Carriera Calciatore Primi anni Cresciuto nel vivaio dell'Ambrosiana-Inter., nel 1933 passò al , con cui esordì in Serie B disputando 3 partite.. Nelle stagioni successive fu prestato alla Falck di Sesto San Giovanni, con un intermezzo nell'Anconitana, sempre in Serie CAcquisti e cessioni Inter 1930-1940 Storiainter.com, rimanendovi fino al 1938Elenco dei giocatori italiani autorizzati a cambiare società nell'anno 1938-1939, Il Littoriale, 6 agosto 1938, pag.4. Nel 1938-1939 fu prestato quindi alla Pro Vercelli, allora militante in Serie B, con cui giocò titolare sostituendo Silvio Piola., da poco ceduto dai piemontesi.
Napoli Nel 1939-1940 fu ingaggiato dal , militante in Serie A con Nereo Rocco come compagno di squadra.. Reduce da due campionati di centroclassifica.., i partenopei avevano un nuovo allenatore, Adolfo Baloncieri; Quario debuttò alla prima giornata di campionato, il 17 settembre 1939, nella sconfitta a Bari contro i padroni di casa per 1-0, segnando la prima rete sette giorni dopo, il 24 settembre 1939, nella vittoria casalinga per 3-2 contro il Liguria. Al termine della stagione, segnata dalle tragiche morti di Eriberto Braglia e Giuseppe Fenoglio, il Napoli, dopo un campionato negativo, si salvò dalla retrocessione per il quoziente reti a danno del Liguria; di quella squadra fu il capocannoniere, con nove reti, tra cui la rete al nella sconfitta casalinga per 4-1 del 3 dicembre 1939, in ventitré partite giocate. L'anno dopo i partenopei ebbero un nuovo allenatore, Antonio Vojak.; malgrado problemi economici che fecero rischiare l'esclusione della società, la squadra si rinforzò con l'arrivo di Umberto Busani ed Evaristo Barrera: il primo centro della stagione fu alla terza giornata di campionato, nel pareggio in trasferta per 1-1 contro la di Piola, che pareggerà il suo gol iniziale. A fine stagione il Napoli si classificò all'ottavo posto., con Quario marcatore di 7 reti.
Ultimi anni Nel 1941-1942, terminato il prestito, ritornò quindi all'AmbrosianaAcquisti e cessioni 1940-1950 Storiainter.com, reduce da un campionato di Serie A concluso al secondo posto: giocò 16 partite segnando 6 reti, tra cui reti dell'ex nella vittoria casalinga dei lombardi per 5-1 del 21 dicembre 1941; i meneghini si piazzarono al dodicesimo posto, a tre punti dalla zona retrocessione.
Passò quindi alla per un campionato di Serie C, l'ultima stagione prima dell'interruzione per la seconda guerra mondiale. Il ritorno all'attività sportiva lo vide nel 1945-1946 nel Brescia, nell'anomalo campionato misto di Serie A e B; con i bresciani restò sino alla stagione 1947-1948, che lo vide giocare nell'Acqui in Serie C, quindi concluse la sua carriera nella stagione 1948-1949, tornando al Pavia, sempre in Serie C, come allenatore-giocatore..
Allenatore Gli esordi nelle serie minori Dopo aver cessato la carriera agonistica intraprese quella di allenatore, vincendo alla guida del Toma Maglie il campionato di serie C girone D nel 1951-52 ma non riuscendo ad ottenere l'ammissione in serie B al termine degli spareggi finali con Cagliari, Piacenza e Vigevano. In seguito ottenne nel 1954 la promozione in Serie B alla guida del arrivando a pari punti con l'Arsenaltaranto e precedendo di uno il .Almanacco Illustrato del Calcio 1955, pag.181 Ed è proprio sulla panchina veneziana che nel 1955 Carlo Alberto Quario approda. Sarà lungo e fortunato il suo sodalizio con la squadra lagunare sulla cui panchina rimarrà sino al campionato 1962-63, tranne la sola annata 1959-60 nella quale allena il Brescia. Con i neroverdi Quario vinse subito il campionato di Serie C al termine di un avvincente torneo che vide il sconfiggere nell'ultima giornata allo Stadio Pier Luigi Penzo la Carbonsarda e che valse ai neroverdi il primo posto alla pari della . Anche in serie B la squadra di Quario si comportò benissimo conquistando un ottimo quinto posto tanto che il tecnico neroverde fu premiato con il Seminatore d'Oro per la serie B dopo aver conteso a Ferruccio Valcareggi il premio più importante.Almanacco Illustrato del Calcio 1958, I premi I.N.A. "Il Seminatore d'Oro", pag.160. L'anno seguente arrivò addirittura al terzo posto, ma il successo più grande Quario lo ottenne al suo ritorno in laguna quando nel campionato 1960-61 conquistò con il la promozione in Serie A. Due furono i campionati di massima serie, il secondo si concluse con la retrocessione del . Durante le annate in laguna lanciò nel firmamento del calcio Paolo Barison, futuro nazionale azzurro.
In Serie A con l'Atalanta ed il ritorno nelle serie minori Lasciata Venezia, per la stagione 1963-1964 si accasa all'Atalanta, in Serie A. Arriva a Bergamo con la fama di ottimo preparatore atleticoElio Corbani e Pietro Serina, op. cit. vol. 2 pg. 405, e fa il suo esordio sulla panchina dei neroazzurri il 4 settembre 1963 nella partita di Coppa delle Coppe vinta per 2-0 in casa contro lo Sporting LisbonaElio Corbani e Pietro Serina, op. cit. vol. 2 pg. 148; inizia con una vittoria (un 3-0 casalingo contro il Catania con doppietta di Domenghini e gol di Magistrelli, il 14 settembre 1963) anche il campionatoElio Corbani e Pietro Serina, op. cit. vol. 2 pg. 147, anche se nelle settimane successive il rendimento della squadra inizia a calare: arrivano infatti tre sconfitte consecutive, in campionato contro Fiorentina (4-0) e Bologna (2-0) ed in Coppa delle Coppe nella partita di ritorno a Lisbona (3-1), nella quale l'Atalanta gioca 85 minuti in inferiorità numerica con il centravanti Calvanese subentrato in porta all'infortunato PizzaballaElio Corbani e Pietro Serina, op. cit. vol. 1 pg. 205. Dopo due vittorie consecutive in casa contro Roma (1-0) e Messina (3-0), il 14 ottobre 1963 la squadra viene eliminata dalla Coppa delle Coppe: complice il regolamento dell'epoca, infatti, il risultato della doppia sfida con lo Sporting (2-0 a Bergamo e 3-1 per i portoghesi al ritorno) rendeva necessaria una partita di spareggio per determinare la squadra qualificata ai quarti di finale della competizione. La gara, giocata a Barcellona, vede il successo per 3-1 dopo i tempi supplementari dello Sporting, che successivamente si aggiudicherà il trofeo.
Dopo un pareggio a Mantova ed un netto successo casalingo per 3-0 contro la Juventus il rendimento della squadra inizia a calare in modo notevole: nel resto del girone di andata i bergamaschi raccolgono infatti solamente 6 punti, frutto di una vittoria (2-0 contro il Bari, l'8 dicembre 1963) e 4 pareggi. Quario inizia ad essere criticato per lo scarso rendimento della squadraElio Corbani e Pietro Serina, op. cit. vol. 1 pg. 206, ed in seguito al pareggio per 0-0 della prima giornata di ritorno viene esonerato, con un bilancio di 16 punti conquistati in 18 partite. Viene sostituito fino al termine della stagione da Carlo Ceresoli, che guiderà la squadra ad un piazzamento a metà classifica con 30 punti.
In seguito guida il Marzotto Valdagno in Serie C per quattro annate, prima di venir richiamato nel 1968 dal , nel frattempo retrocesso in Serie C. Il ritorno in laguna non fu seguito dalle stesse fortune del passato, dopo un primo torneo senza lode, nel secondo Quario venne esonerato dopo solo dodici giornate.Un Secolo di Calcio Venezia, pag.140 Quario chiuse la sua carriera di allenatore nel in Serie D.Almanacco illustrato del calcio 1973, Edizioni Panini, pag. 312. Curiosamente la carriera agonistica di Quario è iniziata e terminata al , come anche quella da allenatore è iniziata e terminata in terra pavese.
Fu inoltre anche presidente dell'AMAC, Associazione Milanese Allenatori Calcio.
Palmarès Giocatore Competizioni nazionali
Acciaierie Falck: 1934-1935
Biellese: 1942-1943
Allenatore Competizioni nazionali
Toma Maglie: 1951-1952 (girone D) Parma: 1953-1954 Venezia: 1955-1956
Venezia: 1960-1961
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni