È comunemente noto con l'appellativo onorifico di Mahatma (, , ma traducibile anche come "venerabile", e per certi versi correlabile al termine occidentale "santo" Citazione: (mahā- (S. "grande, potente, grosso, ..., eminente") + ātmā (S. "1. anima, spirito; l'io, l'individuo; la mente, il cuore; 2. l'ultimo essere."): "di animo elevato, di nobile natura; un uomo nobile o venerabile.")
Altro suo soprannome è Bapu (in gujarati: બાપુ, traducibile come "padre"). Gandhi è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, un termine coniato da lui stesso, cioè la resistenza all'oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l'India all'indipendenza. Il satyagraha è fondato sulla satya (verità) e sullahiṃsā (nonviolenza o amore, come dice nella sua autobiografia). Con le sue azioni, Gandhi ha ispirato movimenti di difesa dei diritti civili e personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi.
In India, il giorno della sua nascita, ossia il 2 ottobre, è un giorno festivo. Questa data è stata anche dichiarata Giornata internazionale della nonviolenza dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Biografia
Anni giovanili
Mohandas Karamchand Gandhi nacque a Porbandar, una città costiera della penisola del Kathiawar, capoluogo dell'omonimo principato, nell'allora Raj britannico (attualmente parte dello stato indiano del Gujarat), il 2 ottobre del 1869 in una benestante famiglia indù modhComunità indù generatasi ancestralmente nel villaggio di Modhera, nell'odieno distretto di Mehsana, nel Gujarat facente parte della casta dei Baniani, composta da mercanti, commercianti, banchieri, ecc. (il suo stesso cognome, Gandhi, significa "droghiere", benché tanto suo padre quanto suo nonno fossero uomini politiciTodd, Anne M. (2012) Mohandas Gandhi, Infobase Publishing, , p. 8). Il padre, Karamchand Uttamchand Gandhi, fu diwan (primo ministro) del principato presso Rajkot, dove il giovane Gandhi compirà gli studi superiori, mentre la madre, Putlibai, proveniva da una ricca famiglia kṛṣṇaistaGandhi, Rajmohan (2006) pp. 2, 8, 269.
Nei primi anni di scuola, Gandhi si dimostra uno studente nella media, molto timido e impacciato, avido lettore e poco propenso alle attività fisiche. Nel 1882, all'età di 13 anni, Gandhi si sposa, con un matrimonio combinato secondo la tradizione indù, con Kastürbā Gāndhi, anch'ella di soli 13 anni, figlia del ricco uomo d'affari Gokuladas Makharji, di Porbandar.
Gandhi in seguito condannerà più volte "la crudele usanza dei matrimoni infantili".M. K. Gandhi, La mia vita per la libertà. L'autobiografia del profeta della non-violenza, pp. 19-22 Il primo figlio della coppia morì dopo pochi giorni, in seguito ne ebbero altri quattro, tutti maschi.
Il trasferimento nel Regno Unito
Nel 1886, all'età di diciotto anni, l'anno dopo la tragica morte del padre, parte per studiare da avvocato presso lo University College di Londra. Considerando l'impossibilità di rispettare i precetti induisti in Inghilterra, la sua casta si oppone alla partenza. Gandhi parte nonostante le discordie e per questo viene dichiarato paria, ovvero "fuori casta" dal capo della sua stessa comunità.
Nella capitale britannica, Gandhi si adattò alle abitudini inglesi, vestendosi e cercando di vivere come un vero gentleman. Qui ebbe l'occasione di incontrare la teosofa Annie Besant e Helena Blavatsky, quest'ultima appena fuggita dall'India dove era stata accusata di frode. Della lettura del libro della Blavatsky The Key to Theosophy (La chiave alla teosofia) e dagli insegnamenti di Annie Besant Gandhi scrisse che: «[...] aveva stimolato in me il desiderio di leggere libri sull'induismo e tolta la nozione curata dai missionari per cui l'induismo era pieno di superstizione». Stanley Wolpert, Gandhi's Passion: The Life and Legacy of Mahatma Gandhi, Oxford University Press, Oxford, 2002, p. 22. (citato in:Roberto Dal Bosco, Cristo o l'India, Verona, Fede & Cultura, 2018, ISBN 978-88-6409-621-6. p. 75) La teosofia rimase in lui ben impressa, tanto che il giorno stesso della sua morte comparirà sulla sua pubblicazione settimanale, Harijan un suo articolo dove egli scrisse: "Sono arrivato alla conclusione che la Teosofia sia l'induismo in teoria, e l'induismo sia la teoria in pratica usata da Gandhi per combattere gli inglesi." Louis Fischer, The Life of Mahatma Gandhi, Bharatiya Vidya Bavan, Bombay, 1951, p. 437. (citato in:Roberto Dal Bosco, Cristo o l'India, op. cit., p. 75). Fu membro associato della Società teosoficaJean Iozia, La Société Théosophique, ses rites, ses fondateurs, son histoire, Arqa éd., Marseille, 2020, p. 67..
Il ritorno a casa Due giorni dopo aver superato gli esami finali di Giurisprudenza, parte dall'Inghilterra il 12 giugno del 1891 per far ritorno nella sua terra: una volta sbarcato a Bombay apprende che la sua cara madre, alla quale era molto affezionato, è deceduta. Con l'aiuto del fratello viene riammesso nella sua casta e incomincia a praticare l'avvocatura; avrà però difficoltà a esercitare la sua professione perché le sue conoscenze sono soprattutto teoriche e non conosce ancora bene il diritto indiano. Inoltre è imbarazzato nel parlare in pubblico.
Movimento dei diritti civili in Sudafrica (1893-1915)
L'inizio della militanza Gandhi si trasferì allora a Rajkot, svolgendo il lavoro di avvocato. Due anni dopo, la ditta indiana Dada Abdullah & C, che commercia nella provincia del Natal, nell'allora Sudafrica britannico, lo incarica di difendere una causa in loco. A questo punto della sua vita Gandhi è un individuo dolce, timido, politicamente indifferente e particolarmente impacciato quando deve parlare in tribunale.
In Sudafrica entra in contatto con il fenomeno dellapartheid, ma anche con il pregiudizio razziale e le condizioni di quasi schiavitù nelle quali vivono i suoi 150.000 connazionali. Questa situazione lo porterà a un'evoluzione interiore profonda. Diversi aneddoti sono stati raccontati direttamente da Gandhi a titolo di «esperienze di verità» e meritano di essere riportati per capire questo cambiamento: un giorno, in un tribunale di Durban, il magistrato gli domanda di togliere il turbante. Gandhi si rifiuta di obbedire e viene espulso dal tribunale. Si fa espellere anche da un treno a Pietermaritzburg, non avendo accettato di passare dal vagone di prima classe a quello di terza classe, dato che possedeva un biglietto valido per la prima classe. In seguito prende una diligenza e il responsabile prima gli vieta di viaggiare all'interno con gli altri passeggeri europei e poi lo picchia perché si rifiuta di spostarsi sul predellino.M. K. Gandhi, La mia vita per la libertà, p. 115
Questi incidenti, descritti in diverse biografie come punto di svolta della sua vita, sono anche quelli che hanno agito da catalizzatore per la sua militanza. In quanto testimone diretto dell'intolleranza, del razzismo, dei pregiudizi e dell'ingiustizia verso gli indiani in Sudafrica, Gandhi comincia a riflettere sullo stato del suo popolo e sul proprio posto nella società.
Questi e altri episodi convincono Gandhi a prendere parte attiva nella lotta contro i soprusi a cui sono sottoposti i cittadini indiani nel Natal: scrive numerose lettere di protesta alla stampa, indice a Pretoria una riunione a cui prendono parte tutti i connazionali del Sudafrica, pronunciando il suo primo discorso pubblico e redige una petizione di protesta.
Il voto in Natal e la guerra boera Alla fine del suo contratto, Gandhi si prepara a rientrare in India. Durante la festa di addio indetta in suo onore viene però a sapere che l'assemblea del Natal sta preparando una legge per abolire il diritto di voto degli indiani e per tassarli pesantemente a fine contratto nel caso non ritornino in patria. Questi provvedimenti sono dettati dalla paura per la crescente ricchezza economica della comunità indiana. Gli ospiti di Gandhi gli chiedono di restare per essere aiutati, visto che non dispongono delle competenze per opporsi a questo progetto di legge. Gandhi organizza allora la circolazione di diverse petizioni indirizzate al governo del Natal e a quello britannico contro questa legge. Anche se non può impedirne il voto, questa campagna permette di attirare l'attenzione sulle difficoltà degli indiani in Sudafrica e fa sviluppare lo spirito di solidarietà tra le varie componenti della comunità indiana.
Nel 1893, Gandhi fonda il Natal Indian Congress, di cui diviene il segretario. Questa organizzazione trasformerà la comunità indiana in un'omogenea forza politica.
Dopo un soggiorno di 6 mesi in India (dall'agosto 1896 al gennaio 1897), per informare i compatrioti sulla drammatica situazione degli indiani in Sudafrica, Gandhi torna nel Natal con moglie e figli.
Nel 1899, allo scoppio della seconda guerra boera, Gandhi asserisce la necessità di un concreto supporto alle forze inglesi impegnate nel conflitto da parte della comunità indiana nel Paese, in modo tale da legittimare ulteriormente la loro richiesta di pari diritti agli indiani dell'Impero britannico. Pertanto, organizza un corpo di ambulanzieri volontari composto da 300 indiani liberi e 800 coolie indianiCollected Works of Mahatma Gandhi, Vol 5 Document#393 from Gandhi: Behind the Mask of Divinity, p. 106. Al termine della guerra, però, la situazione degli indiani in Sudafrica non migliora, anzi, tende a peggiorare sempre più.
Lashram di Phoenix Nel 1902 Gandhi ritorna con la sua famiglia, dove partecipa per la prima volta al Congresso Indiano, da cui ottiene una risoluzione a favore degli indiani del Sudafrica. Nello stesso anno ritorna da solo in Sudafrica, dopo aver girato l'India, in treno su carrozze di terza classe, vestito come un semplice signore.
Ormai leader degli indiani in Sudafrica, contribuisce a fondare nel 1903 il giornale Indian opinion. L'anno successivo lesse con grande interesse i libri sacri dell'induismo e un saggio che lo convinse a operare profondi cambiamenti: Fino all'ultimo (Unto This Last) di John Ruskin. Acquista 100 acri (circa 50 ettari) a Phoenix, presso Durban, dove si stamperà il giornale e dove risiederanno la sua famiglia e i suoi collaboratori. Qui, tutti i membri della comunità, compresi i redattori di Indian opinion partecipano ai lavori agricoli e sono retribuiti con lo stesso salario indipendentemente dalla nazionalità o dal colore della pelle. La fattoria di Phoenix è il primo modello di ashram in cui si pratica, in un regime di vita monastico, la povertà volontaria, il lavoro manuale e la preghiera.
Nel 1906 Gandhi fa voto di castità (brahmacharya) per affrancarsi dai piaceri della carne, elevare lo spirito e liberare energie per le attività umanitarie.M. K. Gandhi, La mia vita per la libertà, pp. 193-199
Gandhi comincia proprio in questo centro di preparazione spirituale la pratica del digiuno e smette di consumare latte. Si taglia da solo i capelli e pulisce le latrine, attività che in India era riservata alla casta degli oppressi (paria), che Gandhi chiamava harijan, figli di Hari (Dio). Incita anche sua moglie e i suoi amici a fare la stessa cosa.M. K. Gandhi, Autobiografia o le mie esperienza della verità, parte IV, cap. XVIII-XX.
La prima satyagraha