LEtna o Mongibello () è uno stratovulcano della Sicilia originatosi nel Quaternario, ed è il più alto vulcano attivo della placca euroasiatica.. Le sue frequenti eruzioni nel corso del tempo hanno modificato, a volte anche profondamente, il paesaggio circostante e in tante occasioni hanno costituito una minaccia per gli insediamenti abitativi nati nel tempo alle sue pendici. Il 21 giugno 2013, la XXXVII sessione del Comitato UNESCO ha inserito l'Etna nell'elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell'umanità.
Geografia fisica L'Etna sorge sulla costa orientale della Sicilia, a sud-ovest dei Monti Peloritani e a sud-est dei Monti Nebrodi (Appennino siculo), entro il territorio della città metropolitana di Catania ed è attraversato dal 15º meridiano est, che da esso prende il nome. Con un diametro di oltre 40 chilometri e un perimetro di base di circa 135 km, occupa una superficie di . La regione etnea, delimitata dal corso dell'Alcantara e da quello del Simeto, ha un perimetro di 212 km e una superficie di .
Il vulcano è classificato tra quelli definiti a scudo a cui è sovrapposto uno stratovulcano, l'edificio attuale (eruzioni degli ultimi anni). La sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni che ne determinano l'innalzamento o l'abbassamento. Nel 1900 la sua altezza raggiungeva i e nel 1950 i ; nel 1978 era stata raggiunta la quota di Letterio Villari, L'Etna, in Le Scienze, agosto 1982, nº 168. e nel 1981 quella di al Cratere di Nord-Est. Dalla metà degli anni 1980 l'altezza è progressivamente diminuita: nel 1986, nel 1999. Nel luglio 2018 due squadre indipendenti con GPS ad altissima risoluzione, rivelarono che l'altezza dell'Etna era di . Il 25 luglio 2021 fu misurata l'altezza di al Cratere di Sud-Est. Dopo il parossismo del Cratere Centrale (Voragine) del 4 luglio 2024, quest'ultimo diventa la nuova cima del vulcano con quota stimata di metri. I successivi parossismi che si sono protratti fino al 15 agosto 2024 hanno fatto innalzare la vetta del vulcano a metri sul livello del mare, così come accertato dalle misurazioni dell'INGV (pubblicate nel Bollettino Settimanale Etna del 17 settembre 2024).: «Dal 31 luglio , data del precedente sorvolo, si sono accumulati circa 35 m di vulcaniti sull'orlo est. L'orlo orientale del cratere VOR ha raggiunto una quota massima di 3403 m s.l.m, è aperto verso ovest e si presenta allungato in direzione NNE-SSO (asse maggiore 180 m circa). Dal 31 luglio, il fondo craterico si è abbassato di circa 5 m, mentre sull'orlo orientale e settentrionale si sono accumulati 30-35 m di vulcaniti.»
L'Etna ha una struttura piuttosto complessa a causa della formazione, nel tempo, di numerosi edifici vulcanici che tuttavia in molti casi sono in seguito collassati e sono stati sostituiti, affiancati o coperti interamente da nuovi centri eruttivi. Sono riconoscibili nella "fase moderna" del vulcano almeno 300 tra coni e fratture eruttive. L'area è soggetta a moderato rischio sismico oltreché a possibile tremore vulcanico.
I crateri sommitali sono: la Voragine e la Bocca Nuova, che si sono formate all'interno del Cratere Centrale rispettivamente nel 1945 e 1968, il Cratere di Nord-Est, che esiste dal 1911 e il Cratere di Sud-Est nato nel 1971. Dal 2011 vi è anche il Nuovo Cratere di Sud-Est.
Ambiente
La superficie del vulcano è caratterizzata da una ricca varietà di ambienti che alterna paesaggi urbani, folti boschi che conservano diverse specie botaniche endemiche, aree desolate ricoperte da roccia magmatica e prive di vegetazione e, sopra una certa quota, soggette a innevamento invernale e ghiacciai perenni alle più elevate (ad es. Grotta del Gelo).
Il territorio presenta aspetti molto differenti per morfologia e tipologia in funzione dell'altitudine. Fortemente urbanizzato sui versanti est e sud si presenta selvaggio e brullo sul lato occidentale dove predominano le "sciare" (termine siciliano locale che indica terreno di scorie vulcaniche incoerenti), specie nel versante nord. Poco urbanizzato, ma di aspetto più dolce, il versante nord con il predominio dei boschi al di sopra di Linguaglossa. Il versante est è dominato dalla Valle del Bove sui margini della quale si inerpicano fitti boschi.
Il circondario ha caratteristiche che ne rendono le terre ottime per produzioni agricole, grazie alla particolare fertilità dei detriti vulcanici. La zona abitata e coltivata giunge quasi ai mentre le zone boschive arrivano fino ai metri. Ampie parti delle sue pendici sono comprese nell'omonimo parco naturale. Il versante sud del vulcano è percorso dalla strada provinciale SP92 che si arrampica sulla montagna fino a quasi di quota, generando circa 20 km di tornanti. L'infrastruttura non permette di raggiungere la cima in auto ma, raggiunta la stazione turistica attorno alla Funivia dell'Etna, continua poi il suo percorso per altri 20 km circa in direzione di Zafferana Etnea..
In inverno è presente la neve che, alle quote più elevate, resiste fin quasi all'estate. Le aree turistiche da dove si può partire per le escursioni in cima al vulcano sono raggiungibili agevolmente dai versanti sud e nord-est in cui si trovano anche le due stazioni sciistiche del vulcano (Etna sud ed Etna nord). Da quella sud, dallo storico Rifugio Sapienza nel territorio di Nicolosi è possibile ammirare il golfo di Catania e la valle del Simeto. Dalle piste di Piano Provenzana a nord, in territorio di Linguaglossa, sono visibili Taormina e le coste della Calabria.
Clima Nelle parti più alte del vulcano il clima è di tipo alpino. Le temperature medie annue variano dai 13-14 °C della base ai 2-3 °C della vetta.
Storia
I primi riferimenti storici all'attività eruttiva dell'Etna si trovano negli scritti di Tucidide e Diodoro Siculo e del poeta Pindaro.; altri riferimenti sono per lo più mitologici. Secondo Diodoro Siculo, circa 3 000 anni fa, in seguito a una fase di attività violentemente esplosive (probabilmente sub-pliniane) dell'Etna, gli abitanti del tempo, i Sicani, si spostarono verso le parti occidentali dell'isolaDiodoro Siculo, lib. V. 6..
I primi studiosi a intuire che il vulcano fosse in realtà costituito da un grande numero di strutture più piccole e variamente sovrapposte o affiancate furono Charles Lyell, Sartorius von Waltershausen e Carlo Gemmellaro; questi riconobbero nell'Etna almeno due principali coni eruttivi, il più recente Mongibello e il più antico Trifoglietto (nell'area della Valle del Bove)... Tale impostazione non venne rivista fino agli anni sessanta quando il belga J. Klerkx (sotto la guida di Alfred Rittmann) individuò nella predetta valle una successione di altri prodotti eruttivi precedenti al Mongibello. Studi successivi hanno rivelato una maggiore complessità della struttura che risulta costituita da numerosissimi centri eruttivi con caratteristiche tipologiche del tutto differenti..
L'attività maggioritaria in tempi storici è stata connessa a quella del sistema centrale, che in tempi più recenti ha interessato altre nuove bocche sommitali: il Cratere di Nord-Est, formatosi nel 1911, la Voragine nata all'interno del Cratere centrale nel 1945 e la Bocca Nuova originatasi sempre al suo interno, nel 1968.
Nel 1971 si è formato il nuovo Cratere di Sud-Est. Infine, nel 2007, è nato il Nuovo Cratere di Sud-Est che in seguito all'intensa e frequente attività stromboliana e alle fontane di lava, tra il 2011 e il 2013 ha assunto dimensioni imponenti raggiungendo l'altezza dei crateri precedenti.
Etimologia e mitologia
L'etimologia del nome Etna è da sempre dibattuta. Trova la sua prima trascrizione in Aἴτνα (Aítnā), nome del greco antico che è stato connesso agli insediamenti di Kατάvα (o Kατάvη) (Katánā, Katánē)Rinvenimenti del 1978 presso il monastero dei Benedettini, sotto la direzione di F. Giudice; vedi F. Giudice, E. Procelli, R. M. Albanese, M. Frasca, «Catania. Scavo all'interno del muro di cinta del Monastero dei Benedettini», in Cronache di Archeologia nº 18, 1979, pp. 129-141. – corrispondente al nome e all'ubicazione dell'odierna Catania – o, parimenti, è stata connessa anche all'antica Ἴνησσᾰ (Ínēssă). Alla fondazione di Aἴτνα (città) il poeta Eschilo dedicò la sua tragedia "Le Etnee".
Il nome Aἴτνα vanterebbe una affinità etimologica con la radice del verbo greco αἴθω (àithō)Questo verbo del greco antico presenta un'aspirazione che è invece assente nel corrispondente toponimo, cosa che complica una ipotetica ricostruzione a sostegno di una qualche derivazione diretta da un ceppo ellenico. In senso opposto, appare più probabile che gli scrittori greci abbiano ricevuto il termine come prestito linguistico., cioè “bruciare”.Nel suo libro Place-names of the World (Toponimi del mondo), Adrian Room scarta l'etimologia dal greco; cfr. In base ad – fra gli altri il già citato – Etna deriva dal fenicio; le principali radici poste come etimologia per sono la fenicia attuna (fornace o ciminiera) e il greco (àithō, bruciare); attuna dà ['ajtnɛ] con metatesi a contatto del fono vocalico-semiconsonantico [w] e spostamento dell'articolazione verso l'approssimante palatale [j]. sposterebbe l'articolazione verso [s] e inoltre la [n] di Aítnē dovrebbe essere qualche forma di infisso che darebbe una forma *ainthano. In effetti, l'Etna era conosciuto dai Greci come Αἴτνη (Aítnē), forma dialettica con la variante dorica Aἴτνα, e corrispondentemente presso i Romani come Aetna, sia per il vulcano che per la città. Un'ipotesi indigena, che andrebbe meglio disaminata, supporrebbe una ricostruzione della radice ricercando nuovamente un legame con la radice protoindoeuropea *h₂eydʰ- “accendere” e “fuoco”.
Nella mitologia greca e in seguito anche romana, Etna è anche il nome di una ninfa siciliana, figlia di Urano e Gea (Gaia) e madre dei Palici, che tradizionalmente si crede abbia dato il nome al vulcano stesso. Inoltre, secondo Euripide, l'interno del vulcano (antro di Efesto) era il luogo dove il dio Efesto e i suoi assistenti, i Ciclopi, forgiavano i terribili «fulmini» di Zeus, re degli dei.Euripide, Il ciclope, 296. Properzio, 3.15.21. Cicerone, De divinatione, 2.19.
Gli scritti in lingua arabaVedi ad esempio . si riferivano a esso come Jabal al-burkān (montagna del vulcano) o Jabal Aṭma Ṣiqilliya ("montagna somma della Sicilia") o Jabal an-Nār ("montagna di fuoco"). Questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel, letteralmente "monte Gibel"In epoca moderna interpretato e tradotto come "Montagna due volte" o "Monte dei Monti". In realtà la coesistenza in altri luoghi di etimologie simili si deve ridimensionare a una vera e propria ignoranza da parte dei geografi medievali i quali non conoscevano il significato di gibel. La coesistenza delle due lingue, latino e arabo, infatti deve far pensare all'introduzione del lemma non prima della età Normanna. (dal latino mons "monte" e dall'arabo jabal (جبل) "monte""Altra ripetizione in Mongibello (…) derivato da “Mons” (latino: monte) e “Jabal” (arabo: monte)" in .), da cui il siciliano Muncibbeḍḍu, reso poi in italiano come Mongibello.
Il nome Muncibbeḍḍu, di uso comune tra le persone di età più avanzata, è in progressiva scomparsa; le popolazioni locali spesso si riferiscono all'Etna anche semplicemente e più colloquialmente attraverso il siciliano "A Muntagna".
Storia geologica Genesi del vulcano
L'Etna si è formato nel corso delle ere con un processo di costruzione e distruzione incominciato intorno a anni fa, nel periodo Quaternario, durante il Pleistocene medio. Al suo posto si ritiene vi fosse un ampio golfo nel punto di contatto tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla africana a sud, corrispondente alla catena dei monti Peloritani a settentrione e all'altopiano Ibleo a meridione. Fu proprio il colossale attrito tra le due zolle a dare origine alle prime eruzioni sottomarine di lava basaltica fluidissima con la nascita dei primi coni vulcanici, al centro del golfo primordiale detto pre-etneo, nel periodo del Pleistocene medio-superiore anni fa..