Biografia Giovanni Diego Porcu nacque a Milano da Antonino Porcu, Carabiniere sardo originario di Ghilarza, nell'Oristanese, e Marianna Cerutti, insegnante milanese di scuola elementare. Per evitare il bullismo dei compagni di scuola, nella seconda metà degli anni '50 il padre assunse legalmente il cognome della propria madre, Mura, per sé e il figlio. A seguito del padre nominato maresciallo, nel 1957 si trasferì a Cesano Maderno. La sua formazione si indirizzò verso gli studi classici, compiuti al Liceo - Ginnasio Alessandro Manzoni, tornando a Milano da pendolare.
Tifoso interista, abbandonò tale fede nell'estate 1961, dopo la cessione di Antonio Angelillo alla . Nel 1964 ottenne la maturità e si iscrisse a Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, ma già a novembre ottenne un posto da praticante al quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport, all'epoca diretto da Gualtiero Zanetti, grazie alla segnalazione del proprio liceo che era uso proporre i migliori studenti in italiano alla testata. Quello che doveva essere un impiego temporaneo divenne il suo posto di lavoro per otto anni. Durante il periodo alla Gazzetta dello Sport lavorò dapprima come corrispondente per incontri di calcio di differenti categorie e dal 1965 divenne corrispondente al seguito del Giro d'Italia.
Dato il suo impegno come giornalista, rinunciò agli studi per dedicarsi pienamente alla professione. Si iscrisse all'Ordine dei giornalisti della Lombardia il 14 aprile 1967. Nel febbraio 1971 venne inviato in Trentino a seguire la Marcialonga, e nell'occasione conobbe Paola Gius, giovane enologa chiamata a fare da interprete, che sposò nel 1972, lasciando Cesano Maderno e stabilendosi con lei a Milano. Successivamente firmò articoli anche per il Corriere d'Informazione, Epoca e L'Occhio. Nel 1976 iniziò la collaborazione con la Repubblica; segue i Giochi olimpici di Montréal, e nel 1983 diventò membro fisso della redazione. Per tutta la durata del campionato italiano di calcio, tenne una rubrica domenicale intitolata Sette giorni di cattivi pensieri. Sul settimanale Il Venerdì di Repubblica si occupò invece di recensioni enogastronomiche, insieme con la moglie Paola, nella rubrica dal titolo Mangia e bevi. Nel 1998 fu nominato presidente della giuria del premio L'Altropallone, riconoscimento simbolico sportivo per la pace e la solidarietà e nel 1999 vince il premio "per la rubrica Sette giorni di cattivi pensieri" su la Repubblica.Il premio, altropallone.it. Per oltre un ventennio, dal 1997 al 2019, curò – sempre per la Repubblica – un editoriale noto come Intervista al campionato, nel quale esprimeva i propri pronostici alla vigilia di ogni torneo di Serie A.
Nel maggio 2007 uscì il suo primo romanzo, Giallo su giallo, vincitore nello stesso anno del premio premio Grinzane - Cesare Pavese per la narrativa, ambientato durante l'edizione 2005 del Tour de France, corsa che il giornalista ha seguito per lungo tempo. Alla Grande Boucle, raccontata da alcuni suoi articoli al seguito della carovana, dedicò l'anno seguente il libro La fiamma rossa. Storie e strade dei miei Tour.
Firma storica del Guerin Sportivo, nel 2011 diventò inoltre direttore, insieme a Maso Notarianni, di E - Il mensile, rivista di Emergency che terminerà le pubblicazioni il 25 luglio 2012.E il Mensile, il 25 luglio l’ultimo numero. Editoriale di Gianni Mura , eilmensite.it. In questo stesso anno pubblicò il suo secondo romanzo, Ischia, che ha per protagonista il commissario Magrite. Tra il 2015 e il 2020 tenne una rubrica sul periodico Scarp de' tenis, intitolata Le storie di Mura.
Nella prima parte del 2020 venne colpito da polmonite, e per la convalescenza si trasferì nel clima marittimo di Senigallia, in una casa della collega Emanuela Audisio. Scoppiata la pandemia di COVID-19, venne convinto dai medici a rimanere lì. Ricoverato per un malore all'Ospedale Civile lunedì 16 marzo, morì nella mattinata di sabato 21, a 74 anni per un attacco cardiaco. Non ebbe nessun funerale per l'emergenza COVID, e come da sua volontà riposa nel cimitero di Lambrate a Milano. Il 2 novembre dello stesso anno il suo nome venne iscritto al famedio del cimitero monumentale di Milano fra i benemeriti della città.
Opere Giallo su giallo, collana I Narratori, Feltrinelli, 2007. La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour, Minimum Fax, 2008. Ischia, collana I Narratori, Feltrinelli, 2012. Tanti amori. Conversazioni con Marco Manzoni, Feltrinelli, 2013. Non gioco più, me ne vado, Il Saggiatore, 2013. Non c'è gusto, Minimum Fax, 2015. Confesso che ho stonato, Skira, 2017. Il mondo di Gianni Mura, la Repubblica, 2020 (raccolta postuma di articoli). Gianni Mura e i racconti della bicicletta, la Repubblica, 2021 (raccolta postuma di articoli).
Riconoscimenti Premio Saint-Vincent per il giornalismo 2000 – Premio nella categoria inchieste e servizi speciali Premio nazionale Andrea Fortunato 2010 – Premio nella categoria giornalismo
Note
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