Origine Giacomo, secondo la Cronaca piniatenseLa Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona) era il figlio maschio secondogenito del re di Aragona e conte di Barcellona, re di Valencia e di Maiorca, signore di Montpellier, del Carladès e di altri feudi dell'Occitania Giacomo I e della seconda moglie la principessa ungherese Iolanda, che ancora secondo la Cronaca piniatense era figlia del re di Ungheria Andrea II e nipote dell'imperatore di Costantinopoli (la madre era Iolanda di Courtenay, figlia di Pietro II di Courtenay, imperatore latino di Costantinopoli).. Giacomo I era figlio del re d'Aragona e conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdagna e di Rossiglione, Pietro II il Cattolico e della signora di Montpellier, Maria, sia secondo la Cronaca piniatense, che secondo Alberico delle Tre Fontane.

Biografia In realtà Giacomo era il figlio maschio terzogenito in quanto il primogenito di Giacomo I il Conquistatore era il fratellastro di Giacomo, Alfonso, figlio della prima moglie di Giacomo I, Eleonora di Castiglia (1202-1244), che, secondo la cronaca di Alberico delle Tre Fontane, era figlia del re di Castiglia, Alfonso VIII e di Eleonora Plantageneta; Alfonso, erede del regno d'Aragona, morì a Calatayud nel Marzo 1260, come riportano gli Anales de la corona de Aragon. Suo fratello, Pietro, ora primogenito, era divenuto l'erede del regno, mentre il fratello minore, Sancho entrò a far parte dell'Ordine della Mercede e divenne abate e arcidiacono di Belchite a Valladolid e, nel 1266, a soli 16 anni, anche per l'intervento di Papa Clemente IV venne nominato arcivescovo di Toledo, come confermano anche gli Anales Toledanos.

Nel 1262, dopo la morte del fratellastro Alfonso, secondo gli Anales de la Corona de Aragon a Giacomo furono destinati il regno di Maiorca, le contee di Rossiglione e di Cerdagna e la signoria di Montpellier, confermati nel testamento di Giacomo I, del 26 agosto 1272, come riportato nel volume III dello Spicilegium (filius noster Infans Jacobus).

Giacomo fu fidanzato a Beatrice di Savoia (1245-1292), che, secondo lo storico francese, Samuel Guichenon, nel suo Histoire généalogique de la royale maison de Savoie, era figlia di Amedeo IV, Conte di Savoia, d'Aosta e di Moriana, e della sua seconda moglie, Cecilia del Balzo, che, sempre secondo Samuel Guichenon], era la figlia di Barral, 8° signore di Les Baux-de-Provence e 2° visconte di Marsiglia, e della nipote di Raimondo VII, conte di Tolosa, Sibilla d'Andouze, come viene riportato negli Anales de la Corona de Aragon (Zaragoza), Tome I, Lib. III (non consultato), come viene confermato anche da una lettera scritta da papa Clemente IV, nel 1265, in cui esorta Giacomo (Jacobo…filii…Regis Aragonum) a mantenere l'impegno con Beatrice, figlia di Amedeo IV (filiam B. natam bonæ memoriæ Comitis SabaudiæDegli ultimi tre conti di Savoia defunti, l'unico ad avere una figlia il cui nome iniziava per B. era Amedeo IV.), come viene riportato nel Tome III dello Spicilegium; anche Samuel Guichenon riporta questo avvenimento. In quella data, molto probabilmente il contratto di matrimonio era già stato rigettato.

Nel 1271, come viene confermato da una lettera di suo fratello, Pietro, Giacomo si impegnò a sposare Iolanda di Borgogna-Nevers, figlia di Oddone di Borgogna e Matilde di Borbone-Dampierre, dama di Borbone e vedova di Giovanni Tristano di Valois.

Il 12 ottobre 1275, come viene riportato nel Tome III dello Spicilegium, Giacomo sposò Esclarmonde di Foix, che, secondo la Chronique de Ramon Muntaner. Tome 1, era figlia del conte di Foix, Ruggero IV e di Brunisenda di Cardona. Il contratto di matrimonio era stato firmato il 1º settembre 1275, come viene riportato ancora nel Tome III dello Spicilegium.

Nel 1276, alla morte del padre, mentre il fratello Pietro il Grande ereditò i Regni di Aragona (con il nome di Pietro III) e di Valencia (con il nome di Pietro I), la contea di Barcellona (con il nome di Pietro II) e le altre contee catalane, Giacomo ereditò il Regno di Maiorca (assumendo il nome di Giacomo II), che comprendeva anche le isole Pitiuse, Ibiza e Formentera e i territori occitani rimasti a Giacomo I, tra cui la signoria di Montpellier, come riporta la Gran enciclopedia catalana, mentre l'altra isola delle Baleari, Minorca, ancora occupata dai musulmani, era sua vassalla. Giacomo, volendo rendersi indipendente dal regno d'Aragona, rifiutò di rendere omaggio al fratello Pietro. Egli riuscì a mantenere la sua indipendenza sino al 20 gennaio 1279 quando, con il trattato di Perpignano, si dovette riconoscere vassallo del fratello e si impegnò a partecipare ogni anno alle cortes (assemblea) catalane, ricostituendo l'unità politico-economica della Corona d'Aragona.

Dopo i Vespri siciliani, nella contesa che oppose il fratello Pietro al papa Martino IV, Giacomo si schierò dalla parte del Papa e, quando quest'ultimo esautorò Pietro e indisse la crociata contro l'Aragona, Giacomo appoggiò il re di Francia, Filippo III l'Ardito, nell'invasione della Catalogna. Ma dopo la vittoria della flotta siciliana-aragonese, comandata dall'ammiraglio Ruggero di Lauria, gli invasori, in preda alle malattie dovute al gran caldo, privi degli approvvigionamenti e non più garantiti dalla flotta francese, si dovettero ritirareHilda Johnstone, Francia: gli ultimi capetingi in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 574. Pietro allora ordinò al figlio Alfonso di conquistare il regno di Maiorca. Prima di iniziare l'impresa, nel novembre del 1285, Alfonso succedette al padre Pietro sul trono d'Aragona (con il nome di Alfonso III). Nel corso del 1286 Alfonso portò a termine l'incarico ricevuto dal padre, depose lo zio Giacomo II, e, oltre a Maiorca, conquistò anche l'isola delle Pitiuse, Ibiza. Poi passò all'isola di Minorca e, nel 1287, ne portò a compimento la conquista, togliendola all'emiro Abû'Umar, vassallo dal 1231 prima di Giacomo I e poi di Giacomo II. Quest'ultimo fu accusato di essersi alleato con gli Angioini e poi con i crociati francesi. Minorca fu ripopolata con popolazioni catalane.«de bona gent de catalans», secondo il cronista Raimondo Muntaner (Crònica de Ramon Muntaner)

Giacomo II detronizzato dal nipote Alfonso dal regno di Maiorca, mantenne gli altri feudi continentali, mentre, per la signoria di Montpellier, dovette riconoscere l'autorità del re di Francia, Filippo IV il BelloHilda Johnstone, Francia: gli ultimi capetingi in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pag. 572.

Nel 1295 ad Alfonso III succedette sul trono di Aragona Giacomo II il Giusto, che accettò il suggerimento del papa Bonifacio VIII, che in calce al Trattato di Anagni, del 1295, che siglava la pace tra Giacomo II d'Aragona e Carlo II d'Angiò, suggeriva a Giacomo II d'Aragona il Giusto di rispettare il volere del nonno Giacomo I di restituire il regno di Maiorca allo zio Giacomo II di Maiorca. Finalmente, nel 1298, con il trattato di Argiliers, Giacomo II di Maiorca, richiamandosi al trattato di Perpignano del 1279, si riconosceva vassallo del re d'Aragona, Giacomo II e rientrava in possesso del regno.

Giacomo II, come riporta La web de las biografias regnò ancora per circa tredici anni, dando impulso ad una politica agraria, che prevedeva la colonizzazione delle aree rurali, incrementò le rendite della casa reale, favorì la creazione di consolati in Nordafrica e nel regno di Granada, creò un nuovo sistema monetario, diede impulso alla creazione dell'industria tessile, rafforzò il potere reale nei confronti della nobiltà e del clero, diede impulso alla costruzione di palazzi e castelli, come il palazzo castello di Perpignano e Palazzo reale La Almudaina, la cattedrale ed il castello di Bellver a Palma di Maiorca. Fu protettore di artisti ed uomini di cultura, tra cui il filosofo, Raimondo Lullo.

Giacomo II approfittò della soppressione dell'ordine dei templari, per impossessarsi di tutti i loro beni nelle isole Baleari e Pitiuse.

Giacomo II morì a Palma di Maiorca, il 29 maggio 1311 e fu sepolto nella cattedrale di Palma di Maiorca, come riporta lo storico e genealogista spagnolo, Jaime de Salazar y Acha, nel suo Las Dinastías Reales de España en la Edad Media. Giacomo II, dal 1947 circa, si trova nella Cappella della Trinità nella Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca, a lato della tomba del nipote, Giacomo III.

Gli succedette il figlio secondogenito, Sancho.

Discendenza Giacomo ed Esclarmonda ebbero sei figli: Giacomo (1274 – 1330), che rinunciò alla corona; Sancho (1276 – 1324), re di Maiorca; Ferdinando (1278 – 1316), il cui figlio Giacomo III succedette a suo zio Sancho; Isabella (1280 – 1301), che sposò il politico e scrittore Giovanni Emanuele di Castiglia, nipote dei re di Castiglia e León Ferdinando III (era il nonno) e Alfonso X (era lo zio); Sancha (1282 – 1345), che sposò nel 1304 Roberto d'Angiò; Filippo (1288 – circa 1342), canonico a Elna, arcidiacono a Conflent, abate a Narbona e tra il 1324 e il 1329 fu reggente del regno di Maiorca.

Da un'amante, che lo storico Hasso Rüdt von Collenberg suggerisce essere Saura de Monreal, Giacomo II ebbe una figlia: Saura (?-1333), che sposò, nel 1299, Pietro de Pinos (?-1312), e, dopo avere ottenuto la dispensa papale, nel 1319, Berengario di Villaragut.

Ascendenza

Note

Bibliografia Fonti primarie

Spicilegium, Volume 3. Diplomatari de Pere el Gran. Chronique de Ramon Muntaner. Tome 1. Histoire Générale de Languedoc. Tome V, Preuves.

Letteratura storiografica Hilda Johnstone, Francia: gli ultimi capetingi in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 569–607

Histoire généalogique des ducs de Bourgogne de la maison de France.

Voci correlate Tabella cronologica dei regni della penisola iberica Sovrani d'Aragona Regno di Sicilia Regno di Maiorca Corona d'Aragona

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Collegamenti esterni

Giacomo II di Maiorca Categoria:Conti di Barcellona Categoria:Re di Maiorca Categoria:Conti di Rossiglione