Ha rivoluzionato il menswear con l’introduzione della giacca destrutturata — più morbida, fluida e moderna — inaugurando un nuovo linguaggio di eleganza minimalista che ha ridefinito il guardaroba maschile e femminile a partire dagli anni settanta. Le sue creazioni iconiche, come i completi indossati da Richard Gere in American Gigolò (1980), hanno imposto il suo stile al grande pubblico, rendendolo un riferimento del tappeto rosso e dell’abbigliamento professionale internazionale.
Biografia Giorgio Armani nacque da Ugo Armani e Maria Raimondi. Era il maggiore di tre figli; aveva due fratelli, Sergio e Rosanna. Nel 1949 si trasferì con la famiglia a Milano, dove frequentò il Liceo scientifico statale Leonardo da Vinci e conseguì il diploma nel 1953. Secondo la testimonianza di un suo compagno di scuola, durante le lezioni era spesso intento a disegnare.
Dopo il diploma si iscrisse alla Università degli Studi di Milano, alla facoltà di Medicina e chirurgia, ma interruppe gli studi dopo alcuni anni. Successivamente svolse il servizio militare, al termine del quale decise di non riprendere gli studi universitari.
Carriera Anni 1950 e 1960: inizi Nel 1957, iniziò la sua carriera nel mondo della moda come vetrinista e commesso presso La Rinascente di Milano, dove apprese i primi rudimenti di visual merchandising e mestiere sartoriale. Il passo successivo fu l’approdo professionale alla casa di moda Nino Cerruti: nel 1965 fu assunto per contribuire alla linea maschile “Hitman”, segnando il suo ingresso concreto nel design moda. Durante quegli anni, maturarono anche le alleanze personali e creative che avrebbero inciso sul suo futuro: fu in questo periodo che conobbe Sergio Galeotti, l’amico architetto che sarebbe diventato suo socio e compagno di vita, nonché figura determinante nel supportarlo verso l’indipendenza professionale — un passo che avrebbe preso forma negli anni successivi.
Anni 1970: origini della Giorgio Armani S.p.A. e primi riconoscimenti Il 24 luglio 1975, Armani e Galeotti fondarono ufficialmente la Giorgio Armani S.p.A. a Milano, in corso Venezia. La prima collezione venne presentata nella primavera/estate 1976, segnando un momento di svolta per la moda italiana e contribuendo a consolidare Milano come centro nevralgico del prêt-à-porter nazionale.
Nel 1978 vestì Diane Keaton, vincitrice del premio Oscar come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione di Annie Hall in Io e Annie.
Anni 1980: ascesa internazionale e nuove linee Nel 1980, la collaborazione con la produzione del film American Gigolò, per cui creò il guardaroba, segnò l'inizio di una serie di partnership con il cinema, consolidando l'immagine di Armani come simbolo di eleganza maschile.
Nel 1981 lanciò le linee Emporio Armani e Armani Jeans, che rappresentavano due facce dello stile del brand: la prima, giovane e contemporanea, propone eleganza moderna per un pubblico urbano e dinamico; la seconda, casual e denim-oriented, offriva capi sportivi e informali, pensati per la vita di tutti i giorni. Nello stesso anno lanciò anche il primo profumo donna, Armani, e la linea Armani Junior.
Il 5 aprile 1982 apparve sulla copertina della rivista Time, un riconoscimento significativo che ha consolidato la sua posizione di primo piano nel panorama della moda internazionale. La fotografia, realizzata dal celebre Bob Krieger, ritrae il designer italiano insieme a una modella, catturando l'essenza del suo stile distintivo: linee pulite, eleganza sobria e un'aria di sofisticata discrezione. Questa copertina è stata una delle prime per un designer di moda italiano su una rivista di così ampia diffusione, segnando un momento di svolta nella sua carriera.
Nel 1983 aprì la prima boutique Giorgio Armani a Milano. Nello stesso anno, avviò la collaborazione con il FAI - Fondo per l'Ambiente italiano, contribuendo al restauro dell'Abbazia di San Fruttuoso a Camogli, in Liguria. Questo intervento segnò l'inizio del suo impegno a favore della tutela del patrimonio culturale italiano. Nel corso degli anni continuò a supportare il FAI, partecipando a progetti significativi come il restauro di Villa Necchi Campiglio a Milano, contribuendo alla valorizzazione di un capolavoro del razionalismo italiano.
Il 1985 segnò la prematura scomparsa di Galeotti, che aveva svolto un ruolo determinante nella gestione finanziaria e organizzativa dell’azienda, contribuendo in modo decisivo al suo successo.
Nel gennaio 1986, Armani presentò la collezione autunno/inverno 1986, caratterizzata da un'interpretazione italiana dei tradizionali look maschili americani, con tessuti e motivi rivisitati in chiave sofisticata. A fine novembre fu insignito del titolo di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per i suoi meriti artistici, culturali e sociali. Questa onorificenza fu conferita dal presidente della Repubblica italiana, Francesco Cossiga.
La collezione primavera/estate 1987 fu apprezzata per l'interpretazione raffinata dei tradizionali look maschili americani, con tessuti e motivi rivisitati in chiave sofisticata.
Nel 1988, Giorgio e la sorella Rosanna lanciarono l'Emporio Armani Magazine, un'iniziativa pionieristica nel panorama della moda. Questo progetto ha trasformato il tradizionale catalogo delle collezioni in una rivista concettuale, con l'obiettivo di presentare lo stile di vita associato al marchio Emporio Armani attraverso contenuti editoriali di alta qualità. Il numero zero della rivista era in realtà il numero 12 della rivista Westuff, una pubblicazione bimestrale fiorentina che trattava vari aspetti della cultura occidentale, dalla moda all'arte, dalla musica al design. La rivista fu concepita come un "concept magazine", mirato a contestualizzare le collezioni Emporio Armani negli ambienti che le ispiravano. Ha esplorato vari temi culturali e sociali, utilizzando fotografie e articoli per raccontare storie che riflettevano l'universo del brand. Questo approccio ha anticipato le moderne strategie di comunicazione nel settore della moda, dove il contenuto editoriale e la pubblicità si intrecciano per creare un'immagine coerente e coinvolgente del marchio. La pubblicazione durò fino al 1997, con un totale di 18 numeri numerati, e ha rappresentato un esempio di innovazione nel modo in cui i brand di moda comunicano il loro stile e la loro filosofia. Dopo una pausa di 20 anni, lEmporio Armani Magazine è stato rilanciato nel 2017, continuando a esplorare e a raccontare l'evoluzione del marchio e del suo stile di vita. Nello stesso anno lanciò la sua linea di occhiali, segnando l'ingresso del brand nel settore dell'eyewear. Inizialmente, la produzione è stata affidata a Safilo Group, azienda italiana specializzata. Successivamente, nel 2002, Armani ha siglato un accordo con Luxottica, leader mondiale nella produzione e distribuzione di occhiali. La linea si distingueva per il design raffinato e minimalista, in linea con lo stile del brand. Modelli iconici come gli occhiali "Icon", caratterizzati da montature sottili in titanio, sono diventati simbolo di eleganza senza tempo.
Anni 1990: espansione globale e diversificazione del brand Nel settembre 1991, Armani inaugurò la prima boutique A|X Armani Exchange nel quartiere di SoHo, a Manhattan, nel distretto di New York, segnando lo sbarco del marchio nella fascia del pubblico giovane e urbano e sancendone l’espansione nel segmento più accessibile del mercato della moda internazionale.
Nel marzo 1992 l'attrice Jodie Foster ricevette il premio Oscar come miglior attrice protagonista per il film Il silenzio degli innocenti, indossando un luminoso completo Giorgio Armani, che divenne da subito uno degli abiti più iconici nella storia delle premiazioni cinematografiche. Nello stesso anno, fu tra i principali sostenitori della prima edizione di Convivio, la mostra-mercato benefica ideata da Gianni Versace e promossa con Gianfranco Ferré e Valentino Garavani, finalizzata alla raccolta fondi per ANLAIDS presso il Castello Sforzesco di Milano.
In occasione del debutto del Piacenza Calcio in Serie A nel 1993, disegnò le divise ufficiali della squadra della sua città natale. Questa collaborazione segnò l’inizio del legame tra lo stilista e il mondo dello sport, che poi si estese a numerose altre iniziative con club calcistici e squadre nazionali.
Nel 1996, la denominazione “Emporio Armani”, accompagnata dall’iconico logo con l’aquila, fu installata su uno degli hangar dell’aeroporto di Milano-Linate e da allora è diventata un simbolo riconoscibile sia per i viaggiatori che per i milanesi. Inoltre, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, venne presentato nel Salone delle Innovazioni un modello di jeans Armani realizzato in denim riciclato, a testimonianza dell’interesse crescente verso la sostenibilità applicata all’industria tessile.
Nel 1997, Giorgio Armani espanse ulteriormente l'universo "Emporio Armani" con il lancio ufficiale della linea di orologi, realizzata in collaborazione con il gruppo Fossil. Questa iniziativa segnò l'ingresso del brand nel settore dell'orologeria, offrendo al pubblico accessori dal design distintivo e dalla qualità riconosciuta. La collezione iniziale si caratterizzava per linee pulite, materiali di alta qualità e l'iconico logo dell'aquila, elementi che riflettevano l'estetica minimalista e sofisticata tipica di Armani.
Nel 1998, effettuò una donazione di dollari statunitensi per il restauro delle vetrate dell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés di Parigi. Questa iniziativa ebbe avuto luogo in concomitanza con l'apertura del suo negozio Emporio Armani al 149 di Boulevard Saint-Germain, evento che suscitò discussioni in Francia per la sua ubicazione in un'area storica. Per rispondere alle preoccupazioni della comunità locale, Armani incluse nel suo negozio un chiosco, una selezione di CD rari e un ristorante da 50 posti, dimostrando un impegno verso la cultura e la tradizione del quartiere. Nello stesso anno, inaugurò il primo Emporio Armani Caffè a Parigi. Questo locale ha rappresentato l'ingresso del marchio nel settore della ristorazione, con l'obiettivo di offrire ai clienti un'esperienza gastronomica che rispecchiasse l'eleganza e la filosofia del brand. Il successo di questo primo caffè ha portato all'espansione del concetto in altre città del mondo, consolidando la presenza di Armani nel panorama internazionale della ristorazione di lusso.
Anni 2000: crescita globale, innovazione e impegno culturale