Deputato dal 1983 al 2013, nonché presidente della Camera dal 2008 al 2013, agli esordi era segretario nazionale del Fronte della Gioventù e del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale; poi presidente di Alleanza Nazionale, dalla sua fondazione nel 1995 fino al 2008 quando ne promosse lo scioglimento in un nuovo partito di centrodestra, poi fondato insieme a Silvio Berlusconi l'anno successivo col nome de Il Popolo della Libertà. Nei governi Berlusconi II e III ha ricoperto l'incarico di vicepresidente del Consiglio dei ministri e di Ministro degli Affari Esteri.
Dal 13 febbraio 2011 all'8 maggio 2013, dopo l'abbandono del PdL, divenne presidente del partito politico Futuro e Libertà per l'Italia. A seguito dell'insuccesso alle elezioni politiche del 2013, che comporta anche la sua esclusione dal parlamento nel quale, fino ad allora, aveva rivestito il ruolo di presidente della Camera, rassegna le dimissioni da presidente del partito per diventare più tardi presidente dell'associazione culturale Liberadestra.
Biografia Origini familiari
Il padre, Argenio Fini (1923-1998), detto Sergio, fu volontario della Repubblica Sociale Italiana nella Divisione di Fanteria San Marco, e più tardi iscritto allAssociazione nazionale dei combattenti. Prima dell'ascesa politica del figlio, si dichiarò vicino al PSDI, ma dopo l'iscrizione di Gianfranco nel Movimento Sociale Italiano abbandonò la militanza politica, per gli impegni correlati al suo nuovo lavoro in una compagnia petrolifera: prima presso l'Agip e poi, per più di quindici anni, in Libia per conto della Shell. Il nonno paterno, morto nel 1970, faceva parte del PCI, e fu per anni segretario di una sezione provinciale dello stesso.
La madre, Erminia Marani (1926-2008), era figlia di Antonio Marani, presente assieme a Italo Balbo alla marcia su Roma, oltre che, alla fine della guerra, tra i più assidui organizzatori delle sezioni e dei circoli dell'allora neonato Movimento Sociale Italiano nell'area emiliana.
Il nome Gianfranco fu scelto per ricordare un cugino ucciso a vent'anni dai partigiani nei pressi di Sasso Marconi, quando era da poco passato il 25 aprile del 1945. Ha un fratello, Massimo, nato nel 1956 (da non confondere con l'omonimo giornalista e scrittore), per anni anch'egli militante del MSI.
Fini sì è laureato in pedagogia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Vita privata Negli anni Ottanta, incontra Daniela Di Sotto, allora moglie di Sergio Mariani, amico e dirigente del partito. Mariani tenterà il suicidio poco dopo, «Dal Corriere», 17 giugno 2007.L'Espresso, 5/07/2007. La signora Di Sotto si separa dal marito per unirsi a Fini. Nel 1985 nasce Giuliana, la loro unica figlia. Tre anni più tardi, si sposa con rito civile. Nel giugno 2007, Fini annuncia la separazione dalla moglie. Dopo la separazione, viene resa pubblica la relazione con l'avvocato Elisabetta Tulliani. Da questa relazione sono nate le figlie Carolina (il 2 dicembre 2007) e Martina (il 10 ottobre 2009).
Carriera politica Dall'inizio dell'impegno politico a segretario del FdG Gianfranco Fini frequentò l'istituto magistrale "Laura Bassi". Inizialmente non era interessato alla politica, ma nel 1968, a sedici anni, si ritrovò coinvolto in alcuni scontri davanti ad un cinema dove un gruppo di militanti di sinistra stava contestando la proiezione di un film favorevole alla guerra del Vietnam, Berretti verdi. Questo episodio lo spinse ad iscriversi alla Giovane Italia, come racconterà molti anni dopo in un'intervista:
Iniziò così la sua carriera politica, iscrivendosi nel 1969 alla Giovane Italia, l'associazione studentesca legata al Movimento Sociale Italiano. Tre anni dopo si trasferì con la famiglia a Roma e nel 1973 divenne dirigente della federazione provinciale romana del Fronte della Gioventù, da poco costituitosi. Nel 1974 entrò in Direzione nazionale del FdG.
Nell'agosto 1976 assolse agli obblighi di leva, prima a Savona nell'89º Reggimento fanteria "Salerno" (Caserma Bligny), poi al distretto militare di Roma e quindi al ministero della difesa. Nel gennaio 1977 all'XI congresso nazionale del MSI venne eletto nel Comitato centrale.
Nel giugno 1977 divenne segretario nazionale del Fronte della Gioventù, per volontà del segretario missino Giorgio Almirante. Al congresso nazionale giovanile era arrivato quarto su sette eletti nella segreteria; fu Almirante a sceglierlo, come prevedeva lo statuto, segretario. Restò segretario del F.d.G. fino al 1988.
Nel frattempo aveva conseguito la laurea in pedagogia, senza frequentare i corsi:
In quegli anni divenne anche redattore del quotidiano di partito Secolo d'Italia e diresse il quindicinale del FdG Dissenso. Allo stipendio da dirigente di partito preferì la carriera giornalistica ottenendo il tesserino di giornalista professionista.
Nel 1983 venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Rieletto nel 1987, nel settembre dello stesso anno alla festa del partito a Mirabello, Almirante lo candidò pubblicamente come suo successore alla segreteria del partito.
Secondo un retroscena emerso nel 2009, Almirante avrebbe pensato sin dal 1980 a individuare una persona «giovane, non fascista, non nostalgica, che creda, come ormai credo anch'io, in queste istituzioni, in questa Costituzione. Perché solo così il MSI può avere un futuro». La stessa vedova di Almirante, Donna Assunta, in un'intervista concessa a Il Fatto Quotidiano, rivelò che, all'inizio, il successore di Almirante doveva essere l'onorevole Enzo Trantino esponente del partito di provenienza monarchica ma che poi la scelta di nominare Fini fu dovuta al consiglio della stessa vedova Almirante, e raccontando di essersene pentita amaramente.
Dal MSI-DN ad AN
Gianfranco Fini, all'epoca segretario del FdG, candidato della corrente almirantiana, sconfigge nel congresso di Sorrento del dicembre 1987 l'ala di sinistra e movimentista dell'allora MSI, di Pino Rauti e Beppe Niccolai, e viene eletto nuovo segretario del partito, succedendo a Giorgio Almirante, mancato il 22 maggio 1988.
Fini rimane alla segreteria nazionale del MSI fino al gennaio 1990, quando al successivo congresso di Rimini viene eletto Rauti, che però l'anno seguente subisce una severa sconfitta elettorale alle amministrative e alle regionali in Sicilia. Il Comitato centrale del partito riporta Fini segretario a partire dal luglio 1991, e lo resterà, dopo vari congressi, fino allo scioglimento del MSI avvenuto nel gennaio 1995, con la svolta di Fiuggi: in questa occasione diviene presidente di Alleanza Nazionale (AN), coronamento di un'iniziativa di Tatarella e Urso nata nel 1993.
Nel frattempo Fini matura una significativa esperienza amministrativa, divenendo consigliere comunale nei comuni di Aprilia (dal giugno al settembre 1991), Brescia (dal dicembre 1991 al maggio 1992) e Reggio Calabria (dal febbraio all'ottobre 1993).
Nell'autunno del 1993, Fini decide di correre per la carica di sindaco di Roma, arrivando al ballottaggio contro Francesco Rutelli. Per la prima volta un esponente del MSI riceve un ampio suffragio. L'imprenditore Silvio Berlusconi, non ancora attivo protagonista della politica italiana, a Casalecchio di Reno affermò in quella occasione la propria scelta elettorale, asserendo: "Se votassi a Roma, la mia preferenza andrebbe a Fini". Fini ricoprirà la carica di consigliere comunale a Roma fino al 2001.
Ormai la sua ascesa politica è avviata. Dopo le vittoriose elezioni politiche del 1994, anche se Fini non farà personalmente parte del governo Berlusconi, per la prima volta nella storia della Repubblica l'esecutivo conterà quattro ministri appartenenti al suo partito, tra cui il vice presidente del Consiglio "Pinuccio" Tatarella.
La svolta nel congresso di Fiuggi (25-29 gennaio 1995) segna una radicale trasformazione del MSI con l'assunzione della carica di Presidente di Alleanza Nazionale, al posto del precedente Coordinatore Adolfo Urso. Rauti, Erra, Staiti e pochi altri vanno via dal partito per fondare il Movimento Sociale Fiamma Tricolore.
Gianfranco Fini è stato rieletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione XV (Lazio 1), Collegio 24 Roma-Della Vittoria. Era stato eletto deputato anche nelle legislature IX, X, XI, XII, XIII, XIV e XV.
L'esperienza di governo
Dal 2001 al 2006 ha ricoperto l'incarico di vicepresidente del Consiglio nel secondo governo Berlusconi, del quale è stato anche ministro degli Esteri a partire dal novembre 2004 al posto di Franco Frattini, dopo che questi era entrato nella Commissione europea. Nel febbraio del 2002 è stato nominato rappresentante del governo italiano alla Convenzione europea, per la stesura della bozza di costituzione europea.
A lui si deve tra l'altro la Legge Bossi-Fini sulla regolamentazione dell'immigrazione.
Nel febbraio 2006 fa approvare una modifica al D.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico sugli stupefacenti), la cosiddetta Legge Fini-Giovanardi, inserita nel pacchetto sicurezza per i XX Giochi olimpici invernali svoltisi a Torino nel 2006. Questa abolisce la distinzione giuridica tra droghe leggere, quali la cannabis, e droghe pesanti, quali eroina o cocaina e punisce in base alla quantità di principio attivo contenuto nelle droghe.
Verso Il Popolo della Libertà Gianfranco Fini e il suo partito hanno ritrovato l'unità e la concordia nell'estate del 2005, all'indomani di un'Assemblea Nazionale che gli ha riconfermato la fiducia e ha deliberato lo scioglimento delle correnti interne, proprio in nome dell'unità. In vista delle elezioni politiche del 2006 per la prima volta il suo cognome è comparso nel simbolo elettorale di AN, così come era stato richiesto da alcuni suoi sostenitori.
Nell'estate del 2006 ha, inoltre, parlato dell'eliminazione della fiamma e della scritta "M.S.I." dal simbolo di Alleanza NazionaleLe parole di Fini sul cambio del simbolo sono comunque più volte state respinte dal partito, che vede nella fiamma una sorta di continuità con l'MSI; in particolare Maurizio Gasparri aveva espresso la sua contrarietà verso l'ipotesi di rimozione della fiamma: quest'ultimo in un articolo scritto sul suo sito affermava che il simbolo non sarebbe stato cancellato. Alla fine è intervenuto lo stesso Fini che ha smentito definitivamente un articolo riportato su L'Espresso che affermava un'imminente modifica del simbolo., ponendo come termine ultimo le elezioni europee del 2009. Questa dichiarazione segna l'atto conclusivo di un'azione di rinnovamento dell'identità del partito, già avviata nel 1995 a Fiuggi, volta a scrollarsi l'eredità del fascismo e rendendo Alleanza Nazionale un partito esponente di una destra moderata, soprattutto in vista di una possibile fusione col partito di Forza Italia.
Nel corso della XV legislatura hanno suscitato polemiche le sue posizioni riguardanti il tema della procreazione assistita, che sono sembrate in contrasto con lo spirito conservatore di AN: in particolare, l'annuncio del voto favorevole (tre sì e un no) ai referendum sulla stessa del giugno 2005. Nel dicembre 2006 ha dichiarato la propria apertura a discutere sul tema del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, comprendendo in esse anche quelle omosessuali:
In ogni caso si è detto contrario al disegno di legge presentato dal centrosinistra per regolamentare la materia (i DICO).
A fine gennaio 2007 Silvio Berlusconi dichiarò Fini come suo successore in caso di creazione di un partito unico, incontrando i dissensi della Lega e dell'UDC.
Dopo la nascita del nuovo soggetto politico Il Popolo della Libertà ad opera di Silvio Berlusconi, il quale ha dichiarato di auspicare una nuova legge elettorale alla tedesca (proporzionale con sbarramento), Fini in un primo tempo riferì che AN non vi avrebbe aderito, giudicando confuso e superficiale il modo in cui il PdL era nato, e manifestando un aperto dissenso verso l'alleato della ormai "ex coalizione".