Già vescovo di Guastalla e di Como, fu in seguito arcivescovo metropolita di Milano dal 1894 al 1921.

Definito dai contemporanei come ottimo pastore e teologo raffinato, venne in seguito accusato di modernismo: ciò lo portò in contrasto con papa Pio X, che egli stesso aveva inizialmente sostenuto quando era patriarca di Venezia. Le relazioni tra i due si ammorbidirono infine nel 1912, ma il cardinal Ferrari riuscì a recuperare i buoni uffici con la Santa Sede solo con l'elezione di Benedetto XV al soglio di Pietro.

La causa per la sua canonizzazione si aprì nel 1963, al termine della quale ottenne il titolo di Servo di Dio. Proclamato venerabile nel 1975 da Paolo VI (uno dei suoi successori alla cattedra episcopale milanese), venne beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1987.

Biografia Infanzia e giovinezza Andrea FerrariIl nome Carlo fu aggiunto da lui stesso in occasione della sua nomina alla cattedra episcopale milanese, in omaggio a San Carlo Borromeo nacque a Lalatta, frazione del comune di Palanzano (PR), poi ribattezzata in suo onore Lalatta del Cardinale, da una famiglia di modeste condizioni economiche, figlio del calzolaio Giuseppe Ferrari e di sua moglie, Maddalena Longarini. Il suo battesimo venne celebrato il 14 agosto. I suoi due zii paterni, Abbondio e Pietro, erano entrambi sacerdoti in servizio a Parma al momento della sua nascita. Ricevette la prima comunione nel 1860 da padre Giovanni Agostini e la Santa Cresima nel 1866.

Accolto presso il seminario di Parma, il 18 settembre 1869 ricevette i primi due ordini minori e gli altri due il 23 settembre 1871. Il 21 settembre 1872 ricevette il suddiaconato ed il diaconato il 15 dicembre di quello stesso anno. Il 20 dicembre 1873 fu ordinato sacerdote dal vescovo Domenico Maria Villa, celebrando la prima messa il giorno successivo nel santuario della Madonna di Fontanellato, alla quale rimase sempre molto legato. Rimase a lungo nella diocesi di Parma come delegato apostolico a Mariano dal febbraio del 1874 e poi come coadiutore dell'arciprete di Fornovo di Taro dal 4 luglio 1874. Vice curato della chiesa parmense di San Leonardo dal 1875, in quello stesso anno divenne vicerettore del seminario di Parma nonché professore di fisica e matematica.

Nominato rettore del medesimo istituto nel 1877, dal 1875 occupava le cattedre di teologia dogmatica, storia ecclesiastica e teologia morale dal 1878. Nel 1879 fu promosso canonico ordinario del Capitolo della Cattedrale di Parma. Nel 1883 ottenne a Parma il dottorato in studi teologici e nel 1885 il Ferrari pubblicò l'opera dal titolo "Summula theologiae dogmaticae generalis", un libro ristampato in molte edizioni e che divenne uno dei testi di teologia dogmatica più diffusi alla fine dell'Ottocento.

Vescovo a Guastalla ed a Como

Il 29 maggio 1890 venne eletto vescovo di Guastalla e ricevette la consacrazione episcopale il 29 giugno di quello stesso anno nella chiesa delle religiose del Sacro Cuore di Villa Lante a Roma dalle mani del cardinale Lucido Maria Parocchi, vescovo di Albano e vicario generale di Roma, assistito da Vincenzo Leone Sallua, arcivescovo titolare di Calcedonia, commissario generale del tribunale dell'inquisizione, e da Giovanni Maria Maioli, vescovo di Urbania e Sant'Angelo in Vado. Prese possesso ufficiale della diocesi di Guastalla il 3 ottobre 1890 facendo il suo ingresso nella cattedrale.

Appena un anno dopo, il 29 maggio 1891, venne trasferito alla Diocesi di Como sempre come vescovo, iniziando anche qui una campagna di visite pastorali sull'esempio delle molte che condurrà poi nella sua lunga carriera di pastore. Nel 1894 il Corriere della Sera annotava le sue "meticolose visite pastorali" e l'attenta gestione diocesana accompagnata dalla capacità di "parlare bene, con buona voce". Nel 1893 supportò attivamente la nomina di Giuseppe Melchiorre Sarto (futuro papa Pio X) a patriarca di Venezia.

Arcivescovo a Milano

Dopo tre anni a Como, improvvise gli giunsero nel maggio 1894, da parte di papa Leone XIII, la creazione a cardinale e la nomina alla sede arcivescovile di Milano, succedendo allo scomparso Luigi Nazari di Calabiana al quale era legato da profonda amicizia.

A Milano la sua missione fu, sulla scia di Carlo Borromeo (di cui decise di assumere anche il nome), di "conservare la fede" attraverso la predicazione ma soprattutto attraverso la catechesi. Dal 1° al 5 settembre 1895, tenne a Milano il congresso eucaristico diocesano. Sotto la sua guida si arrivò, nel 1896, alla preparazione del testo unico di catechismo dell'Episcopato Lombardo-Piemontese che, in sostanza, rappresenta l'ultima tappa del percorso che portò alla pubblicazione del Catechismo di Pio X. Per quanto riguarda l'educazione cristiana dei giovani, volle l'istituzione presso ogni parrocchia di un oratorio sia maschile sia femminile, e affrontò il problema dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole elementari. Fervido sostenitore della Rerum Novarum di Leone XIII, sposò i temi della giustizia sociale che il papa aveva posto in evidenza nel documento e nominò suo collaboratore a Milano monsignor Ambrogio Portaluppi, lombardo, già prevosto a Treviglio, fondatore della Cassa Rurale locale e collaboratore di Leone XIII per la stesura del documento pontificio.Andrea Balzarotti, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, Amministrazione Comunale di Boffalora sopra Ticino, O.L.C.A. Grafiche, Magenta, 2008, pag. 131-132 Sostenne anche Giuseppe Toniolo nella sua opera di promozione sociale e di insegnante che segnò le basi per la fondazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1921.

L'impegno del cardinal Ferrari si distinse nelle visite pastorali in tutte le oltre 800 parrocchie dell'arcidiocesi, compito nel quale si mostrò particolarmente attento a cogliere le istanze sociali di quel periodo particolarmente difficile per i ceti "umili" della popolazione lombarda. Venne ad ogni modo criticato duramente perché, durante le rivolte di piazza del 1898 a Milano, il cardinale si trovava in visita ad Asso e vi rimase durante tutto il periodo dell'emergenza. La sua assenza dalla città venne malvista da alcuni ambienti che sostennero come con tale atto il presule avesse lasciato senza difesa "il suo popolo".A. Canavero, Milano e la crisi di fine secolo (1896-1900), Milano, 1976, SBN IT\ICCU\RAV\0010242, pag. 62

Prestò, poi, sul piano pastorale una particolare attenzione ai problemi del laicato e del suo ruolo all'interno della Chiesa. In un'epoca in cui ciò era estremamente innovativo, l'atteggiamento del Ferrari suscitò molte diffidenze negli ambienti curiali tradizionalisti e intransigenti, al punto che questi giunsero a formulare contro di lui un'esplicita accusa di modernismo. Per cinque anni non fu ricevuto da papa Pio X, il quale nel 1911 si vide costretto a nominare anche un'inchiesta canonica per verificare quanto sostenuto dai suoi detrattori. Riconosciuto informalmente l'errore commesso dalla curia romana, nel 1912 vi fu un parziale riavvicinamento tra i due alla fine del pontificato di Pio X, ma solo la nomina del nuovo papa, Benedetto XV, e il clima di emergenza fatto sorgere dallo scoppio del conflitto mondiale tolse il cardinal Ferrari dall'isolamento all'interno della Chiesa, in cui un gruppo di cardinali a lui avverso l'avevano confinato.

Sempre a Milano, celebrò dei sinodi diocesani che nel capoluogo non si tenevano dal 1867, rispettivamente nel 1902, 1910 e 1914, mentre nel 1906 organizzò il Concilio Provinciale. Predispose inoltre l'istituzione di diversi congressi come quello eucaristico (1-5 settembre 1895), il XV Congresso della Musica Sacra (che fece conoscere il talento del giovane Lorenzo Perosi). Celebrò le feste per il XV centenario della morte di Sant'Ambrogio nel 1897 e celebrò solennemente il cinquantesimo anniversario del Dogma dell'Immacolata nel 1904, e delle apparizioni di Lourdes nel 1908.

Nel 1904 fece restituire alla città di Milano parte delle reliquie dei Re Magi conservate presso il duomo di Colonia e sottratte da Federico Barbarossa durante una delle sue discese in Italia nel XII secolo. I frammenti di ossa ritornati a Milano vennero posti nella basilica di Sant'Eustorgio dove si trovavano in origine. In quello stesso anno, dopo averlo nominato vicerettore al seminario di Saronno, accolse la richiesta di Luigi Maria Olivares (poi vescovo e venerabile) e gli concesse di entrare nell'ordine dei salesiani come da tempo desiderava.Bruno Pegoraro, Andrea Balzarotti, Luciano Redaelli, Profumo di santità - S. E. Mons. Luigi Maria Olivares, vescovo di Sutri e Nepi, ed. Parrocchia di Corbetta, Corbetta, 2020, pag. 77

Nel 1908 si portò a Londra, a Westminster, in occasione del XIX congresso eucaristico tenutosi dal 9 al 13 settembre di quell'anno. Nel 1910 organizzò le festività per il terzo centenario della canonizzazione di san Carlo Borromeo a Milano, celebrando per l'occasione un nuovo sinodo ed un congresso eucaristico incentrato sull'opera del santo milanese.

Nel 1912 promosse la fondazione di un nuovo quotidiano che sostituisse L'Unione. Il nuovo organo d'informazione si chiamò L'Italia. Il 14 gennaio 1912, nel santuario della Madonna delle Lacrime di Treviglio, conferisce la consacrazione episcopale a monsignor Pompeo Ghezzi, eletto vescovo di SansepolcroIl Ferrari e il Ghezzi mantengono una profonda amicizia; il 18 agosto 1914, ad esempio, il cardinale si reca a Sansepolcro a fare visita al vescovo il quale, accogliendolo in episcopio, invita anche il vescovo di Città di Castello, beato Carlo Liviero («Bollettino dicoesano di Sansepolcro», II/9, 1914, p. 269). Nell'episcopio di Sansepolcro si conserva un medaglione in gesso con il ritratto del card. Ferrari. Nel 1913 promosse le "settimane costantiniane", a ricordo del XVI centenario dell'editto di Costantino che venne pubblicato proprio a Milano nel 313 e che concesse la libertà di culto ai cristiani nell'Impero romano.

Fondò inoltre l'«Opera cardinal Ferrari», che si distinse per l'attività a favore di tutti i ceti della popolazione. Nel 1918 fu tra i fondatori della Gioventù Femminile Cattolica dell'Azione Cattolica, affidandone la direzione ad Armida Barelli. Durante la prima guerra mondiale il gruppo si dedicò in particolare alla cura di soldati e prigionieri e lo stesso cardinale ottenne nel 1919 la gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro per gli sforzi compiuti in tal senso alla guida della sua arcidiocesi. Il cardinal Ferrari viene insignito dell'onorificenza pontificia di Cavaliere di Gran Croce del Sacro e Militare Ordine del Santo Sepolcro.

Nel 1918 l'arcivescovo iniziò ad avvertire un forte dolore alla gola, che venne inizialmente scambiato per raucedine: la sua persistenza lo indusse a sottoporsi ad accertamenti, che portarono alla diagnosi di un tumore. Invano si sottopose a diversi interventi chirurgici per la sua asportazione, che verso la fine del 1920 lo lasciarono completamente muto.