Cizico () è un personaggio della mitologia greca. Fu un re dei Dolioni e l'eponimo di Cizico.

Genealogia

Figlio di TelefoCfr. Scholia in Apollonium Rhodium vetera (ad I, 948, ed. C. Wendel): «[...] οἱ δὲ Κύζικον Τηλέφου παῖδά φασιν, οἱ δὲ Αἰνέως τοῦ Ἀπόλλωνος καὶ Στίλβης...» ovvero «[...] alcuni dicono che Cizico fosse figlio [o discendente] di Telefo, altri invece di Eneo, figlio di Apollo e Stilbe...». o di Eusoro () un sovrano della Tracia che secondo la variante genealogica parallela tramandata da Igino salta il passaggio generazionale di Eneo) oppure di Eneo e di Enete() sposò Clite o Larissa. (), figlia del principe pelasgico Piaso ().

Non sono noti i nomi di eventuale progenie.

Mitologia

Salito al trono in giovanissima età, Cizico ricevette il comando sul popolo dei Dolioni, che occupava la penisola di Arto (nel Mar di Marmara), un territorio protetto dalle incursioni dei mostruosi giganti a sei braccia grazie alla benevolenza di Poseidone.

Argonauti Il benvenuto Il re si era appena sposato quando Giasone e compagni approdarono sulla penisola: per l'amicizia che aveva unito il defunto padre a uno degli Argonauti, Eracle, invitò tutti loro a partecipare alla festa nuziale. Durante la notte gli eroi furono attaccati da certi giganti che lesti ricacciarono. Il giorno dopo decisero di ripartire.

Il tragico ritorno Il vento di nord est decise di rinviare il viaggio degli argonauti, allora in preda alla tempesta cercarono di tornare sulla penisola di prima, ma apparentemente non riuscirono nell'impresa, approdando infine su una spiaggia deserta, in una notte senza luna.

Qui furono improvvisamente assaliti da guerrieri armati di tutto punto: essi riuscirono a respingere l'attacco uccidendo alcuni degli assalitori. Tornata la calma si accorsero di essere approdati di nuovo sulla penisola e che fra le vittime c'era anche Cizico, che li aveva scambiati per pirati.

La ripartenza Sofferenti per la morte del re adolescente gli Argonauti celebrarono le dovute esequie con giochi funebri, come si usava a quel tempo. Mopso riuscì intravedendo nei segni del cielo a comprendere che era la madre terra Rea la colpevole di tutto. Infatti i giganti che avevano affrontati prima erano i figli della dea, e anche Cizico tempo addietro l'aveva fatta infuriare uccidendo un leone senza sapere che esso era a lei sacro. Placata la furia divina riuscirono a prendere di nuovo il viaggio.

L'uccisione del leone è probabilmente riferita al fatto che il culto di Rea era stato soppresso in favore di altre divinità.

Dopo la morte Clite si tolse la vita impiccandosi e le ninfe del bosco piansero così tanto per la sua sorte che dalle loro lacrime nacque una fonte sacra che prese il suo nome.

I Dolioni decisero di prolungare il lutto per un mese intero e presero di comune accordo l'idea di non accendere fuochi limitandosi a mangiare cibi crudi: usanza osservata anche in epoca post-mitica durante i Giochi Cizici.Primo Mitografo Vaticano 49 – Argonautiche orfiche 486 e seguenti.

Note

Bibliografia Fonti Ovidio, Loc cit.; Apollonio Rodio, Argonautiche; Valerio Flacco, Le Argonautiche; Igino, Fabulae 16; Partenio di Nicea, Erotika Pathemata;

Moderna Robert Graves, I miti greci; Angela Cerinotti, Miti greci e di Roma antica; Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, ISBN 88-02-07481-X.

Voci correlate Cizico Argonauti Eracle Artace Sfodri Zeli

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