Il Gremio dei Viandanti (in sassarese lu Gremiu di li Viaggianti o di li Carrattuneri) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato ufficialmente nel 1633 è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 1941.
Raccoglieva al suo interno i commercianti ambulanti che operavano il trasporto e la rivendita di merci per conto proprio tramite carri a trazione equina (tumbarella), definiti negli atti sia Viandanti, sia Cavallanti.
Storia
Origini: la Confrarìa de Itria
La nascita di una confraternita dei trasportatori a Sassari risale al Medioevo. Negli Statuti sassaresi del Duecento il mestiere dei Carratores (carrettieri) era già disciplinato da un apposito capitolo, segno che le attività di trasporto e di commercio di beni di consumo nel nord-ovest della Sardegna, dai porti di Torres e Alghero fino alla città di Sassari, erano gestite da maestranze locali.Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Tuttavia i trasportatori sassaresi, almeno inizialmente, non costituirono una vera corporazione.
Si ha invece notizia di una confraternita devozionale, la Confrarìa de Nuestra Señora de Itria, attiva almeno dal 1480 nella chiesa di Sant'Agostino, dove la patrona era venerata già dal 1477, anno dell’arrivo dei Padri agostiniani.Caratelli, Gerolamo (1950), La chiesa di S. Agostino in Sassari, Sassari Secondo alcuni studiosi, la confraternita riuniva varie categorie di trasportatori (sia i Carrattuneri sia i Carradori), pur senza costituire una corporazione professionale.
La scelta di organizzarsi come confraternita piuttosto che come corporazione potrebbe essere stata legata alla particolarità del mestiere. Le corporazioni prevedevano infatti regolamenti molto rigidi, con norme sull’attività lavorativa, sugli esami di ammissione, sui prezzi dei prodotti e sul mutuo soccorso. Disposizioni di questo tipo difficilmente si adattavano al lavoro itinerante dei trasportatori, che preferirono un’organizzazione più flessibile e legata alla devozione religiosa.Senes, Nicola (2019), Da Confrarìa a Gremio. La giustizia negli statuti e negli atti dei Viandanti di Sassari. 1633 - 1775, Sassari
Il 2 settembre 1617 il sodalizio ottenne dal Capitolo Turriatano l'utilizzo e lo jus seppelliendi presso la chiesa dello Spirito Santo (oggi scomparsa e situata presso Porta Utzeri), tuttavia la confraternita, lamentando le ridotte dimensioni del tempio, tornò nella chiesa di Sant’Agostino nel 1632. Qui però trovò già presente un sodalizio devoto a Santa Monica. Per risolvere i contrasti fra le due compagini, il 12 febbraio 1632 le due realtà si fusero in un'unica entità, la Confrarìa de Nuestra Señora de Buen Camino. Il nuovo titolo richiamava il culto mariano tradizionale, poiché il termine greco Hodeghitria (in italiano Itria) significa “colei che guida nel cammino”, e la traduzione quasi letterale dello stesso è probabilmente da attribuire ad un allontanamento dalla tradizione orientale originaria, in favore di quella latina. La confraternita mantenne i tratti distintivi di entrambe: i confratelli indossavano la cappa nera della Vergine d’Itria e la cintura di Sant'Agostino.Costa, Enrico (1972), Sassari, Edizione Gallizzi, Sassari; Tomo 5
La Confraternidad de los Viandantes
Con un atto del 30 giugno 1633, redatto dal notaio Gavino Tolo, e con lo statuto del 7 agosto dello stesso anno, si costituì la Confraternidad de los Viandantes (Confrarìa dels Viandants nei testi in catalano), nucleo originario della corporazione che solo nel novembre 1775 avrebbe assunto il nome di Gremio dei Viandanti.Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Libru Antigu, Sassari, I Faldone
Per la prima volta i Viandanti si distinsero dai Carradori, che si stabilirono nella chiesa del Carmelo scegliendo come patrona la Madonna di Bonaria e adottando un vessillo bianco. Le due categorie mantennero divise simili, con la cappa della Vergine d’Itria e la cintura di Sant'Agostino, ma solo i Carradori erano obbligati allo scioglimento del voto dei Candelieri, come attestato nel noto ordine d'ingresso stabilito dal Comune nel 1531. La divisione dei mestieri sembra dovuta al fatto che i Viandanti trasportassero merci proprie nei centri minori dell’isola, dove per disposizioni iberiche era vietato aprire botteghe fisse (tiendas), mentre i Carradori si occupavano di trasporti locali per conto terzi, soprattutto tra Sassari e Porto Torres.Sanna, Carlo Antero
Con il regolamento del 1633 la confraternita stipulò un accordo con i frati agostiniani, nella cui chiesa il Gremio celebrava e celebra tuttora la B.V. del Buon Cammino la seconda domenica di agosto. La corporazione ottenne la cappella, tuttora di sua proprietà, e lo jus seppelliendi nella cripta sottostante, utilizzato fino alla soppressione seguita all’introduzione delle leggi napoleoniche in Sardegna.Archivio storico del Gremio dei Viandanti
Il Gremio nel XVIII secolo
Il 25 novembre 1775 la corporazione, con atto dell'allora Obriere Maggiore Antonio Sardu confermato dal Notaio Francesco Sequi, adottò un nuovo statuto, assumendo ufficialmente il nome di Gremio e uniformandosi alle regole delle altre corporazioni sassaresi. Il numero degli Obrieri fu ridotto da cinque a tre, come avveniva anche negli altri gremi, ma non furono introdotte prove di ammissione.Canepa, Francesco (1961), Statuti inediti di alcuni Gremi sardi, in Archivio Storico Sardo, vol. XXVII, Padova.
Durante il XVIII secolo i Viandanti furono protagonisti negli scambi culturali interni all’isola: diffondevano notizie, tradizioni e pratiche musicali, come l’uso dell’ottavino con il tamburo. Erano inoltre impiegati nella consegna della posta e godevano dell’esclusiva sul commercio della neve, un bene preziosissimo all’epoca. Alcuni membri del Gremio furono anche promotori delle idee antifeudali. Il Sisco dà notizia che il 23 aprile 1780 vi fu a Sassari sommossa popolare per la scarsità di grano. Fra i capi della stessa venne indicato Giovanni Maria Pasca, viandante, arrestato l'8 marzo 1781, ma, contrariamente agli altri sediziosi, non condannato alla pena capitale. Parte dei viandanti intervenne anche nei successivi moti della Sarda Rivoluzione guidata da Giovanni Maria Angioy nel 1796, nonché in precedenza nei moti antibaronali del 28 dicembre 1795, ospitando le milizie democratiche di Mundula presso Sant'Agostino.Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari
Tra la fine del XVIII e i primi anni del XIX secolo la famiglia Martinez-Ricci, marchesi di Monte Muros, commissionò a Napoli un nuovo simulacro della Madonna del Buon Cammino, che donò poi al Gremio. La statua è tuttora utilizzata nelle processioni ed è esposta nella cappella del Gremio dal 2009, dopo essere stata custodita fino al 1960 nell’abitazione privata dei marchesi (da ultimo il Villino Ricci, abitazione liberty del quartiere di San Giuseppe).Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Sassari, II Faldone
L’archivio storico del Gremio, che conserva documenti dal XVII secolo a oggi, è stato dichiarato di notevole interesse dal Ministero della Cultura.Soprintendenza Archivistica della Sardegna, “Dichiarato di interesse storico particolarmente importante l'archivio del Gremio Religioso dei Viandanti di Nostra Signora del Buon Cammino di Sassari”, 2018 sa-sardegna.cultura.gov.it Insieme a esso, la collezione di gioielli ex voto, abiti ricamati e divise storiche costituisce il nucleo di un progetto museale volto a rendere fruibile questo patrimonio al pubblico.
L'ammissione nella Faradda e la storia recente del Gremio
Nel corso del XIX secolo, contrariamente a quanto avvenne per altre corporazioni di mestiere cittadine, il Gremio mantenne viva la propria attività, continuando a essere parte attiva della vita della città. I Viandanti presero parte a numerosi e rilevanti avvenimenti del secolo, tra i quali la rivolta cittadina del 1852 contro le brutali vessazioni perpetrate dai Bersaglieri. Per quei fatti furono processati, fra gli altri, tre appartenenti al Gremio; tra essi Antonio Vincenzo Carta, di 34 anni, unico a essere condannato.
Dal 1868, con la soppressione degli ordini religiosi minori e l’abbandono della chiesa da parte degli agostiniani nel 1833, il Gremio amministrò l’intero tempio per conto del Demanio dello Stato. Stante la necessità di numerosi interventi di recupero e restauro dell'edificio a rischio crollo, segnalata dal Gremio già dal 1912, nel 1926 lo restituì al Demanio, che lo affidò ai Padri della Missione e successivamente ai Domenicani, mantenendo però la proprietà della cappella.Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Sassari, VI Faldone
Poiché inizialmente i Viandanti appartenevano alla stessa confraternita dei Carradori, non disponevano di un proprio candeliere e partecipavano alla Faradda solo con la bandiera. Continuarono così fino al 1941, quando furono obbligati a prendere possesso del candeliere settecentesco dei Carradori, estinti per debiti insoluti l'anno precedente, da Comitato per le Arti Popolari, presieduto dal cav. Lavagna. Il Gremio, con un atto firmato da due suoi membri, Edoardo Toschi Pilo e Pietro Pintus, divenne proprietario dell'antico candeliere a partire dal 14 agosto di quell'anno, e di seguito lo restaurò, riportandolo alla decorazione barocca originaria.Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, i Candelieri e i Gremi nella storia, Edizioni ACS, Sassari
Dal 1978 il Gremio possiede anche un secondo candeliere, realizzato da Alfonso Russo e dipinto dall’artista Liliana Cano, che viene portato in processione ad anni alterni con quello storico.
Pur non essendo tra i gremi fondatori nel 1979, oggi il Gremio dei Viandanti fa parte dell’Intergremio "Città di Sassari", del quale ha ricoperto più volte la presidenza.Intergremio "Città di Sassari", Archivio documentale.
Il 23 marzo 2001 la corporazione si è dotata di un nuovo statuto, divenendo un’associazione culturale e religiosa dedicata alla diffusione del culto della Madre di Dio. Con questo atto, sottoscritto dal Notaio Manlio Pitzorno, sono state introdotte nuove cariche sociali tipicamente associative accanto ai tre Obrieri, rappresentativi della vita gremiale: Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere (questi ultimi già presenti precedentemente ma disciplinati in chiave moderna).Archivio Storico del Gremio dei Viandanti
Il giorno di Corpus Domini del 2026 il Gremio ha annunciato pubblicamente la realizzazione di un nuovo Candeliere ad opera della Falegnameria Bussu e dell'Artista Franco Farina. Il nuovo Candeliere, copia dell'originale del '700, è stato solennemente benedetto il 31 luglio 2026 nella chiesa di Sant'Agostino dall'Arcivescovo Francesco Soddu e ha partecipato quell'anno per la prima volta alla Faradda.
Devozione a Nostra Signora del Buon Cammino
Le origini del culto e la solennità nella storia Sebbene la fondazione ufficiale del Gremio risalga al 30 giugno 1633, già all’arrivo dei frati agostiniani nella chiesa di Sant’Agostino, nel 1477, era presente una radicata devozione alla Vergine del Buon Cammino, chiamata anche Madonna d’Itria. Dal 1480 è documentata la presenza di una confraternita che aveva posto la Madonna d'Itria come patrona. Da questa confraternita, dopo la fusione con quella di Santa Monica e la separazione dal Gremio dei Carradori, dal 1632 ha avuto origine il culto della Madonna del Buon Cammino.
Fonti giornalistiche dei primi decenni del Novecento attestano come la festa fosse particolarmente sentita dalla popolazione sassarese, al punto da essere considerata negli anni Trenta «seconda soltanto alla festa dei Candelieri». La celebrazione era ed è tradizionalmente accompagnata da serate musicali in piazza, addobbi e luminarie lungo le vie e spettacoli pirotecnici.
La B.V.M. del Buon Cammino e la Santa Sede