Un ordigno esplosivo improvvisato (in lingua inglese IED, acronimo di Improvised Explosive Device) è una bomba fabbricata artigianalmente e utilizzata in modi diversi da quelli tipici delle azioni militari convenzionali. Può essere costituito da munizioni ed esplosivi militari convenzionali, come ad esempio un proiettile d'artiglieria, collegati a un meccanismo d'innesco.
Il termine "IED" fu coniato dall'esercito britannico durante il Conflitto in Irlanda del Nord (1968-1998) per riferirsi alle trappole esplosive realizzate dall'IRA, divenendo poi di uso comune a partire dalla Guerra in Iraq (2003-2011).
Gli IED sono utilizzati prevalentemente da attori violenti non statali, come organizzazioni guerrigliere o terroristiche, che li utilizzano nel contesto di strategie e tattiche di insurrezione, guerriglia, guerra asimmetrica, guerra urbana o in operazioni terroristiche. Gli IED possono anche essere utilizzati da forze speciali o commando statali, per condurre guerra non convenzionale in un teatro d'operazioni, come nel caso, ad esempio, delle United States Army Special Forces.
Descrizione e caratteristiche tecniche Un IED può essere definito come un ordigno posizionato o fabbricato in modo improvvisato che incorpora sostanze chimiche distruttive, letali, nocive, pirotecniche o incendiarie e progettato per distruggere, incapacitare, molestare o distrarre; può incorporare materiali militari, ma è normalmente ideato a partire da componenti non militari. Gli IED possono incorporare esplosivi militari o di provenienza commerciale e spesso combinano entrambi i tipi, oppure possono essere realizzati con esplosivi artigianali.
Generalmente, un IED può avere cinque componenti: un interruttore (attivatore), un innesco (miccia), un contenitore (corpo), una carica (esplosiva) e una fonte di energia (batteria); un IED progettato per l'uso contro bersagli corazzati come veicoli trasporto truppe o carri armati sarà progettato per la penetrazione delle corazze, utilizzando, ad esempio, una carica cava capace di creare un proiettile autoforgiante; gli IED sono estremamente diversi nella progettazione e possono contenere molti tipi di inneschi, detonatori, penetratori e cariche esplosive. Alcuni IED particolarmente sofisticati possono anche incorporare sistemi anti-manomissione o anti-disinnesco: fu questo il caso, ad esempio, dell'IED preparato da John Birges nel 1980, utilizzato in un tentativo di estorsione contro l'Harvey's Resort Hotel.
Gli IED antiuomo contengono solitamente anche oggetti che generano frammentazione come chiodi, cuscinetti a sfera o piccole pietre per causare ferite a distanze maggiori di quelle che la sola pressione dell'esplosione potrebbe causare. Secondo quanto riportato dalla rivista medica BMJ Open, le lesioni causate da ordigni esplosivi improvvisati antiuomo (AP-IED) a soldati e civili appiedati (pedoni) sono di gran lunga peggiori di quelle causate dalle mine antiuomo convenzionali (APM), con conseguenti amputazioni multiple di arti e mutilazioni della parte inferiore del corpo. Questa combinazione di lesioni è stata definita "ferita da esplosione complessa a piedi" () ed è considerata la peggior lesione con le peggiori possibilità di sopravvivenza mai vista in guerra.
Gli IED vengono innescati con vari metodi, molto variabili, potendo essere di origine militare o civile, di produzione industriale oppure artigianale: semplici micce; micce detonanti; micce collegate a detonatori; spolette o altri componenti ricavati da ordigni militari; detonatori elettrici collegati a circuiti che possono comprendere batterie, interruttori, temporizzatoriFM 20-32 Mine/Countermine Operations, op. cit., p. 13-26., sistemi radio-controllati attivati a distanza da un telecomando o da un telefono cellulare; sistemi controllati da sensori a raggi infrarossi; sistemi magnetici; barre sensibili alla pressione o fili d'inciampo (azionati dalla vittima). In alcuni casi, più IED vengono collegati tra loro in una "catena a margherita" per attaccare un convoglio di veicoli sparpagliati lungo una carreggiata.
Gli IED realizzati da progettisti inesperti o con materiali di qualità inferiore potrebbero non detonare o, in alcuni casi, detonare accidentalmente contro chi ha prodotto o posizionato l'ordigno. Tuttavia, alcuni gruppi sono noti per aver prodotto dispositivi sofisticati, costruiti con componenti recuperati da munizioni convenzionali e componenti elettronici di consumo standard, come telefoni cellulari, timer per lavatrici, cercapersone o apriporta da garage. La sofisticatezza di un IED dipende dalla formazione del progettista e dagli strumenti e dai materiali disponibili.
Gli IED possono utilizzare proiettili di artiglieria o cariche convenzionali di esplosivo ad alto potenziale come loro carica esplosiva, nonché esplosivi artigianali. Esiste anche il rischio che materiale tossico di tipo chimico, biologico o radioattivo (bomba sporca) possa essere aggiunto a un ordigno, creando così altri effetti potenzialmente letali oltre alle schegge, alle esplosioni concussive e agli incendi normalmente associati alle bombe.
È possibile classificare gli IED in base alla testata, al meccanismo di lancio, al meccanismo d'innesco:
Testate Il Dictionary of Military and Associated Terms (JCS Pub 1-02) statunitense include due definizioni di ordigni improvvisati: ordigni esplosivi improvvisati (IED) e ordigni nucleari improvvisati (IND). Queste definizioni riguardano i termini Nuclear ed Explosive nell'acronimo CBRNe (Chemical, Biological, Radiological, Nuclear, explosive). Ciò lascia indefiniti i termini chimico, biologico e radiologico. Sono state create quattro definizioni per basarsi sulla struttura della definizione del JCS. I termini sono stati creati per standardizzare il linguaggio dei primi soccorritori e dei membri delle forze armate e per correlare il quadro operativo.
Cariche esplosive per uso generale Un IED può essere equipaggiato con una carica esplosiva per uso generale, progettata per proiettare un'onda d'urto, con o senza schegge aggiuntive, tutt'intorno a sé, allo scopo di infliggere danni a persone e bersagli non corazzati. Esempi di tali cariche sono quelle contenute in IED come tubi bomba, bombe a chiodi, granate a lattina, pentole a pressione bomba, autobombe e così via.
In generale, la natura e il potenziale delle sostanze esplosive contenute in un IED – sia per quanto riguarda la carica esplosiva principale che per quanto riguarda il detonatore – è estremamente variabile: esplosivi militari ottenuti da munizioni convenzionali moderne, come ad esempio tritolo (TNT), Composition B, ciclotrimetilentrinitroammina (RDX), tetranitrato di pentaeritrite (PETN); esplosivi civili o improvvisati, come ad esempio dinamite, nitrato d'ammonio e nafta (), urea nitrato, miscele di clorati o perclorati, miscele e composti a base di nitrati e perossidi, triperossido di triacetone (TATP), esametilene triperossido diammina (HMTD).
Cariche esplosive focalizzate direzionalmente Un IED può essere equipaggiato con una carica esplosiva focalizzata direzionalmente, progettata per convogliare la maggior parte della forza dell'esplosione in un'unica direzione. Tali IED sono specificamente progettati per essere impiegati in ruoli antiuomo o anticarro/antimateriale.
Esempi di IED antiuomo di questa categoria sono la fugas e la carica a mitraglia.
Una fugas è un mortaio improvvisato capace di una sola scarica, costruito scavando un buco nel terreno o nella roccia, posizionando una carica esplosiva (originariamente polvere nera) sul fondo di esso, quindi ricoperta con vari tipi di proiettili (originariamente pietre); il buco viene mimetizzato nell'ambiente circostante; la fugas viene quindi sparata tramite una miccia o elettricamente, con il risultato che i proiettili vengono scagliati dinnanzi ad essa, lungo l'asse di scavo del buco. Ordigno esplosivo improvvisato di origini antiche, la fugas è stata utilizzata in guerra – anche in una configurazione capace di lanciare liquidi incendiari – almeno fino alla Seconda Guerra Mondiale e alla Guerra di Corea.
Una carica a mitraglia () sfrutta lo stesso principio di funzionamento generale della fugas, ma assomigliando maggiormente a una mina Claymore improvvisata, anch'essa progettata per la frammentazione direzionale. Viene costruita inserendo i suoi componenti principali – proiettili, borra, carica esplosiva e detonatore – in un contenitore portatile, come un tubo metallico, una cassetta per munizioni o una latta № 10. La traiettoria dei vari proiettili – solitamente chiodi, bulloni, dadi, cuscinetti a sfera, vetro, piccoli pezzi di rottami metallici, pietre e altri materiali simili – è tesa, come se fossero sparati da un fucile a canna liscia.
Esempi di IED anticarro/antimateriale di questa categoria sono la carica cava, il proiettile autoforgiante (EFP) e la carica a piastra.
Una carica cava () concentra l'energia rilasciata dall'esplosione su una piccola area, creando una frattura tubolare o lineare nel bersaglio; per fare ciò, essa presenta una cavità, solitamente a forma di cono e rivestita. Il rivestimento della cavità può essere realizzato in rame, stagno, zinco o vetro (imbuti o bottiglie con un cono sul fondo, come le bottiglie di champagne o cognac). La carica di esplosivo ad alto potenziale viene posizionata a una distanza molto ravvicinata dal bersaglio – ma comunque mantenuta a una distanza idonea () per dar modo al getto di svilupparsi – con la cavità rivolta verso il bersaglio. Quando la carica viene fatta detonare, l'onda d'urto si propaga dal detonatore verso la cavità conica, producendo così un getto penetrante di particelle ad alta velocità, temperatura e pressione, in grado di perforare cemento e armature, ma che perde efficacia dopo una breve distanza. Esempi storici di cariche cave improvvisate sono quelle ideate dai Viet Cong durante la Guerra del Vietnam, che furono incorporate in vari tipi di armi improvvisate, come mine saltanti anticarro/antiveicolo, cariche da demolizione e granate a mano anticarro.
Un proiettile autoforgiante o EFP (acronimo inglese di Explosively Formed Penetrator o Explosively Formed Projectile, letteralmente "penetratore formato esplosivamente" o "proiettile formato esplosivamente") è un tipo speciale di carica cava; anch'esso cilindrico, incorpora un rivestimento metallico () per la cavità più spesso e pesante, solitamente una piastra di rame stampato o lavorato, con una forma concava a lente o a ciotola, rivolta verso l'interno. La piastra è puntata verso il bersaglio. Quando la carica di esplosivo ad alto potenziale, uniformemente distribuita dietro il rivestimento/piastra, viene fatta detonare, il rivestimento/piastra si trasforma in un proiettile () o "penetratore", che viene proiettato verso il bersaglio a una velocità estremamente elevata. La differenza nella forma e nel peso del rivestimento consente a un EFP di essere efficace a lunghe distanze dal bersaglio (100 metri o più), rendendolo perciò utilizzabile da una distanza maggiore rispetto a una carica cava tradizionale. Il proiettile "slug" prodotto da un EFP è in grado di penetrare, a distanza, bersagli corazzati come i carri armati, tuttavia, la precisione di tali dispositivi è limitata (circa 50 metri), a causa del modo in cui si formano gli EFP: il proiettile scagliato dall’esplosione non ha stabilizzazione perché non ha alette aerodinamiche e non ruota come un proiettile sparato da un fucile. Questo tipo di IED è stato utilizzato da forze d'insorti in conflitti recenti, come la Guerra in Iraq (2003-2011), con effetti letali.