Biografia

A partire dal 925, Teodoro fu al servizio dell'imperatore Romano I, con il rango di patrizio e la funzione di prôtoasêkrêtis (capo della cancelleria imperiale)R. J. H. Jenkins, The peace with Bulgaria (927) celebrated by Theodore Daphnopates, in Polychronion, Festschrift F. Dölger zum 75. Geburtstag, Heidelberg 1966, pp. 287-303.. Sembra che sia stato escluso dall'attività durante il regno di Costantino VII (945-959), probabilmente perché uomo di Romano, ma comunque mantenendo i suoi titoli.

Il suo ritorno alla politica attiva si ebbe con Romano II che, secondo la continuazione di TeofaneP. 470, 3-10, ed. Bonn., lo avrebbe nominato eparca preferendolo al protospatharius Sisinnio e, quindi, "poco dopo" di lui (probabilmente 960 o 961), anche se Sisinnio divenne eparca subito dopo (forse prima della morte di Romano II nel marzo 963, stando a Niceforo Foca). Tre manoscritti delle sue opere agiografiche portano il titolo di magistros, superiore a quello di patrizio, che gli fu, forse, concesso a titolo di risarcimento al momento della dimissioneA. Kazhdan, A History of Byzantine Literature, Atene 2006, vol. II, pp. 152-157..

Opere Una collezione di 35 lettere (alcune incomplete o frammentarie) è conservata in un unico manoscrittoPatmos 706.: esse sono missive ufficiali della Cancelleria di Romano ILettere 1-7; 1 lettera indirizzata a Papa Giovanni XI, 4 lettere all'emiro d'Egitto, lettere 5-7 con Simeone di Bulgaria., o su questioni teologicheN. 8-10., una "lettera" scritta a nome di Costantino VII a Gregorio di Nazianzo, in occasione di una traduzione di reliquie (11), lettere a Costantino VII e Romano IIN. 12-16. e, infine, a lettere private, rivolte a funzionari o ai religiosiN. 17-35. L'edizione di Darrouzès-Westerink, pubblicata a Parigi nel 1978, aggiunge cinque lettere anonime prese dal manoscritto di Vienna Phil. gr. 342..

Inoltre, la tradizione manoscritta attribuisce a Teodoro, con un consenso più o meno unanime, otto testi agiografici : un discorso sulla nascita di Giovanni BattistaBHG 3, 845.; un discorso sulla traslazione della mano di San Giovanni BattistaBHG 3, 849, in occasione del primo anniversario della traslazione di questa reliquia da Antiochia a Costantinopoli, il 5 gennaio 956.; un Elogio di Teofane ConfessoreBHG 3, 1792, con un'allusione a Costantino VII.; una lode di santa BarbaraBHG 3, 218d, di attribuzione molto dubbia.; un Martirio di San GiorgioBHG3, 674.; la Vita di Teodoro Studita chiamata Vita ABHG 3, 1755;, un compendio di brani di Giovanni Crisostomo, in 48 capitoliPG, vol. 63, coll. 567-902.; un discorso su Pietro e Paolo.

D'altra parte, Dafnopate è ritenuto da molti bizantinisti moderni come probabile autore di almeno parte del cosiddetto Teofane Continuato, in base alla testimonianza di due testi in cui egli si presenta come uno storico: la prefazione alla cronaca di Giovanni Scilitze (dove passa in rassegna i tentativi precedenti al suo di proseguire il lavoro di Teofane Confessore) e un campione contenuto in una raccolta storica dedicata alla famiglia Mélissène, conservato nel manoscritto di Berlino Phillips 1456.

Note

Bibliografia Bibliotheca Hagiographica Graeca, Leiden, Societè des Bollandistes, 1957, vol. 3. Patrologiae Grecae Cursus Completus, ed. Migne, vol. 63, coll. 567-902. J. Darrouzès-L. G. Westerink (éds.), Théodore Daphnopatès. Correspondance, Paris, Éditions du CNRS, 1978.

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