La Brigata Aeromobile "Friuli", con sede a Bologna, è una Grande Unità da Combattimento dell'Esercito Italiano concepita per esprimere un potenziale bivalente combinando elicotteri e reparti di fanteria aviotrasportata. L'aeromobilità non è da confondersi con l'aerotrasporto (o elitrasporto) che invece trattasi di mera attività logistica anche se effettuata in zona d'operazione.

Dal 2000, con la combinazione di elicotteri da combattimento AgustaWestland AW129, elicotteri di supporto al combattimento, fanteria leggera e una componente di mezzi da combattimento ruotati e cingolati, questa unità è in grado di svolgere compiti in cui sono fondamentali la rapidità d'azione, la sorpresa e la concentrazione di fuoco.

Oltre alle peculiarità di combattimento, la Brigata è in grado di svolgere operazioni militari diverse dalla guerra (MOOTW) quali le operazioni di mantenimento od imposizione della pace ed evacuazione di non combattenti. La Brigata, inoltre, è l'unica unità dell'Esercito italiano abilitata al rilascio delle certificazioni per l'elitrasporto tattico.

Storia La costituzione

In attuazione della legge 29 giugno 1882 si costituisce in Milano il 1º novembre 1884 la Brigata "Friuli" del Regio esercito, contemporaneamente alla formazione dei Reggimenti di fanteria 87° e 88°, che ne fanno parte.

Prima guerra mondiale

Alla fine di maggio del 1915, all'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale la Brigata si trovava a Palmanova, entrando in linea nel settore di Monfalcone il 20 agosto, prendendo poi parte tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 1915 alla terza battaglia dell'Isonzo.

All'inizio di gennaio 1916 brigata venne schierata in linea nel settore di Selze, per tornare il 24 aprile nelle trincee di Monfalcone e spostarsi nella seconda metà di maggio nel settore di Ronchi e di monte Sei Busi.

In giugno in seguito alla Strafexpedition di von Conrad sugli Altipiani del Trentino, obbligò la brigata "Friuli" ad un veloce spostamento in Val Frenzela nella zona dell'Altopiano di Asiago, rimanendo fino a fine anno in prima linea sulle posizioni nel tratto monte Zebio–Roccolo–Camporovere.

Alla fine di maggio 1917 la brigata iniziò il trasferimento per tornare sul medio Isonzo, occupando il 29 maggio le trincee della selletta Vodice – monte Santo e successivamente venne destinata nel settore di Plezzo, nell'alto Isonzo. Il 24 ottobre, nella dodicesima battaglia dell'Isonzo, la brigata venne sorpresa nelle trincee di prima linea dal lancio di gas venefici subendo perdite gravissime, con i superstiti che dopo aver ripiegato il 25 ottobre, vennero accerchiati da forze tedesche, con l’87º Reggimento fanteria quasi annientato, e l’88º Reggimento fanteria che dopo cruenta lotta, riuscì a sganciarsi e raggiungere monte Cavallo. Ridotta ormai a pochi nuclei di soldati la brigata ripiegò verso San Daniele e Sacile, oltrepassando il Piave il 5 novembre, lasciando nella ritirata 120 ufficiali e 2600 soldati.

La Brigata aeromobile "Friuli" rimane nelle retrovie fino ala prima decade di giugno del 1918 quando raggiunse lo sbarramento di Serravalle sul fiume Adige. Il 23 ottobre la brigata "Friuli" venne trasferita nei pressi di Vicenza, dove si trovava alla fine della guerra.

Il 28 dicembre 1926 il Comando di Brigata viene sciolto.

La Divisione

Nel 1939 per trasformazione della 20ª Divisione di Fanteria "Curtatone e Montanara" venne costituita la 20ª Divisione fanteria "Friuli" che, all'inizio della seconda guerra mondiale, inquadrava l'87º e 88º Fanteria e il 35º Reggimento artiglieria "Friuli". Inizlmente impegnata sul fronte occidentale alpino nel 1940 la Grande Unità ha poi combattuto in Jugoslavia nel 1941-1942 per poi essere rischierata di presidio in Corsica tra il Col de Teghime e Bastia, dove si trovava alla proclamazione dell'armistizio. Successivamente alle vicende armistiziali la Divisione, aderì al Regno del Sud, e in Corsica sostenne con successo fino al 4 ottobre, unitamente ad altre unità italiane, duri scontri con unità tedesche (16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", 90. Panzergrenadier-Division) cacciandole dall'isola con i suoi reparti che operarono nella zona del Col de Teghime, Bastia e Casamozza.

Ai primi di novembre, la Divisione venne trasferita in Sardegna, con compiti di presidio, sicurezza e vigilanza, e quindi nel continente dove nel luglio 1944 a San Giorgio del Sannio venne costituito con reparti provenienti dalla Divisione il Gruppo di Combattimento "Friuli", guidato dal generale Arturo Scattini, che prese parte alla guerra di liberazione.

Il 10 febbraio 1945 il Gruppo di combattimento "Friuli" era in linea sulle posizioni difensive di Brisighella. Combattendo le resistenze nemiche a Cuffiano, superato il fiume Senio, giunse per primo, il 14 aprile, ad Imola, procedendo, quindi, lungo la via Emilia verso Bologna, dove i suoi reparti avanzati entrarono il mattino del 21 aprile 1945, accolti con estrema gioia dai cittadini bolognesi.

Nel dopoguerra, Il 15 ottobre 1945, il Gruppo di combattimento "Friuli", riprese il nome di Divisione di fanteria "Friuli", mantenendo inizialmente i Reggimenti 87º e 88º Fanteria e 35º Artiglieria da campagna, il 120º Battaglione misto genio e reparti minori con il comando di divisione spostato a Bolzano alle dipendenze del IV Comando militare territoriale e alla fine degli anni quaranta a Firenze alle dipendenze del VII Comando militare territoriale di Firenze, assumendo nei ranghi il 78º Reggimento fanteria "Lupi di Toscana", per passare poi nel corso degli anni cinquanta alle dipendenze del VI Corpo d'armata di Bologna, costituito dalla Divisione di fanteria "Friuli" la cui sede di comando era Firenze e dalla Divisione fanteria "Trieste" la cui sede di comando era Bologna.

Brigata fanteria "Friuli" La conformazione organica nell'Esercito italiano è però modificata nel tempo e il 15 aprile 1960, è ridotta a Brigata, con la denominazione di Brigata di fanteria "Friuli", con sede a Firenze, modificando la conformazione organica, con la perdita dei reggimenti tradizionali 87º e 88º fanteria e assumendo nei ranghi il Battaglione corazzato "Friuli", il Gruppo artiglieria da campagna "Friuli", la Compagnia Genio pionieri, la Compagnia Trasmissioni e la Sezione Aerei Leggeri "Friuli" su velivoli L-21A. Contemporaneamente anche la Divisione fanteria "Trieste" venne ridotta a Brigata con la denominazione di Brigata fanteria "Trieste". Perde i reggimenti tradizionali assumendo nei ranghi il Battaglione Corazzato "Friuli", il Gruppo Artiglieria da Campagna "Friuli", la Compagnia Genio pionieri e la Compagnia Trasmissioni.

Ordine di battaglia dopo il 1961

78º Reggimento fanteria "Lupi di Toscana" XIX Battaglione Corazzato 1ª Compagnia carri - M26 Pershing 2ª Compagnia carri - M26 Pershing 3ª Compagnia Meccanizzata - M113 Gruppo artiglieria da campagna "Friuli" Gruppo artiglieria controaerei leggera "Friuli" - M 1 da 40/56 Sezione Aerei Leggeri "Friuli" - L-21A Compagnia Genio pionieri "Friuli" Compagnia trasmissioni "Friuli"

Nel 1966 la Brigata "Friuli" prese parte alle operazioni di soccorso alla popolazione fiorentina in occasione dell'alluvione che il 4 novembre di quell'anno colpì il capoluogo toscano.

Nel corso degli anni la 1ª e la 2ª Compagnia carri del XIX battaglione corazzato vennero riequipaggiate con gli M47 Patton che sostituirono gli M26 Pershing mentre il Gruppo artiglieria da campagna "Friuli" venne equipaggiato con gli obici M114 da 155/23 e la Sezione Aerei Leggeri vide la sostituzione degli L-21A con gli L-21B.

Dopo lo scioglimento del VI Corpo d'armata, avvenuto il 1º aprile 1972 la brigata di fanteria "Friuli" "è passata alle dipendenze della VII Comando militare territoriale - Regione Militare "Tosco-Emiliana" costituitosi in seguito all'unificazione del VI Comando militare territoriale di Bologna e del VII Comando militare territoriale di Firenze.

La conformazione organica della brigata rimase immutata fino alla riorganizzazione dell'esercito del 1975.

Brigata motorizzata "Friuli" Con la ristrutturazione dell'Esercito, dal 23 settembre 1975 assunse il nome di Brigata motorizzata "Friuli",, alle dipendenze della Regione Militare "Tosco-Emiliana, inquadrando nei suoi ranghi i Battaglioni di Fanteria 78° "Lupi di Toscana", 87° "Senio" e 225° "Arezzo", il 19º Battaglione Corazzato "M.O. Tumiati", il 35º Gruppo Artiglieria da Campagna "Riolo" ed il Battaglione Logistico "Friuli" e la compagnia Trasmissioni diventa Reparto Comando e trasmissioni "Friuli". Diviene alle dipendenze della Regione Militare "Tosco-Emiliana".

Brigata motorizzata "Friuli" Reparto comando e trasmissioni "Friuli" (Firenze) 35º Battaglione fanteria motorizzato "Pistoia" (quadro, Pistoia) 78º Battaglione fanteria motorizzato "Lupi di Toscana" (Scandicci FI) 87º Battaglione fanteria "Senio" (Pistoia) 225º Battaglione fanteria motorizzato "Arezzo" (Arezzo) 77º Battaglione fanteria addestramento reclute "M.O. Mattei" (Bologna) 19º Battaglione corazzato "M.O. Tumiati" (Firenze) Compagnia controcarri "Friuli" (Scandicci FI) 35º Gruppo artiglieria da campagna "Riolo" (Pistoia) Compagnia Genio Pionieri "Friuli" (Firenze) Battaglione logistico "Friuli" (Coverciano FI)

La brigata mantiene la medesima configurazione anche nel corso degli anni ottanta.

Il 1º gennaio 1986 la "Friuli", unitamente alla Brigata paracadutisti "Folgore" ed a reparti di volo dell'Aviazione Leggera dell'Esercito, entrava nella Forza d'intervento rapido (FIR), unità militare interforze costituita da unità specializzate delle Forze armate italiane, costituita per intervenire con immediatezza contro minacce interessanti l'intero territorio nazionale. La FIR poteva inoltre fornire aliquote di forze per compiti connessi con la sicurezza internazionale, quali la formazione di un contingente di pace o di una forza di sicurezza. La Brigata ne avrebbe continuato a farne parte anche dopo la sua riconfigurazione da Brigata motorizzata a Brigata meccanizzata

Brigata meccanizzata "Friuli" La brigata il 1º giugno 1991 venne rinominata Brigata meccanizzata "Friuli", in seguito alla ridenominazione della Brigata meccanizzata "Trieste" di cui venivano assorbiti alcuni reparti, divenne Brigata meccanizzata "Friuli" su Comando, Reparto Comando e Trasmissioni, 66º Battaglione fanteria meccanizzata "Valtellina", 78º Battaglione fanteria meccanizzata "Lupi di Toscana", 225º Battaglione fanteria "Arezzo", 10º Battaglione bersaglieri "Bezzecca", 11º Battaglione carri "M.O. Calzecchi", 21º Gruppo artiglieria da campagna semovente "Romagna", Battaglione Logistico, Reparto Sanità (quadro) e reparti minori; il comando venne trasferito da Firenze a Bologna, che era la sede della Brigata "Trieste". Il 21 settembre dello stesso anno al reparto venne conferita la cittadinanza onoraria di Udine, di cui porta nello stemma araldico il castello.

Brigata meccanizzata "Friuli" nel 1991 Reparto comando e supporti tattici (Bologna) 66º Battaglione fanteria meccanizzata "Valtellina" 78º Battaglione fanteria meccanizzata "Lupi di Toscana" 225º Battaglione fanteria "Arezzo" 10º Battaglione bersaglieri "Bezzecca" 11º Battaglione carri "M.O. Calzecchi" 21º Gruppo artiglieria da campagna semovente "Romagna" Battaglione logistico Reparto sanità (quadro) Compagnia genio guastatori

Provenivano dalla Brigata meccanizzata "Trieste" il 66º Battaglione fanteria meccanizzata "Valtellina" di stanza a Forlì, 11º Battaglione carri "M.O. Calzecchi" di stanza a Ozzano Emilia e il Battaglione Logistico di stanza a Budrio.