D'Alì è un'antica famiglia di Trapani attiva e fiorente in città sin dalla fine del XVI secolo.
Storia Alì Il cognome è di origine balcanica. Alcuni Alì o d'Alì giunsero in Sicilia con la dominazione bizantina. Si stabilì inizialmente nella Sicilia Orientale e, precisamente, nel Messinese, ove fondò un paese che assunse il toponimo di Alì. Si rinvengono degli Alì sin da XVI secolo in Messina. Nella Cripta della Cappella Palatina del Palazzo Reale di Palermo è sepolta more nobilium la Nobile Dama Teresa Alì moglie del Viceré d'Avalos Marchese di Pescara (1580). Nella città di Catania si rinviene Domenica Alì che nel 1695 fu insignita della Signoria del Territorio di Plachi. La famiglia Alì si ritrova anche in Caltagirone iscritta alla Mastra Nobile della città calatina. Degli Alì si rinvengono nel XV secolo in Monte San Giuliano (Erice).
A Trapani Il ramo degli Alì residenti a Monte San Giuliano si trasferì nel XVI secolo a Trapani e alcuni dei suoi componenti presero parte alla rivolta estesasi in gran parte dell'isola contro il viceré Ugo MoncadaFabio Scannapieco Alì- Capece, Relazione illustrativa della famiglia Alì, in www.araldicaduesicilie.eu. L'arrivo degli Alì a Trapani è attestato nei libri parrocchiali della città ove si rinviene un Pietro d'Alì abitante nel quartiere San Pietro. Detto ramo degli Alì provenienti da Monte San Giuliano aggiunse il suffisso "de" al cognome originario diventando de Alì o d'Alì come si evince dagli atti civici dell'epoca.
Simone de Alì nel 1565, insieme ad altri possidenti locali, capeggiò un gruppo di circa 300 uomini armati al fine di respingere un cospicuo numero di pirati barbareschi che erano sbarcati lungo il litorale di San Vito con l'intento di invadere la città di Monte San Giuliano e le campagne limitrofe. Dopo giorni di accaniti scontri i pirati furono sconfitti e 5 di loro furono presi prigionieri. In segno di riconoscimento il Viceré di Sicilia ricompensò, tra gli altri, Simone de Alì con una grossa somma di denaro.
Nel XVII secolo la famiglia consolidò la sua posizione nella Città di Trapani; i d'Alì abitavano in un palazzo di loro proprietà nel quartiere San Pietro ed erano proprietari di terreni, di immobili e di imbarcazioni a vela. Negli atti civici si rinviene in Giovan Maria d'Alì sposato con la Nobile Leonarda Scichili.
A partire dalla prima metà del XVIII secolo si annovera un Giovan Maria d'Alì sposato con Caterina Prinzi di Calaci e proprietario di una parte del feudo Ballotta e il canonico Giovanni Alì. Tra i fratelli di Giovan Maria d'Alì annoveriamo il Notaio Gaetano d'Alì e un Giuseppe d'Alì, Decurione della Città e proprietario di un Palazzo in Trapani in Largo San Giacomo. I d'Alì avevano una loro cappella gentilizia ubicata all'interno della Chiesa di Sant'Agostino che fu distrutta durante il bombardamento di Trapani nel 1943. Nell'800 La famiglia d'Alì accrebbe il suo patrimonio con Giovan Maria d'Alì e Prinzi latifondista e proprietario di saline. Il suddetto Giovan Maria sviluppò sin da giovane delle notevoli capacità imprenditoriali e non si limitò ad amministrare le sue proprietà ma accrebbe il suo patrimonio vendendo soprattutto all'estero, tramite una società da lui fondata, il sale raccolto nelle sue saline e il vino prodotto nei suoi feudi. Intrattenne rapporti imprenditoriali con Vincenzo Florio nella gestione delle Tonnare dell'Isola di Formica e con Benjamin Ingham con cui fondò nel 1840 la Società "Battelli a Vapore Siciliani". Giovan Maria fu Console d'Austria - Ungheria, di Russia, di Grecia e del Ducato di Toscana. Era inoltre proprietario di un grande palazzo ubicato in Trapani tra la via Torrearsa e corso Vittorio Emanuele, divenuto successivamente sede della Banca Sicula.
Il suddetto Giovan Maria alla sua morte, avvenuta nel 1849, lasciò un enorme patrimonio immobiliare e fondiario comprendente i feudi di Pietrarenosa, Pegno, Zaferana e Zangara (inclusi i fondi Alberaccio, Corallo Vecchio, Di Caro, Fontanelle, Firriato, Garitta, Portelli, Raganzili) e le saline Incudine o Modica, Ettore, Calcara, Paceco La Vecchia, Curto, Ronciglio e Salinella o Fiume. La compilazione dell'inventario richiese più di sei mesi. Ebbe da Anna de Naso tre figli e, precisamente, Giuseppe, Antonia e Leonarda che sposò il Barone Girolamo Adragna d'Altavilla; da Nunzia Fecarotta ebbe Giovanni Emanuele.
Giuseppe d'Alì, figlio del suddetto Giovan Maria, aumentò e consolidò il patrimonio ricevuto dal padre, acquistando le saline Infersa, Alfano o Calaci, Morana, Lago, Uccello Pio, Arena (Collegio) e Salina Grande e i feudi Falconieri, Capo Feo, Monte Barbaro (con accluso il tempio di Segesta), Chinisia, Pecoreria, Pietre Rosse Soprane e Pietre Rosse Sottane, Fontanelle di Calatafimi, Casale Bianco - Carminello, Gorgo di Bonvicino, Giudeo Maggiore, Bordino, Pispisia e Fastaia. Lo stesso Giuseppe estese i suoi interessi anche nel settore armatoriale divenendo proprietario sin dal 1874 di una flotta costituita da grandi bastimenti a vela. Tali imbarcazioni, privilegiando le rotte del Nord Europa e delle Americhe, contribuirono a rilanciare il Porto di Trapani e l'economia della Città. Ai primi tre bastimenti a vela denominati "Giuseppe d'Alì", "Rosalia d'Alì", e "Antonio d'Alì" si aggiunse il "Gabriele d'Alì" varato nel 1903 e che fu in quegli anni il più grande bastimento a vela dell'armamento meridionale. Della flotta fece parte anche il primo piroscafo a vapore della marineria trapanese che portava il nome di "Giovan Maria d'Alì", figlio primogenito di Giuseppe morto prematuramente nel 1883 durante il terremoto avvenuto a Ischia in C/da Casamicciola. Giuseppe d'Alì fu nel 1907 tra i maggiori azionisti e promotori della "Società di Navigazione Sicania" che era composta da quattro piroscafi e da tre navi passeggeri con le quali venivano esercitati i collegamenti stabili con le isole minori della Sicilia. Giuseppe d'Alì si dedicò pure al comparto enologico fondando con i Chiaramonte Bordonaro la Casa Vinicola " D'Alì & Bordonaro" che ottenne numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali nella produzione del Vino Marsala tanto da essere considerata tra i quattro stabilimenti vinicoli più importanti della Provincia di Trapani insieme a quelli Florio, Woodhouse e Ingham. Lo stabilimento enologico inizialmente ebbe sede in un vasto immobile ubicato tra la via G.B. Fardella e l'attuale Stazione Ferroviaria di Trapani. Parte del suddetto immobile fu donato dai d'Alì alla Chiesa di Trapani e attualmente è sede dell'Oratorio dei Salesiani come testimonia una lapide affissa all'interno dello stesso istituto.
Giuseppe d'Alì estese pure i suoi interesse nel settore bancario e, oltre ad essere proprietario di una banca privata che portava il suo nome, nel 1883 fu insieme a Ignazio Florio tra i fondatori della Banca del Popolo. Nel 1886 diventerà azionista della Banca Mutua Popolare (poi divenuta Banca Sicula) e farà parte del Consiglio di Amministrazione dello stesso istituto. Giuseppe d'Alì fu nel 1860 Sindaco di Trapani e il 4 dicembre 1890 fu nominato Senatore del Regno d'Italia per censo; era titolare dei consolati di Austria - Ungheria, Russia e Stati Uniti d'America e fu nominato Commendatore dell'Ordine di Francesco Giuseppe per i servizi resi all'Impero Austro Ungarico. Sposò Rosalia Chiaramonte Bordonaro di Gebbiarossa da cui ebbe undici figli e, precisamente, sei femmine e cinque maschi :
Antonio d'Alì Chiaramonte Bordonaro, figlio di Giuseppe, fu deputato al Parlamento per due legislature all'inizio del XX secolo e Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Antonio dal matrimonio con Maria Monroy di Ranchibile ebbe sette figli: Rosalia sposa Giacomo d'Alì Staiti, Anna sposa C.te Enrico Fardella di Torrearsa, Giovanna sposa Gaspare Giannitrapani, Giuseppe sposa Francesca d'Alì Fecarotta, Angela sposa Domenico Aula, Maria Luisa sposa Giuseppe d'Alì Pucci, Antonietta.
Gabriele d'Alì Chiaramonte Bordonaro e il fratello Decio, entrambi figli di Giuseppe crearono un importante impianto industriale che fornì Trapani dell'energia elettrica e a loro si deve anche la realizzazione del trasporto pubblico cittadino a mezzo di tranvai. Gabriele, proprietario del feudo di Birgi, fu Console di Francia, del Belgio e Vice Console di Spagna e venne nominato Commendatore dell'Ordine di Leopoldo III del Belgio; dal matrimonio con Angela Pucci di San Giuliano ebbe cinque figli.
Giuseppe d'Alì commissionò nel 1880 la costruzione di un grande palazzo in Trapani nell'attuale Piazza Vittorio Veneto che fu abitato dalla famiglia d'Alì dal 1883 e sino al 1947. Con cadenza annuale e per circa un ventennio fu tenuto nel salone principale di Palazzo d'Alì, con la collaborazione di importanti musicisti dell'epoca, un prestigioso concerto di musica classica denominato "Concerto di Casa d'Alì" e ciò non solo perché si svolgeva all'interno del palazzo omonimo, ma anche perché alcuni membri della famiglia facevano parte dell'orchestra. Palazzo d'Alì è attualmente la sede del Comune di Trapani.
Nel 1885 Giuseppe d'Alì fece edificare una villa in stile neoclassico a Valderice in località Santa Barnaba che divenne la residenza estiva della famiglia. Giuseppe d'Alì sostenne in vita e con molta generosità i poveri della città di Trapani e gli Ordini Religiosi. I d'Alì, inoltre, finanziarono i restauri e le opere realizzate nel Santuario della SS. Annunziata ove trovasi la Cappella della Madonna di Trapani come testimoniano le lapidi commemorative e lo stemma di famiglia che ivi si rinvengono.
La famiglia d'Alì, pur non avendo titoli nobiliari, ha avuto dall'800 un ruolo primario nella vita sociale, culturale, politica ed economica di Trapani e la storia dei d'Alì sino a tutto il XX secolo è in larga misura parte della storia moderna di Trapani. Nel '900 l'ingegnere Giacomo D'Alì Staiti (1888-1976) storico presidente della Banca Sicula, e la moglie Rosa D'Alì Monroy ebbero quattro figli: Giulio D'Alì Staiti (1914-1984), il primogenito, che sposò Maria Solina, Antonio D'Alì Staiti (1919–2013), che sposò Giovanna Azzaro, Giuseppina (1923-2014) sposò Salvatore Monroy, e Gabriele D'Alì Staiti (1938) che sposò Maria Pia Chiaramonte Bordonaro.
Personaggi Giuseppe D'Alì (Trapani, 1832-1915) - dal 1890 al 1915 senatore del Regno d'Italia. Antonio D'Alì Chiaramonte Bordonaro (1860-1916) - deputato del Regno d'Italia dal 1904 al 1913, figlio di Giuseppe. Giulio D'Alì Staiti (Trapani, 1864-Roma,1905) - sindaco di Trapani dal 1896 al 1899 e dal 1904 al 1905, presidente dal 1895 al 1933 della Banca Sicula. Giacomo D'Alì Staiti (Trapani, 1888-1976) - presidente dal 1934 al 1976 della Banca Sicula. Rosalia D'Alì Pucci (Trapani, 1901 -1991) - fiduciaria provinciale femminile del PNF. Giuseppe D'Alì Pucci (Trapani 1900 - 1967) Presidente della Banca del Popoloe Console di Francia Antonio D'Alì Pucci (Trapani 1906 - 1995) Vice Presidente della Banca Industriale Antonio D'Alì Staiti (Trapani, 1919 - 2013) - presidente della Banca Sicula dal 1976 al 1983 e della Sosalt fino al 2011. Gabriele D'Alì ( Trapani 1938) - Condirettore Centrale del Banco di Sicilia. Antonio D'Alì Solina, (Trapani, 1951) - Presidente della Provincia di Trapani (2005-2008) e senatore dal 1994 al 2018, già sottosegretario di Stato. Giacomo D'Alì Staiti (Trapani, 1954) - docente di fisica all'Università di Palermo, presidente Sosalt dal 2011.
Stemma D'azzurro, alla spada d'argento guarnita d'oro posta in banda, la punta rivolta all'insù, accompagnata in capo da un crescente d'argento in palo rivolto e da una stella di sei raggi d'oro, e in punta da due stelle d'oro poste nel senso della spada.
Note
Bibliografia
Lessico delle Famiglie Nobili Siciliane Le Mastre Nobili di Francesco Spadaro di Passanitello Atti del Decurionato di Trapani Calendario d'Oro dell'Istituto Araldico Italiano 1898 Enciclopedia Araldica Italiana di Angelo Scorza Patriziato Trapanese - Trapani Invitissima e Fedelissima di Mario Serraino