La Lega Lombarda è un partito politico regionalista e autonomista attivo in Lombardia, fondato nel 1984 da Umberto Bossi e da un gruppo di collaboratori. Nel 1991 si federò nella nascente Lega Nord, della quale rappresenta la sezione nazionale lombarda. Nel 2020 il partito confluì de facto nella neonata Lega Lombarda Salvini Premier, sezione lombarda della Lega per Salvini Premier, che aveva a sua volta sostituito la Lega Nord a livello nazionale.

Storia Le radici del partito La Lega Lombarda trae le proprie radici dalle esperienze di Umberto Bossi. L'incontro di Bossi con le idee dell'autonomismo avvenne nel 1979; egli conobbe infatti all'Università di Pavia Bruno Salvadori e lo sostenne nel suo intento di espandere l'influenza dell'Union Valdôtaine al di fuori della Valle d'Aosta. Bossi frequentò poi gli incontri dell'Unione Ossolana per l'Autonomia, che lottava per l'autonomia della val d'Ossola. Insieme a Salvadori e a Roberto Maroni Bossi avviò la società editoriale Nord Ovest, con l'obiettivo di pubblicare un giornale a tema autonomista incentrato sulle province di Varese e Como. La morte di Salvadori nel 1980 e i debiti accumulati comportarono però la chiusura del giornale..

Nel 1980 in seguito a una riunione nella quale si riunirono i rappresentanti dei principali movimenti autonomisti settentrionali, tra i quali Franco Rocchetta e Roberto Gremmo, venne avviato il periodico Vento del Nord; Bossi appoggiò l'iniziativa, fondando, sostenuto da Maroni e dal fratello Franco, il movimento Unolpa (Unione Nord-Occidentale Lombarda per l'Autonomia), rappresentativo del territorio varesotto e comasco e con simbolo una lucia. Sostenuto dalla poi moglie Manuela Marrone e dai collaboratori, Bossi fondò nel 1982 il foglio Il Federalista, rinominato poi Lombardia Autonomista, distribuito principalmente tra Varese, Gallarate e Milano a famiglie con un cognome prettamente lombardo. A sostenere l'iniziativa vi furono anche Giuseppe Leoni e il cognato di Bossi Pierangelo Brivio. Alle elezioni politiche del 1983 Bossi si candidò sotto il simbolo della Lista per Trieste, ottenendo però solo 157 preferenze a Varese.

La nascita del partito e i primi successi

Il partito venne ufficialmente costituito il 12 aprile 1984 a Varese come "Lega Autonomista Lombarda" da Umberto Bossi, Manuela Marrone, Giuseppe Leoni, Pierangelo Brivio, Marino Moroni ed Emilio Benito Rodolfo Sogliaghi. Alla fondazione mancò Roberto Maroni, che avrebbe ripreso il proprio impegno politico nel 1989. Il partito nacque dalla volontà di Bossi e dei suoi collaboratori di dare voce alle peculiarità culturali ed economiche della Lombardia, le quali, secondo il movimento, avevano nei secoli reso prospera la regione, ma che in tempi più recenti sarebbero state offuscate dall'invasione napoleonica e successivamente dal centralismo del Regno d'Italia. Il partito scelse quale simbolo ufficiale del movimento un'effigie raffigurante il monumento al Guerriero di Legnano, in ricordo della storica Lega Lombarda, sormontante il profilo della Lombardia. Tale logo, pur con varie aggiunte e modifiche, rimase pressoché invariato anche quando il partito confluì nella Lega Nord.

Alle elezioni europee del 1984 la Lega Autonomista Lombarda si presentò in alleanza con altri movimenti regionali e autonomisti, quali la Liga Veneta, il Partito del Popolo Trentino Tirolese e l'Union Piemontèisa nella coalizione Liga veneta - Unione per l'Europa Federalista, ottenendo poco più di voti. Bossi ottenne preferenze. Nel 1985 la Lega Autonomista Lombarda, in abbinata alla Liga Veneta, partecipò alle elezioni regionali in Lombardia, raccogliendo voti pari al 0,46% (con una punta del 2,7% nella provincia di Varese), senza tuttavia riuscire ad eleggere nessun consigliere. Il partito si attivò nell'organizzare comizi e nel diffondere gli articoli di Lombardia Autonomista; in particolare Bossi, insieme a Maroni, si impegnò a tracciare slogan sui muri e per le autostrade. Alle elezioni amministrative del 1985 il partito riuscì a eleggere Leoni al consiglio comunale di Varese, Brivio al consiglio comunale di Gallarate e Alfredo Giussani alla provincia di Varese. Fu il primo intervento di Leoni al consiglio comunale, pronunciato interamente in dialetto varesotto, ad attirare le attenzioni sul partito e ad accrescerne la notorietà nella regione.

Nel 1986 la Lega Autonomista Lombarda assunse la denominazione di "Lega Lombarda". Alle elezioni politiche del 1987 la Lega Lombarda ottenne i suoi primi due seggi al parlamento: Bossi fu eletto sia alla Camera dei deputati (nella circoscrizione Como-Sondrio-Varese) che al Senato; optò per il Senato, diventando da allora conosciuto come il Senatùr, e alla Camera dei deputati gli subentrò Giuseppe Leoni.

Alle elezioni politiche del 1987 seguirono anche le prime espulsioni dal movimento; ne fecero le spese Pierangelo Brivio, cognato di Bossi, e la sorella di Bossi Angela, oltre ad Augusto Arizzi, primo presidente della Lega Lombarda, espulso in seguito a una colluttazione. Tra il 1988 e il 1989 venne completata la struttura territoriale del movimento con la costituzione delle sezioni provinciali, coincidenti col territorio della rispettiva provincia, la celebrazione dei congressi provinciali, l'elezione dei primi segretari e dei direttivi provinciali e l'apertura di una sede in ogni capoluogo della regione. Ultime in ordine di tempo furono Brescia e Mantova. All'inizio del 1989, al completamento della struttura territoriale risultano aperte nove sedi provinciali con primi segretari provinciali eletti: a Bergamo Luigi Moretti, a Brescia Corrado Della Torre, a Como Elvio Conti, a Cremona Giorgio Conca, a Mantova Uber Anghinoni, a Milano Roberto Ronchi, a Pavia Franco Castellazzi, a Sondrio Giampaolo Paini e a Varese Pietro Reina.

In occasione delle elezioni europee del 1989 la Lega Lombarda promosse con la Liga Veneta e altre formazioni autonomiste, la nascita della coalizione Lega Lombarda - Alleanza Nord che elesse i primi due eurodeputati nelle persone di Francesco Speroni e Luigi Moretti, raccogliendo a livello nazionale 636.242 voti pari al 1,86%. Nel corso del I Congress Nassional della Lega Lombarda, che si svolse il 7-9 dicembre 1989 a Segrate, vennero gettate le basi per la costituzione di un nuovo soggetto politico, la Lega Nord, in cui far confluire i movimenti autonomisti già riuniti sotto il simbolo di Alleanza Nord alle precedenti elezioni europee.[34295] - I Congresso Nazionale della Lega Lombarda | RadioRadicale.it

Gli anni 1990

La Lega Lombarda partecipò alle elezioni regionali in Lombardia del 1990 con in aggiunta alla propria denominazione la dicitura "Lega Nord" e si affermò come secondo partito, raccogliendo nella Regione 1.183.493 voti pari al 18,94% dei consensi, dietro la Democrazia Cristiana e di un soffio davanti al Partito Comunista Italiano, eleggendo 15 consiglieri su 80. Risultano eletti Franco Castellazzi a Pavia, Pietro Reina e Virgilio Castellucchio a Varese, Corrado Tomassini, Tiziana Rogora, Michele Corti, Francesco Speroni e Massimo Colombo a Milano, Corrado Della Torre e Paolo Arrigoni a Brescia, Gisberto Magri e Alessandro Patelli a Bergamo, Giorgio Conca a Cremona, Dino Scorti e Stefano Galli a Como-Lecco.

Nel frattempo però alcuni esponenti diedero vita a piccole scissioni, senza però riuscire a mettere seriamente in crisi il movimento: nel 1989 Pierangelo Brivio, uno dei fondatori e cognato di Umberto Bossi, costituì il movimento Autonomia Alleanza Lombarda, che alle successive regionali del 1990 riuscirà ad eleggere un solo consigliere nella persona dello stesso Brivio; più potenzialmente insidiosa fu la scissione operata nel novembre 1991 dal presidente della Lega Lombarda, anch'egli tra i fondatori, Franco Castellazzi, che si distaccò con alcuni consiglieri regionali (Magri, Castellucchio, Colombo, Paolo Arrigoni che però rientrò dopo qualche giorno, e Michele Corti, che si dissociò quasi subito) e alcuni consiglieri comunali sparsi in Lombardia, tra cui Pier Gianni Prosperini, dando vita all'effimera esperienza politica della Lega Nuova. Negli stessi anni nascono altre "leghe" affini, tra le quali la più significativa è la Lega Alpina Lumbarda. Nessuna di queste esperienze politiche tuttavia si rivelò in grado di contrastare il seguito del movimento guidato da Bossi e ormai sempre più esteso a tutto il nord Italia.

Tra il 1991 e il 1992 Irene Pivetti lavorò come collaboratrice al gruppo del Consiglio regionale della Lombardia.

Tra il 1990 e il 1994 lavorò per la Lega il politologo Gianfranco Miglio, eletto poi come indipendente, che propose un progetto costituzionale di riforma federale fondato sul ruolo costituzionale assegnato all'autorità federale e a quella delle macroregioni o cantoni (il progetto delle tre repubbliche del Nord o Padania, del Centro o Etruria e del Sud o Ausonia).

La confluenza nella Lega Nord Il 10 febbraio 1991, a conclusione del I Congresso Federale, svoltosi a Pieve Emanuele, fu fondata ufficialmente la Lega Nord, sotto la guida di Umberto Bossi, come federazione dei movimenti autonomisti regionali: Lega Lombarda, Liga Veneta, Piemont Autonomista, Uniun Ligure, Lega Nord Emilia-Romagna, Alleanza Toscana, a cui si uniranno successivamente altri movimenti delle regioni del Nord.. In tale occasione, la Lega Lombarda, confluendo nella Lega Nord, assunse la denominazione attuale di Lega Nord - Lega Lombarda.

Nel maggio 1991 la nascita della Lega Nord porta una grande attenzione da parte dell'elettorato ormai stanco dei vecchi partiti tradizionali provocando grandi sorprese come alle comunali dello stesso anno dove a Brescia la Lega Lombarda raccoglie il 24,4% dei consensi superando di poco la Democrazia Cristiana al 24.3% riuscendo ad eleggere 12 consiglieri, cosa che non era mai accaduta. Da questo momento comincia la grande ascesa elettorale della Lega.

Nel 1992, dopo un anno dalla nascita della Lega Nord, il partito ottenne un grande successo: il leghista Raimondo Fassa viene eletto sindaco di Varese. La Lega Lombarda ottiene il 37,3% staccando di quasi 20 punti la Democrazia Cristiana ferma al 17,7%. Si trattò di una grande vittoria per la Lega, che per la prima volta ottenne la carica di primo cittadino in una città che in pochi anni diventerà feudo del leghismo. Durante le elezioni politiche dello stesso anno la Lega rafforzò ulteriormente il proprio consenso presentandosi come alternativa alla classe dei partiti sconvolta dall'inchiesta Tangentopoli, ottenendo quasi il 20% in Lombardia con forte radicamento soprattutto nelle province insubri.

Alle elezioni amministrative del 1993 la Lega Lombarda ottenne l'elezione di Marco Formentini a sindaco di Milano al ballottaggio con il 57,1% contro il 42,9% del candidato del centrosinistra Nando dalla Chiesa. La campagna di Formentini, fortemente sostenuta da Umberto Bossi, ebbe come cardine la corruzione dei partiti della Prima Repubblica, portata alla luce dall'inchiesta Tangentopoli. Per la prima volta i candidati della DC e del PSI non riuscirono ad arrivare al ballottaggio.

Nello stesso anno il fondatore Umberto Bossi lasciò la guida della Lega Lombarda, affidandone le redini a Luigi Negri, con l'intenzione di prendere la guida del nuovo partito federale della Lega Nord. In quel periodo, fu indagato per un finanziamento illecito al movimento pari a 200 milioni di lire il militante Alessandro Patelli, che al congresso di Assago si autodefinirà "un pirla".