Il Mosin–Nagant (in russo винтовка Мосина, vintovka Mosina, ovvero "fucile di Mosin") è un fucile a ripetizione manuale prodotto tra il 1891 ed il 1959 e usato in maniera estesa da Impero russo, Unione Sovietica e svariati altri Stati del mondo.

Tra il 1891 e la fine della seconda guerra mondiale nel 1945, furono costruiti 37 milioni di fucili e carabine della serie Mosin-Nagant; circa 17,4 milioni di loro erano della variante M1891/30. Furono resi obsoleti dall'esercito sovietico subito dopo la guerra, ma continuarono a servire in altri paesi comunisti come Cina, Corea del Nord e Vietnam, con la Cina che continuò a produrli fino agli anni '50.

Storia Il progetto iniziale e primi test Durante la Guerra russo-ottomana degli anni 1877-1878, le truppe russe erano armate di fucili monocolpo Berdan e subirono gravissime perdite contro le forze turche armate invece di fucili a ripetizione Winchester. Fu la prova che serviva ai comandanti russi per imporre una modernizzazione dell'esercito imperiale.

Nel 1889 furono proposti tre fucili per la valutazione: Sergei Ivanovich Mosin presentò il suo fucile a 3 linee (7,62 mm), il belga fabbrica di armi Émile e Léon Nagant propose un'arma a 3,5 linee (9 mm) e il capitano Zinoviev un altro modello a 3 linee (7,62 mm). La "linea" era un'unità di misura russa equivalente a 1/10 di pollice, quindi 2,54 mm da cui il calibro 7,62 dei fucili russi.

Quando i test si conclusero nel 1891, i valutatori si trovarono divisi. Il fucile di Nagant presentava una meccanica complessa e una procedura di smontaggio lunga che necessitava di strumenti esterni. Il fucile di Mosin peccava di scarsa qualità nelle lavorazioni, cosa che provocò diversi inceppamenti. La commissione alla fine votò 14 a 10 per l'adozione del fucile di Nagant. Tuttavia, il generale Chagin, capo della commissione, impose nuovi test da tenersi sotto la supervisione della commissione e questa volta il Mosin mostrò i suoi vantaggi sul concorrente, portando alla sua adozione.

Perfezionamento e produzione

Il Русская 3-линейная (7,62-мм) винтовка образца 1891 года (ruskaja 3-linejnaja vintovka obrazca 1891 goda, ovvero "fucile da 3 linee modello 1891"), secondo la denominazione ufficiale di adozione, fu adottato dall'esercito russo nel 1891. Ci sono poi state diverse varianti dell'arma, la più comune delle quali è la 91/30, esito di un processo di modernizzazione attuato negli anni '20 e '30. Alcuni dettagli furono mutuati dal progetto di Nagant. Il primo è l'idea di fissare la molla del caricatore alla base del caricatore stesso (la commissione temeva che una molla libera sarebbe andata facilmente persa durante le operazioni di pulizia).

Anche il pezzo definito "interruttore", integrale al castello, fu copiato dal progetto di Nagant. Il fucile iniziale non presentava questo elemento (che serve ad impedire problemi di doppia alimentazione) e si verificarono diversi inceppamenti. Si decise quindi di aggiungere il pezzo per migliorare l'affidabilità dell'arma. Nella modernizzazione degli anni '30 la forma del dispositivo fu cambiata (da due pezzi ad un singolo pezzo) in quanto si era rivelato l'elemento più fragile dell'arma. Quindi, nella versione del 1930, solo la lastrina di caricamento e la base del caricatore rimanevano come parti del progetto di Nagant, ma considerando che l'arma era facilmente ricaricabile anche per singoli colpi, la lastrina non ricoprì un ruolo così importante nella disputa tra la Russia e Nagant.

La disputa legale con Léon Nagant Nonostante il mancato successo del suo fucile, Nagant sporse denuncia, dichiarando che dovesse spettargli la somma destinata al vincitore del concorso. Era infatti chiaro che fosse stato Nagant il primo al mondo a registrare il brevetto per il famoso "interruttore", sebbene lui stesso lo avesse dedotto dal primo progetto proposto da Mosin. Il progettista russo, facendo parte dell'esercito russo, non poteva infatti registrare brevetti a proprio nome, in quanto tutte le invenzioni risultavano proprietà del Governo e quindi coperte da segreto militare.

Stava per scoppiare uno scandalo, con Nagant che minacciò di non partecipare mai più a prove in Russia mentre alcuni ufficiali proposero addirittura di espellere l'inventore belga da qualunque futura prova, fornendo come scusa il fatto che Nagant si fosse appropriato dell'idea del dispositivo quando esso era già coperto da segreto militare, violando quindi la legge russa. Prendendo il considerazione il fatto che Nagant, uno dei pochi inventori non vincolati a potenze straniere, fosse molto collaborativo, la commissione si risolse a pagargli la somma di 200.000 rubli (lo stesso ammontare ricevuto da Mosin).

Il fucile non prese il nome di Mosin onde evitare future diatribe con Nagant e la cosa si rivelò a posteriori molto saggia, visto che nel 1895 il revolver Nagant fu adottato dall'esercito russo come arma da fianco. Tuttavia, per lo stesso motivo e poiché Nagant usò la questione per farsi pubblicità, il nome Mosin-Nagant comparve nella letteratura occidentale (ma in Russia il fucile non fu mai chiamato così). Questo nome, oltretutto, è sbagliato sia dal punto di vista legale (a causa delle leggi russe in vigore al momento dell'adozione) che da quello tecnico, in quanto nessuno dei dispositivi di Nagant, anche rimosso dal fucile, pregiudicherebbe il funzionamento dell'arma.

Conflitto russo-giapponese

Nel 1889 lo zar Nicola impose all'esercito russo di adeguarsi (o superare se possibile) agli standard europei per lo sviluppo di "fucili di calibro ridotto e munizionamento infume"Menning p. 104.. Le nuove armi avrebbero utilizzato proiettili ad alta velocità (oltre 600 m/s) e avrebbero permesso di cominciare e combattere battaglie a lunga distanza, potenzialmente fino ai 2 kmMenning p. 105.. Il nuovo fucile Mosin avrebbe rimpiazzato il vecchio Berdan.

La produzione del Modello 1891 cominciò nel 1892 negli stabilimenti di Tula, Izhevsk e Sestroryetsk. Fu anche piazzato un ordine per 500.000 fucili alla Manufacture Nationale d'Armes de Châtellerault.

La Guerra Russo-Giapponese del 1904-1905 fu la prima prova sul campo del nuovo M1891The name Mosin was not included in the rifle's description until after the Tsarist era (Lapin p. 81)., e al momento dello scoppio del conflitto erano disponibili all'incirca 3.800.000 fucili, di cui più di un milione già nelle mani dell'esercito e della cavalleriaLapin pp. 83, 84. page 243. Tuttavia, poche armi videro effettivamente servizio, e molte delle unità rimasero equipaggiate coi vecchi Berdan.

Prima guerra mondiale

Con l'inizio del primo conflitto mondiale, per ragioni di semplicità la produzione fu limitata ai soli modelli da fanteria e dragone. A causa di una disperata carenza di armi e dell'assenza quasi totale di un'industria in grado di produrne, il governo russo commissionò 1.500.000 di fucili alla Remington Arms più un altro ordine di 1.800.000 pezzi alla New England Westinghouse Company nel 1915. La Remington produsse 750.000 fucili prima dell'interruzione della produzione a seguito della Rivoluzione d'ottobre. Alla Russia erano stati consegnati 469.951 fucili quando il Trattato di Brest-Litovsk pose fine al conflitto tra Russia e Potenze centrali.

Da quel momento, il governo bolscevico di Lenin bloccò tutti i pagamenti dovuti alle compagnie americane (senza aver pagato neanche uno dei fucili prodotti). La Remington e la Westinghouse si trovarono sul baratro della bancarotta così il governo decise di intervenire comprando i rimanenti 280.000 fucili. Le forze dei corpi di spedizione americano e inglese furono dotati di Mosin Nagant quando vennero inviati a Murmansk e Arkhangelsk nell'estate del 1918 per impedire che le munizioni consegnate agli zaristi cadessero nelle mani delle potenze centrali. I fucili rimasti furono usati nell'addestramento delle truppe e usati per armare vari corpi secondariCanfield, Bruce N. (July 2008). American Rifleman. pp. 51–73.. Designato come U.S. Rifle, 7,62 mm, Model of 1916, si tratta di uno dei fucili più rari usati dall'esercito americano.

Grandi quantità di fucili furono catturati dalle forze tedesche e austroungariche e videro servizio nei reparti di retroguardia, perfino nella marina tedesca. Migliaia di altri fucili furono poi venduti alla Finlandia negli anni '20.

La guerra civile russa e lo scontro con la Finlandia Durante la guerra civile russa, i modelli da fanteria e dragone rimasero in produzione, sebbene in numeri fin troppo esigui. Nel 1924, a seguito della vittoria dell'Armata Rossa, fu riunita una commissione per ammodernare il fucile, ormai in servizio da oltre 30 anni. Lo sforzo portò alla nascita del 91/30, basato sulla variante Dragone. La canna venne accorciata di 70 mm, le mire ritarate in metri e non più in arshin e il mirino anteriore a lama sostituito da uno con protezione per evitare disassamenti. Anche l'otturatore subì lievi modifiche, ma fu mantenuta la retrocompatibilità con i vecchi pezzi del modello Dragone.

Il fucile fu impiegato nella guerra russo-finlandese e nella guerra di continuazione contro la Finlandia, che produsse poi diverse varianti di Mosin, tutte assemblate a partire da castelli russi o sovietici. Chiaramenti rimasero in uso anche i fucili catturati ai russi, seppur con piccole modifiche. I Mosin finlandesi furono prodotti da SAKO; Tikkakoski e VKT, con canne spesso importate da Svizzera e Germania. Nell'assemblaggio dei suoi M/39 la Finlandia impiegò spesso castelli ottagonali risalenti addirittura al 1894. I fucili finlandesi possono anche essere riconosciuti dalla presenza di castelli prodotti in Russia, Francia o America con il punzone SA, o di canne prodotte in Finlandia, Svizzera, Austria, Belgio e Germania. I calci finlandesi sono facilmente identificabili, in quanto costituiti da due pezzi.

Inoltre, il fucile fu distribuito come aiuto alle forze repubblicane anti-Franchiste nella Guerra Civile Spagnola. I fucili spagnoli sono riconoscibili dal particolare adattatore montato sui fucili per l'uso di cinghie europee al posto di quelle originali russe.

Seconda guerra mondiale All'inizio del secondo conflitto mondiale, il Mosin M91/30 era l'arma standard delle truppe sovietiche e milioni di esemplari furono costruiti per armare il più grande esercito mobilizzato della storia.

Il Mosin fu modificato fin dal 1932 per accettare ottiche di precisione, inizialmente di origine tedesca poi di produzione interna (PE, PEM), e nel 1942 venne standardizzata l'ottica PU da 3,5 ingrandimenti. L'arma dimostrò la sua efficacia nelle cruente battaglie urbane del fronte orientale e fu usata da cecchini passati alla storia, come Vasili Zaytsev e Ivan Sidorenko. Questi fucili di precisione avevano la buona reputazione di essere robusti, affidabili, precisi e facili da mantenere. Anche la Finlandia usò questo fucile come arma di precisione, sia nella variante russa che nelle varie versioni domestiche. A Simo Häyhä sono attribuite 505 uccisioni, tutte conseguite con il suo M/28-30. Häyhä tuttavia non usava un mirino telescopico perché, come riferì in un'intervista concessa poco prima della morte, le ottiche russe costringevano il tiratore a tenere la testa troppo alta sull'arma, favorendo quindi l'individuazione da parte del nemico.

Nel biennio 1935-1936 il fucile 91/30 fu ancora semplificato per ridurne i tempi di produzione. Il castello ottagonale fu semplificato in uno circolare. Quando la Germania invase l'Unione Sovietica la necessità di produrre ancora più armi portò ad ulteriori semplificazioni e ad un drastico calo della qualità delle finiture. I fucili prodotti in tempo di guerra sono facilmente riconoscibili dai punzoni a dalle finiture grezze che non avrebbero mai superato le ispezioni in tempo di pace. Tuttavia, nonostante le mancanze estetiche, il funzionamento dell'arma risulta inalterato.