Nolte fu docente e professore emerito di storia contemporanea alla Libera Università di Berlino, ed è noto come importante studioso dei rapporti e dei legami causali tra comunismo sovietico e nazionalsocialismo tedesco.

Studente di Martin Heidegger, è ritenuto un esponente di primo piano del revisionismo storiografico e le sue tesi, secondo cui il nazionalsocialismo fu una risposta imitativa speculare al bolscevismo russo-sovietico, furono centrali negli accesi dibattiti sulla relativizzazione e contestualizzazione storica dei crimini della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Il campo su cui si dibatté riguardava principalmente l'Olocausto e i crimini di guerra della Wehrmacht e questi scontri animarono la storiografia tedesca, europea e mondiale degli anni '80 culminando nella cosiddetta "controversia degli storici" (Historikerstreit). Nell'ambito della filosofia della storia, Nolte può collocarsi, come George Mosse e Renzo De Felice, nella corrente dello storicismo, anche se non di stampo neoidealista.Emilio Gentile, Il fascismo in tre capitoli, "Fascismo" e "fascismi" nella storiografia

Chi respinse le tesi di Nolte, tra cui Elie Wiesel, Deborah Lipstadt e Jürgen Habermas, lo accusò di giustificazionismo e minimizzazione della Shoah, o anche di antisemitismo, mentre altri, come Andreas Hillgruber, Francesco Perfetti, Stéphane Courtois e Augusto Del Noce, apprezzarono l'equiparazione tra gulag e lager come la rottura di un tabùJohn Sandford, Historikerstreit, in Encyclopedia of Contemporary German Culture, Routledge, 2013, ISBN 1136816100. (l'unicità dell'Olocausto ebraico e la nozione di "male assoluto" associata al nazismo) presente tra gli storici fino ad allora. Del Noce apprezzò il concetto noltiano di guerra civile europea. Negli ultimi anni si concentrò su quello che definiva il terzo "radicalismo", l'islamismo politico, popolarizzando il concetto di "islamofascismo", senza però lesinare critiche alla civiltà occidentale e al sionismo. Ernst Nolte, pur essendo in gioventù di provenienza marxista, dunque un antifascista, considerava Mussolini la personalità più significativa e influente del XX secolo, sostenendo che "Mussolini - tra gli statisti del Ventesimo Secolo - è la figura più importante e significativa in quanto fu l'unico a rappresentare prima della guerra l'insurrezionalismo blanquista socialista che poi, dopo la rivoluzione di Lenin, sarebbe diventato la guida del fronte mondiale antirivoluzionario"E. Nolte, Il Giovane Mussolini, "Prefazione", Sugarco 1993.

Biografia Ernst Nolte è stato allievo di Martin Heidegger a Friburgo e di Eugen Fink, con il quale nel 1952 conseguì il dottorato in filosofia discutendo la tesi "Autoestraneazione e Dialettica nell'Idealismo tedesco e in Marx" (Selbstentfremdung und Dialektik im deutschen Idealismus und bei Marx).

Filosofo di formazione, Nolte si è dedicato alla ricerca storica, in particolare contemporanea. Ha insegnato all'università di Marburgo (1965–1973) e, dopo il trasferimento a Berlino Ovest, alla Freie Universität di Berlino (1973-1991).

Per Nolte storia e revisione sono inscindibili, dato che "la revisione è il pane quotidiano degli storici"; bisogna attribuire allo storico "la disponibilità alla revisione permanente dei dati di fatto e delle interpretazioni, che non si concilia con la volontà di mantenere un'immagine della storia dogmatica e immutabile"Ernst Nolte, Un giorno sorprendente, in risposta alla contestazione di Trieste del 9 novembre 2009.

La sua opera di storico è dedicata principalmente all'analisi dei grandi fenomeni ideologico-totalitari del XX secolo, il comunismo e il fascismo.

A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del Novecento, le sue tesi hanno ottenuto ampia risonanza mediatica e hanno suscitato forti polemiche. Il 4 giugno 2000 Ernst Nolte ha ricevuto il Premio Konrad Adenauer per la scienza. Questa scelta della giuria ha riacceso nuovamente la polemica sulla figura di NolteAd esempio il New York Times riportava la notizia con il titolo Hitler Apologist Wins German Honor, and a Storm Breaks Out (Apologeta di Hitler vince premio tedesco). Il premio è stato consegnato allo storico da Horst Möller, il direttore dell'Institut für Zeitgeschichte (Istituto per la storia contemporanea), che nel suo elogio dell'opera di Nolte si è mantenuto distante dall'analisi dei punti più controversi. Nel discorso di accettazione Nolte ha invece riproposto all'uditorio alcune delle sue affermazioni più criticate, ossia che "dovremmo lasciare indietro la tesi che l'opposto del nazionalsocialismo è sempre buono e giusto" e che una spiegazione dell'antisemitismo di Hitler può essere il fatto che il bolscevismo - secondo i tedeschi - ai suoi inizi era sostenuto dagli ebreiHitler Apologist Wins German Honor, and a Storm Breaks Out , articolo del New York Times del 21 giugno 2000. L'allora Presidente della CDU Angela Merkel rifiutò di tenere una laudatio di Nolte alla consegna del premio.

Nolte è morto nel 2016, a 93 anni in una clinica di Berlino, dopo una breve malattia.

Tesi e ricerca storica

Critica ai «radicalismi»

Il punto di partenza della storico tedesco fu la critica all'attacco storiografico verso il mero totalitarismo come regime puramente anti-capitalistico o antidemocratico, proveniente da studiosi di matrice liberale e democratica quali Hannah Arendt, Karl Popper, George Mosse, Bertrand Russell.

Nolte adotta invece una posizione di critica alle rivoluzioni violente in quanto "radicalismi" tecnico-moderni come nella tesi heideggeriana (seppur tenendosi lontano da idee reazionarie) con intenti demolitori e purificatori (concetto di "uomo nuovo"), ispirata da Edmund Burke e dalle sue Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia (come lui e come Alexis de Tocqueville esclude dalla critica la rivoluzione inglese, che pur con gli eccessi di Cromwell e dei levellers portò alla gloriosa rivoluzione, e la rivoluzione americana). Dall'altro lato il fascismo è considerato anche erede delle controrivoluzioni del XIX secolo e una forma di "resistenza alla trascendenza" intesa come "spirito della modernità": egli porta l'esempio dall'Action Française)Aldo Giannuli, In morte di Ernst Nolte: una analisi delle sue opere; Nolte, ne Il fascismo nella sua epoca, vede nel movimento di Charles Maurras il vero precursore e proto-fondatore del fascismo, prima di Mussolini.E. Nolte, I tre volti del fascismo/Il fascismo nella sua epoca, "L'Action Française"

Il fascismo quindi diventa un figlio della modernità rivoluzionaria giacobina (in quanto ispirato al bolscevismo) e al tempo stesso dell'antimodernità controrivoluzionaria reazionaria (in quanto reazione al bolscevismo stesso).

Nolte va indietro nel tempo, come fece Popper che vide in Platone il primo totalitario, e, come François Furet ma in maniera più convinta, afferma la continuità diretta fra giacobinismo e bolscevismo, risalendo agli anabattisti di Thomas Müntzer, alle jacqueries, alle rivolte degli schiavi come Spartaco, persino alla Bibbia. Definisce, sulla scia della rivoluzione conservatrice di Heidegger, Carl Schmitt (riprende da Schmitt la nozione di "nemico assoluto" teorizzata da LeninA. Giannuli, L'abuso pubblico della storia. Come e perché il potere politico falsifica il passato, p. 83) e Ernst JüngerUn movimento culturale tedesco nato sulla scia di Nietzsche, Stirner e l'irrazionalismo anti-hegeliano, a cui aderì anche Thomas Mann., queste posizioni come “l’eterna sinistra”: un atteggiamento sostanzialmente pauperistaE. Nolte, Controversie, Corbaccio, 2009 ed egualitario in maniera astratta, incapace di comprendere che la diseguaglianza sociale è necessaria e inevitabile mentre l'estremo livellamento forzato porta prima o poi al regime totalitario, come furono il comunismo e il nazismo; come per i liberali stessi, i genocidi "scientifici" moderni sono per Nolte derivazione diretta del primo genocidio programmato e totale, compiuto dal giacobinismo ai danni di dissidenti e chiunque fosse membro o imparentato con l'aristocrazia, ossia i massacri delle guerre di Vandea e del regime del Terrore, mossi da un'interpretazione estrema delle ideologie pre-rivoluzionarie (correnti più radicali dell'illuminismo come il protocomunismo di Meslier e una parte del pensiero politico di Rousseau). In Vandea si sperimentò contro alcuni prigionieri vandeani e i loro famigliari, tra l'altro, la prima forma di rudimentale camera a gas, ad arsenico invece che ad acido cianidrico o monossido di carbonio, e altre atrocità della modernità.Reynald Secher, Il genocidio vandeano, Effedieffe Edizioni, p. 156

Nolte arriva poi, passando per lo studio del fascismo come filiazione diretta del socialismo rivoluzionario di Mussolini e Georges Sorel (idea avanzata già da Karl Kautsky e dallo stesso duce, nonché dall'anarchico Volin che descrisse il leninismo come "fascismo rosso"), ad affermare che, benché nazionalsocialismo tedesco e bolscevismo russo fossero stati due fenomeni storici in antitesi fino alla fine, "non furono mai contrapposti uno all'altro in nessun momento in maniera contraddittoria". Soprattutto che, via via che la seconda guerra mondiale volgeva alla sua conclusione, divenne sempre più chiaro che avveniva fra essi uno "scambio delle caratteristiche".Ernst Nolte, La guerra civile europea, 1917-1945. Nazionalsocialismo e bolscevismo, p. 536, Rizzoli, BUR, 2004 Quindi la colpa del nazismo è nata dal bolscevismo, corpo estraneo nell'Europa tradizionale, derivato dal rivoluzionarismo fuso con le prassi dello zarismo.

Islamismo come «terzo radicalismo» Negli ultimi anni paragonò gli aspetti negativi del giacobinismo al moderno islamismo, nel breve saggio I nuovi giacobinismi: da Robespierre a bin Laden (la sua ultima opera), a cui il "vuoto" dell'Occidente sta soccombendo.

I bolscevichi sono quindi identificati come antagonisti della civiltà europea ed assimilati all’islamismo stesso (Burke aveva assimilato i giacobini all’islamismo); al contrario di Richard Pipes secondo cui da Lenin discende il moderno islamismo, per Nolte dal radicalismo monoteista ebraico-cristiano discende il giacobinismo, dal giacobinismo l'islamismo che ha ispirato quindi il bolscevismo (assieme al giacobinismo stesso). L'islamismo è quindi la versione moderna dell'Islam fondamentalista, un prodotto della modernità che tenta di riprodurre l'Islam delle origini e le attitudini guerriere di Maometto e dei califfi, ma con caratteristiche giacobine e leniniste, derivate anche dagli studi fatti sul marxismo e il socialismo nazionale da parte dei teorici islamici novecenteschi come Sayyid Qutb (importante ideologo dei sunniti Fratelli Musulmani) e Ruhollah Khomeini (guida della rivoluzione iraniana sciita).

Quindi l'islamismo è assimilabile, come nella riflessione di Alexandre Del Valle, a bolscevismo e nazionalsocialismo, nella sua guerra globale; Nolte lo definì perciò "il terzo radicalismo", seppure derivazione indiretta di sette radicali del tradizionalismo islamico, come i giacobini ponevano, per alcuni, le lontane origini nelle sette calviniste-puritani (a tal proposito, anche Stefan Zweig aveva associato Hitler a Calvino) o ereticali più estreme, come i dolciniani o i seguaci di Savonarola.E. Nolte, I nuovi giacobinismi: da Robespierre a bin Laden Il terzo radicalismo. Islam e Occidente nel XXI secolo La tesi di Lenin e Hitler come eredi contrapposti del giacobinismo fu un tema tipico degli antinazisti di ispirazione moderata e anticomunista, come quelli provenienti dalle file della rivoluzione conservatrice e dagli ambienti militari, o della Rosa Bianca.