Biografia Fu una delle figure di spicco del liberalismo nel Cantone Ticino; per quasi tre decenni ricoprì le cariche di procuratore, segretario di Stato e membro del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino. Dopo nove anni di appartenenza al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati, il 30 luglio 1857 fu eletto consigliere federale in rappresentanza del centro liberale (l'odierno Partito Liberale Radicale). Ne fece parte per sei anni, si è dimesso il 26 gennaio 1864. Per tutta la durata del mandato è stato a capo del Dipartimento dell'interno. Successivamente rappresentò gli interessi della Svizzera in qualità di ministro plenipotenziario svizzero in Italia.
Studi e carriera Pioda proveniva da un'influente famiglia di Locarno; era il primogenito di undici figli dell'omonimo maggiore Giovan Battista Pioda, in seguito consigliere di Stato e delegato alla Dieta federale, e di sua moglie Teresa Ghiringhelli. Anche tre dei suoi fratelli acquisirono in seguito una certa notorietà: Giuseppe come architetto, Luigi come consigliere di Stato e Paolo come professore. Nel 1816 la famiglia si trasferì temporaneamente nel Regno Unito dei Paesi Bassi, dove il padre aveva assunto il comando di un battaglione. Pioda frequentò la scuola in un istituto a Malines e tornò in Ticino all'età di 16 anni. Proseguì la sua formazione presso i benedettini a Bellinzona. Dal 1825 frequentò la scuola del monastero di Einsiedeln. Al Pontificio Collegio Gallio di Como studiò filosofia, per poi dedicarsi allo studio del diritto presso l'Università di Pavia.Ghiringhelli: Das Bundesratslexikon. p. 93.
A causa delle sue idee liberali, Pioda era tenuto sotto osservazione dalle autorità austriache a Pavia. Inoltre, dopo una breve visita a Napoli, era stato espulso dal Regno Lombardo-Veneto. Nel 1830 pubblicò il saggio Osservazioni intorno alla riforma della Costituzione del Cantone Ticino («Riflessioni a tutto tondo sulla riforma della Costituzione del Cantone Ticino»), in cui chiedeva l'introduzione del suffragio universale, la libertà di stampa e il potenziamento del sistema educativo. Dopo la laurea nel 1831, svolse un tirocinio forense presso Domenico Galli; due anni dopo ottenne l'abilitazione alla professione di avvocato e di notaio. Nel 1834 fu eletto procuratore del distretto di Locarno. L'anno successivo sposò Agata Sozzi-Sorbolonghi di Giornico, dalla quale ebbe otto figli.
Politica cantonale e federale Durante la rivoluzione del dicembre 1839, i liberali presero il potere in Ticino. Il Consiglio di Stato di nuova composizione, ovvero il governo cantonale, nominò quindi Pioda Segretario di Stato. In questa carica, nel 1841, partecipò attivamente alla repressione di un tentativo di colpo di Stato da parte degli ultramontani. Nel 1842 fu eletto lui stesso nel Consiglio di Stato e assunse la direzione del Dipartimento degli Interni, occupandosi anche dell'amministrazione postale. Dal 1847 ricoprì nuovamente la carica di segretario di Stato, prima di entrare per la seconda volta nel Consiglio di Stato nel 1855 (questa volta in qualità di direttore dei lavori pubblici).
A causa della forte opposizione, nel 1843 e nel 1851 fallirono due tentativi di introdurre il suffragio universale. Fu invece possibile varare una nuova legge scolastica liberale e, nel 1848, nazionalizzare i beni ecclesiastici. Il sostegno al movimento indipendentista italiano portò a sanzioni da parte dell'Austria. Ad esempio, l'espulsione di tutti i ticinesi dal Regno Lombardo-Veneto nel 1853 causò gravi problemi economici e sociali. Pioda si impegnò con veemenza a favore dei rifugiati politici e condusse una politica marcatamente anticlericale.Ghiringhelli: Das Bundesratslexikon. p. 94.
A livello federale, Pioda partecipò a partire dal 1834 a diverse conferenze su tematiche relative ai trasporti e alle poste; a Torino condusse negoziati in materia doganale e ferroviaria. Nel 1844 e nel 1848 fu inviato della Dieta federale. Su incarico dello Stato federale sorto dopo la guerra del Sonderbund, fu commissario nel Cantone di Friburgo, dove riuscì a mediare con successo tra liberali e conservatori e a portare a una riconciliazione. Nell'ottobre 1848 Pioda fu eletto al Consiglio nazionale in occasione delle elezioni parlamentari svizzere del 1848, rappresentando dal 1851 il Circoscrizione elettorale del Ticino meridionale. Nel 1853 ricoprì la carica di Presidente del Consiglio nazionale. Nel 1854 fece temporaneamente parte del Consiglio degli Stati e nel 1855 tornò al Consiglio nazionale.Ghiringhelli: Das Bundesratslexikon. pp. 94–95.
Consigliere federale e diplomatico
Dopo l'improvvisa scomparsa di Stefano Franscini, Pioda era considerato il candidato più promettente per succedergli. Il 30 luglio 1857 l'Assemblea federale unita lo elesse nel Consiglio federale, ottenendo al primo scrutinio 64 voti su 127 espressi e quindi esattamente la maggioranza assoluta. 13 voti andarono a Sebastiano Beroldingen, 10 a Joseph-Hyacinthe Barman e 40 ad altre persone. Subito dopo gli fu assegnato il Dipartimento federale dell'interno, che diresse per tutta la durata del suo mandato.Ghiringhelli: Das Bundesratslexikon. p. 95.
L'articolo 23 della Costituzione federale consentiva alla Confederazione di partecipare a progetti edilizi dei cantoni. Pioda diede l'impulso decisivo alla regolazione del fiume Rodano nel Cantone del Vallese e del fiume Reno nel Cantone di San Gallo, nonché alla prima regolazione delle acque del Massiccio del Giura nel Seeland. Attraverso l'erogazione di sovvenzioni, si adoperò per migliorare la qualità e la resa dell'agricoltura. Come il suo predecessore, si dedicò intensamente alla statistica, il che portò, nel gennaio 1860, alla fondazione dell'Ufficio federale di statistica. Per quanto riguarda la questione di una linea ferroviaria attraverso le Alpi, dal 1863 si impegnò attivamente a favore della ferrovia del Gottardo, poiché il suo cantone d'origine ne avrebbe tratto il massimo beneficio. A tal fine prese contatto con le autorità italiane.Ghiringhelli: Das Bundesratslexikon. pp. 95–96.
Il 26 gennaio 1864 Pioda rassegnò le dimissioni. Poco dopo assunse la carica di ambasciatore alla corte del re Vittorio Emanuele II. Inizialmente risiedette a Torino, poi, dal 1865, a Firenze e infine, dal 1870, a Roma. Sfruttò le sue relazioni diplomatiche per favorire politicamente la realizzazione della ferrovia del San Gottardo e per convincere l'Italia a contribuire al suo finanziamento con 55 milioni di franchi.Ghiringhelli: Das Bundesratslexikon. p. 96.
Pioda morì a Roma nel 1882 all'età di 74 anni e vi fu inizialmente sepolto. Nel 1897 la sua salma fu trasferita a Locarno e sepolta il 7 settembre nel locale cimitero alla presenza della famiglia più stretta. La scorta d'onore era composta dal suo figlio omonimo e dal consigliere nazionale Alfredo Pioda.Da Locarno. In: Gazzetta_Ticinese. 9 settembre 1897, p. 2 ( Il 19 settembre 1897 fu inaugurato il monumento a Pioda a Locarno.
Note
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Categoria:Membri del Consiglio federale svizzero