I tiri di rigore, definiti impropriamente calci di rigore, sono uno dei tre metodi approvati dall'IFAB per determinare la squadra vincitrice di un incontro di calcio terminato in pareggio. Gli altri due metodi sono la regola dei gol fuori casa e i tempi supplementari. Sono presenti nei tornei a eliminazione diretta, nei quali una delle due squadre deve necessariamente prevalere sull'altra per superare il turno.
L'esecuzione dei tiri di rigore è regolamentata diversamente rispetto al calcio di rigore, che, invece, fa parte del normale svolgimento di una partita. I tiri di rigore sono disciplinati dal punto 3 della regola n. 10, "L'esito di una gara", del Regolamento del gioco del calcio.
Panoramica
Come già precisato, i tiri di rigore sono usati (quasi esclusivamente) in gare a eliminazione diretta in caso di parità. La loro esecuzione può seguire i tempi supplementari oppure regolamentari (come avviene, per esempio, nella Coppa Libertadores dal 2005). Sul finire degli anni ottanta, alcuni campionati d'Europa (tra cui le prime divisioni ungherese, jugoslava e norvegese) e il campionato argentino (nella stagione 1988-1989) inclusero i tiri di rigore per le gare finite in parità; alla squadra vincitrice dal dischetto erano assegnati due punti, a quella sconfitta uno. La sperimentazione, però, fu presto abbandonata; identica sorte ebbe l'introduzione dell'esperimento nella Major League Soccer statunitense.
Durante l'esecuzione dei tiri di rigore tutti i giocatori, esclusi il battitore di turno e il portiere avversario, devono rimanere nel cerchio di centrocampo; il portiere compagno di squadra del tiratore si posiziona invece dove la linea dell'area di rigore incrocia la linea di fondo, vicino all'assistente arbitrale.
Il regolamento stesso specifica che «i tiri di rigore non fanno parte della gara», pertanto i gol segnati in questa serie non vengono sommati a quelli del risultato finale della partita ma indicati a parte e non vengono aggiunti alle statistiche personali dei giocatori.
Un incontro deciso dai tiri di rigore è considerato concluso in pareggio. In alcune competizioni (non riconosciute da UEFA e FIFA) le reti segnate dalla squadra vincitrice ai rigori sono incrementate di una, indipendentemente dal numero di rigori realizzati; tale espediente era presente nella MLS.
Esecuzione Di seguito, un riassunto dell'esecuzione dei tiri di rigore: Se prima di iniziare i tiri di rigore una squadra ha in campo un numero di calciatori maggiore dell'altra, deve escludere alcuni dei propri calciatori dal prendere parte ai tiri al fine di eguagliare il numero a quello della squadra avversaria. Se durante la serie dei rigori un calciatore viene espulso o si infortuna al punto da non poter continuare a giocare, anche in questo caso l'altra squadra dovrà diminuire il proprio numero per eguagliare quello della squadra avversaria. Questo per evitare che, qualora un calciatore debba eseguire un secondo tiro, nella serie si trovi a eseguire un rigore il migliore rigorista della squadra in inferiorità numerica contro il peggiore della squadra avversaria. Solo i giocatori in campo alla fine dei tempi supplementari possono partecipare ai tiri di rigore. L'arbitro, mediante il lancio di una moneta, decide quale squadra sceglierà se calciare per prima o per seconda. Il capitano della squadra che vince il sorteggio sceglie se calciare il primo o il secondo rigore; sempre l'arbitro sceglie la porta in cui verranno calciati tutti i rigori di entrambe le squadre, sempre tramite il lancio di una moneta (ad esempio testa per la curva nord e croce per la curva sud). Questo a meno che non ci siano elementi oggettivi che facciano preferire una porta ad un'altra, ad esempio il terreno di gioco fortemente accidentato, una porta non adeguata, tifosi irrispettosi dietro la porta ecc. Tutti i giocatori, a esclusione dei portieri e del battitore di turno, devono rimanere nel cerchio di centrocampo. Il tiro di rigore viene battuto come un calcio di rigore. In ogni tiro il pallone viene posizionato sul dischetto di rigore e solo il portiere può difendere la propria porta; il tiratore può muoversi e calciare il pallone in avanti solo dopo il fischio dell'arbitro. Il portiere deve rimanere sulla linea di porta finché il pallone non viene calciato. Se il portiere avanza in anticipo, l'arbitro può far ripetere il tiro di rigore, anche se la ripetizione di un tiro di rigore è un evento alquanto raro. Ogni tiratore può calciare il pallone solo una volta per tentativo. Se il pallone viene parato dal portiere, ma non trattenuto, il tiratore non può calciare nuovamente (a differenza di un calcio di rigore). Ugualmente non può tirare sulla ribattuta di palo o traversa (in questo caso, è così anche per i calci di rigore). Una rete segnata su tiro di rigore è comunque valida se, prima di varcare la linea, il pallone colpisce i legni (pali e traversa) o il portiere e anche nel caso in cui il pallone, prima di entrare, rimbalzi sulla linea di porta dopo aver colpito un legno. A tal proposito, durante il campionato mondiale di calcio del 1986, disputato in Messico, al termine del quarto di finale -, che si era concluso in parità, lasciò molti dubbi la trasformazione del francese Bruno Bellone; il pallone, rientrato in campo respinto dal palo, carambolò sulla schiena del portiere brasiliano Carlos per poi finire in rete. Nel 1987 l'International Football Association Board chiarì definitivamente la regolarità del gol così convalidato nella precedente edizione del mondiale. Il regolamento, inoltre, alla regola 14 analizza minuziosamente tutti i casi possibili, stabilendo in quali casi una rete segnata sia valida o meno. Le squadre si alternano nella battuta dei tiri di rigore finché entrambe non ne hanno battuti cinque a testa. Se però una squadra ha mandato a segno più rigori dell'altra e questa nemmeno mandando a segno tutti i tiri di rigore ancora rimasti potrebbe eguagliarla, i tiri di rigore terminano in anticipo. Nell'alternativa formula cosiddetta «ABBA», a partire dal secondo tiro ogni squadra ha due tiri consecutivi a disposizione. Se, dopo che ogni squadra ha battuto cinque tiri di rigore, entrambe le squadre hanno realizzato lo stesso numero di reti, si continua "a oltranza" con un tiro per parte fino a quando, a parità di numero di tiri eseguiti, una squadra si trova in vantaggio rispetto all'altra. È concessa solo la sostituzione del portiere in caso di infortunio durante i tiri di rigore e solo se la squadra non ha già esaurito tutte le sostituzioni consentite dal regolamento della competizione. In caso di espulsione del portiere, quest'ultimo dovrà essere sostituito da un calciatore che si trovava sul terreno di gioco al termine della gara. In qualsiasi momento, invece, un giocatore avente diritto di calciare i tiri di rigore può assumere il ruolo di portiere (cosa che in genere avviene quando è un portiere a calciare). Nessun giocatore che ha già battuto un tiro di rigore può batterne un altro finché tutti i suoi compagni in campo alla fine della partita e non espulsi, incluso il portiere, non ne hanno battuto almeno uno. Eventuali serie di tiri a oltranza possono venire effettuate con un ordine di tiratori diverso dalla prima serie.
Storia
In precedenza i vincitori di una partita terminata in pareggio erano decisi per sorteggio, come nel quando l' raggiunse la finale contro la grazie al favorevole esito del lancio della moneta, avvenuto dopo il pareggio in semifinale con l'.
L'invenzione dei tiri di rigore è di solito attribuita all'ex arbitro tedesco Karl Wald. Quando furono proposti nel 1970, la Federcalcio bavarese cercò di bloccare la proposta e fu solo quando la maggioranza dei delegati si dissero a favore che furono appoggiati. Poco tempo dopo, anche la Federcalcio tedesca, seguita poi da UEFA e FIFA, accettò la proposta. Secondo alcuni, invece, l'inventore del metodo è stato l'israeliano Yosef Dagan dopo che la nazionale israeliana fu eliminata ai quarti di finale delle Olimpiadi 1968 a causa del lancio di una monetina. Tuttavia varianti dei moderni tiri di rigore sono state utilizzate prima di allora in diverse competizioni nazionali e tornei minori; esempi nazionali includono la Coppa di Jugoslavia dal 1952, la Coppa Italia dal 1958 e la coppa giovanile interregionale svizzera dal 1959-1960. Tra gli esempi internazionali ci sono invece la Uhrencup del 1962 (su suggerimento del suo fondatore Kurt Weissbrodt), la finale del 1962 del Trofeo Ramón de Carranza (su suggerimento del giornalista Rafael Ballester), quando il Barcellona sconfisse il Real Saragozza, e un incontro di spareggio tra le squadre amatoriali che rappresentavano il Venezuela e la Bolivia nei Giochi bolivariani del 1965.
All'inizio le squadre non si alternavano nella battuta dei tiri di rigore: prima calciava cinque volte una delle due compagini e poi cinque volte l'altra. I tiri di rigore finivano non appena la vittoria di una delle due squadre era evidente. In caso di pareggio alla fine dei 10 tiri, entrambe le squadre avevano la possibilità di un secondo turno di tiri, ancora 5 a testa, finché non veniva decretato il vincitore.
Quanto appena descritto non si riferisce certamente all'Italia, dove l'alternanza è stata in vigore fin dal momento in cui la regola dei tiri di rigore venne applicata . Nell'estate del 1958 erano in corso due edizioni della Coppa Italia: la Coppa Italia 1958, giunta ai quarti di finale, e la Coppa Italia 1958-1959 il cui primo turno era previsto per il 31 agosto. Come riporta il Corriere della Sera del 3 settembre 1958: "In merito alle gare di Coppa Italia in programma per domenica prossima, la Lega Nazionale precisa: 1) tanto per i quarti di finale della Coppa Italia 1957-1958, quanto per il 2º turno della Coppa Italia 1958-1959 ogni gara dovrà designare la squadra vincente. In caso di parità alla fine della partita verranno disputati due tempi supplementari di 5 minuti ciascuno. In caso di ulteriore parità, verranno tirati in successione alternata sei calci di rigore per ogni squadra in un'unica porta: verrà dichiarata vincente quella squadra che avrà realizzato il maggior numero di gol. In caso di ulteriore parità deciderà il sorteggio effettuato dall'arbitro sul campo, alla presenza dei due capitani".
La prima partita a essere decisa ai tiri di rigore in Italia risulta essere la ripetizione di Mestrina-Treviso 2-2 (6-7 dopo i calci di rigore), giocata il 3 settembre 1958, valida per il primo turno della Coppa Italia 1958-59, dopo che la prima partita, in programma il 31 agosto era stata sospesa per oscurità. Finì ai rigori anche Juventus-Bologna, disputata il 15 ottobre 1958, finale per il terzo posto della Coppa Italia del 1958. I tempi regolamentari finirono 2-2, i supplementari 3-3. In quel caso Juventus e Bologna segnarono entrambe quattro dei sei rigori a disposizione (per la Juventus i primi cinque vennero tirati da Omar Sívori, il quale, dopo un errore, lasciò l'ultimo a Romano Voltolina, mentre per il Bologna li tirò tutti Luigi Bodi). Il sorteggio premiò il Bologna.
Le differenze, rispetto alla formula attualmente in vigore, erano le seguenti: i tiri di rigore da battere erano sei e non cinque per squadra; ogni squadra poteva far battere tutti i tiri di rigore a tutti i suoi giocatori in campo, senza limitazioni, e frequentemente tutti i rigori venivano tirati dallo stesso calciatore "specialista", talvolta cambiato dopo un errore. L'obbligo di cambiare tiratore dopo ogni tiro e di non far eseguire un secondo tiro a un giocatore fino a quando tutti i compagni non ne abbiano eseguito uno venne introdotto tra il 1971 e il 1973; in caso di ulteriore pareggio dopo l'esecuzione dei sei tiri di rigore non si procedeva a oltranza, ma si stabiliva la vittoria per sorteggio, tramite lancio della moneta (come nel caso sopra riportato di Juventus-Bologna del 16 ottobre 1958);