Il licaone (Lycaon pictus, ), detto anche cane selvatico africano, è un canide lupino diffuso nell'Africa subsahariana. Si tratta del canide africano più grande ed è l'unico rappresentante del genere Lycaon, che si distingue dal genere Canis sia per il minor numero di dita che per la dentizione, tipicamente ipercarnivora. È classificato dalla IUCN come specie a rischio, a causa della scomparsa da gran parte del suo areale storico. La popolazione attuale è composta da circa 39 sub-popolazioni costituite in totale da 6.600 adulti, di cui solo 1.400 sessualmente maturi. Il declino di queste popolazioni continua tuttora, principalmente a causa della frammentazione del loro habitat, della persecuzione umana e delle malattie trasmesse dai cani randagi.
È una specie altamente sociale, in quanto vive in branchi con gerarchie separate per i maschi e per le femmine. Al contrario della maggior parte dei mammiferi carnivori gregari, sono le femmine e non i maschi a lasciare il branco d'origine una volta raggiunta la maturità sessuale, e ai cuccioli è permesso mangiare per primi le carcasse. Il licaone è un predatore diurno, specializzato nella caccia alle antilopi, che cattura attraverso l'inseguimento condotto fino allo sfinimento dell'erbivoro. Come gli altri canidi, rigurgita il cibo per i cuccioli, ma estende questo comportamento anche agli adulti, fino al punto di rendere quest'azione un fondamento della coesione sociale. Ha pochi nemici in natura sebbene la predazione da parte dei leoni sia un caso frequente di morte, mentre le iene macchiate spesso rubano loro il cibo.
Nonostante non appaia frequentemente nei racconti e nei miti africani come altri carnivori, il licaone venne rispettato nelle diverse culture di caccia e raccolta, in particolare sia presso gli egizi predinastici che i san.
Storia Il resoconto più antico segnalato sulla presenza della specie viene dal poeta greco Oppiano di Anazarbo, che descrisse il cosiddetto thoa come un ibrido tra un lupo e un leopardo, dato che assomigliava al primo nella forma e al secondo nel colore. Nel Collectanea rerum memorabiliumTrad.Lat.:"Collezione di cimeli". di Gaio Giulio Solino, risalente al III secolo a.C., viene descritto un animale variopinto dai tratti lupini sconosciuto, proveniente dall'EtiopiaSmith, C. H. (1839). Dogs, W.H. Lizars, Edinburgh, p. 261-69.
La specie fu scientificamente descritta per la prima volta nel 1820 da Coenraad Temminck, dopo aver esaminato un esemplare catturato nei pressi della costa del Mozambico. Temminck gli assegnò il nome binomiale di Hyaena picta, classificandolo erroneamente come una iena. Fu riconosciuto come un canide solo nel 1827 da Joshua Brookes, che lo ribattezzò Lycaon tricolor. La radice del termine Lycaon la troviamo nel termine greco λυκαίος (lykaios), il cui significato è "lupesco". L'epiteto specifico pictus deriva invece dal latino "dipinto".Bothma, J. du P. & Walker, C. (1999). Larger Carnivores of the African Savannas, Springer, pp. 130–157, ISBN 3-540-65660-X
Tassonomia ed evoluzione In passato, a causa della scarsità di reperti fossili, l'evoluzione del licaone fu scarsamente compresa. Venne inizialmente proposto quale genere ancestrale della specie il Xenocyon, un genere vissuto sia in Eurasia, dalla Germania al Giappone, che in Africa, dal Pleistocene inferiore al Pleistocene medio. Il Xenocyon falconeri, condivideva con il licaone la mancanza d'un primo osso metacarpale, sebbene la sua dentizione fosse meno specializzata. Questo collegamento fu poi smentito dal fatto che l'articolazione metacarpale assente non è un buon indizio di parentela, così come non lo è una dentizione troppo diversa. Un candidato più probabile fu L. sekowei, presente in Sudafrica al tempo del Plio-Pleistocene: in base alla morfologia cranica e dentale, dimostra gli stessi adattamenti alla dieta ipercarnivora presente nell'attuale licaone. L. sekowei mantenne l'articolazione metacarpale, assente nella specie odierna; per di più era un animale più robusto, con denti più grande del 10%.
Il paleontologo George G. Simpson ha collocato il licaone nella sottofamiglia dei Simocyoninae, insieme al Cuon alpinus e allo Speothos venaticus, siccome tutte e tre le specie sono fornite di dentatura carnassiale a cuspidi taglienti. Tale tassonomia fu messa in dubbio dalla zooarcheologa, Juliet Clutton-Brock che notò, a parte la dentizione, la mancanza di tratti in comune tra le tre specie per poterle raggruppare in una sottofamiglia. Con l'avvento della biologia molecolare, è stato rivelato che, sebbene il licaone sia un parente distante dei canidi del genere Canis, è pur sempre più imparentato con loro. Gli studi filogenetici pongono il licaone e il cuon alpino all'interno di un clade di "canidi lupini", più imparentati con i lupi propriamente detti, che con gli sciacalli africani.
Sottospecie Sin dal 2005, la Mammal Species in the WorldMammal Species of the World, fonte principale degli zoologi per la nomenclatura delle sottospecie. riconosce cinque sottospecie:
SottospecieImmagineAutoritàDescrizioneArealeSinonimiLicaone dell'Africa OrientaleL. p. lupinusThomas, 1902Sottospecie di colore scuro, con macchie rade e di colore giallo.Africa orientaledieseneri (Matschie, 1915), gansseri (Matschie, 1915), hennigi (Matschie, 1915), huebneri (Matschie, 1915), kondoae (Matschie, 1915), lademanni (Matschie, 1915), langheldi (Matschie, 1915), prageri (Matschie, 1912), richteri (Matschie, 1915), ruwanae (Matschie, 1915), ssongaeae (Matschie, 1915), stierlingi (Matschie, 1915), styxi (Matschie, 1915), wintgensi (Matschie, 1915)Licaone dell'Africa OccidentaleL. p. manguensisMatschie, 1915Africa occidentale e centralemischlichi (Matschie, 1915)Licaone del CapoL. p. pictusTemminck, 1820Gli esemplari del Capo sono caratterizzati dalla grande quantità di macchie arancione-giallastro sovrapposizionate sulle parti nere, le orecchie giallastre, l'addome giallo e i peli biancastri sulla gola. Le popolazioni in Mozambico si distinguono per l'equa distribuzione di peli gialli e neri sulle superfici superiori e inferiori del corpo; la quantità inferiore di peli bianchi caratterizza invece le popolazioni del Capo.Bryden, H.A. (1936). Wild Life in South Africa, George G. Harrap & Company Ltd., pp. 19–20Africa meridionalecacondae (Matschie, 1915), fuchsi (Matschie, 1915), gobabis (Matschie, 1915), krebsi (Matschie, 1915), lalandei (Matschie, 1915), tricolor (Brookes, 1827), typicus (A. Smith, 1833), venatica (Burchell, 1822), windhorni (Matschie, 1915), zuluensis (Thomas, 1904)Licaone del CiadL. p. sharicusThomas e Wroughton, 1907Ciadebermaieri (Matschie, 1915)Licaone somaloL. p. somalicusThomas, 1904Simile a lupinus, ma più piccolo, con pelo più corto e ispido, e dentizione più debole. Il suo colore è simile a quello del licaone del Capo, mentre le parti gialle sono più scure invece di essere di colore arancione, come nel caso di lupinus.Corno d'Africaluchsingeri (Matschie, 1915), Matschie (Matschie, 1915), rüppelli (Matschie, 1915), takanus (Matschie, 1915), zedlitzi (Matschie, 1915)
Ciononostante, sebbene la specie dimostri un'ampia diversità genetica, questa classificazione delle sottospecie non è universalmente accettata. Fu in passato ritenuto, in base ad un numero limitato di esemplari, che i licaoni situati in Africa orientale e meridionale fossero geneticamente distinti. Studi più recenti con un numero superiore di soggetti, dimostrarono che avvenne un elevato tasso di incroci fra le due popolazioni. Le popolazioni meridionali e nordorientali dimostrano la presenza di alleli di DNA mitocondriale e nucleare distinti, con una zona di transizione che ingloba, fra i due, le popolazioni del Botswana, dello Zimbabwe e della Tanzania sudorientale. I licaoni dell'Africa occidentale potrebbero possedere un aplotipo distinto, potendo così definirsi in una vera sottospecie.Edwards, J. (2009). Conservation genetics of African wild dogs Lycaon pictus (Temminck, 1820) in South Africa. Magister Scientiae. University of Pretoria.
Descrizione
Il licaone è il canide africano più grande e robusto.Rosevear, D. R. (1974). The carnivores of West Africa. London : Trustees of the British Museum (Natural History). pp. 75–91. ISBN 0-565-00723-8. Misura da 60 a 75 cm d'altezza. In Africa orientale, gli adulti pesano dai 20 ai 25 chili, mentre in Africa meridionale arrivano fino a 30 chili.Estes, R. (1992). The behavior guide to African mammals: including hoofed mammals, carnivores, primates. University of California Press. pp. 410–419. ISBN 0-520-08085-8. Le femmine sono generalmente dal 3 al 7% più piccole dei maschi. In confronto ai membri del genere Canis, il licaone è relativamente alto e snello, con orecchie sproporzionate e privo degli speroni delle zampe anteriori. Le due dita intermedie tendono ad essere fuse insieme. La sua dentizione è inoltre diversa dalla dentizione dei Canis, avendo un ultimo molare inferiore ridotto, canini sottili e premolari proporzionalmente fra i più grandi di tutti i membri dell'ordine Carnivora. Il primo carnassiale inferiore è fornito d'una cuspide tagliente, che gli conferisce la capacità di consumare le carcasse molto rapidamente. Condivide questo tratto con il cuon alpino e lo speoto. Tra i canidi selvatici, il licaone è secondo solo al lupo grigio in termini di potenza del morso. Nel 2005, il biologo del National Geographic Brady Barr ha rilevato, con l'ausilio dello gnatodinamometro, una pressione esercitata da un esemplare di cane selvatico africano di 317 psi (circa 1.410 N).
Il pelo del licaone differisce dal pelo degli altri canidi, dato che è costituito interamente da peli rigidi e ispidi senza sottopelo. Più invecchia, più gradualmente perde il pelo, infatti, gli esemplari più anziani si riconoscono abbastanza facilmente, essendo quasi privi di pelo. Il colore del vello è estremamente variegato. Probabilmente è una strategia di identificazione visuale, al fine di potersi fra loro riconoscere a distanze comprese tra i 50 e i 100 metri. Il manto differisce a seconda della collocazione geografica; gli esemplari stanziati in Africa nordorientale tendono ad essere soprattutto di colore nero, con piccole chiazze bianche e gialle, mentre quelli stanziati in Africa meridionale hanno colori più intensi: un misto di peli bruni, neri e bianchi.Woodroffe, R., McNutt, J.W. & Mills, M.G.L. (2004). African Wild Dog Lycaon pictus. In Sillero-Zubiri, C., Hoffman, M. & MacDonald, D. W., ed., Canids: Foxes, Wolverhampton Wanderers F.C., Jackals and Dogs – 2004 Status Survey and Conservation Action Plan, 174–183. IUCN/SSC Canid Specialist Group, ISBN 2-8317-0786-2 Il livello massimo di vello variegato si trova sull'addome e sugli arti. Il muso tende invariabilmente al nero, sfumando nel marrone nei pressi delle guance e della fronte. Una striscia nera si estende dalla fronte attorno alle orecchie, per diventare dietro di colore bruno-nerastro. In alcuni esemplari, sotto gli occhi è possibile individuare la presenza di una macchia marrone. La nuca è solitamente marrone o gialla. Una macchia bianca ogni tanto si presenta dietro le zampe anteriori, mentre in alcuni esemplari zampe, torace e gola sono totalmente bianchi. La coda normalmente è dotata di una punta bianca con una base nera e, in mezzo, peli marroni. Alcuni licaoni non hanno la punta bianca, oppure gli crescono peli neri sotto la punta bianca. Tale screziatura è asimmetrica, con il lato sinistro dotato di maculazioni diverse dalla destra.
Comportamento
Socialità e riproduzione