L'atmosfera di Plutone è il tenue strato di gas che circonda il pianeta nano, ed è composta da azoto e in misura minore da metano e monossido di carbonio derivanti dalla sublimazione dei ghiacci superficiali. La pressione nei pressi della superficie è di circa (), circa 100.000 volte inferiore alla pressione terrestre. Contiene strati di foschia, costituiti probabilmente da composti più pesanti che si formano da questi gas, a causa delle radiazioni ad alta energia, ed è particolarmente mutevole, per ragioni non del tutto chiare e non causate esclusivamente dalle peculiarità delle rotazioni orbitale e assiale di Plutone., 2014
Plutone è l'unico oggetto transnettuniano noto a possedere un'atmosfera. La pressione dell'atmosfera sulla sua superficie, misurata dalla sonda spaziale New Horizons nel 2015, è di circa circa 100.000 volte inferiore alla pressione atmosferica della Terra. La temperatura superficiale è compresa tra ,, 2014 ma cresce rapidamente con l'altitudine poiché il metano genera un effetto serra nella sua atmosfera. Vicino ai 30 km di altitudine raggiunge in genere i , per poi decrescere gradualmente.
L'atmosfera di Plutone è stata studiata a partire dagli anni ottanta sulla base dell'osservazione di occultazioni di stelle da parte di Plutone e con osservazioni spettroscopiche, mentre nel 2015 è stato studiato da vicino dalla New Horizons.
Scoperta
Già negli anni quaranta Gerard Kuiper cercò le prove dell'esistenza di una atmosfera con osservazioni spettroscopiche di Plutone, senza successo. Negli anni settanta alcuni astronomi avanzarono l'ipotesi di un'atmosfera spessa e persino di oceani di neon: a quei tempi si pensava che tutti gli altri gas che abbondano nel sistema solare dovrebbero congelare o disperdersi nello spazio. Questa ipotesi però si basava su una sovrastima della massa di Plutone.
La prima indiretta evidenza dell'atmosfera si ebbe nel 1976 quando con osservazioni nell'infrarosso con il Telescopio Mayall si scoprì la presenza del ghiaccio di metano sulla sua superficie, che alle temperature plutoniane sarebbe dovuto sublimare..
L'esistenza dell'atmosfera di Plutone venne provata quando negli anni ottanta lo si osservò durante le occultazioni stellari. Il 19 agosto 1985 Noah Brosch e Haim Mendelson dell'Osservatorio Wise in Israele osservarono Plutone che occultava una stella, ma la qualità dei dati era piuttosto scarsa a causa di condizioni di osservazione sfavorevoli, inoltre la descrizione dettagliata è stata pubblicata solo 10 anni dopo. Il 9 giugno 1988 l'esistenza dell'atmosfera fu definitivamente provata con osservazioni di occultazioni da otto diversi siti, con i migliori risultati ottenuti dall'osservatorio aviotrasportato Kuiper. La temperatura e la pressione erano impossibili da calcolare in quel momento a causa dell'assenza di dati sulla composizione chimica dell'atmosfera e di una grande incertezza nel raggio e nella massa di Plutone.
Nel 1992 con l'United Kingdom Infrared Telescope divenne chiaro che la superficie di Plutone era coperta principalmente da ghiaccio di azoto, più volatile del metano; ciò suggeriva che anche l'atmosfera fosse principalmente costituita da questo elemento. La stessa osservazione fu fatta con l'Infrared Telescope Facility della NASA che rivelò per la prima volta la presenza di metano allo stato gassoso.
Intorno all'anno 2000, Plutone è entrato nei campi ricchi di stelle della Via Lattea, dove rimarrà fino al 2020. Le prime occultazioni stellari dopo il 1988 furono osservate nel 2002 da un team guidato da Bruno Sicardy dell'Osservatorio di Parigi, James Elliot del MIT e Jay Pasachoff del Williams College. Sorprendentemente, la pressione atmosferica fu calcolata in , anche se Plutone era più lontano dal Sole rispetto al 1988 e quindi avrebbe dovuto essere più freddo e avere un'atmosfera più rarefatta. Una spiegazione plausibile è che nel 1987 il polo sud di Plutone era uscito dall'ombra per la prima volta in 120 anni, causando la sublimazione di una considerevole quantità di azoto della calotta polare sud. Saranno necessari decenni perché avvenga la condensazione dell'azoto in eccesso nel polo opposto, secondo un fenomeno ciclico. Nello stesso studio è stata anche rivelata quella che potrebbe essere la prima prova della presenza di vento nell'atmosfera di Plutone.
Un'altra occultazione venne osservata il 12 giugno 2006, con altre successive che si verificarono con maggior frequenza. L'elaborazione di questi dati mostrava che la pressione continuava ad aumentare. Nell'ottobre 2006, la NASA ha annunciato la scoperta della presenza di etano sulla superficie di Plutone. L'etano sarebbe il risultato della fotolisi o della radiolisi (la conversione chimica determinata, rispettivamente, dalla luce o da particelle radioattive) di metano congelato sulla superficie di Plutone e sospeso nell'atmosfera..
Un'occultazione di una stella particolarmente brillante, circa 10 volte più luminosa di Plutone stesso, è stata osservata il 29-30 giugno 2015, appena 2 settimane prima del fly-by della New Horizons.
Il 14 luglio 2015 la New Horizons ha studiato l'atmosfera di Plutone per la prima volta da distanza ravvicinata, tramite radio occultazioni e osservando l'indebolimento della radiazione solare durante il volo nel cono d'ombra di Plutone. La pressione atmosferica superficiale è risultata minore di quella osservata negli anni precedenti, segno che parte di essa si era congelata precipitando sulla superficie, a causa dell'allontanamento di Plutone dal Sole e del suo conseguente raffreddamento.
Composizione
Il componente principale dell'atmosfera di Plutone è l'azoto, mentre il contenuto di metano, secondo le misurazioni della New Horizons, è pari allo 0,25%. Per il monossido di carbonio, le stime basate da Terra sono dello 0,025-0,15% (2010) e 0,05-0,075% (2015). Sotto l'influenza della radiazione cosmica ad alta energia, questi gas reagiscono per formare composti più complessi, tra i quali etano (C2H6), etilene (C2H4), acetilene (C2H2), idrocarburi più pesanti, nitrili e acido cianidrico (la quantità di etilene è circa 0,0001% e la quantità di acetilene è di circa 0,0003%). Questi composti precipitano lentamente sulla superficie, e tra questi sono probabilmente presenti anche le toline, che sono responsabili del colore bruno-rossastro di Plutone (così come quello di alcuni altri corpi del sistema solare esterno).
Il composto più volatile nell'atmosfera di Plutone è l'azoto, seguito dal monossido di carbonio e dal metano. L'indicatore di volatilità è la pressione di vapore saturo; alla temperatura di 40 K (vicino al valore minimo della superficie di Plutone) è di circa per l'azoto, per il monossido di carbonio e 0,001 Pa per il metano. Aumenta rapidamente con la temperatura e a 60 K (vicino al valore massimo) si avvicina, rispettivamente, a 10.000, 3000 e 10 Pa. Per idrocarburi più pesanti del metano, acqua, ammoniaca, anidride carbonica e acido cianidrico, questa pressione è ancora molto bassa (circa 10-5 Pa o anche meno), che indica, almeno nella bassa atmosfera di Plutone, assenza di volatilità per questi composti.
Foschia
La New Horizons ha scoperto nell'atmosfera di Plutone una foschia a più strati, che copre l'intero pianeta nano e raggiunge un'altitudine di oltre 200 km. Le migliori immagini ottenute dalla sonda mostrano circa 20 strati di foschia la cui estensione orizzontale non è inferiore a 1000 km, mentre la distanza verticale tra uno strato e l'altro è di circa 10 km.
Nonostante la densità dell'atmosfera sia molto bassa, la foschia è piuttosto apprezzabile e diffonde sufficiente luce per permettere di fotografare alcuni dettagli del lato non illuminato di Plutone. La dimensione delle particelle di foschia non è chiara: il suo colore blu indica un raggio delle particelle vicino a , ma il rapporto di luminosità con diversi angoli di fase indica un raggio superiore a 100 nm. Ciò può essere spiegato dall'aggregazione di particelle piccole (qualche decina di nm) in aggregati più grandi (centinaia di nm).
Probabilmente la foschia è costituita da particelle di composti non volatili, che sono sintetizzati dai gas atmosferici sotto l'influenza delle radiazioni cosmiche ad alta energia. Gli strati di foschia potrebbero essersi formati a causa delle onde atmosferiche (la cui presenza è suggerita anche da osservazioni di occultazioni), create dal vento che soffia sull'irregolare superficie di Plutone.
Un'altra prova dell'esistenza di foschia è stata ottenuta nel 2002 dall'osservazione di un'occultazione. La luce stellare che riuscì a raggiungere la Terra durante l'occultazione (a causa della rifrazione causata dall'atmosfera di Plutone), dimostrò un aumento di intensità con l'aumentare della lunghezza d'onda (nell'infrarosso, da 0,75 a 2 µm). Ciò fu interpretato come una prova tangibile della diffusione della luce a causa degli aerosol (come l'arrossamento del sole all'alba o al tramonto) presenti. Tuttavia, questa caratteristica era assente durante le successive eclissi, e il 14 luglio 2015, la New Horizons ha trovato che la foschia era blu.
Nell'ultima serie di immagini ricevute dalla New Horizons sono state osservate anche alcune potenziali nuvole.
Temperatura e struttura Plutone non ha una vera troposfera; le osservazioni della New Horizons suggeriscono un sottile strato dello spessore inferiore a 1 km. Al di sopra vi è la stratosfera, dove a causa dell'effetto serra causato dal metano la temperatura varia con l'altezza; la temperatura media superficiale è di (misurata nel 2005), mentre il valore medio di tutta l'atmosfera è (2008).
All'altezza di 20-40 km la temperatura raggiunge il suo massimo (100-110 K, nella stratopausa) per poi diminuire lentamente (circa 0,2 K/km; nella mesosfera). Le cause di questa diminuzione non sono del tutto chiare; potrebbe essere correlata all'azione di raffreddamento del monossido di carbonio, dell'acido cianidrico o per altri motivi. Sopra i 200 km la temperatura raggiunge circa 80 K e rimane costante.
La temperatura degli strati superiori dell'atmosfera non mostra cambiamenti temporali evidenti. Nel 1988, 2002 e 2006 era approssimativamente costante e pari a 100 K, nonostante l'aumento di pressione osservato, inoltre la temperatura rimane costante su tutta la superficie senza risentire della differente latitudine e dall'insolazione. La sole piccole differenze, di 0,5-0,8 K su una scala di pochi km, potrebbero essere causate da onde gravitazionali o turbolenze generate dal vento.
L'interazione con l'atmosfera influenza in modo significativo la temperatura della superficie. I calcoli mostrano che l'atmosfera, nonostante una pressione molto bassa, può ridurre significativamente le variazioni diurne della temperatura superficiale, tuttavia esistono variazioni di temperatura di circa 20 K, in parte causate dal raffreddamento della superficie dovuto alla sublimazione dei ghiacci.
Pressione La pressione dell'atmosfera di Plutone è molto bassa e fortemente variabile nel corso del tempo. Le osservazioni di occultazioni stellari di Plutone mostrano che era aumentata di circa 3 volte tra il 1988 e il 2015, nonostante Plutone si stia allontanando dal Sole dal 1989. Ciò è probabilmente causato dal polo nord di Plutone che, dopo un lungo inverno, ha iniziato a ricevere dal 1987 la luce solare, che ha intensificato la sublimazione dell'azoto dall'emisfero settentrionale, mentre il suo polo sud è ancora troppo caldo per il suo brinamento. Non è insolito che anche dopo oltre un decennio dal massimo avvicinamento al Sole la temperatura sia salita: anche se in tempi molto più brevi lo stesso si sperimenta sulla Terra, dove la temperatura massima giornaliera viene raggiunta nelle prime ore del pomeriggio e non alle 12 quando l'irraggiamento del Sole è al massimo, questo perché materia e gas che compongono superficie e aria si riscaldano gradualmente.