La grande rivoluzione siriana del 1925-1927 (in arabo الثورة السورية الكبرى?) o rivoluzione del 1925 fu una rivolta generale nello Stato di Siria e nel Grande Libano durante il periodo dal 1925 al 1927. Le principali forze ribelli comprendevano combattenti dello Stato del Gebel Druso nella Siria meridionale, a cui si unirono le fazioni sunnita, drusa, alauita e cristiana. L'obiettivo comune era porre fine al dominio francese nelle regioni del nuovo mandato, passate dall'amministrazione turca a quella francese dopo la prima guerra mondiale.
Questa rivoluzione arrivò in risposta alle politiche repressive perseguite dalle autorità francesi sotto il mandato della Siria e del Libano, che divise la Siria in diversi territori occupati. La nuova amministrazione francese era percepita come prevenuta nei confronti della cultura araba dominante e intenzionata a cambiare il carattere esistente del paese. Inoltre, il risentimento venne causato dal rifiuto delle autorità francesi di fissare un calendario per l'indipendenza della Siria.
Questa rivoluzione fu un'estensione delle rivolte siriane che erano iniziate quando le forze coloniali francesi occuparono le regioni costiere all'inizio del 1920 e continuarono fino alla fine di giugno 1927. Mentre l'esercito francese e i collaboratori locali riuscirono ad ottenere la vittoria militare, l'ampia resistenza siriana costrinse le autorità di occupazione ad istituire un governo della Siria, sotto il quale i territori divisi fossero riuniti. Inoltre si tennero le elezioni parlamentari come passo preliminare verso la partenza definitiva dei francesi dalla Siria nel 1946.
La regione araba dopo la prima guerra mondiale
La prima guerra mondiale portò al crollo o alla dissoluzione degli imperi russo, austro-ungarico, tedesco ed ottomano, del cui ultimo la Siria aveva fatto parte per secoli. Il crollo dell'Impero ottomano incoraggiò il Regno Unito e la Francia a dividersi i suoi territori creando un nuovo concetto coloniale noto come mandato.
L'idea principale era che gli ex possedimenti geografici degli stati crollati scomparsi alla fine della prima guerra mondiale sarebbero stati posti sotto la supervisione della Società delle Nazioni; in pratica questo si applicava alle colonie tedesche in Africa e a quelle regioni dell'Impero ottomano non mantenute dalla Turchia.
Sulla base di ciò, la Francia si assunse la Siria e il Libano, mentre il Regno Unito prese l'Iraq e la Palestina mandataria. Questi territori vennero posti sotto la tutela diretta di Francia e Regno Unito con un mandato ufficiale dalla Società delle Nazioni, con il compito di assicurare i mezzi necessari per consentire ai territori di raggiungere un grado sufficiente di autonomia politica e sviluppo economico che li abilitasse all'indipendenza e alla sovranità. Già nell'ottobre 1915, in piena guerra, si svolsero negoziati tra Francia e Regno Unito sulla determinazione delle sfere d'influenza dei due paesi in caso di spartizione dell'Impero ottomano. L'accordo segreto sull'argomento venne chiamato accordo Sykes-Picot dai nomi dei due negoziatori, il britannico Mark Sykes ed il francese François Georges-Picot.
Nel frattempo, dal 1915 era in corso la corrispondenza tra Sir Henry McMahon ed Husayn bin Ali, lo Sharif della Mecca nell'Hegiaz, e a seguito dei negoziati tra le due parti, l'Impero britannico presentò un impegno scritto, che includeva il riconoscimento dell'indipendenza degli arabi ed il loro sostegno, e in cambio di questa promessa iniziale, Husayin bin Ali s'impegnò a lanciare un appello per la rivolta araba contro gli ottomani.
La grande rivolta araba
Il 6 maggio 1916 Cemal Pasha giustiziò quattordici notabili siriani a Beirut e a Damasco e questo spinse Husayn bin Ali a iniziare la rivolta araba contro l'Impero ottomano. Lo scopo della rivoluzione, come affermato nella Carta di Damasco e nella corrispondenza Husayn-McMahon, che era basata sulla Carta, era rimuovere l'Impero Ottomano e stabilire uno stato arabo o un'unione di stati arabi tra cui la Penisola arabica, il Najd, l'Hegiaz in particolare e la Grande Siria, eccetto Adana, che era considerata all'interno della Siria nella Carta di Damasco. Il Regno Unito aveva interessi nel sud dell'Iraq, un'area geografica che iniziava a Baghdad e finiva nel Golfo Persico.
Il 10 giugno 1916, a La Mecca, iniziò la rivolta araba e nel novembre 1916 Husayn bin Ali si dichiarò "re degli arabi", mentre le superpotenze lo riconoscevano solo come re dell'Hegiaz. L'esercito di Hussein bin Ali aveva soldati ed alcuni membri di tribù armati, ma non aveva cannoni e la Gran Bretagna gliene fornì due che accelerarono la caduta di Gedda e di Ta'if.
Hussein bin Ali si recò poi ad Aqaba, dove alla fine del 1917 iniziò la seconda fase della rivoluzione, sostenuta dall'esercito britannico, che occupò Gerusalemme il 9 settembre 1917, e prima della fine dell'anno tutto il Mutasarrifato di Gerusalemme era sotto il dominio britannico.
Nel frattempo, l'esercito di Husayn bin Ali stava aumentando, si erano uniti duemila soldati armati, guidati da Abd al-Qadir al-Husayni da Gerusalemme. La maggior parte dei membri delle tribù delle aree circostanti partecipò alla rivoluzione.
L'Esercito dello Sharif venne formato sotto la guida di Husayn bin Ali e di suo figlio Faysal e comandato indirettamente dall'ufficiale britannico T. E. Lawrence (Lawrence d'Arabia). Esso si diresse verso la Siria e si scontrò con le forze ottomane in una battaglia decisiva vicino a Ma'an. La guerra portò alla quasi distruzione della 7ª e della 2ª Armata ottomana, Ma'an venne conquistata il 23 settembre 1918, seguita da Amman il 25 settembre, ed il 26 settembre il governatore ottomano ed i suoi soldati avevano lasciato Damasco per annunciare la fine della Siria ottomana. L'Esercito dello Sharif entrò a Damasco il 30 settembre 1918, l'8 ottobre l'esercito britannico entrò a Beirut ed il generale Edmund Allenby entrò in Siria ed incontrò l'Esercito dello Sharif a Damasco.
Il 18 ottobre gli ottomani lasciarono Tripoli ed Homs e il 26 ottobre 1918 l'esercito britannico e quello dello Sharif si diressero a nord finché non incontrarono le ultime forze ottomane sotto il comando del comandante turco Mustafa Kemal Atatürk. Vicino ad Aleppo ebbe luogo una feroce battaglia, in un'area successivamente ribattezzata "la Tomba Inglese". Il 30 ottobre 1918 venne siglato l'Armistizio di Mudros: le forze ottomane si arresero e l'Impero ottomano abbandonò il Levante, l'Iraq, l'Hegiaz, 'Asir e lo Yemen.
Il regno arabo di Siria
Dopo la fine del dominio ottomano, il principe Faisal annunciò l'istituzione di un governo arabo a Damasco ed incaricò l'ex ufficiale ottomano a Damasco, Ali Rikabi (Ali Rida Pasha Rikabi) di formarlo e presiederlo come governatore militare.
Comprendeva tre ministri dell'ex Mutasarrifato di Monte Libano, uno di Beirut, uno di Damasco, Sati' al-Husri di Aleppo e il ministro della difesa dell'Iraq. Cercando di insinuare che questo governo rappresentasse la Grande Siria e non fosse solo un governo della Siria locale, il principe Faysal nominò il maggior generale Shukri al-Ayyubi governatore militare di Beirut, Jamil al-Midfa'i governatore di Amman, Abdulhamid al-Shalaji come comandante di Damasco e Ali Jawdat al-Ayyubi come governatore di Aleppo.
Il principe Faysal cercò di costruire un esercito siriano in grado di stabilire sicurezza e stabilità e di preservare l'entità statale da dichiarare. Egli chiese agli inglesi di armare questo esercito, ma essi rifiutarono. Alla fine del 1918 il principe Faysal venne invitato a partecipare alla conferenza di pace di Parigi che si tenne dopo la prima guerra mondiale a Versailles. Egli fece appello sia al governo francese che a quello britannico che, pur collaborando alle sue spalle all'emendamento dell'accordo Sykes-Picot, assicurarono al principe le loro buone intenzioni nei confronti della Siria.
Faysal propose alla conferenza d'istituire tre governi arabi; rispettivamente in Hegiaz, Siria ed Iraq. Tuttavia, gli Stati Uniti proposero il sistema del mandato ed inviarono un comitato referendario, la commissione King-Crane, per valutare i desideri politici del popolo e francesi e britannici accettarono con riluttanza.
Il principe Faysal tornò in Siria il 23 aprile 1919 in preparazione alla visita della commissione King–Crane e delegò Awni Abd al-Hadi a partecipare alla conferenza di pace. Si tenne una corposa riunione, presieduta da Mohammad Fawzi Al-Azm, nella Arab Club Hall di Damasco.
Il principe Faysal tenne il discorso di apertura in cui spiegò lo scopo e la natura della commissione King-Crane. La commissione, che durò 42 giorni, visitò 36 città arabe ed ascoltò delegazioni di diversi villaggi, tutte chiesero indipendenza e unità. Il 3 luglio 1919, la delegazione della Conferenza siriana incontrò la commissione King-Crane. L'informò della loro richiesta per l'indipendenza della Grande Siria e l'istituzione di una monarchia.
Dopo che la commissione King-Crane concluse il suo lavoro, le sue raccomandazioni affermavano che "il Levante rifiuta il controllo straniero e si propone d'imporre il sistema del mandato sotto la tutela della Società delle Nazioni, poiché gli arabi sono unanimemente d'accordo sul fatto che il principe Faysal dovrebbe essere un re sulle terre arabe senza frammentazione."
La commissione King-Crane consegnò il 28 agosto 1919 il suo rapporto al presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, che era malato. Il rapporto venne ignorato dopo che Wilson cambiò posizione a causa dell'opposizione di alti politici statunitensi al Senato, per aver violato la politica isolazionista seguita dagli Stati Uniti dal 1833, che richiedeva il non intervento negli affari dell'Europa e la non interferenza dell'Europa negli affari degli Stati Uniti.
Sotto pressione, il principe Faysal accettò un accordo con la Francia rappresentata dal suo primo ministro Georges Clemenceau, noto come Accordo Faysal-Clemenceau. Tra i più importanti dei suoi articoli:
Il mandato francese della Siria, mentre il paese mantiene la sua indipendenza interna, la cooperazione della Siria con la Francia sulle relazioni estere e finanziarie e che gli ambasciatori siriani all'estero risiedano all'interno delle ambasciate francesi. Riconoscimento dell'indipendenza del Libano sotto la totale tutela francese e confini che avrebbero dovuto essere fissati dagli alleati senza Beirut. Organizzazione dei drusi dell'Hawran e del Golan in una federazione all'interno dello stato siriano.
Alla fine di giugno 1919, il principe Faysal convocò il Congresso Nazionale Siriano, che era considerato un parlamento del Levante ed era composto da 85 membri, ma la Francia impedì ad alcuni deputati di venire a Damasco. La conferenza si aprì con la presenza di 69 deputati e tra i più eminenti dei suoi membri:
Taj al-Din al-Hasani e Fawzi al-Azm in rappresentanza di Damasco Ibrahim Hananu in rappresentanza del distretto di Harem Saadallah al-Jabiri, Reza Al-Rifai, Mar'i Pasha al-Mallah e il dr. Abdul Rahman Kayali in rappresentanza di Aleppo Fadel Al-Aboud in rappresentanza di Deir ez-Zor e dell'area della valle dell'Eufrate Hikmat al-Hiraki in rappresentanza di Ma'arrat al-Nu'man Abdul Qader Kilani e Khalid Barazi in rappresentanza di Hama Amin Husseini e Aref al-Dajani in rappresentanza di Gerusalemme Salim Ali Salam, Aref Al Nomani, e Jamil Beyhoum in rappresentanza di Beirut Rashid Rida e Tawfiq El Bissar in rappresentanza di Tripoli Said Taliea e Ibrahim Khatib in rappresentanza del Monte Libano
Hashim al-Atassi venne eletto presidente del Congresso Nazionale Siriano, e Mar'i Pasha al-Mallah e Yusuf al-Hakim divennero vicepresidenti. Il Congresso Nazionale Siriano decise di respingere l'accordo Faysal-Clemenceau, chiedendo l'unità e l'indipendenza della Siria, accettando il mandato di Stati Uniti e Gran Bretagna e rifiutando il mandato francese, ma che il concetto di mandato fosse limitato alla sola assistenza tecnica.