Biografia Infanzia e giovinezza

La principessa Alexandra Caroline Marie Charlotte Louise Julia, detta Alix nell'ambito familiare, nacque nel Palazzo Giallo, edificio del XVIII secolo adiacente ad Amalienborg nel complesso reale di CopenaghenEilers, Queen Victoria's Descendants, p. 171. Suo padre era il principe Cristiano e sua madre la principessa Luisa d'Assia-KasselMontgomery-Massingberd, Burke's Royal Families of the World, Volume 1. Nonostante le ascendenze nobiliari, la sua famiglia viveva un'esistenza relativamente normale: vantava infatti entrate di circa 800 sterline dovute a un precedente incarico militare di Cristiano, e l'abitazione dove viveva era concessa in usufrutto gratuito senza canone di locazioneDuff, Alexandra: Princess and Queen, pp. 16–17. Lo scrittore Hans Christian Andersen era uso essere invitato a casa per raccontare fiabe ai bambini di casa prima che andassero a lettoDuff, p. 18.

Nel 1848 il re Cristiano VIII di Danimarca morì e gli succedette l'unico figlio Federico VII, il quale aveva già due matrimoni alle spalle, ma era senza figli; ciò significava che il principe Cristiano di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, discendente di un cugino del re, poteva essere l'erede al trono di Danimarca e dello Schleswig-Holstein. In Holstein la legge salica impediva la successione tramite linea femminile, mentre in Danimarca non c'era distinzione; l'Holstein, essendo prevalentemente tedesco, si proclamò indipendente e chiamò in aiuto la Prussia. Nel 1852 le grandi potenze tennero una conferenza a Londra per discutere della successione danese: le condizioni di pace prevedevano la nomina del principe Cristiano a successore di Federico VII, a discapito delle rivendicazioni degli altri pretendenti, fra i quali vi erano la suocera di Cristiano e suo cognato.Battiscombe, Queen Alexandra, p. 8Cristiano ottenne dunque il titolo di principe di Danimarca e con la famiglia si trasferì nella residenza ufficiale di Palazzo Bernstorff. Sebbene lo status della famiglia si fosse alzato, ci fu solo un piccolo incremento nella rendita e Cristiano e i suoi non parteciparono alla vita di corte a Copenaghen, poiché non desideravano incontrare la terza moglie di Federico, un tempo sua amante, Louise Rasmussen, che aveva un figlio illegittimo, nato da una precedente relazione.Duff, pp. 19–20 Nella nuova dimora Alessandra occupava un aerato attico insieme alla sorella Dagmar, futura zarina di Russia, si cuciva da sola gli abiti e serviva a tavola le sue sorelle.Priestley, The Edwardians, p. 17 A Bernstorff Alessandra stava diventando una donna: imparava l'inglese dal suo cappellano a Copenaghen e fu cresimata a Christiansborg.Duff, p. 21 nella confessione luterana della chiesa danese. Alessandra dopo la conversione a seguito del matrimonio fu devota per tutta il resto della vita ai precetti dell'Alta chiesa anglicana.Battiscombe, pp. 125; 176

Matrimonio

La regina Vittoria e il principe consorte Alberto erano preoccupati nel trovare una sposa al figlio ed erede Edoardo Alberto, principe del Galles, e chiesero aiuto a una delle loro figlie, Vittoria, principessa ereditaria di Prussia. Inizialmente Alessandra non fu la loro prima scelta, poiché i danesi erano in disaccordo con i prussiani sulla questione dello Schleswig-Holstein e la famiglia reale britannica aveva maggiori relazioni con l'ambiente tedesco. Alla fine, però, dopo aver respinto altre possibilità, la loro scelta cadde sulla principessa Alessandra, dalle nobili origini e di stirpe reale, ritenuta «l'unica che può essere scelta».Frase del principe Alberto riferita in Duff, p. 31

Il 24 settembre 1861 la principessa Vittoria presentò ufficialmente Alessandra al principe Edoardo a Spira, ma fu quasi un anno dopo, il 9 settembre 1862, dopo la morte di suo padre, che Edoardo chiese ufficialmente in sposa Alessandra al castello di Laeken, residenza di suo zio, il re Leopoldo I del Belgio.Battiscombe, pp. 27–37Duff, p. 43

Pochi mesi dopo, Alessandra si mise in viaggio dalla Danimarca verso l'Inghilterra a bordo della nave reale HMY Victoria and Albert e arrivò a Gravesend, nel Kent, il 7 marzo 1863. Sir Arthur Sullivan compose della musica per il suo arrivo e Alfred Tennyson scrisse un'ode in suo onore:

La coppia venne sposata tre giorni dopo, nella cappella di San Giorgio a Windsor, da Thomas Longley, arcivescovo di Canterbury.Le sue damigelle erano Diana Beauclerk, Victoria Montagu-Douglas-Scott, Victoria Howard, Elma Bruce, Agneta Yorke, Emily Villiers, Eleanor Hare e Feodora Wellesley. In quei giorni la corte era ancora in lutto per il principe Alberto e il vestiario delle dame era dunque ristretto al grigio, lilla e malva.Duff, pp. 48–50 La coppia trascorse la luna di miele a Osborne House, sull'isola di Wight.

L'anno seguente il padre di Alessandra divenne re di Danimarca, il fratello Giorgio divenne re di Grecia e sua sorella Dagmar venne fidanzata allo zarevic di Russia.Lui morì pochi mesi dopo il fidanzamento e lei sposò suo fratello Alessandro, futuro zar. L'ascesa al trono di suo padre causò un peggioramento delle relazioni tra Danimarca e Schleswig-Holstein, scoppiò la Seconda guerra dello Schleswig e la Confederazione germanica invase i territori danesi, tanto che la Danimarca ne uscì sconfitta, con la riduzione a due quinti delle proprie terre. Con grande irritazione della regina Vittoria e della principessa di Prussia, il principe Edoardo e Alessandra sostennero i danesi durante la guerra. La conquista delle terre danesi da parte della Prussia aumentò la profonda avversione di Alessandra nei confronti dei tedeschi, un sentimento che l'accompagnò per il resto della sua vita.Purdue, "Alexandra (1844–1925)", Oxford Dictionary of National Biography (Oxford University Press).

Il primo figlio di Alessandra, Alberto Vittorio, era nato prematuro di due mesi nel 1864 e a lui seguirono altri cinque figli, tra maschi e femmine.

La principessa era estremamente dedita ai suoi figli: «Era felicissima quando poteva correre alla nursery, indossare un grembiule di flanella, lavare da sola i suoi figli e vederli addormentarsi nei loro lettini», disse Mrs. Blackburn, la capo-infermiera reale.Duff, p. 115 In pubblico Alessandra era dignitosa e affascinante, in privato affettuosa e allegra.Battiscombe, pp. 127, 222–223 La divertivano molte attività sociali, fra le quali la danza e il pattinare sul ghiaccio, ed era anche un'esperta cavallerizza e guidava il tandem.Duff, p. 143 Le piaceva anche cacciare, con grande costernazione della regina Vittoria, che inutilmente le chiese di smettere.Hough, Edward & Alexandra: Their Private And Public Lives, p. 102 Anche dopo la nascita del primo figlio, continuò le sue attività ancor più intensamente di prima e ciò portò ad una frattura tra la regina e la giovane coppia, aumentata dalla ripugnanza di Alessandra nei confronti dei tedeschi e dalla parzialità di Vittoria nei loro confronti. Apparentemente tutti i bambini di Alessandra nacquero prematuri: poiché ella non voleva che la regina Vittoria fosse presente ai suoi parti, ingannava deliberatamente la suocera sulle sue probabili date di parto.Hough, p. 116 Durante il terzo parto, nel 1867, le complicazioni aggiunte a una febbre reumatica misero a rischio la sua vita, lasciandole per sempre un'andatura zoppicante.Battiscombe, pp. 82–86Duff, pp. 73-81

Principessa del Galles e Regina

La coppia fece un viaggio di sei mesi visitando l'Austria, la Spagna, la Grecia e l'Egitto tra il 1868 e il 1869. Arrivarono anche in Turchia, dove Alessandra fu la prima donna a sedere a tavola con il sultano Abdul Aziz.Duff David "Alexandra: Princess and Queen", Londra (1980) ISBN 0002166674, pag.93-100

Edoardo VII, quando salì al trono nel 1901, insignì la moglie dell'Ordine della Giarrettiera, che fino ad allora era riservato ai soli uomini, eccezion fatta per i sovrani donna come le regine Elisabetta I d'Inghilterra, Anna di Gran Bretagna e Vittoria del Regno Unito. La consuetudine fu confermata poi da Giorgio V, che diede l'Ordine alla moglie Maria e, successivamente, Giorgio VI alla consorte Elizabeth Bowes-Lyon. Durante la vita di Alessandra, alcuni monarchi furono per la prima volta degradati ed espulsi dall'Ordine: gli imperatori Guglielmo II di Germania e Francesco Giuseppe I d'Austria furono espulsi nel 1915 quando i loro imperi mossero guerra all'Inghilterra.Similmente, l'Imperatore Hirohito del Giappone venne espulso nel 1941, ma Elisabetta II lo riammise nel dopoguerra.

Sia come regina dal 1901 al 1910 sia come regina madre poi, fu molto amata dal popolo britannico. Nel 1912, in occasione del 50º anniversario del suo arrivo in Inghilterra, indisse l'Alexandra Rose Day, giorno dedicato alla vendita a Londra di rose artificiali fatte da disabili, il cui ricavato veniva devoluto in opere caritatevoli. Ancora oggi esiste ed è patrocinato dalla principessa Alessandra di Kent, una sua bis-nipote.

Ultimi anni e morte

Nel 1919 fu raggiunta dalla sorella Dagmar, fuggita dalla Russia dopo la rivoluzione bolscevica che aveva portato alla morte di suo figlio, lo zar Nicola II, e della sua famiglia.

Il 20 novembre 1925 morì per un attacco di cuore a Sandringham e fu tumulata a Windsor, accanto al marito.

Per la sua benevolenza, le sono state dedicate diverse opere: l'Alessandra Palace, il Teatro Reale Alessandra a Toronto, il Ponte Regina Alessandra a Sunderland. Si ritiene che la squadra di calcio, fondata nel 1877, Crewe Alexandra F.C. porti il suo nome.

Nei media A lei è dedicata l'opera La fanciulla del West di Giacomo Puccini. È stata interpretata in televisione, sulla BBC, nel 1975 da Helen Ryan nello sceneggiato Edoardo VII principe di Galles, nel 1999 da Maggie Smith nel film All the King's Men, e nel 2003 da Bibi Andersson nella miniserie The Lost Prince.

Discendenza

Dal matrimonio tra Alessandra e Edoardo VII del Regno Unito nacquero: Alberto Vittorio, duca di Clarence e Avondale (1864-1892) Giorgio V del Regno Unito (1865-1936), sposò Mary di Teck ed ebbe figli Luisa, principessa reale (1867-1931), sposò Alexander Duff, I duca di Fife ed ebbe figli Vittoria del Galles (1868-1935) Maud del Galles (1869-1938), sposò Haakon VII di Norvegia ed ebbe figli Alexander John Charles Robert Albert (1871, morto alla nascita)

Titoli e trattamento 1844 - 1853: Sua Altezza Serenissima, la principessa Alessandra di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg 1853 - 1858: Sua Altezza, la principessa Alessandra di Danimarca 1858 - 1863: Sua Altezza Reale, la principessa Alessandra di Danimarca 1863 - 1901: Sua Altezza Reale, la Principessa del Galles 1901 - 1910: Sua Maestà, la Regina del Regno Unito 1910 - 1925: Sua Maestà, la regina Alessandra

Albero genealogico

Onorificenze Onorificenze britanniche

Onorificenze straniere

Note

Voci correlate Edoardo VII del Regno Unito Vittoria di Gran Bretagna Giorgio V del Regno Unito Cristiano VIII di Danimarca Casato degli Oldenburg Corona della regina Alessandra

Altri progetti

Collegamenti esterni

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