Pariana è una frazione del comune di Massa, in provincia di Massa-Carrara.

Geografia fisica Pariana è situata in una posizione panoramica sul Colle Belvedere alle spalle della città di Massa e dista 1 km da San Carlo Terme. Il paese si trova nella Valle del Frigido, sulla strada regionale che collega Massa alla Garfagnana.

Corsi d’acquaJacopetti 1992, p. 146.

I corsi d’acqua del territorio seguono due linee differenti: alcuni scorrono lungo il versante nord ovest e confluiscono nel Fiume Frigido, altri occupano il versante sud e continuano a scorrere ai piedi del monte su cui sorge il paese.

Il canale delle Acque Rosse nasce ad Acquaviva (o Cafaggio) e segna il confine con Altagnana. In passato veniva sfruttato per far funzionare il mulino del paese Il canale della Ciocca nasce da diverse sorgenti situate lungo la strada che porta da Massa ad Arni. La zona è chiamata Settefontane ed è famosa per le sue sorgenti d’acqua. Infatti fino agli anni '70 c’erano diverse fontane dove era possibile prelevare grandi quantità d'acqua potabile. Il luogo era frequentato anche dagli abitanti dei paesi vicini a Pariana, tanto da essere raffigurato in una stampa risalente al XVII secolo Il canale di San Giovanni nasce dall'incontro di due ruscelli, il Chiaretta e il Venturino Il Chiaretta scorre presso la località Ca’ di CeccoPiccola Borgata di Pariana. Il Venturino nasce dal colle di Marzana, poco distante da Ca’ di Cecco. Il nome del colle probabilmente è di origine latina e deriva da Martius, fondo di Marzio, colui che abitava questa zona in epoca romana o medievaleDel Giudeice, Saggio di un dizionario toponomastico della valle del Frigido, p. 60. Il Grondola, piccolo torrente, si unisce al canale di Bergiola. Il nome deriva dal latino gronda, che significa orlo di altura e indica il territorio di fronte a Pariana Nel fosso di Giulio sotto San Carlo, lungo la strada comunale di Pariana, scorre un piccolo corso d'acqua Il Serra è il corso più importante. In passato serviva ai contadini per far funzionare i mulini e il frantoio. Nasce sopra Tombara e ha numerosi affluenti dal lato destro. Nel XIV secolo veniva chiamato Canale di Castiglione poiché toccava il monte di Castiglione

Sviluppo del territorio Secondo gli estimi del XIV secolo, il territorio sfruttato dai contadini per le colture era vasto. Nelle zone pianeggianti e collinari si praticavano la viticoltura e la coltivazione degli ortaggi, favorite da un clima mite con escursioni termiche limitate.

Successivamente, nell'estimo realizzato per Maria Teresa Cybo Malaspina nel 1743, il territorio appariva completamente diverso dagli estimi del XIV secolo. Erano aumentati gli olivi e le viti e il castagno era diventato una coltura specializzata. Un ruolo importante in questi anni era ricoperto dalla selva, intesa come l’insieme delle colture di tipo boschivo ma anche come l’insieme di olivi, castagni e viti. Il legname era però sfruttato anche dall'industria metallifera, infatti già nel Cinquecento il duca Alberico Cybo emanò un decreto con il divieto di danneggiare i castagni, fondamentali per la produzione di farina.

Il catasto di Maria Beatrice d'Este del 1820 riportava ancora l'eccessivo utilizzo del legname. Infatti in questo periodo i castagni continuavano ad essere abbattuti.

La loro espansione iniziò nuovamente nel secolo successivo e durò fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Dati censuari del 1987

I dati censuari del 1987 delineano una divisione approssimativa del territorio:Jacopetti 1992, p. 137.

Superficie (ha-are-centiare) % Bosco 339.08.14 67,47 Castagneto 36.59.14 7,29 Pascolo 31.32.69 6,25 Uliveto 17.70.92 3,52 Prato 15.24.22 3,03 Vigneto 14.69.54 2,92 Seminativo 13.07.67 2,60 Agrumeto 28.35 0,05 Pioppeto 38.09 0,07 Incolto 1.15.57 0,22 Strade e accessi 17.50.60 3,48 Acque 8.60.81 1,71 Fabbricati 7.01.39 1,39 TOTALE 502.67.13 100,00

Storia La prima attestazione scritta sul paese risale al XII secolo ma sono stati rinvenuti reperti archeologici che testimoniano la presenza dell'uomo nel luogo fin dal Paleolitico, nei dintorni di Cirimea e dei Tecchioni.

Secondo le testimonianze di Luigi Pernier sono stati trovati anche frammenti di selce lavorata che fanno pensare a vere punte di freccia.

La scoperta di un deposito di bronzo e di alcune tombe a cassetta testimonia la presenza di uomini nelle zone collinari del Frigido nell'età dei metalli. Nel 1918 venne alla luce il deposito di bronzo grazie ad alcuni operai che stavano cercando blocchi di quarzo in località Tecchiarella. "Vengono recuperati due fiocine a cinque punte, un falcetto spuntato, uno scalpello rotto in due pezzi, frammenti di due braccialetti, una punta di lancia e un pugnaletto" Jacopetti 1992, p. 14.. Ad oggi tutti i reperti sono custoditi nel Castello Malaspina di Massa. Meno conosciute sono le tombe rinvenute nei dintorni di Tombara (inizi del II secolo a.C.) e Cirimea (I secolo a.C.). Entrambe in cassetta litica, contenevano un cinerario ed elementi di corredo fittili e metallici. In particolare nella tomba di Tombara sono contenuti oggetti che configurano la presenza di un guerriero sepolto con la sua panoplia.

Il paese fu un centro dei Liguri Apuani.

Fortilium Nel periodo romano "Pariana era situata all'imboccatura della Valle del Frigido e faceva parte di un sistema difensivo costituito da un fortilium" Jacopetti 1992, p. 33. che aveva la funzione di unire i luoghi abitati della valle e proteggerli dai nemici. Anche la struttura stessa del territorio era adatta a questa funzione: case costruite l’una accanto all'altra e strade strette collegate tra loro quasi a formare un labirinto.

Tre punti di difesa fondamentali erano rappresentati da: Guardatoia, luogo usato come vedetta per prevenire attacchi nemici; Castiglione, piccolo corso d’acqua che scorreva accanto al paese; Torriccio, "torre di dimensioni modeste e dall'aspetto rozzo e rustico"Jacopetti 1992, p. 45..

Dopo le lotte romane e con la totale conquista del territorio da parte dei Romani tutto cambiò e Pariana diventò un centro agricolo. Le popolazioni abbandonarono i territori di montagna e iniziarono a popolare le pianure, molto più adatte ad essere coltivate. Vennero costruiti i pagi, strutture essenziali caratteristiche dell’organizzazione romana e vengono abbandonati i castelli.

Origini Gli anziani di Pariana tramandano da generazione in generazione una storia molto divertente sull’origine del loro paese. Dai loro racconti sembra che Pariana discenda dai Greci, e Berticagnana (attualmente Altagnana) dagli sconfitti Troiani. Riprendendo gli eventi della guerra di Troia hanno così spiegato l’origine della “storica diatriba” che viene portata avanti da anni dai due paesi.

Sull’etimologia del nome esistono quattro diverse ipotesi: Secondo la prima ipotesi, Pariana deriva dal celtico Par-janua o dal latino Paries-janua che indica un ingresso in pietra o una parete di ingresso. Ciò è legato all’esistenza di una stradina incassata tra la rocciaJacopetti 1992, p. 54. che porta da Massa a Pariana; La seconda ipotesi suppone che Pariana derivi da Paries-jana, parete di Jana, cioè la dea Giana o Diana. Questa spiegazione non si fonda su ritrovamenti certi ma sull’ipotesi che il Santuario della Madonna delle Capannelle, ai piedi del monte, sorga su un vecchio tempio dedicato a Diana; Secondo la terza ipotesi bisogna invece interpretare in modo diverso il significato di Paries, parete. Il nome indicherebbe un gruppo di pareti o case; Un’ipotesi totalmente diversa sostiene invece che l’origine dell’etimologia di Pariana sia longobarda. Il nome deriverebbe da plano de Ariana, che significa pianoro di Arianna. Ma questa spiegazione non convince molti studiosi perché il paese sorge su una roccia.

Luoghi di interesse La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, documentata dalla fine del XIV secolo, è formata da una sola navata con copertura a capanna. All'interno si conservano un fonte battesimale settecentesco in marmo bianco, un'acquasantiera in marmo bianco a forma di conchiglia dello stesso periodo e la pala d'altare rappresentante San Genesio L'oratorio di San Rocco Il giardino pubblico con la fonte denominata Polla di Tommaso

Manifestazioni Rappresentazione popolare della Passione di Cristo

Ogni anno a Pariana viene organizzata una rappresentazione popolare della Passione di Cristo. La manifestazione, organizzata dagli abitanti di Pariana e diretta dal Professor Lorenzo Grossi, tocca le fasi salienti della Passione, spostandosi via via nei luoghi biblici ricreati lungo il percorso. La rappresentazione parte dalla località Ca' di Cecco, per scendere successivamente verso il parco Polla di Tommaso dove avviene la crocifissione. Non è una Via Crucis ma le scene più importanti della Passione sono recitate da attori e figuranti vestiti con abiti dell'epoca e scelti tra la popolazione di Pariana e San Carlo. La rappresentazione si apre con l'arrivo di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla festante; soprattutto in questa scena il pubblico viene coinvolto direttamente, perché viene munito di palme e rami d'ulivo. Poi si susseguono l'ultima cena, la cattura nell'Orto degli Ulivi, il dialogo con Pilato, fino alla già citata crocifissione, passando dalla scena delle cadute, il tradimento e l'impiccagione di Giuda e dell'incontro con la Veronica. La manifestazione è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Massa.

Il Calendo

Il Calendo rappresenta una delle più antiche tradizioni di Pariana risalenti all'epoca romana. Consiste nell'accensione di una pira di legna che inizia a bruciare come buon auspicio per un ricco raccolto. Il clima freddo dell’inverno lascia così spazio a una primavera rigogliosa. Solitamente si svolge tra la fine di aprile e gli inizi di maggio. Nei giorni precedenti molti uomini raccolgono fascine di legna e le posizionano nella piazza del cimitero del paese. Questo evento è molto sentito dai paesani che si raccolgono attorno alla pira insieme a parenti e amici.

Usi e costumi Giochi e divertimenti

Gli anziani trascorrono i pomeriggi riunendosi nel bar del paese e giocando a carte. Si formano delle coppie che si sfidano in un torneo e alla fine della giornata coloro che perdono devono pagare il vino a tutta la compagnia. Questa abitudine è molto diffusa anche nei paesi vicini, Altagnana e San Carlo.

Fino a qualche anno fa era molto famoso anche il gioco delle bocce. Gli anziani provenienti da tutti i paesi vicini a Pariana si riunivano nel piccolo parco delle Terme di San Carlo e si sfidavano fino a sera. Nel 2017 il parco è in fase di ristrutturazione e inagibile.

I bambini si riuniscono nella piazza centrale del paese per stare insieme durante il pomeriggio facendo giochi come Nascondino e Un, due, tre, stella. Le bambine spesso riprendono giochi svolti anche dalle loro nonne, come il gioco delle mamme o la campana.

Tra gli anni ’50 e ‘60 erano famose diverse filastrocche che venivano cantate e accompagnate da alcuni movimenti. Nella filastrocca Ho perso una pecorella i bambini formavano un cerchio e si tenevano per mano alla ricerca di un bambino che avesse le caratteristiche cantate, in Trecento cavalieri le bambine si lasciavano cadere dopo aver pronunciato l’ultima parola della filastrocca e con La bella lavanderina una bambina si posizionava al centro di un cerchio e mimava le parole.

Credenze popolari

A Pariana e nei paesi vicini viene tramandato di generazione in generazione uno scongiuro contro la malasorte: Nel nome di Maria questo male se ne vada via, nel nome della Santissima Trinità questo male se ne va, nel nome della Santa Costrizione questo male vada in perdizione.

Pronunciando queste parole, una donna pone sulla testa di un soggetto un piatto pieno d’acqua poi con un rosario fa il segno della croce per tre volte. Alla fine fa cadere tre gocce d’olio nel piatto. Se davvero la malasorte perseguitava il soggetto le gocce d’olio spariscono, altrimenti rimangono.

La Cucina