La ferrovia Trento-Venezia o ferrovia della Valsugana (Valsugana-Bahn, Suganatalbahn o Suganertalbahn in lingua tedesca) è una linea ferroviaria di proprietà statale che unisce il capoluogo di Trento, in Trentino-Alto Adige, a Mestre, in Veneto, innestandosi sulla linea principale per Venezia.
La gestione delle strutture e degli impianti è competenza di RFI SpA, società del Gruppo Ferrovie dello Stato. L'esercizio ferroviario di lunga percorrenza e il servizio regionale di competenza per entrambe le regioni sono svolti da Trenitalia e Trentino Trasporti esercizio, società di trasporto pubblico della provincia autonoma di Trento.
Storia Costruzione
La storia del collegamento ferroviario tra Venezia-Mestre e Trento può essere ascritta ai primi tempi dello sviluppo delle strade ferrate in Italia, nella prima metà dell'Ottocento, quando ancora tutta l'area era parte dell'impero austriaco. La direttrice individuata da più parti era quella costituita dall'itinerario Mestre-Bassano-Trento-Brennero, che era ritenuta la via più idonea allo sviluppo del traffico commerciale fra il centro Europa e il porto di Venezia. Il governo austriaco non era molto propenso a favorire il Lombardo-Veneto e privilegiava invece il porto di Trieste, ritenuto più consono ai propri interessi e anche militarmente più importante.
Ad ogni modo nel 1859 venne costruita una ferrovia che da Trento si dirigeva in direzione sud, verso Ala-Verona, e nel 1867 la linea venne prolungata anche verso nord in direzione di Bolzano e del Brennero. Erano chiari ed evidenti gli scopi politico-militari di tale scelta. Da parte italiana nel 1877 si ebbe l'apertura al traffico della tratta Padova-Bassano e si studiò a lungo una soluzione per congiungersi a Primolano con la progettata ferrovia austroungarica Trento-Grigno, mentre Venezia insisteva per una linea diretta per Trento via Castelfranco Veneto-Bassano del Grappa. Dopo l'acquisizione del Veneto, il confine fra l'Austria e il Regno d'Italia venne stabilito nella zona di Tezze di Grigno e, sempre con finalità strategiche, il 26 aprile 1896 venne svolto il viaggio di collaudo inaugurale della linea: il macchinista del convoglio fu Umberto Osti di StrignoLaura Facchinelli, La ferrovia della Valsugana, in "Linea Treno", n° 5-1992.
Da parte italiana, la concessione per la costruzione e l'esercizio della linea tra Mestre, Primolano e il confine tirolese di Tezze di Grigno fu ottenuta da una controllata della Società Veneta, la Società Italiana per la Ferrovia della Valsugana (SIFV).
I lavori si svolsero tra il 1906 e il 1910. Il 15 luglio 1908 si aprì il primo tratto pianeggiante, da Mestre fino a Bassano del Grappa, che utilizzava tre stazioni della rete FS (oltre ai due capilinea, Castelfranco Veneto)Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 197, 1908; dopo fu la volta del percorso più difficile, fino a Primolano e al confine, con un tracciato che prevedeva curve, ponti e molte gallerie. Questo fu inaugurato il 1º gennaio 1909 fino a Carpanè Valstagna e il 21 luglio dell'anno successivo fino a Primolano e al confine con l'Austria-Ungheria, con la tratta tra l'uscita dalla stazione di Primolano e quella di Tezze Valsugana costruita dalle imperial-regie ferrovie austro-ungariche Kaiserlich-königliche österreichische Staatsbahnen; Primolano divenne stazione internazionale di confine.
Il tratto trentino che partiva da Tezze di Grigno ed arrivava a Trento, allora sotto l'impero austro-ungarico, venne modificato dopo l'inizio della prima guerra mondiale. La frontiera creatasi con l'Italia, nel 1915, in seguito allo scoppio delle ostilità tra i due Stati, aveva spinto lo Stato Maggiore austriaco ad aumentare la vigilanza al confine attraverso la costruzione di fortificazioni e trincee. Il progetto comprendeva anche il miglioramento delle linee ferroviarie preesistenti. La mobilitazione dei soldati trentino tirolesi verso il fronte orientale, e quindi il loro allontanamento dal confine con l'Italia, determinò la necessità di importare manodopera da altre parti dell'Impero e l'impiego di prigionieri di guerra, in particolare russi. Tra il 1916 e il 1918, parallelamente allo sviluppo della guerra sul fronte italiano, il commando austriaco dispiegò le proprie compagnie ferroviarie, affiancate dai prigionieri di guerra, per i cambiamenti da apportare alla tratta della Valsugana.
Nel fascio binari della rimessa locomotive di Primolano erano presenti scambi ad ago articolato e la piattaforma di giratura delle locomotive, di produzione austro-ungarica; andrebbe verificato se fu materiale acquistato all'estero da SIFV o frutto di lavori di ripristino eseguiti dai genieri imperiali durante la prima guerra mondiale.
Nel 1912 le Ferrovie dello Stato (FS) rilevarono la gestione della parte italiana della linea dalla SIFV. Dopo la prima guerra mondiale e il passaggio del Trentino all'Italia, le FS acquisirono la gestione della parte trentina, unificando la linea; di conseguenza Primolano perdette la caratteristica di stazione internazionale.
Nella seconda metà degli anni ottanta venne attivata la trazione elettrica della tratta da Castelfranco Veneto a Venezia Mestre (secondo una fonte il 28 settembre 1986Del Zotto, Vigato, op. cit., p. 16, secondo un'altra fonte il 9 maggio 1988)"Notizia flash", in "I Treni Oggi" n. 84 (luglio 1988), p. 4.. Nel 2003 la linea venne elettrificata fino a Bassano del Grappa.
Negli anni duemila la parte trentina della linea ferroviaria fu sottoposta a una serie di miglioramenti strutturali che consentirono l'avvio di un sistema ferroviario suburbano che commercialmente ha preso la denominazione di metropolitana leggera di superficie. Allo scopo di creare fermate frequenti e vicine, furono attivate la fermata di Santa Chiara, quella di Trento San Bartolameo e la stazione di Borgo Valsugana Est. Furono inoltre potenziate e ampliate le stazioni di Villazzano e Povo-Mesiano. Infine, per il miglioramento della qualità del servizio viaggiatori, vennero acquistati da Trentino Trasporti, per conto della provincia autonoma di Trento, alcuni convogli ALn 501 Minuetto che la società regionale noleggiò a Trenitalia. In precedenza erano impiegate automotrici ALn 668.
Il 17 luglio 2009 il tratto Trento-Pergine fu temporaneamente chiuso, mentre il servizio passeggeri fu sostituito da autocorse, a causa di alcuni problemi dovuti ad infiltrazioni d'acqua nella galleria a fianco dell'abitato di Villazzano che rendevano pericoloso il transito dei treni. La riapertura avvenne il 24 luglio.
Il mese seguente, tra il 17 e il 30 agosto, la tratta Roncegno Bagni-Caldonazzo rimase chiusa per i lavori di ristrutturazione programmata concernenti la stazione di Levico Terme, sita tra le due stazioni.
Il 13 maggio 2013, in affiancamento al servizio svolto da Trenitalia con mezzi di Trentino Trasporti, vennero avviate le prime corse espletate da Trentino Trasporti Esercizio.
Il 14 dicembre 2014 iniziò un nuovo capitolo per la ferrovia: metà delle corse è infatti effettuata da Trenitalia, mentre l'altra metà da Trentino Trasporti Esercizio.
La linea, dopo gli ammodernamenti infrastrutturali realizzati fra il 2012 e il 2015, ha assistito a un incremento dell'utenza, passata da 660 000 passeggeri all'anno nel 2005 a 1 572 900 passeggeri all'anno nel 2014 nel tratto in territorio trentino.
L'8 giugno 2017 venne annunciato che la linea sarebbe rimasta chiusa dall'11 giugno al 31 luglio per rinnovare tutto il binario e le traversine tra Trento e Bassano, in vista dell'elettrificazione, per la quale erano stati già stanziati 60 milioni di euro.
Dal 4 giugno al 4 luglio 2021 il tratto Trento-Primolano fu chiuso per permettere di svolgere dei lavori di potenziamento tecnologico della linea, propedeutici all'elettrificazione, che comportarono la sostituzione di 23 deviatoi e il potenziamento di oltre 60 chilometri di apparati tecnologici. A novembre 2023 entrò in funzione il Sistema Controllo Marcia Treno (SCMT).
Dal 22 febbraio 2025 il tratto Trento-Borgo Valsugana Est fu chiuso al traffico per iniziare il primo lotto dei lavori di elettrificazione tuttavia tali lavori non vennero terminati e la linea venne riaperta il 14 dicembre 2025 nelle condizioni pressochè medesime precedenti l'inizio dei lavori.
Il tratto trentino durante la Grande Guerra Negli anni 1914-1915, quando l'Italia era ancora neutrale, il tratto tra Tezze e Novaledo venne privato di tutto ciò che era considerato inutile all’utilizzo della ferrovia e fu abbandonato con l’entrata in guerra dell’Italia e la ritirata austriaca comandata già nel 1914 fino allo sbarramento fortificato di Tenna. Gli italiani, tuttavia, non utilizzarono mai la linea ferroviaria, poiché era un facile bersaglio degli austriaci, posizionati sulla Panarotta. Precedentemente all’entrata in guerra con l’Italia, gli organi governativi di Trento avevano predisposto un’eventuale evacuazione, per far spazio ai due comandi di armata e all'immagazzinamento delle scorte. La ferrovia della Valsugana fu utilizzata per questo sgombero. Con la Strafexpedition del 1916 (offensiva austriaca in Trentino), la linea, tornata completamente austriaca, fu notevolmente potenziata tra Trento e Caldonazzo. I lavori di ampliamento della ferrovia, delle infrastrutture delle stazioni e dei dispositivi di segnalazione e i prolungamenti dei tombini (sottopassaggi) furono ultimati da due compagnie ferroviarie austro-ungariche, da tre sezioni ferrovieri prigionieri di guerra e da altre cinque sezioni di lavoratori generici prigionieri di guerra.
I lavori cui contribuirono i prigionieri in questa prima fase furono: Ampliamento della stazione di Pergine per ospitare treni più lunghi (100 assi); costruzione di nuovi binari “morti” per far sostare treni di soccorso. Lavori dal 21 marzo al 12 maggio 1916, 13ª sezione ferrovieri prigionieri. Costruzione di una nuova stazione tra Pergine e S. Cristoforo; funzione da scalo ferroviario a più binari; si trattava quindi di una infrastruttura di carattere logistico. Lavori tra il 21 marzo e il 28 maggio 1916. Alcune testimonianze dicono che queste stazioni furono costruite per rifornire la zona della Panarotta e gli Altopiani. C’era di conseguenza un viavai notturno continuo di materiale, per il quale venne utilizzata la 126ª sezione ferrovieri prigionieri di guerra. Ampliamento della stazione di Levico, allo stesso modo di quella di Pergine. Lavori dal 21 marzo al 18 agosto 1916. 328ª sezione lavoratori prigionieri di guerra. Costruzione alla fermata di Novaledo di un binario per le artiglierie. Lavori dal 26 luglio al 18 agosto. 328ª sezione lavoratori prigionieri di guerra. Ampliamento, come a Pergine e Levico, anche della stazione di Roncegno-Marter. Lavori dal 10 marzo a fine giugno 1916. 204a 13ª sezione ferrovieri prigionieri di guerra.
Dopo la ritirata italiana verso Primolano del 1916, ci furono molti lavori di ripristino nella bassa Valsugana, la gran parte dei quali consisteva nel ricostruire i ponti demoliti dagli austriaci stessi per rallentare gli italiani. I lavori in cui i prigionieri di guerra furono adoperati assieme alle compagnie austriache ferroviere, furono: Ricostruzione ponte sul fiume Brenta (ovest di Marter) di 19 m di lunghezza. Lavori dal 23 al 29 maggio 1916. 126ª sezione lavoratori prigionieri di guerra. Ricostruzione del ponte sul fiume Brenta (est di Marter) di 19 m di lunghezza. Lavori dal 23 al 29 maggio 1916 (questo non era completamente distrutto). 126ª sezione lavoratori prigionieri di guerra. Ricostruzione del ponte sul fiume Brenta (ponte del Zaccon, al km 40,050) di 16,5 m di lunghezza. Lavori dal 23 al 29 maggio 1916. 157ª sezione lavoratori prigionieri di guerra.