Capua è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Fondata dai Longobardi sul sito dell'antica Casilinum romana in seguito alla distruzione dell'antica Capua prima e di Sicopoli poi, è stato il principale centro di Terra di Lavoro fino alla fine del XVIII secolo e più in generale una delle maggiori città del Regno di Napoli, in virtù della sua posizione strategica sul fiume Volturno e sulle antiche Via Appia e Via Casilina. Dal 1984 è sede del Centro italiano ricerche aerospaziali mentre dal 1992 vi ha sede il dipartimento di economia dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

La sua posizione favorevole e la protezione naturale data dal fiume hanno fatto sì che in epoca medievale diventasse sede del potente principato di Capua. Fu poi città demaniale, quindi non soggetta ad alcun dominio feudale, assumendo presto le caratteristiche di città fortificata con mura, fossati e due castelli a protezione della cinta muraria, rivestendo insieme a Civitella del Tronto e Gaeta il ruolo di città-fortezza fondamentale a ingresso e protezione delle terre settentrionali del regno napoletano.

Città d'arte e di studi, oltre che di considerevole tradizione militare, è sede dell'arcidiocesi di Capua fin dal suo trasferimento sulle rive del Volturno nell'856, avendo accolto in continuità la tradizione civile e religiosa della Capua antica. È inoltre nota per il Placito capuano, uno tra i più antichi documenti scritti in volgare italiano. Oggi la città è parte della densa e industrializzata conurbazione casertana che proprio qui nasce e che si estende fino a Maddaloni per un totale di circa abitanti; al contempo è parte anche della vasta e fertile pianura chiamata Terra dei Mazzoni ed è inoltre strettamente connessa con alcuni centri dell'Agro caleno.

Geografia fisica Situata nella pianura di Terra di Lavoro, di cui un tempo fu capitale (Principato di Capua) e capoluogo (in epoca napoleonica e immediatamente dopo), il centro storico si adagia su un'ansa del fiume Volturno, in posizione storicamente strategica. Non è lontana dal Monte Tifata, ai cui piedi sorge invece la frazione di Sant'Angelo in Formis.

Storia Età antica e origine

In età antica il sito dell'attuale Capua era occupato dalla città di Casilinum, la cui storia è legata alla città di Capua antica (situata presso l'attuale Santa Maria Capua Vetere, fino al 1806 frazione di Capua) della quale costituiva i ruoli di porto fluviale lungo le rive del Volturno e di città satellite.

Attorno al 338 a.C. Capua e Casilino passarono sotto l'influenza della Repubblica di Roma, alleandosi dapprima con essa per poi essere coinvolte nella Seconda guerra punica, quando gli eventi bellici portarono dapprima all'assedio di Casilinum e poi all'assedio di Capua. In seguito alle guerre puniche furono sottomesse definitivamente a Roma.

Il medioevo e il periodo normanno

Nell'anno 841, nel corso di una lotta per la successione al ducato di Benevento, il principe Radelchi I assoldò una banda di Saraceni, comandata dal berbero Halfun, contro il conte Landolfo: i mercenari al soldo di Radelchi saccheggiarono e distrussero l'antica Capua (l'odierna Santa Maria Capua Vetere), così da costringere la popolazione alla fuga. Dopo la distruzione, la popolazione fuoriuscì dalla città in rovina e si rifugiò dapprima a Sicopoli per poi collocarsi, dopo pochi anni e in seguito ad un probabile grande incendio, su un'ansa del fiume Volturno, sul luogo dove aveva sede il porto fluviale romano di Casilinum. Il sito della rifondazione della città era in piena pianura rispetto a Sicopoli, arroccata sulla collina della Palombara a Triflisco (Bellona) e difficilmente raggiungibile, ma ugualmente inespugnabile grazie alla difesa naturale offerta dal fiume.La nuova Capua si pose fin da subito in assoluta continuità con l'antica città romana e alto-medievale, tanto da ereditarne il nome, la cittadinanza e il suo tessuto sociale, il ruolo politico e la sede della Arcidiocesi di Capua mentre il sito dell'antica città andò impaludendosi col tempo come conseguenza dell'abbandono e dell'incuria e restando quasi del tutto spopolato per qualche secolo, diviso tra i minuscoli borghi di Berelais (parola longobarda indicante i vecchi anfiteatri romani in quanto corrispondente alla zona dell'Anfiteatro campano), San Pietro ad Corpus e Santa Maria Maggiore.

Durante il X secolo, la nuova Capua longobarda divenne la capitale del Principato di Capua, uno stato autonomo esteso su tutta la Terra di Lavoro fino al fiume Garigliano. Capua riuscì ad estendere il suo controllo sulle cittadine e sui borghi limitrofi di Caserta, Teano, Sessa, Venafro e Carinola; potenziandosi ulteriormente, arrivò a controllare alcuni dei territori del Ducato di Napoli, di Montecassino e di Gaeta, all'epoca tra i porti più importanti sul Mar Tirreno del centro Italia e dell'Italia meridionale continentale. Alla fine del medesimo secolo, Capua raggiunse il suo apogeo: il principe Pandolfo I Capodiferro riunificò i domini dell'Italia longobarda meridionale e inoltre, venendo in aiuto di Papa Giovanni XIII esule da Roma tra il 965 ed il 966, ottenne l'elevazione di Capua e della sua arcidiocesi a sede metropolitana.

Tra il 1020 e il 1030 poco lontano da Capua e nei pressi delle rovine di Atella e tra la Via Campana e la Via Atellana fu fondata la contea normanna di Aversa, i cui reggenti non impiegarono molto a conquistare il potente principato longobardo capuano. Durante la dominazione normanna la città vide accrescere ulteriormente la sua importanza strategica, sia dal punto di vista militare che commerciale; essa divenne in poco tempo un florido porto fluviale, racchiuso all'interno di una forte cinta muraria. Dopo centocinquant'anni dall'occupazione di Riccardo I, la città fu occupata da Enrico VI di Svevia che ne ordinò la demolizione delle mura, in seguito ricostruite.

Federico II di Svevia lasciò un importante segno in città: la considerò sempre una città fondamentale per il suo regno e pertanto decise di edificare una imponente porta che la proteggesse da nord e che la proiettasse verso Roma: nacque così la Porta di Capua, costituita da due torri facente funzioni di porta di accesso alla città un tempo unite da un monumentale arco. Parzialmente demolite nel XVI secolo per ordine del viceré Fernando Álvarez de Toledo per adeguamento del complesso murario della città, esse furono intombate sotto una più moderna e grossolana fortezza esistente fino ai primi anni del XX secolo per poi essere riportate alla luce.

Durante il conflitto tra Svevi e Angioini la città subì continui attacchi che portarono alla demolizione e ricostruzione delle mura e di alcuni edifici cittadini, mentre con l'ascesa degli Angioini la città divenne sede della "Magna Curia", cosa che comportò un ulteriore aumento della sua importanza nell'amministrazione regia. La città espanse anche la propria influenza nel mondo culturale e politico dell'epoca, come testimoniato da personalità qui nate come Bartolomeo di Capua, Giovanni da Capua e Raimondo da Capua o dalla presenza in città di grandi famiglie napoletane come i D'Aquino, i D'Evoli e i Di Capua. Vi si era radicata, inoltre, una discreta comunità ebraica, raccolta intorno alle chiese di San Martino (ancora esistente), San Nicola e Sant'Andrea alla Giudecca, presso l'antica Porta Fluviale, e Sant'Erasmo, nei pressi della Porta Capuana o di San Vittore, oggi non più esistente e situata presso Piazza dei Giudici.

In seguito, durante l'epoca aragonese, Capua continuò ad essere un centro di primaria importanza, come testimoniato in particolare dalle frequenti visite dei re Ferdinando I di Napoli, Alfonso II di Napoli e Ferdinando II di Napoli alla città. Durante il regno di Federico I d'Aragona (incoronato nel duomo cittadino) la città fu scossa dal drammatico evento del sacco di Capua del 1501 ad opera di Cesare Borgia, nel contesto della Guerra d'Italia del 1499-1504. Aperte forse con l'inganno le porte della città, difesa da Fabrizio Colonna, le devastazioni costarono la vita a circa duemila capuani.

Con l'estinzione del ramo napoletano degli Aragona e l'instaurazione vicereame spagnolo l'importanza di Capua quale centro culturale e civile venne ridimensionata drasticamente pur rimanendo uno degli insediamenti urbani più grandi del Regno di Napoli e sufficientemente strategico da restare una città demaniale e non vedersi venduta come feudo. A partire dalla fine del XVII secolo Capua fu interessata dal flusso di ricchi viaggiatori e commercianti d'arte, soprattutto stranieri, recatisi in Italia per il Grand Tour, attratti soprattutto dalle rovine di Santa Maria Maggiore e altresì diretti a Napoli o a Roma. Sono documentate inoltre le visite alla città di Montesquieu, Goethe e soprattutto Theodor Mommsen, il cui contributo fu fondamentale per la costituzione e consolidamento del Museo provinciale campano di Capua il cui lapidario porta ancora oggi il suo nome.

Dall'età moderna ad oggi Nel 1844 arrivò in città la ferrovia proveniente da Caserta e da Napoli che dopo l'unità d'Italia costituirà il tratto meridionale della Ferrovia Roma-Cassino-Napoli, mentre nel 1856 fu deciso il trasferimento da Napoli dello stabilimento pirotecnico ivi locato nel castello di Carlo V. Tale stabilimento, dapprima legato all'Esercito delle Due Sicilie e poi al Regio Esercito e infine all'Esercito Italiano, continua le sue attività producendo cartucce e altri materiali bellici. Insieme alla vicina caserma Pianell (demolita dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale) essa consentiva l'acquartieramento in città di migliaia di militari, rendendo Capua un centro strategico in tal senso. Tale condizione favorì l'insediamento del Raggruppamento unità addestrative in città presso la caserma Oreste Salomone nei primi anni del XXI secolo.

Dal XX secolo la città fu inoltre sede della scuola di Volo dell'Accademia Aeronautica, la cui presenza ha comportato la nascita dell'aeroporto di Capua e di diverse industrie attive nel settore aerospaziale.

Tra il 1927, con lo scioglimento della provincia di Terra di Lavoro, e il 1945, con l'istituzione dell'attuale provincia di Caserta, Capua ricadde nella provincia di Napoli.

Cronologia di eventi storici importanti 1086: Conclave di Capua per l'elezione di Papa Vittore III (1086 - 1087). 1118: Concilio di Capua al termine del quale furono condannati l'Imperatore Enrico V e l'antipapa Gregorio VIII. 1156: il Principato normanno di Capua fu assorbito nel Regno di Sicilia ad opera di Guglielmo I di Sicilia. 1196 - 1197: Prima dieta di Capua con esecuzione di Riccardo d'Acerra, seguita dal primo assedio subito ad opera di Enrico VI di Svevia, per sedare i rivoltosi dalla parte di Riccardo. 1220: Seconda Dieta di Capua tra i principi del Regno di Sicilia. 1496: incoronazione a Capua di Federico I di Napoli, causa un'epidemia che al tempo dilagava a Napoli. 1501: secondo assedio ad opera di Cesare Borgia, con gli alleati francesi, dopo il quale si ebbe il sacco di Capua. 1734: secondo assedio di Capua che comportò la cacciata degli austriaci dalla città e di conseguenza dal Regno di Napoli. 1806: numerosi casali di Capua se ne distaccano amministrativamente e diventano comuni autonomi, sotto l'impulso riformatore di Giuseppe Bonaparte. Nasce, tra gli altri, il comune di Santa Maria Capua Vetere. 1807 - 1818: Capua è capoluogo della Provincia della Terra di Lavoro, all'interno del napoleonico Regno di Napoli sotto i sovrani Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat. 1815: alle porte di Capua ha luogo il trattato di Casalanza, che costringerà all'esilio il sovrano Gioacchino Murat e che permetterà il ritorno di Ferdinando IV sul trono di Napoli. 1860: terzo assedio di Capua ed entrata in città delle truppe piemontesi al fine di completare l'annessione del Regno delle Due Sicilie allo stato sabaudo.