Si definisce organicismo ogni dottrina filosofica, politica o sociologica che interpreti il mondo, la natura o la società in analogia ad un organismo vivente.Nicola Abbagnano, Dizionario di Filosofia, UTET, 1971, pp. 640-1. Non è da confondere col termine omonimo usato in ambito medico dal significato quasi opposto.Il significato di organicismo in medicina è infatti un approccio che si concentra sulla malattia fisico-biologica del singolo organo, presumendo di curare esclusivamente quest'ultimo a prescindere dalla complessità psicosomatica del paziente nella sua interezza (cfr. Marco L. Bellani, Psicologia medica, pag. 195, Armando Editore, 1991).
Nell'ambito della filosofia politica e della sociologia l'organicismo teorizza che la società sia basata, oppure suggerisce debba basarsi, sul modello di un organismo vivente, o in senso più stretto, ad un essere umanoMichele Marotta Organicismo e neo-organicismo in Sociologia, Bollettino dell'Istituto "Luigi Sturzo" Anno IV - fasc. 1 e 2 ove i singoli rappresentano le cellule e gli ordini gerarchici di società, aziende, imprese e governi, siano tessuti, organi e apparatiN. Bobbio, Liberalismo e democrazia, Simonelli Editore, 2006,Cap 9 "Individualismo e organicismo" in relazione di interdipendenza e sinergia fra di loro e quindi senza singole autonomie.
La visione organicistica si contrappone alla visione individualistica che considera la società come il risultato combinato, ma non coordinato e diretto, delle azioni dell'insieme di individui indipendenti.
In alcuni casi si sono ispirate a principi organicistici forme di governo autocratiche, in cui una "testa" comanda, esercitando un potere assoluto, le membra dell'organismo rappresentate dalle varie classi sociali.
L'organicismo è normalmente una visione metaforica della sociologia e della filosofia politica, tuttavia alcuni autori si sono spinti fino a considerare la forma organica della società come una realtà materiale e non meramente speculativa.
Storia Età antica Una visione politica organicistica la si ritrova in Oriente, nell'antica India con la suddivisione in caste della società basata su una spiegazione mitologica di tipo organicista: nel Rig Veda (VII secolo a.C.)X, 90, è infatti scritto che le caste derivano dal Puruṣa, l'Uomo cosmico: i brāhmaṇa (sacerdoti) dalla bocca, gli kshatrya (re-guerrieri) dalle braccia, i vaishya (agricoltori) dalle cosce e gli shudra (servitori) dai piedi.
Il primo in Occidente a concepire l'universo come un grande organismo fu il filosofo greco Anassagora che in opposizione al meccanicismo atomistico pensava all'esistenza di un Nous (mente) che organizzasse il cosmo risollevandolo dal caos originarioDiscussa tra gli studiosi la questione se la visione di Anassagora implichi un finalismo nell'azione del Nous. Si trovano infatti sia sostenitori dell'azione dell'Intelligenza ordinatrice in senso finalistico, cioè diretta alla realizzazione del meglio:«Finalismo: teoria secondo la quale il mondo e i singoli eventi sono organizzati in vista di un fine. Il filosofo greco Anassagora (sec. V a.C.) ritenne ogni cosa diretta nel modo migliore da un'intelligenza ordinatrice (nous). (Cfr. )» sia coloro che negano possa attribuirsi una finalità all'azione naturalisticamente ordinatrice del Nous in quanto «Ciò non comporta che per Anassagora il Nous sia una sostanza spirituale né che esso si identifichi con la divinità. Pur chiamando questo motore originario "intelletto", Anassagora non gli attribuì la funzione di progettare secondo un fine e precisamente in vista del meglio».
Una teoria organicista presentata come una reale organizzazione politica è presumibilmente quella presentata da Agrippa Menenio Lanato ai plebei secessionisti contro i patrizi romani nel 493 a.C.
Secondo il magistrato romano, il corpo sociale e quello umano sarebbero equivalenti, e così come uno sciopero degli arti contro lo stomaco porterebbe alla morte per inedia di tutto l'organismo, alla stessa maniera la separazione fra patrizi e plebei porterebbe entrambe le classi sociali all'estinzione. Questo discorso, espresso sotto forma di apologo alla plebe sul Monte Sacro risultò talmente convincente da far mutare parere ai secessionisti, e ricompattò il popolo di Roma.
PlatoneLaura Tundo, L'utopia di Fourier, pag. 270: «L'idea dell'universo come organismo vivente è ampiamente formulata in Platone, poi negli stoici, in Plotino e nel neoplatonismo (Cfr. Enneadi, II, 7, 9; III, 2, 16; IV, 4, 32, 35, 36; tr. it., Bari 1947-49)». (427 a.C. – 347 a.C.) nei dialoghi del Timeo e della Repubblica suggerisce una forma di società perfetta che si strutturi in tre classi che ripropongono le tre parti dell'anima che convivono in armonia nell'uomo giusto e saggio: classe dei lavoratori (popolo, caratteristica la temperanza (sophrosúnê); parte dell'anima: concupiscibile) classe dei guardiani (phylakes o guerrieri, caratteristica il coraggio (andreia); parte dell'anima: irascibile) classe governativa (filosofi-reggitori, caratteristica saggezza (sophía); parte dell'anima: razionale)
Aristotele (384 a.C. - 322 a.C.), partendo dal presupposto che l'uomo sia «un animale politico», sottintende la necessità dell'organizzazione sociale e teorizza che le società naturali (come la famiglia) siano organi intermedi dell'organismo più grande che è la polis. Nelle pagine iniziali della sua opera Politica scrive: «il tutto precede necessariamente la parte, perché tolto il tutto, non ci sarà più né il piede né la mano» conseguentemente «la città è per natura anteriore all'individuo.»Autore citato in nota nº61 in Liberalismo e democrazia di Norberto Bobbio, Simonelli Editore, 2006 pag.62
Cristianesimo In epoca cristiana la chiesa (ovvero la società dei fedeli) viene considerata il corpo mistico del Cristo, e lo stesso Paolo di Tarso sostiene che i cristiani sono le membra d'un corpo il cui capo è il Nazareno:
La concezione organicistica religiosa si ritrova nella metafora evangelica dell'unica vite di cui Gesù Cristo è la pianta viva e tutti gli altri sono i tralci alimentati da Lui (cfr. Gv ).
Medioevo Nel Medioevo la visione organicista - di derivazione cristiana - è diffusa e considerata alla base dell'ordine feudale.
I teorici medievali paragonano le varie classi e funzioni sociali della società fortemente gerarchizzata del mondo feudale ai singoli organi ed apparati di un corpo umano: Giovanni di Salisbury, che nella sua opera Policraticus del 1159 non a caso riprende l'apologo di Menenio AgrippaG. di Salisbury, Policraticus, VI 24 vedendo nel principe il capo, nel senato il cuore, nei giudici e negli altri funzionari gli occhi, le orecchie e la lingua, nei soldati le mani, nei consulenti i fianchi, negli ispettori l'intestino, nei contadini i piediAdriana Cavarero, Corpo in figure: filosofia e politica della corporeità,Feltrinelli Editore, 1995.
La Scolastica afferma una visione organicistica dell'essere umano, secondo la quale l'anima è l'unica forma sostanziale e l'unico principio unificatore che regola e coordina tutte le operazioni del corpo verso l'unico fine dell'assimilazione, crescita e riproduzione, a loro volta subordinati all'autoconservazione della persona.Sofia Vanni Rovighi, Elementi di Filosofia, 3. La Natura e l'Uomo, Biblioteca (n. 6), Scholé, 2022, p. 79-81
Età moderna
Il Rinascimento - attraverso la riscoperta del Platonismo e sotto la suggestione dell'umanesimo (che concepiva l'uomo come metro d'ogni cosa) riprende la dottrina organicista sia dal punto di vista funzionale che da quello metaforico. L'idea della società ordinata armonicamente attraverso le diverse funzioni dei suoi organi in vista di un governo sano si ritrova nelle concezioni politiche di Giordano Bruno, Marsilio Ficino e Tommaso Campanella.
Tuttavia proprio durante il XVI secolo, l'affermarsi del concetto di individuo inizia a corrodere la concezione organicista, tanto che il massimo pensatore politico di quegli anni, Machiavelli, esprime teorie politiche del tutto incentrate sulle singole personalità eccezionali, come quella del Principe, e su una concezione atomistica della società. La concezione atomistica sarà alla base anche della visione empiristica di Locke e di Hume e del liberalismo classico. In questo senso sono legati a questa tradizione Montesquieu e Kant e pur nel superamento Rousseau. L'organicismo è comunque molto bene rappresentato, nell'epoca moderna dalla visione di Thomas Hobbes, che lo propone come rimedio per una umanità che per istinto naturale e primigenio tende a soddisfare i propri egoismi sopraffacendo gli altri. Lo stesso contratto sociale, chiamato Patto di Unione (Pactum Unionis), che è composto dal Patto di Società (Pactum Societatis) è il risultato di un Patto di Soggezione (Pactum Subiectionis), che, per non incorrere nella inevitabile autodistruzione della società, consiste nella rinuncia di ciascuno al proprio diritto originale (su tutto e su tutti) ceduto a un terzo (il Sovrano) verso il quale è suddito assolutamente obbediente e a cui potrà ribellarsi solo se questi attenta al diritto inalienabile alla vita. Nella concezione hobbesiana lo Stato assoluto è un grande corpo le cui membra sono i singoli cittadini: tale è il senso della copertina del trattato di Hobbes del 1651 che raffigurava il Leviatano un gigante costituito da tanti singoli individui; il gigante regge in una mano una spada, simbolo del potere temporale, e nell'altra il pastorale, simbolo del potere religioso.
Successivamente, nella filosofia della natura di Schelling e in generale delle dottrine degli idealisti la codificazione di teorie come quella di Fichte si sposta sul nazionalismo, e sullo statalismo, arrivando a considerare le intere nazioni come organismi. All'interno dell'Idealismo però è Hegel il pensatore politico più importante: la sua concezione dello Stato come stato etico costituisce la vetta dell'organicismo moderno, che segna anche in maniera indelebile il pensiero politico tedesco dell'800. Con il suo statalismo, Hegel influenzerà direttamente ed indirettamente anche la filosofia politica del '900. In questo senso va considerato il pensiero politico di Gentile. Anche Marx e il Marxismo, seppur criticando e rileggendo in senso economicistico la filosofia hegeliana del diritto e dello Stato, hanno una visione organicista della società, in contrapposizione al liberalismo atomistico e individualistico. In opposizione al positivismo l'organicismo diviene la teoria prevalente in biologia, che vede l'essere vivente non come l'effetto meccanico della somma delle sue parti costituenti ma come una totalità strutturata finalisticamente.
Età contemporanea Nell'età contemporanea, Alfred North Whitehead schierandosi con le critiche antipositivistiche designò la sua filosofia come organicismo di un universo concepito come un divenire di eventi uniti da «prensioni» sensoriali. Egli tentò una mediazione tra l'istanza filosofica e la visione scientifica del mondo e formulò una metafisica organicistica, basata sulle idee di Leibniz e di Bergson. In particolare egli sostituiva alle monadi di Leibniz, intese come sostanze, il concetto di relazione esaminato anche dal punto di vista della fisica relativistica e della logica matematica nelle opere Il concetto di natura (1920) e Principi della conoscenza naturale (1921)
Le teorie di Whitehead sono state riprese e sviluppate in Italia da Enzo Paci nella sua opera di ispirazione husserliana Tempo e relazione (1954)
Nell'ambito sociologico si interessarono all'organicismo anche Auguste Comte e Herbert Spencer (Principi di sociologia del 1876) che tuttavia considerava questa teoria politica più come una metafora esplicativa che una realtà che, per le complicate connessioni di tipo psicologico, non trovava corrispondenze nell'organismo animale.