Formatosi politicamente nella Democrazia Cristiana, aderì inizialmente alla corrente dei dorotei e in seguito divenne uno dei collaboratori più stretti di Arnaldo Forlani; dopo la dissoluzione della DC, nel 1994 fu tra i fondatori del Centro Cristiano Democratico, il gruppo di minoranza che si schierò con la coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi. Designato Presidente della Camera nella XIV legislatura (2001-2006), nel corso del mandato confluì nell'Unione di Centro insieme agli altri membri del suo partito. Ruppe in via definitiva l'alleanza con Berlusconi prima delle elezioni politiche del 2008, tornando in tempi diversi a promuovere l'aggregazione di svariate formazioni centriste e avvicinandosi successivamente anche al centro-sinistra; nel 2017 ha fondato il movimento Centristi per l'Europa.

Essendo stato eletto per la prima volta in Parlamento nel 1983 ed essendo stato confermato nelle successive dieci legislature, al luglio 2026 Casini è stato parlamentare, ininterrottamente, per 43 anni (30 da deputato e 13 da senatore).

Biografia Nato il 3 dicembre 1955 a Bologna, primogenito di Tommaso Casini, docente di lettere, dirigente locale e segretario cittadino della Democrazia Cristiana (DC), e di Mirella Vai, bibliotecaria al provveditorato, ha due sorelle e un fratello, Marco Casini che è Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale dal 30 settembre 2022. Dopo aver conseguito la maturità classica al liceo "Luigi Galvani" di Bologna, si è laureato nel 1979 in giurisprudenza presso l'Università di Bologna, entrando nel contempo a far parte del direttivo nazionale giovanile della DC.

In prime nozze ha sposato Roberta Lubich, dalla quale ha avuto due figlie, Benedetta e Maria Carolina. Dopo la separazione consensuale dalla Lubich, avvenuta nel 1998, e il successivo divorzio, Casini intraprese una nuova relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone, figlia dell'imprenditore ed editore romano Francesco Gaetano Caltagirone, con la quale si sposò nel 2007 con rito civile, separandosene nel 2015. Da questa unione sono nati Caterina (2004) e Francesco (2008)'È nato Francesco, il figlio di Casini ' Corriere.it, 4 aprile 2008. Nel luglio 2016 è stato annunciato il divorzio tra Pier Ferdinando Casini ed Azzurra Caltagirone. Vive a Roma, dove insegna geopolitica del mediterraneo presso l'Università LUMSA.

Carriera politica

Gli inizi con la Democrazia Cristiana In seguito al conseguimento della laurea in giurisprudenza nel 1979 ha iniziato la sua attività politica nella Democrazia Cristiana (DC) come consigliere comunale di Bologna, fino all'elezione alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 1983 nella circoscrizione Bologna-Ferrara-Ravenna-Forlì, tornata elettorale nella quale raccolse voti di preferenza. È stato riconfermato nel medesimo collegio quattro anni dopo alle elezioni del 1987 con preferenze ed il decennio successivo nelle politiche del 1992 con , sempre nelle file della DC.

Formatosi politicamente nella corrente dorotea guidata da Antonio Bisaglia, dopo la scomparsa di quest'ultimo nel 1984 divenne uno fra i più stretti collaboratori di Arnaldo Forlani che nel febbraio del 1989, in seguito alla sua elezione a segretario, carica che aveva già ricoperto nel quadriennio 1969-1973, lo inserì nella Direzione Nazionale del partito. Gli anni in cui Casini svolse questo ruolo rientrano nel periodo del cosiddetto "C.A.F.", l'alleanza tra Bettino Craxi, Giulio Andreotti ed Arnaldo Forlani in contrapposizione a Ciriaco De Mita, a sua volta leader della corrente Sinistra di Base e più vicino al PCI/PDS.

Casini fu inoltre nominato nella seconda metà degli anni '80 responsabile dell'ufficio stampa e propaganda del partito; sempre in questi anni, durante la X legislatura è stato anche vicepresidente della prima commissione stragi alla Camera dei deputati, nonché membro delle commissioni Giustizia, Attività produttive e Trasporti.

Centro Cristiano Democratico e alleanza con Berlusconi

Nel 1993, in una Democrazia Cristiana in crisi di consenso, travolta dalle indagini di Mani pulite e dal processo per mafia a Giulio Andreotti, Casini, insieme a Clemente Mastella, prese posizioni non in linea con la linea politica dell'allora segretario Mino Martinazzoli, propendendo per un'alleanza con la neonata Forza Italia di Silvio Berlusconi, la Lega Nord di Umberto Bossi (che nell'Italia settentrionale erodeva consensi alla DC) e il Movimento Sociale Italiano di Gianfranco Fini, in un quadro politico tendenzialmente bipolarista per effetto della nuova legge elettorale che cambiava il sistema elettorale in senso maggioritario.

Motivato anche dal timore che la DC, alimentata della cosiddetta "sinistra democristiana", arrivasse a stringere alleanze con il Partito Democratico della Sinistra di Achille Occhetto, fuoriuscì dal partito e, mentre Martinazzoli faceva rinascere il Partito Popolare Italiano, insieme a Mastella fondò il 18 gennaio 1994 il Centro Cristiano Democratico, con cui alle elezioni politiche del 1994 fu ricandidato alla Camera nel collegio uninominale di Bologna - Borgo Panigale, sostenuto dal Polo delle Libertà in quota CCD, ma otteneno il 20,22% dei voti e venendo sconfitto dal leader dell'Alleanza dei Progressisti e segretario del PDS Occhetto (59,77%). Venne comunque rieletto nella parte proporzionale della circoscrizione Emilia-Romagna tra le liste di Forza Italia, andando ad appoggiare il primo governo Berlusconi e a porsi all'opposizione del successivo governo tecnico Dini.

Inoltre, fu eletto per la prima volta al Parlamento europeo nel 1994 nella circoscrizione Italia meridionale con preferenze e confermato nel 1999 con voti, iscrivendosi al gruppo del Partito Popolare Europeo.

Alle elezioni regionali del 1995 presentò la propria candidatura a consigliere regionale per il Centro Cristiano Democratico sia in Lazio per le province di Roma e Viterbo sia in Piemonte per le province di Asti e Torino, ma non risultò eletto.

Alle elezioni politiche del 1996 presentò il suo partito in una lista al proporzionale insieme ai Cristiani Democratici Uniti di Rocco Buttiglione e fu rieletto nel collegio uninominale di Maglie per il Polo per le Libertà, ottenendo il 53,69% contro il 46,31% del candidato dell'Ulivo Aurelio Antonio Gianfreda. Dopo la sconfitta del Polo delle Libertà, restò all'opposizione dei governi dell'Ulivo, mentre Mastella e parte del partito a partire dal 1998 entrò in alleanza con il centro-sinistra.

Presidente della Camera dei deputati Alle elezioni politiche del 2001 Casini viene ricandidato alla Camera nel collegio uninominale di Pomezia, sostenuto dalla Casa delle Libertà in quota CCD, venendo rieletto con il 54,5% dei voti e superando Angelo Capriotti dell'Ulivo (36,29%). Grazie alla vittoria della sua coalizione, il 31 maggio 2001 viene eletto presidente della Camera dei deputati durante il quarto scrutinio con 343 voti su 597 (il quorum era di 299). Nel suo discorso d'insediamento, Casini si scaglia contro "il male oscuro del trasformismo". Durante la sua presidenza, il giurista Marco Biagi gli scrisse per comunicargli i suoi timori per non avere una scorta adeguataLe lettere di Marco Biagi al Presidente della camera Casini - La Repubblica; Biagi verrà ucciso dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002.

Guida dell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro

Prosecuzione dell'alleanza con la Casa delle Libertà

Nel 2002 il CCD e CDU, insieme con Democrazia Europea, si fusero nell'UDC. Il 14 novembre 2002 Casini, da presidente della Camera, accolse papa Giovanni Paolo II in visita al Parlamento riunito in seduta comune, per la prima volta nella storia d'Italia. L'appuntamento traeva origine dall'invito rivolto dallo stesso Casini e dal presidente del Senato Marcello Pera, che avevano rinnovato a Giovanni Paolo II quello già a suo tempo formulato dai predecessori Violante e Mancino.

Il 19 ottobre 2005, fu eletto presidente dell'Unione Interparlamentare e il 28 gennaio successivo presidente dell'Internazionale Democristiana (IDC) succedendo a José María Aznar.

Nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006, l'UDC inserì il nome di Casini nel nuovo simbolo del partito. Lo stesso Casini sostenne, insieme a Gianfranco Fini (ma in disaccordo con la Lega Nord), l'ipotesi che il leader della Casa delle Libertà (e candidato in pectore alla Presidenza del Consiglio) potesse essere un politico diverso da Berlusconi qualora gli alleati avessero raggiunto un numero di voti maggiore rispetto a quelli di Forza Italia. Casini fu eletto alla Camera da capolista nella circoscrizione Lombardia 1.

Le incrinature nel rapporto tra l'UDC e la Casa delle Libertà si manifestarono con evidenza il 2 dicembre 2006, quando i partiti del centro-destra all'opposizione al governo Prodi II, organizzarono tuttavia due manifestazioni in città diverse: Berlusconi, Fini e Bossi guidarono il corteo che sfilò a Roma, mentre Casini e gli altri dirigenti dell'UDC (escluso Carlo Giovanardi che partecipò a Roma), sfilarono a Palermo.

Crisi del rapporto politico con Berlusconi Durante il 3º congresso dell'UDC, svoltosi a Roma dal 13 al 15 aprile 2007, Casini e il segretario Lorenzo Cesa chiesero ai delegati di consolidare la linea politica di indipendenza dalla Casa delle Libertà e di intraprendere iniziative autonome nell'opposizione al centro-sinistra; Cesa fu confermato segretario con l'86% dei voti, relegando al 14% la mozione di Giovanardi, che chiedeva una riapertura del dialogo con la CdL e l'avvio di un percorso di alleanza e collaborazione con tutti i soggetti che aderiscono al Partito Popolare Europeo e si richiamano all'area politica di centro. Nelle conclusioni, Casini definì l'UDC il mezzo per la costruzione di un partito dei moderati che abbia come riferimento il PPE, confermando le posizioni del partito sull'azione parlamentare e sulla distinzione rispetto agli altri partiti del centro-destra.

Nell'agosto 2007 un'inchiesta del settimanale L'Espresso riporta di un acquisto, insieme all'ex moglie, di una palazzina in una prestigiosa zona di Roma "a prezzo scontato", intestando gli appartamenti alla stessa ex moglie, all'ex suocera e alle due prime figlie. Il 9 settembre 2007, all'indomani della manifestazione del V-Day organizzata dagli Amici di Beppe Grillo, la definì come «la più grande delle mistificazioni», una manifestazione «di cui dovremmo tutti vergognarci» e accusò i manifestantiche avevano espresso dissenso nei confronti della legge 30di aver attaccato la memoria del giuslavorista Marco Biagi ucciso nel 2002 dalle Nuove Brigate RosseV-Day, Casini attacca: "Vergogna su Biagi" Sott'accusa un video sui lavoratori La Repubblica, 9 settembre 2007.

Opposizione al governo Berlusconi e appoggio a Monti

In occasione delle elezioni politiche del 2008 Casini ruppe definitivamente con la coalizione di centro-destra e, insieme alla Rosa Bianca di Savino Pezzotta e ai Circoli Liberal, costituì l'Unione di Centro, che ottenne il 5,6% dei voti, facendo eleggere 36 deputati e 3 senatoriElezioni Politiche del 13-14 aprile 2008 Ministero dell'interno, aprile 2008. Casini, già candidato premier ed eletto nella circoscrizione Liguria, assurse al ruolo di capogruppo alla Camera dell'UDC, lasciando poi l'incarico a Gian Luca Galletti il 26 aprile 2012. Contestando il "finto bipartitismo" e praticando in Parlamento un "opposizione repubblicana", l'UDC non entrò in maggioranza, valutando di volta in volta i singoli provvedimenti.

Dopo la polemica per la candidatura di Cuffaro, successivamente condannato a 7 anni di reclusionePrime reazioni dopo la sentenza da Il fatto quotidiano, gennaio 2011 per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, Casini si assunse in diretta televisiva la responsabilità politica per la candidatura.