Il Parco nazionale di Big Bend è un parco nazionale statunitense situato nella parte meridionale del Texas, lungo il confine con il Messico. Amministrata dal National Park Service, la zona protetta risulta la più vasta del deserto di Chihuahua rientrante negli USA e prende il nome da una regione geografica del Rio Grande/Río Bravo. Il parco ospita più di 1.200 specie vegetali, oltre 450 uccelli diversi, 56 specie di rettili e 75 di mammiferi. Tra le attività ricreative aperte ai turisti del parco rientra la possibilità di percorrere strade panoramiche, compiere programmi supervisionati dai ranger del parco di Big Bend o effettuare l'osservazione delle stelle.

L'area ha una ricca storia culturale, se si pensa all'esistenza di siti di interesse archeologico di epoca preistorica di quasi 10.000 anni fa a costruzioni risalenti ad epoche decisamente più recenti, ovvero l'universo dei pionieri americani, dei ranch e dell'estrazione mineraria. I monti Chisos sono compresi nell'area tutelata e risultano l'unica catena montuosa degli Stati Uniti ad essere completamente racchiusa all'interno del confine di un parco nazionale. A livello geomorfologico, non mancano rigide fratture, strette fessure e scoscesi dirupi, in cui si rinvengono fossili marini e ossa di dinosauro, così come dicchi di origine vulcanica.

Il parco si estende su un'area di 3,242.2 km² e, per più di 1.600, il Rio Grande costituisce la demarcazione tra il Messico e gli Stati Uniti, con l'ente gestore che supervisiona circa 190 km lungo tale linea divisoria.

Poiché il Rio Grande funge da confine internazionale, il parco deve affrontare vincoli insoliti in tema di amministrazione e applicazione delle regole, oltre che nell'ambito dei regolamenti e delle politiche da mettere in pratica. In conformità con il trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848, il territorio del parco si estende solo al centro del canale del fiume più profondo: quanto si trova più a sud giace in territorio messicano. Il parco è delimitato dalle aree protette del Cañón de Santa Elena e di Maderas del Carmen in Messico.

La temperatura è quella tipica dei luoghi desertici, che coprono il 90% del territorio, con una temperatura registrata di 38 °C durante il giorno e prossima allo zero di notte. Il vento può soffiare costantemente fino a 80 km/h per più giorni, mentre precipitazioni sono molto scarse, con 500 mm di pioggia all'anno nelle zone collinari, e inferiori ai 250 mm nel deserto. La più alta piovosità si registra intorno ai monti Chisos.

Descrizione

Geografia fisica

Secondo il sistema di classificazione climatica di Köppen, il parco nazionale di Big Bend ha un clima steppico (BSh).

I contrasti assumono pieghe impressionanti, essendo possibile passare da un estremo all'altro del termometro in tempi brevi. Le giornate secche e calde di tarda primavera ed estate spesso superano i 38 °C alle quote più basse, mentre gli inverni sono normalmente miti, ma talvolta si registrano temperature sotto lo zero. A causa della variazione di altitudine dai circa 550 m lungo il fiume a Emory Peak fino ai 2.387 dei monti Chisos, in tutto il parco si annovera un'ampia variazione dell'umidità e della temperatura disponibili. Queste variazioni contribuiscono a un'eccezionale diversità negli habitat vegetali e animali, oltre che endemismi, rappresentati per esempio dalla quercia di Chisos (Quercus graciliformis).

I 190 km del fiume che costituiscono il confine meridionale del parco includono gli spettacolari canyon di Santa Elena, Mariscal e Boquillas. Il Rio Grande, che si snoda attraverso questa sezione del deserto di Chihuahua, ha scavato profondi canyon con pareti quasi verticali attraverso tre sollevamenti composti principalmente di calcare. In tutte le aree di aperto deserto, il Rio Grande offre una zona ripariale altamente gradita da numerosi esseri viventi, essendo inoltre il luogo in cui sono stati rintracciati reperti storici di interesse culturale. La fascia vegetativa si estende nel deserto lungo i torrenti e gli arroyos.

Geologia

La più antica attività tettonica registrata nel parco è legata all'orogenesi del Marathon Uplift durante il Paleozoico, malgrado gli eventi del Proterozoico (oltre 550 milioni di anni fa) avrebbero potuto avere un effetto più profondo. L'orogenesi della Marathon (come parte di quella dell'Ouachita) comprende il sovrascorrimento delle rocce della placca sudamericana sopra quella nordamericana. Alcuni degli effetti di questi spostamenti tettonici si possono riscontrare nell'area del passo di Persimmon. L'evento geologico sopra esposto risulta legato alla mancanza di rocce di epoca triassica e giurassica nel parco.

Tra il Triassico e il Cretaceo, la placca sudamericana si separò dalla placca nordamericana, con conseguente formazione di depositi calcarei e argillosi a Glen Rose, Del Carmen, Sue Peaks, Santa Elena, Del Rio, Buda e Boquillas (alcune tracce minori si rintracciano nelle vette della Sierra del Carmen–Santiago, a Nine Point Mesa, sul monte Mariscal e sulla Mesa de Anguila). Sempre durante questo periodo, si formò il trogolo glaciale di Chihuahua all'ingresso del Golfo del Messico, disegnando faglie quasi perfettamente diagonali da est a ovest. A testimoniare questa sequela di processi risultano i resti di foreste rintracciati nel parco, oltre che la presenza di alcune specie di dinosauri, i cui fossili sono stati rinvenuti in situ nel secolo scorso.

Dopo la fine della formazione delle faglie nel tardo Cretaceo fino all'inizio del Cenozoico, l'area di Big Bend fu interessata dall'orogenesi laramide. Questo periodo di compressione (ora est-ovest) causò la Mesa de Anguila rivolta a nord-est (un monoclinale rialzato sul margine sud-ovest del parco), le montagne della Sierra del Carmen-Santiago rivolte a sud-ovest (un monoclinale sollevato e soggetto a sovrascorrimento che delimita il parco ad est) e il Tornillo Basin. Durante il Cenozoico medio, si formarono la maggior parte delle rocce vulcaniche, compreso il Gruppo di Chisos, il complesso della caldera del Pine Canyon e la Burro Mesa Formation.

L'attività tettonica più recente avvenuta nel parco riguarda alcuni bacini accaduta dal Neogene al Quaternario. Questo periodo di estensione in direzione est-ovest ha portato alla costituzione di bolson (valli deserte) a Estufa e Dehalo, nei pressi dei monti Chisos, così come alle faglie di Terlingua e Sierra del Carmen, Chalk Draw e Burro Mesa. Il Rio Grande ha fatto il suo ingresso nell'area del Big Bend circa 2 milioni di anni fa e, da allora, si sono verificati estesi fenomeni erosivi che hanno abbassato i metri di altezza sul livello del mare.

Clima

I monti Chisos del parco rappresentano un unicum in un deserto generalmente pianeggiante: il loro isolamento topografico si riflette sull'ecosistema. Infatti, una parte significativa della straordinaria biodiversità del parco è rappresentata da gruppi di piante e animali isolati che prosperano nelle zone elevate e nei pressi di molte delle sorgenti del deserto distribuite in tutto il parco.

A sud del confine si trovano gli stati messicani di Chihuahua e Coahuila e i recenti parchi della pace di Maderas del Carmen e Cañón de Santa Elena.

Storia

In epoca antica (prima del 1535), si ipotizza la presenza di diversi gruppi di nativi americani che abitavano il Big Bend. La tribù dei Chisos si componeva di un gruppo vagamente organizzato di cacciatori e raccoglitori nomadi, i quali probabilmente praticavano un'agricoltura limitata su base stagionale. L'origine degli indiani Chisos non è nota: a livello linguistico, erano associati ai Conchos del nord di Chihuahua e del nord-ovest di Coahuila. Il loro gruppo linguistico si esprimeva in una variante dell'uto-azteco, una lingua i cui locutori andavano dal Messico centrale al Gran Bacino degli Stati Uniti.

I Jumanos erano un gruppo nomade che viaggiava e commerciava in tutto il Texas occidentale e nel sud-est del Nuovo Messico, ma alcuni documenti storici lasciano trapelare come fossero nemici dei Chiso. Intorno all'inizio del XVIII secolo, i Mescaleros iniziarono ad invadere la regione di Big Bend e scacciarono i Chisos. Uno degli ultimi gruppi di nativi americani ad utilizzare il Big Bend furono i Comanche, che attraversarono il parco seguendo i corsi d'acqua locali per sfuggire alle aggressioni di comunità ostili. Queste incursioni continuarono fino alla metà del XIX secolo e l'ultimo dei grandi capi militari dei popoli nativi della regione fu un Apache di origine spagnola di nome Alzate, che morì intorno alla fine del 1860.

La presenza europea nella regione inizia nel 1535 circa con le prime esplorazioni dell'Impero spagnolo in questa porzione del Nord America. La spedizione di Álvar Núñez Cabeza de Vaca passò vicino al Big Bend e fu seguita da altre spedizioni: alcune di esse riguardarono la ricerca di oro e argento, oltre che di terreni agricoli fertili per costruirvi a fianco dei ranch. Altri esploratori, come i missionari francescani, avevano lo scopo di stabilire centri in cui i nativi potessero essere evangelizzati. Nel tentativo di proteggere la frontiera settentrionale della Nuova Spagna, da cui emerse poi l'attuale Messico, fu istituita una linea di presidios, o forti, lungo il Rio Grande nel fine del XVIII secolo. Il Presidio de San Vicente fu costruito vicino all'attuale San Vicente, nello stato di Coahuila, e il Presidio de San Carlos venne costruito vicino all'attuale Manuel Benavides, nello stato di Chihuahua. Alcune delle postazioni difensive furono presto abbandonate a causa di difficoltà finanziarie e perché non riuscivano a fermare efficacemente le intrusioni indiane in Messico. I soldati e i coloni di stanza in queste cittadelle si trasferirono in nuove strutture, dove gli interessi dell'Impero spagnolo apparivano più difendibili. Tale era il caso di Santa Rosa Maria del Sacramento, oggi Muzquiz, nel Coahuila.

La storiografia si è interessata ben poco al periodo dell'occupazione spagnola del Big Bend in seguito all'abbandono dei presidi. Nel 1805 esisteva un insediamento spagnolo chiamato Altares localizzato a sud del Rio Grande e distante 48 km. La regione divenne parte del Messico quando ottenne l'indipendenza dalla Spagna in 1821. Le famiglie messicane vivevano nell'area quando i coloni di lingua inglese iniziarono ad arrivare in seguito alla secessione del Texas durante la seconda metà del XIX secolo.

Dopo la fine della guerra messico-statunitense nel 1848, l'esercito degli USA eseguì esplorazioni militari della terra inesplorata del Big Bend. Forti e avamposti furono istituiti in tutto il Trans-Pecos Texas allo scopo di proteggere i coloni migranti dagli attacchi indiani. Una parte significativa dei combattenti alla fine del 1800 era di etnia afroamericana ed era conosciuta con l'appellativo "soldati bisonti", un nome apparentemente dato loro dai nativi americani. Il luogotenente Henry Flipper, il primo americano di origine africana a laurearsi a West Point, prestò servizio a Shafter verso la fine del XIX secolo.Il nome del luogo trae origine dal generale William R. Shafter. Questa città fantasma, situata a ovest del Big Bend, è poco distante dall'autostrada che conduce da Presidio a Marfa. Gli allevatori iniziarono a stabilirsi nel Big Bend intorno al 1880 e nel 1900 gli allevamenti di pecore, capre e bovini occupavano la maggior parte dell'area. Il delicato ambiente desertico fu presto sottoposto ad agricoltura intensiva.