Biografia Sconfitti gli insorti nella riconquista di Bari da parte di Basilio Argiro il Mesardonite (1011), Melo trovò scampo presso i principi longobardi, mentre Datto si rifugiò nell'Abbazia di Montecassino. Quando però il catapano bizantino impose all'abate Atenolfo il rispetto dei patti con Costantinopoli, Datto dovette lasciare l'abbazia benedettina e trovare accoglienza nelle terre del papa Benedetto VIII che gli affidò il controllo della torre posta alla foce del fiume Garigliano – forse la torre di Pandolfo Capodiferro o un'altra sulla sponda opposta del fiumeSulla questione vedasi –, situata proprio sul confine con il principato longobardo di Capua.

Dopo la battaglia di Canne (1018), però, Basilio Boioannes riportò i principi longobardi sotto l'obbedienza bizantina e snidò Datto nella sua roccaforte di confine. Datto, catturato, fu condotto a Bari dove fu costretto alla infamante cavalcata su un'asina per le vie cittadine e infine alla condanna a morte per mazzeratura: legato vivo dentro un sacco e gettato in mare il 15 giugno 1021.

Note

Bibliografia Fonti primarie Lupo Protospata, Chronicon rerum in regno Neapolitano gestarum Annales Barenses

Fonti moderne

Ed. orig. francese 1904.

Ed. orig.: The Normans in the South 1016-1130, Londra, Longmans, 1967.

Voci correlate Langobardia (thema) Melo di Bari Storia di Bari

Collegamenti esterni

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