Castello d'Àrgile (a volte indicato come Castel d'Argile; Castèl d Èrżen in dialetto bolognese settentrionale) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna, fa parte dell'Unione Reno Galliera.
Geografia fisica Territorio La superficie del comune è di .
Confina con i seguenti comuni: Argelato, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale (tutti nella città metropolitana di Bologna) e Cento (in provincia di Ferrara).
Confini naturali: A ovest, il fiume Reno e il tratto finale del Samoggia. A est, il canale Riolo. A sud e a nord non si può parlare di confini naturali, in quanto seguono un andamento frastagliato e irregolare, determinato in tempi lontani e frutto di ripartizioni di famiglie sottoposte da chi governava alle diverse giurisdizioni comunali e parrocchiali, con qualche variazione nel corso dei secoli.
In mezzo al territorio comunale scorre il canale Gallerano, che, per un lungo tratto, fa da confine interno tra gli ambiti della frazione Venezzano e del capoluogo Argile, coincidenti in gran parte con gli antichi e attuali rispettivi ambiti parrocchiali.
Il territorio comunale è diviso in quattro aree: il capoluogo Argile, la frazione Venezzano-Mascarino, Bagnetto e l'Isola Amministrativa.
Argile È la parte ovest del territorio comunale e fin dalle origini porta questo nome, tratto dalle prime formulazioni in latino e volgare. Fu indicato negli antichi documenti, dal 946 in poi, dapprima come “fundus”, o come “loco”, e poi come “comune”, inteso come ambito in cui risiedeva una comunità con centro abitato e chiesa parrocchiale.
Fino al 1223 fu sottoposto alla giurisdizione (e in buona parte fu anche di proprietà) del vescovo di Bologna; poi, da quella data, entrò a far parte del “contado” sottoposto al governo del Comune di Bologna.
Nel 1380, il centro abitato che prima si trovava più ad ovest e che era stato distrutto nel 1351 dalle truppe dei Visconti, fu ricostruito dove si trova ora, a forma di “castrum”, su base rettangolare circondata da fossato e palancato; e fu sede di Vicariato con giurisdizione sui “comuni” vicini di Argelato (comprendente Venezzano), Bagno e Bagnetto (originariamente unito ad Argile, poi separato e con proprio “massaro” dopo il 1460).
Venezzano-Mascarino È la parte est del territorio, unita stabilmente e compresa nell'ambito comunale di Castello d'Argile dal 1828. Originariamente era parte dell'ambito comunale di Argelato e vi rimase fino al 1470 circa; poi fu “comune” autonomo, ma sempre compreso (con Argelato, Bagno e Bagnetto) nella giurisdizione civile del Vicariato di Argile.
Nel 1588 la sua chiesa di Santa Maria fu elevata al rango di titolare di parrocchia.
Nel 1662, il territorio comunale di Venezzano fu ridotto nella parte sud (area tra i Ronchi e S. Giacomo e la via dei Maceri) e 40 famiglie che vi risiedevano furono di nuovo sottoposte al comune di Argelato.
Bagnetto Piccola area (300 tornature circa) che si protende a ovest, oltre il Reno, chiusa tra questo e l'ultimo tratto del torrente Samoggia; raggiungibile solo passando per il ponte di Bagno e il territorio comunale di Sala bolognese.
Originariamente era unito al corpo del territorio argilese, fino al 1660 circa, quando fu scavato il “cavo novo”, cioè un tratto nuovo di Reno che tagliava un'ansa pericolosa nella zona di immissione del Samoggia. Per alcuni decenni questi terreni rimasero completamente isolati e circondati dai corsi vecchi e nuovi di Reno e Samoggia, finché, verso il 1690, fu prosciugato il tratto del Reno a sud, confinante con Bagno.
È quanto resta di pertinenza del Comune di un più vasto territorio, che arrivava fino al corso di Reno “vecchio” fino al 1460, comprendente anche l'area del Bagnetto, dal 1800 inserito nel comune di San Giovanni in Persiceto, estesa fino al confine col centese, all'altezza del palazzo Ariosti; porzione di territorio che fu separata da Argile dal nuovo alveo del fiume fatto scorrere da allora tra Pieve e Cento.
Isola Amministrativa Sottile, lunga e tortuosa striscia di terreno in buona parte già golenale, staccata dal corpo centrale, da sempre parte del territorio comunale di Argile, che si protende a sud-est, tra i comuni di Argelato e Sala bolognese, fino alla località di Savignano.
È raggiungibile dalla via Lame di Volta Reno (comune di Argelato). Anche questo è il residuo di un ambito territoriale argilese antico più ampio, che in secoli lontani (fino al 1200 e inizio 1300) comprendeva parti di Bagno e Volta Reno e che fu poi modificato e ritagliato tra vecchi alvei del fiume, corretti più volte.
Origini del nome Castello d'Argile Denominazione ufficiale e completa del Comune, composta da due vocaboli attribuiti in tempi diversi. Il nome più antico è Argile, che risulta nei primi documenti attendibili, datati tra 946 e 1380, relativi ad un territorio che si estendeva dal Gallerano a est, fino al vecchio corso di Reno che toccava la “Morafosca” persicetana e scorreva a ovest di Cento.
Si ritiene che tale denominazione possa derivare dalla contrazione del nome latino “Argiletum”, usato dai Romani per indicare una zona particolarmente ricca di argilla, come era appunto questa, in cui si spandevano le acque del Reno.
Di questa vasta area faceva probabilmente parte anche il territorio del confinante comune di Argelato, anticamente e per secoli chiamato “Argillata” o “Argelata”. Si ritiene pertanto non fondata, né provata, l'ipotesi che il nome possa derivare da “argine” o da “agger viae”, poiché non risulta traccia, né documentale né archeologica, della presenza antica e persistente di argini o di massicciate stradali tra Argile e Argelato.
Il titolo di Castello fu attribuito e aggiunto al nome di Argile nel 1380, quando il Comune di Bologna ordinò e fece ricostruire a sue spese il nuovo centro abitato, a forma di “castrum”, cioè di “Castello”, inteso come luogo fortificato a scopo difensivo, su base rettangolare, circondato da un fossato e da un palancato di legno e accessibile da due porte, una a nord e una a sud, dotate di ponte levatoio.
Venezzano È la denominazione ufficiale e più antica della frazione, rilevata a partire dal 1146 su documenti ritenuti attendibili, e sui quali era indicata come “loco”, cioè luogo, compreso nella giurisdizione comunale di “Argelata” e nell'area anticamente definita “massa taurana”, presso il “salto plano” (poi sangiorgese).
Le denominazioni usate a quel tempo erano “Veneçano” e “Venegiano”, ma non vi è certezza su origine e significato. Alcuni studiosi pensano che questo sia uno dei tanti toponimi di origine romana con desinenza “ano”, derivati dal nome del proprietario di un “fundus” (o podere) importante, al centro di una zona; quindi qui poteva esserci un colono romano di nome “Venetius”, o “Venetianus”, che ha dato il nome alla località.
Nome che nel tempo e nella formulazione orale e scritta del 1100/1200 è stato poi parzialmente deformato, e infine “tradotto” nella lingua italiana in “Venezzano”.
Mascarino È la seconda denominazione della frazione, comparsa più tardi sui documenti, a partire dal 1385, e diventata poi più popolare e di uso corrente, a voce e negli scritti. Anche questa era attribuita a un “loco”, inizialmente identificabile in un'area più a nord rispetto a quella indicata come “Veneçano”. Ma già nel 1408 appariva in uso la doppia denominazione, per la chiesa e per la comunità locale intera, con la dicitura “S. Maria di Venezzano alias Mascarino”, quindi con due nomi per un'unica località.
Tale denominazione deriva con ogni probabilità dal cognome della famiglia che possedeva, o fece costruire, la grande villa con “serraglio” che si trovava sul bivio al centro della località e vicino alla chiesa, di cui poteva essere, altrettanto probabilmente, benefattore o donatore.
Anche se non si è trovata documentazione certa, si può formulare l'ipotesi che derivi dalla presenza in questo luogo della ricca famiglia possidente dei Mascari di Bologna.
Storia Epoca romana Trovandosi al centro di un territorio bolognese sicuramente abitato nel periodo (189 a. C./476 d. C.) di occupazione e colonizzazione ad opera dei Romani (dopo quelle di Etruschi e Galli), è probabile che anche nell'area dove sono sorte le comunità di Argile e Venezzano vi fosse qualche insediamento, sia pur minore, di coloni Romani e che le denominazioni delle due località siano di origine romana.
La presenza del fiume Reno, allora a est del territorio, non arginato, con alveo variabile e frequenti spagliamenti d'acque, sabbie e argille, ha probabilmente cancellato ogni antica traccia di centuriazione e di insediamenti, a differenza delle località confinanti, ricche di reperti.
Periodo altomedioevale Periodo che inizia dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.). Il più antico documento trovato che cita un “fundo Argele” è datato 946 e si riferisce ad una donazione di vasti beni nella zona, lasciati dal Marchese Aimerico e dalla moglie Franca al Vescovo di Bologna.
Il territorio argilese, fino al 1223, fu di proprietà e sotto la giurisdizione del Vescovo di Bologna.
Periodo comunque di incerta documentazione per quanto riguarda le località minori, travagliato da dissesti idrogeologici, passaggi di truppe, lotte per il possesso delle terre tra Conti, Marchesi, Vescovi e Abati, in seguito alla crisi del Sacro Romano Impero fondato da Carlo Magno (800-814) e diviso in feudi, con Regni, Ducati e contee in lotta tra loro e con imperatori contestati.
Tra il X e il XII secolo si estese e consolidò la giurisdizione religiosa e territoriale sulle terre emiliane di Vescovi e Monasteri, di Bologna, di Modena, di Ravenna e di Toscana; si fondarono molte chiese e pievi, si definirono gli ambiti parrocchiali, plebani e di diocesi intorno ad esse. Molte terre, prese o date in enfiteusi anche alle comunità locali furono disboscate, o prosciugate, bonificate e coltivate.
Periodo di Comuni e Signorie Dopo il lungo travaglio delle lotte tra Papato e Impero per la supremazia e le cosiddette “investiture”, le popolazioni delle città, impugnando le armi contro l'uno e l'altro potere, ottennero una loro autonomia statutaria e fondarono i “liberi Comuni”.
Dal 1223 quasi tutto il “contado” fu sottoposto agli organi di governo del Comune di Bologna. Al primo “estimo” (censimento dei terreni e beni tassabili) imposto dal Comune di Bologna nel 1245 risultavano in territorio di Argile 87 capifamiglia residenti e possidenti di qualche modesto bene, un pezzo di terra e una casa, quasi sempre di canna o paglia; poche in muratura. Gran parte dei terreni e molte delle case erano di proprietà del Vescovo di Bologna e di possidenti esterni, soprattutto di Bologna.
Nel 1284 fu costruito, a spese dei nobili bolognesi Guastavillani, ai Ronchi di Venezzano il Convento con Chiesa per i frati minori conventuali dell'Ordine di S. Francesco. Venezzano era luogo già citato nel 1146, come parte del ” comune di Argelata”. Nel territorio di “Argele” risulta la presenza di due chiese, una dedicata a San Pietro e una a Santa Maria, comprese nell'ambito della pieve di San Giovanni in Persiceto.
Tra il 1354 e il 1360 il primo nucleo abitato di “Argele”, che si trovava più ad est rispetto a quello attuale, subì gravi distruzioni a causa delle truppe dei Visconti in lotta per la conquista di Bologna.
Nel 1380, il Comune di Bologna ordinò la ricostruzione del centro abitato di “Argele” in forma di “castrum”, inteso come luogo fortificato sul modello degli antichi accampamenti romani, su pianta rettangolare, circondato da un palancato in legno e da un largo fossato pieno d'acqua, con due porte e relativi ponti levatoi per consentire accesso e chiusura. All'interno della cinta furono costruite una trentina di case, prevalentemente in pietra, e una nuova chiesa; fuori dalla “porta di sotto” un mulino, alimentato dal Canalazzo, come le fosse.