In origine la spingarda, chiamata anche springalda o spingardo (dal francese antico espringale, derivato del francone springan "saltare, balzare"), era una macchina da guerra del XIV secolo, a forma di grossa balestra, usata per lanciare grosse pietre o verrettoni.

Con l'invenzione della polvere da sparo e la costruzione di armi da fuoco, il termine passò ad indicare un pezzo leggero d'artiglieria che lanciava delle palle da cinque a sei libbre di peso, scendendo fino alle palle di sei once, e per la marina, anche di una sola ancia (sul tipo dello smeriglio).

Quelle più grandi erano fissate sopra cavalletti e trattenute con ceppi di legno. Quelle più piccole erano delle armi portatili e quasi manesche, come il fucile. Le grosse spingarde avevano un mascolo per mettervi la carica; le più piccole ne erano sprovviste, ed erano tutte di un sol pezzo come i cannoni. In ultimo furono anche chiamate archibusoni.

Le spingarde arrivarono a essere lunghe fino a 5 m e di calibro variabile da 21 a 82 mm.

In Italia non ebbe molta diffusione; veniva utilizzata di due tipi, quella da barchino, usata nei grandi laghi del nord, sul Po e nelle grandi aree allagate e la versione da appoggio, usata negli appostamenti fissi nel centro Italia per la caccia agli anatidi che venne vietata agli inizi degli anni '70.

Note

Bibliografia Montù, Carlo. Storia dell'Artiglieria Italiana. Opera in XVII volumi edita dalla Rivista d'Artiglieria e Genio, Roma, 1934-1954. Nicolle, David. Medieval Warfare Source Book Vol. II, Arms and Armour, 1996 1-86019-861-9

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Collegamenti esterni voce Spingarda sul vocabolario dell'Enciclopedia Treccani

Voce Spingarda del Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana

Categoria:Armi da fuoco portatili Categoria:Armi medievali