio della regione italiana appartiene alla Francia (il Nizzardo, la Corsica e alcuni territori nei pressi dello spartiacque alpino), alla Svizzera (il Canton Ticino e alcune alte valli del versante mediterraneo), alla Slovenia (la parte della Venezia Giulia ricadente in questo Stato) e alla Croazia (Istria e Fiume).

Etimologia del nome "Italia"

Il significato del termine Italia è stato oggetto di ricostruzioni non soltanto da parte di linguisti ma anche di storici, tradizionalmente attenti alla questione; non sempre, tuttavia, ci si trova di fronte ad etimologie in senso stretto bensì ad ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla ricostruzione specificatamente linguistica del nome, e che con il tempo hanno formato un ricco corpus di soluzioniAlberto Manco, Italia. Disegno storico-linguistico, 2009, Napoli, L'Orientale, ISBN 978-88-95044-62-0. tra le quali sono numerose quelle che si riferiscono a tradizioni (come ad esempio l'esistenza di un re di nome Italo) o comunque fortemente problematiche.

Sin dall'antichità si è ipotizzato che il nome derivi dal vocabolo Italói, termine con il quale i Greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della penisola, la regione a sud dell'odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significherebbe quindi “abitanti della terra dei vitelli”.

Quel che è solitamente giudicato come certo è che il nome inizialmente indicasse solo quell'estrema parte della Calabria che giace a sud dei golfi di Sant'Eufèmia e di SquillaceAntioco di Siracusa (Dion. Halic., I, 35); successivamente il nome "Italia" fu esteso sino al Cilento e alla Lucania, tra il fiume Lao e MetapontoStrabone, Geografia, VI, 24. Luca Cerchiai, Popoli e culture dell'Italia preromana - Gli Enotri, in Il Mondo dell'Archeologia (2004), Enciclopedia Treccani..

Man mano il nome "Italia" fu utilizzato per indicare un territorio sempre più vasto, estendendosi progressivamente e inarrestabilmente verso nord: nel IV secolo a.C. esso si estese sino a Posidonia e TarantoDionigi d'Alicarnasso, I, 74, 4; Strabone, V, 209.; intorno al 300 a.C. si allargò a tutta la CampaniaTeofrasto, presso Athen., II, 43 b. All'inizio del III secolo a.C. si definiva "Italia" quasi tutta la penisola, dalla Toscana (fiume Arno) alle Marche (fiume Esino), unificata sotto la dominazione romana. Pochi decenni dopo, il limite settentrionale fu spostato ad ovest dall'Esino al Rubicone e ad est sino a comprendere la Liguria, sembra per opera di Silla. Fu con Augusto che il nome "Italia" fu portato a corrispondere quasi esattamente con il significato attuale: il limite settentrionale fu fatto coincidere con le Alpi, con limite occidentale il fiume Varo e quello orientale il fiume Arsa, in IstriaLuca Cerchiai, Popoli e culture dell'Italia preromana - Gli Enotri, in Il Mondo dell'Archeologia (2004), Enciclopedia Treccani.. Con Diocleziano, infine, il nome "Italia" fu esteso anche alla Sicilia, alla Sardegna e alla Corsica, ossia a tutta la regione geografica italiana.

Descrizione miniatura|upright=2|Italia continentale, peninsulare e insulare, con confronto tra i confini della Repubblica Italiana (in nero) e della regione italiana (in rosso) Geografia fisica La regione italiana si suddivide in Italia continentale, Italia peninsulare e Italia insulare. Italia continentale ed Italia peninsulare sono separate dall'istmo La Spezia-Rimini, che corre grossomodo lungo l'Appennino tosco-emiliano e va dall'imboccatura del fiume Magra a quella del fiume Marecchia o, secondo altri, del fiume Rubicone.

Da notare, comunque, che gli abitanti delle isole usano il termine continente per designare il resto dell'Italia, ossia l'insieme dell'Italia peninsulare e dell'Italia continentale. L'Italia continentale è detta a volte "Padania" e la parte peninsulare è detta a volte "Penisola Appenninica" o, molto raramente, "Appenninia".

Limiti geografici I limiti naturali della regione italiana, segnati dallo spartiacque alpino e dal mare, sono relativamente chiari, tranne che agli estremi occidentali e orientali delle Alpi.

Ai confini orientali si indicano tradizionalmente la catena delle Alpi Giulie e il golfo del Quarnaro, a cui fa riferimento anche Dante Alighieri. Tuttavia resta disponibile un'ampia gamma di altre tesi, tra cui l'ipotesi minimale di una frontiera lungo il corso dell'Isonzo (propugnata in passato dall'Austria), che escluderebbe l'alta valle dell'Isonzo, Trieste e l'intera Istria. All'interno di queste ipotesi si collocano anche vari confini storici, diligentemente elencati dallo storico ed esule chersino Luigi Tomaz ne "Il confine d'Italia in Istria e in Dalmazia", fra i quali, nell'assetto regionale augusteo dell'Italia romana, il limes di natura amministrativa lungo il fiume Arsa, che segnava la fine della Regio X Venetia et Histria.

Pertanto a est, nonostante il carattere più depresso dell'orografia e la scarsità dell'idrografia superficiale che si riscontrano nella regione a mezzogiorno del passo di Nauporto - nei pressi di Postumia, la continuità del baluardo montano è assicurato dai rilievi posti tra il Monte Pomario e il Monte Nevoso, suo pilastro terminale, dove esso raggiunge il golfo del Quarnaro e la baia di Buccari, immediatamente a sud-est di Fiume. A oriente, quindi, il limite estremo d'Italia viene generalmente individuato presso Buccari. A sud-est del passo di Nauporto e a nord-ovest del monte Pomario, invece, la tracciabilità del confine naturale è alquanto difficile, dal momento che in questa zona lo spartiacque idrografico non coincide con la catena orografica, caratterizzata peraltro da cime piuttosto esigue.

Per quanto riguarda le isole di Cherso e Lussino, la loro appartenenza alla regione geografica italiana può variare in funzione delle fonti e delle interpretazioni. Secondo alcuni, in particolare, esse sono incluse nella regione geografica italiana in quanto queste isole sarebbero la naturale continuazione dell'Istria, essendo, tra l'altro, più vicine alle coste istriane che a quelle dalmate.

Al contrario, a ovest il confine, incontestato e facilmente definibile tra Canton Vallese, Savoia, Valle d'Aosta e Piemonte, in prossimità della costa può essere rappresentato da quel contrafforte delle Alpi Marittime che, staccandosi dallo spartiacque padano-francese in corrispondenza del Monte Clapier, segue il Massiccio dell'Authion, che culmina nel Monte Bego, e divide il bacino del Roia a est dai bacini del VaroAlcuni geografi propongono il fiume Roia al posto del Varo. Si veda: , che riporta entrambi i criteri. e del Paglione a ovest, annullando altresì il saliente creato dalla valletta laterale del Bevera includendo la conca di Mentone, orograficamente separata da tutto; innestandosi così il confine a Capo d'Aglio, vi è ricompreso l'intero Principato di Monaco.A testimonianza della naturalità orografica di tale linea, si ricorda come essa fu usata nell’autunno-inverno 1944-1945 dalla Wehrmacht come migliore linea di difesa della Repubblica Sociale Italiana dalle armate franco-americane insediatesi in Provenza dopo la liberazione della Francia. Ancor più indietro, già un esercito tedesco aveva usato la stessa linea quando l’armata austriaca alleata dei Savoia si era posta sulla difensiva contro i rivoluzionari francesi tra il 1793 e il 1796.Come già accennato più sopra, questa tesi fu accolta da Ottaviano Augusto nel tracciare i confini dell’Italia nella zona. Questa soluzione permette di avvicinare il confine della regione geografica italiana a quello etno-linguistico tra parlate liguri intemelie e parlate occitane del Nizzardo.

Proprio per la caratteristica di essere orograficamente separata da tutto, però, la conca di Mentone può essere anche non ricompresa nel confine naturale d'Italia; in quest'ultimo caso il limite geografico si ricongiungerebbe all'attuale confine di Stato internazionale all'altezza del monte Buletta, corrispondendo con esso fino al mare (n.b. lo spartiacque della valle del Roja è in realtà situato qualche decina di metri più a est rispetto al citato confine di Stato, ma per ragioni pratiche tanto di sintesi enciclopedica quanto di praticabilità di una tale scelta confinaria, ci si limita qui a citare quest'ultimo). Il confine ecclesiastico tra le antiche diocesi di Nizza e Ventimiglia, ereditato dall'antico confine tra la Gallia e l'Italia, peraltro, lasciava Monaco con Nizza e Roquebrune con Ventimiglia.