Biografia Figlio del più celebre Domenico fu suo allievo. Il padre da subito individuò nel figlio notevoli qualità artistiche, iscrivendolo quindicenne all'Accademia Clementina dove ricevette numerosi premi di frequenza ed eccellenza. A soli ventisette anni ebbe il primo incarico come docente mentre il suo debutto artistico fu nel 1779 con due ovali raffiguranti S. Barbara e S. Tommaso d'Aquino, per la cappella di S. Giuseppe in S. Bartolomeo a Bologna. Nelle decorazioni di palazzi bolognesi, affianca altri artisti, ad esempio come figurista è a fianco di Vincenzo Martinelli a Palazzo Tanari, mentre a Palazzo Pallavicini affianca Flaminio Minozzi. Per la Certosa bolognese, oltre alla Fama che guida Bologna al Tempio dell'Eternità nel soffitto ovale della Sala del Pantheon, dipinse anche alcune sepolture. Più che delle opere su tela, di livello piuttosto discontinuo specie alla fine della sua attività, sono da segnalarsi i cicli ad affresco visibili soprattutto nei palazzi bolognesi.
Opere Affreschi Palazzo Zambeccari, Bologna, soffitti Palazzo Hercolani, 1798, Bologna Palazzo Pubblico, sala oggi occupata dalle Collezioni Comunali d'Arte Palazzo Arcivescovile, decorazioni compiute con altri artisti coetanei Volta della Sala del Pantheon, Certosa di Bologna, 1826.
Tele Mercurio e Paride, Giudizio di Paride, Bologna, Collezioni Comunali d'Arte Conversione di Saulo, (Mirabello, Chiesa parrocchiale Cristo consegna le chiavi a san Pietro, San Pietro Capofiume, Chiesa parrocchiale.
Decorazioni Tombe Laghi, Carlo Chiesa e Vitale Bini, Ginevra Pepoli, Brigitta Giorgi Banti, Certosa di Bologna.
Note
Bibliografia Marcello Oretti, Notizie de' Professori del Disegno, 1760-1780 circa, Bologna, Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, ms. B 106. Voce Filippo Pedrini a cura di D. Biagi Maino in La pittura in Italia. Il Settecento, volumi 1-2, Electa, Milano, 1990 (I ed. 1989), pp. 824–825. Anna Maria Matteucci, I decoratori di formazione bolognese tra Settecento e Ottocento. Da Mauro Tesi ad Antonio Basoli, Mondadori Electa, Milano, 2002. Fabio Chiodini, Contributo all'attività tarda di Filippo Pedrini. La consegna delle chiavi di San Pietro Capofiume, nel bolognese, in "Arte a Bologna. Bollettino dei Musei Civici d'Arte Antica", n. 6, 2008.
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