La ferrovia Pontebbana () è una linea ferroviaria italiana che collega Udine a Tarvisio. Prende il nome dal paese di Pontebba nei pressi del quale era ubicato il vecchio confine tra Italia e Impero austro-ungarico, nei primi trent'anni di esercizio.
Storia Prodromi Negli anni cinquanta del XIX secolo, nell'impero austriaco si studiò la possibilità di costruire una linea ferroviaria che da Bruck an der Mur, posta sulla Ferrovia Meridionale, passasse per Villaco, Tarvisio e Udine allo scopo di agevolare i collegamenti fra Vienna e Venezia. La Venezia-Udine, completata nel 1860, fu costruita anche seguendo quell'obiettivo.
Nel 1864, Villaco fu congiunta alla linea Meridionale tramite la ferrovia per Marburgo (poi Maribor). Si prevedeva di proseguire quest'ultima linea per arrivare a Fortezza sulla ferrovia del Brennero, inoltre si pensava di congiungere la città carinziana a Leoben e da lì a Bruck an der Mur, tramite la progettanda Rudolfiana. In questo contesto, si studiò quindi la possibilità di creare un collegamento fra Vienna e Trieste che fosse alternativo alla linea del Semmering e che potesse essere impiegato anche per un tragitto fra Innsbruck e il porto triestino. Si presentarono due progetti: la linea di Udine (in tedesco, Udine-Bahn), che avrebbe valicato lo spartiacque Alpino presso la Sella di Camporosso per poi scendere a Udine e connettersi a Monfalcone grazie ad una nuova strada ferrata passante per Cervignano; la linea del Predil (in tedesco, Predil-Bahn), che avrebbe valicato lo spartiacque presso il Passo del Predil e si sarebbe connessa alla Udine-Trieste all'altezza di Gorizia.
Con il passaggio delle province venete e di quella di Udine all'Italia dopo la terza guerra di indipendenza, il progetto della Udine-Bahn fu momentaneamente accantonato a favore della Predil-Bahn.
La costruzione
Su impulso della Società per le Ferrovie dell'Alta Italia (SFAI), la quale apparteneva agli stessi azionisti della società ferroviaria Südbahn (esercente la Meridionale e la parte austriaca della Udine-Trieste), l'Italia e l'Impero austro-ungarico si accordarono per la costruzione di una linea ferroviaria fra Udine e Tarvisio. Questa ferrovia avrebbe seguito il tracciato della Udine-Bahn, passando per Gemona del Friuli e Pontebba nei cui pressi si sarebbe situato il valico di confine.
La costruzione della linea ferroviaria fu affidata alla SFAI nel tratto italiano e alla k.k.p. Kronprinz Rudolf Bahn (KRB), che già eserciva la Rodolfiana, in quello austriaco.
Il tracciato completo della linea ferroviaria fu inaugurato il 30 ottobre 1879. Tra il 1875 e il 1879 furono aperti diversi tronchi in successione. Il 15 novembre del 1875 fu aperto il tratto tra Udine e Gemona del Friuli, mentre la stazione per la Carnia fu raggiunta il 18 dicembre dell'anno successivo. Fu poi la volta di Resiutta, raggiunta il 17 maggio 1877, e di Chiusaforte, il 14 marzo dell'anno successivo. Il 25 luglio 1879 fu aperto il tronco Chiusaforte Pontebba, mentre la sezione austriaca fu avviata all'esercizio l'11 ottobre dello stesso anno.
Primi anni d'esercizio Nel 1884, lo stato austro-ungarico nazionalizzò le linee della KRB per cui l'esercizio della parte austriaca della ferrovia passò alla ferrovie imperiali dello stato austriaco (KkStb).
L'anno successivo, a seguito della Convenzione ferroviaria del 1885Legge 27 aprile 1885, n. 3048 "per l'esercizio delle reti mediterranea, adriatica e sicula e per l'esercizio delle strade ferrate complementari"., la sezione italiana entrò a far parte della Rete Adriatica, esercita dalla Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. Nel 1905, l'esercizio della stessa fu rilevato dalle Ferrovie dello Stato.
Il primo dopoguerra Nel 1919, il trattato di Saint Germain stabiliva il confine fra Italia e Austria oltre lo spartiacque alpino, presso Tarvisio. La stazione di questa località, denominata inizialmente Tarvisio Sobborghi e poi Tarvisio Centrale, divenne stazione internazionale e il tratto Pontafel-Tarvisio passò alle Ferrovie dello Stato. Dopo l'8 settembre 1943, la stazione di confine fu abolita e a partire dal 1944 la linea sarà l'unico collegamento con la Germania. Vedrà il passaggio di tutti i treni di prigionieri diretti ai campi di sterminio nonché quelli di ogni tipo di rifornimento. Infatti a partire dal gennaio 1944 tutte le linee dirette ferroviarie verranno bombardate, tranne la Pontebbana, in quanto alcuni ponti chiave (Dogna e Muro) erano di difficile bersaglio.
Il secondo dopoguerra Negli anni sessanta del XX secolo la linea fu interessata da lavori di potenziamento; in particolare vennero eretti i nuovi fabbricati viaggiatori nelle stazioni di Tarvisio Centrale e Pontebba, e in quest'ultima il fascio merci venne ampliato fino a raddoppiarne la capacità. I nuovi impianti furono inaugurati nel novembre 1969Giulio Roselli, Potenziamento della Pontebbana, in Italmodel Ferrovie n. 152 (luglio-agosto 1970), pp. 5007-5012.
Caratteristiche La ferrovia è esercita da Rete Ferroviaria Italiana che la classifica come linea fondamentale. Tale importanza è dovuta al ruolo di collegamento fra Italia e Austria, dato che a Tarvisio Boscoverde si connette alla ferrovia Rodolfiana permettendo collegamenti verso Villaco, Klagenfurt, Vienna e Linz.
La linea è a doppio binario dal Posto di Movimento Vat (P.M. Vat) a Tarvisio Boscoverde, mentre è a semplice binario nel breve tratto iniziale. L'elettrificazione è a 3.000 volt a corrente continua. Lo scartamento adottato è quello ordinario da 1.435 mm.
La pendenza massima presente nel percorso Udine-Tarvisio Boscoverde è raggiunta nella galleria San Leopoldo ed è 14,73‰. Nella galleria Leila, che si trova al confine tra Austria e Italia viene raggiunta la pendenza massima dell'intero tracciato che è di 20,40‰..
A partire dal 2000 ha subito un profondo cambiamento grazie all'apertura della nuova tratta da Carnia a Tarvisio, di cui buona parte in galleria, che ha portato alla soppressione della vecchia linea, a semplice binario e dal percorso tortuoso, con tutte le sue stazioni. L'unico tracciato preservato dalla nuova linea è quello della stazione di Pontebba.
Il tronco PM Vat-Tarvisio Boscoverde, inoltre, è dotato di SCC, per cui la circolazione è regolata dal Dirigente Centrale Operativo di Venezia Mestre. Il tratto P.M. Vat-Udine è regolato dal Dirigente Centrale, sempre di Venezia Mestre.
La linea si congiunge con altre linee alle due estremità (Tarvisio e Udine), nonché a Gemona del Friuli, da cui si dirama la linea per Sacile.
Percorso
Da Udine a Carnia la ferrovia segue sostanzialmente lo stesso tracciato esistente fino al 1995, mentre da Carnia a Tarvisio esso è stato completamente modificato, coincidendo con quello vecchio presso la stazione di Pontebba.
Nella prima di tali sezioni si registra la variante, realizzata nel 1985, nella zona di Tricesimo, che ha portato all'abbandono della precedente omonima stazione in favore della più vicina fermata di Tricesimo-San Pelagio. Il raddoppio del binario nel tratto a nord di tale variante comportò, fra l'altro, la demolizione dell'opera di sovrappasso della tranvia elettrica Udine-Tarcento. Tra Gemona del Friuli e Carnia fu realizzata una variante di tracciato nel 1992, che ha sostituito le fermate di Gemona-Ospedaletto (già dismessa nel 1962) e Venzone (sostituita dalla nuova).
Da Carnia la ferrovia percorre un breve viadotto rettilineo entrando successivamente nella galleria Campiolo-Palis, alla cui uscita segue un brevissimo viadotto e una seconda galleria, posizionata sotto il monte Zuc dal Bor, il cui sbocco si trova nei pressi di Pontebba.
Presso lo scalo di Pontebba sono presenti i resti degli edifici della grande dogana merci, in uso fino all'entrata in vigore degli accordi europei entrati in vigore nel 1993. Il piano del ferro è stato ridotto a quattro binari, di cui tre riservati al servizio viaggiatori.
Da Pontebba il tracciato ritorna in galleria e sbuca presso il mai attivato Posto di Comunicazione di Bagni Santa Caterina, attivato solamente come fermata e dismessa dal 2003. La ferrovia rientra di nuovo in galleria fino alla stazione di Ugovizza-Valbruna, la quale sostituisce le precedenti Ugovizza e Valbruna, trovandosi però distante da entrambi i paesi. Il tracciato in galleria tra Pontebba e la fermata di Ugovizza-Valbruna segue una sorta di "M", uscendo allo scoperto solo sulla "metà" della M, presso Bagni S. Caterina.
Dopo Ugovizza-Valbruna, la linea entra di nuovo in galleria aggirando gli abitati di Camporosso e Tarvisio e sbuca nella nuova stazione di Tarvisio Boscoverde. Quest'impianto è attivo dal 2000 in sostituzione della precedente Tarvisio Centrale, situata parallelamente alla prima, a circa 500 metri di distanza in linea d'aria. La fermata di Tarvisio Città, che sorgeva in posizione più favorevole per servire l'abitato, non è stata ripristinata, dato che la ferrovia passa tutta in galleria nella zona di Tarvisio. Dopo Tarvisio Boscoverde, la linea si immette sulla Rudolfiana per valicare il confine con l'Austria e dirigersi verso Villaco.
La vecchia linea seguiva, invece, il corso del fiume Fella. Era dotata di molti viadotti e ponti di notevole interesse paesaggistico e costeggiava tutti i paesi lungo il corso del fiume. È stata smantellata perché soggetta a frane, allagamenti e alluvioni e perché essendo a binario unico, non era più sufficiente al traffico merci che si era andato sviluppando.
Al 2009 è rimasto solo un breve tratto a binario unico, tra la stazione di Udine e il PM Vat, lungo circa due chilometri; da quest'ultimo si dirama in direzione sud la linea di circonvallazione di Udine, che consente il transito dei treni merci verso le linee di Cervignano e Gorizia, senza entrare nella stazione viaggiatori di Udine.
Infrastrutture delle tratte dismesse Ponte in pietra dei Rivoli Bianchi: situato tra Venzone e Gemona del Friuli e parzialmente in curva, è composto da numerose arcate ed è il più lungo ponte in pietra della tratta dismessa. Galleria artificiale di Moggio: posta tra Moggio e Carnia e parzialmente in curva, , era stata costruita per proteggere la linea in un punto particolarmente soggetto a frane e accumuli di neve. Ponte in ferro di Ponteperaria: situato tra Resiutta e Chiusaforte, è composto da cinque campate in ferro ed è lungo circa 375 metri. Colonne idriche di rifornimento per le locomotive a vapore: situate presso la stazione di Chiusaforte e costruite nel 1915, servivano per il rifornimento delle locomotive a vapore. Ponte in ferro di Chiusaforte: situata tra Chiusaforte e Dogna, . Ponte in cemento di Dogna: situato tra Dogna e Pietratagliata, è composto da cinque campate in cemento ed è lungo circa 400 metri. Costruito nei primi anni settanta (inaugurato il 27 maggio 1975), in sostituzione di quello in ferro, crollato in seguito a un'alluvione il 15 settembre 1968, il pilone crollato (in cemento) venne sostituito 68 giorni dopo, da una struttura in ferro a cura del I Battaglione Genio Ferrovieri di stanza a Castelmaggiore (BO). Sino al 27 maggio 1975 i treni percorsero il vecchio ponte a velocità fortemente ridotta. Ponte in ferro di Muro o Ponte di Muro: situato tra Dogna e Pietratagliata, è composto da una campata in ferro ad arco rovesciato, lunga circa 72 m, e da due coppie di arcate in pietra alle estremità, di lunghezza pari a quarantadue metri; merita ricordare che, all'inaugurazione del tratto di ferrovia comprendente questo ponte, la campata centrale metallica non era ancora ultimata e i treni lo attraversavano a velocità ridotta fruendo di un'impalcatura provvisoria in legno: la campata metallica fu quindi ultimata successivamente all'inaugurazione del tronco Chiusaforte-Pontebba, con la ferrovia già in esercizio; .