Ha iniziato la propria attività politica a metà degli anni settanta nel Partito Radicale, di cui divenne segretario nel 1980 e di cui fu deputato dal 1983 al 1990. Fondatore dei Verdi Arcobaleno (confluiti successivamente nella Federazione dei Verdi), ricoprì brevemente la carica di Ministro dell'ambiente nel Governo Ciampi.
Nel dicembre 1993 diventò sindaco della Capitale, rivestendo l'incarico fino al gennaio 2001, quando si dimise perché candidato alla Presidenza del consiglio per le elezioni politiche dello stesso anno, assumendo la guida della coalizione di centro-sinistra per L'Ulivo. Nel 2002 diede vita al movimento Democrazia è Libertà - La Margherita, che confluì nel Partito Democratico nel 2007..
Ha ricoperto anche il ruolo di Ministro per i beni e le attività culturali e Vicepresidente del Consiglio nel governo Prodi II. È stato inoltre deputato dal 1983 al 1993, parlamentare europeo dal 1999 al 2004, nuovamente deputato dal 2001 al 2008 e senatore dal 2008 al 2013. Nel 2009 annunciò la sua uscita dal Partito Democratico e la fondazione di un nuovo movimento, Alleanza per l'Italia.
Dopo aver rinunciato a candidarsi alle elezioni politiche del 2013, ha presieduto e fondato varie iniziative per la conservazione e promozione del patrimonio culturale, dell'arte e dell'ambiente. Dal 2016 al 2024 è stato presidente dell'ANICA.
Biografia Gli studi e l'esordio in politica Nato da genitori di origine romana e di ascendenze palermitane, Marcello Rutelli e Sandra Gentili, cresciuto nel quartiere Nomentano, studiò presso il liceo classico Massimiliano Massimo, gestito dai gesuiti, per poi passare al liceo classico statale Socrate, dove conseguì la maturità classica. Si iscrisse alla facoltà di architettura dell'Università La Sapienza, ma dopo 22 esami non portò a termine gli studi, cominciando a dedicarsi a tempo pieno all'attività politica.
Rutelli s'iscrisse al Partito Radicale di Marco Pannella, diventando nel 1979 segretario regionale nel Lazio e, l'anno successivo, segretario nazionale. Condusse iniziative per i diritti umani, i diritti civili, la giustizia (come il "caso Tortora"), il disarmo e l'ambiente. Nell'estate del 1981, si fece arrestare nel corso di una manifestazione nonviolenta a favore della chiusura della centrale nucleare di Latina («un relitto obsoleto non dissimile da quello di Chernobyl»). Trattenuto in carcere per tre giorni, fu poi pienamente assolto.
Nel febbraio 1983 diventa giornalista pubblicista, iscrivendosi all'Ordine dei giornalisti del Lazio. Sempre nel 1983, pochi mesi dopo, venne eletto alla Camera dei deputati diventando poi presidente del gruppo parlamentare radicale. In quegli anni, per il piglio deciso e l'attivismo mostrato, nonché per il gradevole aspetto, l'allora presidente del Senato Francesco Cossiga gli attribuì il soprannome di "Cicciobello". Nel 1987, fu rieletto alla Camera nella circoscrizione di Napoli, dimettendosi il (optando per la carica di consigliere regionale della Campania, da cui si dimette il ) e lasciando il seggio a Emma Bonino.
Fondazione dei Verdi Arcobaleno e la nomina a ministro Dopo la trasformazione del Partito Radicale in Partito Radicale Transnazionale e la decisione di non partecipare più ad alcuna competizione elettorale nazionale, nel 1989 Rutelli promosse la nascita dei Verdi Arcobaleno, una nuova formazione ecologista e progressista. In quegli anni, fra i temi principalmente trattati risultano la lotta all'effetto serra, alle emissioni di anidride carbonica e al disboscamento delle foreste tropicali, la tutela della fascia di ozono e il sostegno finanziario necessario per i Paesi meno sviluppati per l'applicazione dei programmi di tutela ambientale.
Rutelli in particolare fu promotore dell'aggregazione delle varie formazioni ambientaliste dell'epoca nella Federazione dei Verdi, della quale divenne coordinatore nazionale (1990). Alle elezioni politiche del 1992, fu rieletto alla Camera nella circoscrizione di Roma, diventando capogruppo dei Verdi. Nel 1992 aderisce al progetto progressista di Alleanza Democratica, di cui sarà uno dei soci fondatori nel 1993. Il , fu chiamato a rivestire la carica di Ministro dell'ambiente e delle aree urbane nel Governo Ciampi, ma si dimise dopo poco più di un giorno per protesta contro la decisione della Camera, nel pieno svolgimento dell'inchiesta "Mani pulite", di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi.
Sindaco di Roma
Alle elezioni amministrative del 1993, le prime col sistema maggioritario a doppio turno, Rutelli si candida come sindaco di Roma sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata dal Partito Democratico della Sinistra, Federazione dei Verdi, Alleanza per Roma e Lista Pannella, ottenendo il 39,55% dei voti e accedendo al ballottaggio col segretario del Movimento Sociale Italiano Gianfranco Fini, che sconfisse conquistando il 53,11% dei voti nella prima elezione a suffragio diretto del sindaco nella storia del comune.
Nel 1997 fu riconfermato sindaco con il 60,4% dei voti, battendo il candidato del centro-destra Pierluigi Borghini. Il , Rutelli venne nominato dal governo Prodi commissario straordinario per il Giubileo del 2000.
Le sue giunte attuarono varie azioni di riqualificazione e ammodernamento della città, tra cui l'approvazione della variante al piano regolatore volto a tutelare parchi e spazi verdi (quantificato nella tutela di circa il 65% del territorio), il rilancio degli scavi nell'area archeologica dei Fori Imperiali, il rinnovo dell'area del Campidoglio e dei Musei Capitolini, il "Programma Centopiazze" (volto al restauro o alla costruzione ex novo di decine di piazze romane, tra cui Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti, Piazza Vittorio Emanuele II, Piazza dei Cinquecento, Piazza della Chiesa Nuova, Piazza del Pantheon, fino alle aree più periferiche), la realizzazione della terza corsia dell'autostrada Roma-Fiumicino e di oltre due terzi del Grande Raccordo Anulare, la creazione e l'attivazione delle ferrovie metropolitane e della linea tramviaria 8, il rinnovo e l'ampliamento della linea A della metropolitana fino al nuovo capolinea di Battistini, l'inaugurazione delle Scuderie del Quirinale e della Centrale Montemartini.Furono inoltre completati il recupero dell'ex fabbrica Peroni (che diventò sede del Museo di arte contemporanea di Roma – MACRO, inaugurato ufficialmente nel 2002) e fu deciso l'avvio dei lavori per il nuovo Auditorium Parco della Musica (inaugurato nel 2002), della Chiesa di Dio Padre misericordioso e del nuovo Museo dell'Ara Pacis (entrambi assegnati all'architetto statunitense Richard Meier e inaugurati rispettivamente nel 2003 nel 2006), della Galleria Giovanni XXIII (inaugurata nel 2004) e del Roma Convention Center "La Nuvola" (inaugurato nel 2016), un duro piano di riduzione del debito dell'azienda municipale dei trasporti ATAC, la privatizzazione della Centrale del Latte di Roma (ceduta alla Cirio nel 1998) e la quotazione in borsa dell'azienda municipale dell'energia elettrica Acea (queste ultime ratificate da un referendum consultivo nel giugno 1997).
Nel 1998, si fece promotore insieme ad altri sindaci (fra cui Massimo Cacciari, Enzo Bianco e Leoluca Orlando) del Movimento Centocittà, che poi confluì ufficialmente nel gennaio 2000 ne I Democratici. Alle elezioni europee del 1999, fu eletto deputato al Parlamento europeo proprio nelle file democratiche, aderendo al gruppo parlamentare del Partito europeo dei liberali, democratici e riformatori.
Leader dell'Ulivo e della Margherita
Il venne scelto come candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri della coalizione di centro-sinistra de L'Ulivo per le elezioni politiche del 2001: la coalizione perse contro quella di centro-destra, la Casa delle Libertà, guidata da Silvio Berlusconi di circa due punti e mezzo percentuali; Rutelli fu rieletto deputato nel collegio maggioritario di Roma Prenestino (56% dei voti), contro il candidato del centro-destra Elio Vito.
Nel 2002 contribuì a condurre I Democratici, il PPI e Rinnovamento Italiano a fondersi nel nuovo partito di centro-sinistra Democrazia è Libertà - La Margherita, di cui venne eletto presidente federale (scelta poi confermata nel 2004 e nel 2007). Nel 2004, in occasione delle elezioni europee, La Margherita aderì alla lista unitaria Uniti nell'Ulivo, composta anche da Democratici di Sinistra, Socialisti Democratici Italiani e Movimento Repubblicani Europei.
Sempre nel 2004, Rutelli co-fondò con François Bayrou il Partito Democratico Europeo, partito di centro che scelse di sedere al Parlamento europeo nel gruppo parlamentare dell'ALDE. Il PDE diede successivamente vita, con il Partito Democratico statunitense e il Council of Asian Liberals and Democrats all'Alleanza dei Democratici, un network di forze politiche di centro-sinistra e moderate, di cui Rutelli divenne co-presidente insieme a Bayrou ed Ellen Tauscher.
Vicepremier e la nascita del Partito Democratico In occasione delle elezioni regionali del 2005, nonostante la forte pressione degli alleati dei Democratici di Sinistra, Rutelli scelse di presentare liste autonome de La Margherita, pur confermando l'idea di una federazione di partiti che ha ne L'Ulivo «la metafora, l'abbozzo, del partito democratico che deve nascere».
A ottobre 2005, Rutelli propose all'Assemblea federale de La Margherita di approvare il varo di una lista unitaria, guidata da Romano Prodi, alla Camera dei deputati con i Democratici di Sinistra, mantenendo una lista separata al Senato. La decisione fu motivata dal fatto che «non sono più sufficienti proposte di coesione senza un'autentica unità politica concreta, perché non ci aiuterà più la coesione forzosa che ci derivava dalla legge elettorale maggioritaria», rilanciando in questo senso «il traguardo del partito democratico».
Alle elezioni politiche del 2006, fu eletto alla Camera come capolista della lista de L'Ulivo e, in seguito alla vittoria della coalizione di centro-sinistra, fu nominato Vicepresidente del Consiglio (insieme con Massimo D'Alema) e Ministro per i beni e le attività culturali nel Governo Prodi II. In qualità di ministro, realizzò la riforma del Codice dei beni culturali e del paesaggio, istituì varie misure per sostenere il comparto cinematografico e stabilì accordi con vari musei statunitensi (tra cui il Museum of Fine Arts di Boston, il Getty Museum di Los Angeles e il Princeton University Art Museum) per il rientro di beni archeologici e culturali trafugati all'estero, fra cui il Cratere di Eufronio, il Ritratto di Vibia Sabina e la Dea di Morgantina.
Il , in vista della nascita ufficiale del Partito Democratico, venne nominato membro del Comitato promotore (soprannominato "Comitato dei 45"). Due mesi dopo, dichiarò il proprio sostegno alla candidatura di Walter Veltroni a segretario del PD, facendosi promotore di un manifesto politico-programmatico chiamato «Per il coraggio delle riforme», con il quale auspicò che il PD potesse produrre «un sano shock politico e progettuale per il centro sinistra».
In seguito alle annunciate dimissioni da sindaco di Walter Veltroni, per correre come candidato alla Presidenza del Consiglio con il Partito Democratico alle elezioni politiche del 2008, Rutelli fu sollecitato a ricandidarsi per un terzo mandato a sindaco di Roma. L' annunciò una "campagna d'ascolto" di 10 giorni, al termine della quale sciolse la riserva e accettò di candidarsi. Fu sconfitto al ballottaggio, ottenendo il 46,3% dei voti, contro il 53,7% del candidato del centro-destra Gianni Alemanno (nonostante al primo turno avesse ottenuto il 45,8% contro il 40,7% di Alemanno).
Elezione a senatore e Alleanza per l'Italia