Benevento (AFI: , ; Beneviento in dialetto beneventano) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Campania.

Benevento in età preromana era un insediamento sannitico, noto come Μαλόεντον (Maloenton) in greco e Maleventum in latino; al tempo delle guerre sannitiche era forse il più rilevante della tribù degli Irpini. I Romani modificarono il suo nome in Beneventum dopo che vi ebbero fondato una colonia.; . Importante snodo viario della penisola italiana fin dalla remota antichità, in età romana Benevento fu attraversata dalla via Appia e divenne punto di partenza della via Traiana; . La città conserva cospicue vestigia di tale epoca (come l'arco di Traiano, arco onorifico tra i meglio conservati) in buona parte comprese nel sito Patrimonio dell'umanità UNESCO denominato Via Appia. Regina Viarum. In seguito fu decisivo per la storia cittadina il ruolo di capitale di un ducato, poi principato longobardo esteso su un'ampia porzione dell'Italia meridionale, e sopravvissuto a lungo anche alla caduta del Regno longobardo: emblema di tale periodo è la chiesa di Santa Sofia, facente parte con l'annesso chiostro del sito UNESCO Longobardi in Italia: i luoghi del potere.

Geografia fisica Territorio

La città si trova nell'entroterra appenninico della Campania, alla confluenza tra due fiumi: il Calore, tributario del Volturno, e il Sabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco a ovest del centro cittadino. Un terzo fiume, il Tammaro, sbocca nel Calore all'altezza di Ponte Valentino, presso l'omonima zona industriale.

Il territorio su cui si estende la città è piuttosto ondulato: il centro infatti si eleva su una modesta collina nel mezzo della vallata, mentre alcune contrade sorgono su altri poggi circostanti. L'altezza sul livello del mare della sede comunale è pari a 135 m, con una minima di 80 m ed una massima di 495 m, pari a un'escursione di 415 m. Il basamento geologico su cui poggia l'area urbana è costituito dall'unità di Ariano (formazione detritica di origine pliocenica), cui si sovrappongono depositi alluvionali e piroclastici (questi ultimi legati alle eruzioni dei vulcani dell'area campana).

L'intero centro abitato è posto in una grande conca circondata da alture; a ovest, in particolare, oltre la Valle Vitulanese, si trova il massiccio del Taburno Camposauro: le sue cime, viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa, detta la "Dormiente del Sannio". Dalla parte più alta della città si possono scorgere inoltre le cime del monte Mutria, del Matese a nord-ovest, l'alta cortina del Partenio con il monte Avella a sud-ovest e i colli dell'Arianese con le appendici dei monti Dauni a oriente.

Clima

Benevento presenta un clima tipicamente mediterraneo, con temperatura media annua di 15,8 °C. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è 6,5 °C, quella del mese più caldo (luglio) è di 26,5 °CVenanzio Vari, Il clima di Benevento, 1920, pag. 64. In inverno si verificano ciclicamente precipitazioni nevose, mentre l'estate si presenta alquanto afosa, con periodiche ondate di calura: ad esempio, il 18 luglio 1884 la temperatura raggiunse i 42 °C. L'umidità nel periodo invernale è mediamente del 72%, in quello estivo del 57%Venanzio Vari, Il clima di Benevento, 1920, pag. 65.

Il clima di Benevento ha però tratti più continentali rispetto a quello, di tipo marittimo, della fascia costiera tirrenica e della pianura campana. Nel semestre invernale la temperatura in genere è più bassa; le nebbie, le brine e, talvolta, le gelate (con temperature di qualche grado sottozero) sono relativamente più frequenti. A breve distanza dalla costa le correnti perturbate provenienti dal mar Tirreno incontrano i primi baluardi dell'Appennino campano, dietro ai quali si ha una fascia di ombra pluviometrica, sicché Benevento riceve un quantitativo di pioggia nettamente inferiore rispetto ad altre zone della regione ben più piovose, quali l'Irpinia occidentale, il Salernitano e parte del Casertano.

Terremoti

Il territorio cittadino è considerato ad elevato rischio sismico. Nel corso della storia si sono verificati molti terremoti in città, alcuni con epicentro nel Sannio-Matese, altri nell'Irpinia; in più occasioni Benevento è stata pressoché rasa al suolo.

Alluvioni La zona bassa di Benevento è periodicamente soggetta ad alluvioni.

Alluvione di Benevento del 2 ottobre 1949

Alluvione del 19 ottobre 1961 A causa del notevole apporto di pioggia, nella mattinata del 19 ottobre si ebbe un rapido incremento dei livelli idrici dei fiumi: alle ore 9 il livello del fiume Calore Irpino, al Ponte Vanvitelli era di 3 m sopra il livello di magra, raggiungendo circa 6 m alle ore 10:15, senza allagare l'abitato, a differenza di quanto accadde in provincia, dove provocò estesi allagamenti di terreni coltivati. Il Calore Irpino non esondò nell'abitato, ma solo ad ovest di esso, grazie all'efficacia degli interventi di sistemazione fluviale eseguiti dopo l'alluvione del 1949 (sostituzione del vecchio Ponte Vanvitelli con tratti più ampi, costruzione di muri di contenimento, livellamento e allargamento dell'alveo) e alla non concomitanza delle piene di due principali affluenti del Calore Irpino: i fiumi Ufita e Tammaro.

Il fiume Sabato, a differenza del Calore Irpino, esondò copiosamente nell'area urbana. Le acque fuoriuscirono dagli argini nei pressi del ponte di Santa Maria degli Angeli che si comportò come una diga rispetto al flusso idrico. Durante l'evento di piena, il fiume raggiunse una portata di circa 1100 m³/s, quasi il doppio del valore stimato per l'evento di piena del 1949. Dalle 10:45 alle 12:30, il livello del fiume Sabato diminuì di 1 m, mentre quello del Calore si ridusse solo di 10 cm a causa del continuo apporto idrico del fiume Tammaro. Dopo circa quattro ore e mezza, alle 17:00, il livello del fiume Calore era di 3 m sopra il livello di magra e quello del fiume Sabato era di 1,20 m.

Nel complesso, l'alluvione colpì circa 800 persone. Su un totale di 229 case allagate, 159 subirono danni. Di queste, 52 (33%) subirono danni lievi, 64 danni gravi (40%) e 43 danni molto gravi (27%). Furono segnalati danni anche a oltre 70 aziende industriali, artigianali e commerciali. Inoltre, le colture patirono danni ingenti. Si ebbero dissesti anche in alcuni tratti delle rive del fiume Sabato e in alcune strade cittadine.

Alluvione di Benevento del 15 ottobre 2015

Storia

Le origini La posizione strategica e le condizioni ambientali della zona hanno costituito un valido motivo di attrazione per le popolazioni di varie epoche. Durante il corso degli anni in vari scavi occasionali sono state trovate diverse tracce di insediamenti ascrivibili al periodo neolitico. Nella seconda metà del Novecento è stata rinvenuta, nel corso di un'esplorazione archeologica nel giardino dell'ex-collegio La Salle in piazzetta Vari, una necropoli dell'orientalizzante antico (fine VIII - inizi VII secolo a.C.). Altri manufatti di ceramica e bronzo (VIII-VII a.C.), rinvenuti in diverse campagne di scavo, si conservano nel museo del Sannio..

Una successiva fase della storia di Benevento è legata alle vicende dei Sanniti. È probabile che il territorio beneventano fungesse da punto di incontro tra le diverse tribù sannitiche degli Irpini (i quali, stanziati anche sulle retrostanti alture, dovevano tenere il controllo diretto dell'area.), dei Pentri e dei Caudini. Ad ogni modo la presenza umana era inizialmente di tipo prettamente rurale, con pochi villaggi sparsi ad economia agro-pastorale. A partire però dal IV secolo a.C. (ossia al tempo delle guerre sannitiche) si sviluppò un insediamento più organizzato, di tipo proto-urbano e in posizione meglio difendibile.; a tale periodo risalgono infatti due necropoli sannitiche venute alla luce poco distanti tra loro, una ancora nei pressi dell'ex Collegio La Salle e l'altra alla Rocca dei Rettori, caratterizzate dalla presenza di tumuli di terra di forma diverse che coprono una o più sepolture. Notevole tra queste una tomba realizzata in blocchi di tufi giallo e grigio, squadrati e connessi tra di loro a formare una cassa chiusa da una copertura a baule; in essa è stata rinvenuta una scala di accesso realizzata mediante la costipazione in gradini di scaglie di lavorazione dei blocchi. All'interno lo scheletro era fornito di un corredo non molto abbondante ma di gran pregio rappresentato da una patera bronzea che conteneva un coltello in ferro, due fibule in ferro e una fibbia in bronzo. Una necropoli coeva è stata trovata poi alla periferia della città, in contrada Olivola, dove sono venute alla luce tombe di guerrieri con cinturoni ed armi.

Età romana

Maleventum compare per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C., quando è citata tra i luoghi in cui si svolse la seconda guerra sannitica; nei suoi pressi, infatti, le legioni di Papirio Cursore e di Bibulco sconfissero le truppe sannitiche. Nelle vicinanze della città, nel 297 a.C., il console romano Publio Decio Mure, avrebbe sconfitto durante la terza guerra sannitica gli Apuli, impedendo in tal modo il ricongiungimento con i Sanniti.

Nel 275 a.C., i Romani vinsero Pirro, venuto in Italia con i suoi elefanti: questo fatto si dimostrò fondamentale per lo sviluppo della città. Per assicurarsi il possesso di Benevento, venne dedotto nel 268 a.C. il primo stanziamento di coloni romani con diritto latino. A quest'epoca risale il nome di Beneventum, mutato da Maleventum, considerato di cattivo augurio.

Durante la seconda guerra punica, vennero combattute due battaglie decisive: nel 214 a.C. il generale cartaginese Annone fu sconfitto da T. Gracco; nel 210 a.C., il campo di Annone venne assalito e preso dal console Q. Fulvio. Nel 209 a.C. fu una delle diciotto colonie latine a somministrare contingenti di uomini e denaro per continuare la guerra.

Nell'86 a.C., i Romani la elevarono al rango di municipium; a quel tempo la città era posta all'incrocio tra la via Appia e la via Minucia. Intorno al 7 d.C. Augusto distacca definitivamente la città dal Sannio e la aggrega alla regio II Apulia et Calabria, ossia alla Puglia. Nerone vi deduce una nuova colonia, che prende il nome di Concordia, come è documentato anche nelle iscrizioni del regno di Settimio Severo: Colonia Julia Augusta Concordia Felix. In seguito l'imperatore Adriano la unì alla provincia di Campania.

Benevento trasse particolari benefici dall'essere situata su un'importante arteria di comunicazione quale era al tempo la via Appia. Traiano la scelse quale punto di partenza per la via che prese il suo nome (la via Traiana, variante dell'Appia da Benevento a Brindisi, parzialmente sovrappostasi alla via Minucia). Fu così che per tutto il III e IV secolo d.C. la città prosperò in modo particolare, arricchendosi di numerosi monumenti.

Sede vescovile a partire dal IV-V secolo, fu quasi interamente distrutta da un terribile terremoto nel 369 d.C., segnando il suo lento ed inesorabile declino, favorito anche dalla crisi dell'Impero romano d'Occidente.

Nel 410 d.C., subì l'invasione dei Visigoti e nel 455 quella dei Vandali. Poco tempo dopo, si verificò la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

Medioevo

Nel 490 d.C. fu presa dai Goti, nel 536 o 537 liberata da Belisario e nel 545 conquistata e saccheggiata da Totila, durante la Guerra greco-gotica, un conflitto quasi ventennale che vide contrapposti l'Impero bizantino agli Ostrogoti.