È stato il terzo presidente degli Stati Uniti d'America dal 1801 al 1809 ed è considerato uno dei padri fondatori della nazione.
Fu il principale autore della dichiarazione d'indipendenza. del 4 luglio 1776 e uno dei fondatori del Partito Democratico-Repubblicano degli Stati Uniti. Fortemente segnato dal pensiero illuminista, fu fautore di uno Stato laico e liberale, sostenendo l'egualitarismo formale e legale di tutti gli esseri umani, anche se non volle pronunciarsi mai contro la schiavitù.
Fu inoltre anche un intellettuale di grande spessore: fondatore della Università della Virginia, ebbe un ruolo centrale nello sviluppo e nella costruzione di questa istituzione. Fu infine anche un architetto: suoi sono ad esempio i progetti per il campus dell'Università della Virginia, la sua casa di Monticello, parte del patrimonio dell'UNESCO dal 1987, nonché il Campidoglio di Richmond.
Il suo volto è ritratto sul monte Rushmore accanto a quelli di George Washington, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt.
Biografia
Infanzia Figlio di un pioniere della Virginia. originario del Galles,. Thomas Jefferson nacque a Shadwell, nella contea di Albemarle in Virginia, da una famiglia benestante il 13 aprile 1743. Il padre, Peter Jefferson II, era un ricco proprietario terriero che aveva sposato Jane Randolph, la quale discendeva da una delle più influenti famiglie dell'epoca. Jane Randolph, figlia a sua volta di Isham Randolph, era quindi imparentata direttamente con Peyton Randolph, uno dei più potenti uomini della Virginia di quel periodo. Dei suoi anni di infanzia non si sa molto, tranne alcune informazioni generiche. Jefferson era il terzo di dieci fratelli, due dei quali nacquero però già morti.
Istruzione Jefferson fu istruito inizialmente da alcuni insegnanti privati e a partire dal 1752 frequentò la scuola elementare, dove ebbe come insegnante William Douglas, un pastore anglicano originario della Scozia. All'età di nove anni iniziò i suoi studi di greco, latino e francese. Nel 1757 - quando il giovane Jefferson aveva 14 anni - suo padre morì, lasciandolo quindi erede di circa acri di terreno e numerosi schiavi. Dopo la morte del padre, Jefferson fu istruito presso un istituto diretto dal pastore James Maury, dove studiò dal 1758 fino al 1760.
Dal 1760 frequentò il William and Mary College, dove si diplomò due anni più tardi col massimo dei voti. Sempre presso il William and Mary College ricevette un'istruzione in filosofia e matematica e perfezionò le sue conoscenze di francese. Si riferisce inoltre che Jefferson fosse un ottimo suonatore di violino;. possedette tre violini (di cui almeno uno di probabile scuola cremonese) e una biblioteca musicale con opere di Corelli, Geminiani e altri autori italiani. Dopo essersi diplomato, Jefferson si iscrisse a giurisprudenza e intraprese gli studi per divenire avvocato. Si laureò infine a vent'anni col massimo dei voti.
Carriera da avvocato
Dopo la morte della sorella più anziana, Jane, avvenuta il 1º ottobre 1765,. Jefferson cadde in un lungo periodo di depressione. A ciò si aggiunse il fatto che le altre due sue sorelle, Mary Jefferson e Martha Jefferson, dopo i rispettivi matrimoni (Mary con Thomas Bolling e Martha con Dabney Carr), si trasferirono entrambe presso le abitazioni dei loro mariti, lasciando il giovane Jefferson solo con le due sorelle minori, Elizabeth e Lucy.
Nonostante le difficoltà iniziali subite dopo la morte della sorella Jane, Jefferson divenne a breve un avvocato di fama, avendo tra i suoi clienti persone di spicco, tra le quali anche parenti di sua madre ed esponenti della famiglia Randolph..
Nel 1772 sposò una vedova ventitreenne, Martha Skelton, dalla quale ebbe sei figlie: Martha Jefferson Randolph (1772–1836), Jane Randolph (1774–1775), una figlia nata morta nel 1777, Mary Wayles (1778–1804), Elizabeth (1780–1781) e Lucy Elizabeth (1782–1784). Seguendo l'esempio del padre, divenne giudice di pace e poi fu rappresentante dell'assemblea della Virginia fino a quando, nel 1775, venne eletto al Congresso continentale.
Carriera politica Primo periodo e prime cariche politiche
Dopo aver esercitato per un breve periodo il mestiere di avvocato fino al 1776, Jefferson riuscì a divenire deputato nella House of Burgesses, la Camera Bassa del parlamento della Virginia. Nel 1774 pubblicò un breve saggio con il titolo A Summary View of the Rights of British America, che doveva fungere da manuale per i deputati della Virginia inviati presso il congresso continentale e che diede a Jefferson grande fama di pensatore e precursore del pensiero patriottico americano.
Sempre nel 1774, Jefferson venne nominato deputato presso il Congresso continentale. Assegnato alla commissione per la stesura della dichiarazione d'indipendenza, Jefferson fu incaricato di elaborare la prima bozza del documento, che fu poi rivista da John Adams.
Verso la fine del 1776 ritornò in Virginia, dove fu eletto nuovamente nel locale parlamento. Come deputato, si dedicò alla completa revisione delle leggi allora vigenti nello Stato della Virginia, elaborando in soli tre anni 126 disegni di legge. Di particolare importanza sono i disegni di legge sull'abolizione del diritto dei primogeniti, sulla libertà di credo e sulla completa revisione del sistema scolastico vigente.
Nel 1779, durante il periodo della guerra d'indipendenza, fu eletto governatore della Virginia, carica che ricoprì dal 1779 fino al 1781. Durante questo periodo la Virginia fu occupata per ben due volte dalle forze armate britanniche che, in entrambe le occasioni, occuparono anche la città di Richmond, che sarebbe poi divenuta da lì a pochi anni la capitale dello Stato. Al termine del suo secondo mandato, avendo deciso di non ricandidarsi, si ricongiunse alla propria famiglia senza curarsi di passare le consegne al suo successore, lasciando per alcuni giorni vacante la carica di governatore. Questo comportamento lo portò sotto processo, ma l'assemblea legislativa lo scagionò da ogni accusa.. In seguito a tali vicende, Jefferson si ritirò dalla scena politica per qualche tempo e ritornò alla sua tenuta di Monticello. Il 6 settembre 1782 la moglie, Martha Wayles Skelton Jefferson, morì durante il parto della sesta figlia Lucy Elisabeth.
Dal 1785 fino al 1789 Jefferson venne inviato come diplomatico a Parigi, dove fu membro della celebre loggia massonica "Les Neuf Soeurs" del Grande Oriente di FranciaCarlo Francovich, Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese, Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 239.. Non poté quindi partecipare in modo diretto alle discussioni che riguardavano la Costituzione degli Stati Uniti d'America. Ciò nonostante la costituzione elaborata dalla convenzione di Filadelfia lo soddisfece, anche se, come poi fece notare in seguito, avrebbe voluto l'aggiunta di un Bill of Rights che proteggesse i diritti dell'individuo. Durante il periodo parigino, Jefferson si innamorò profondamente della pittrice già sposata Maria Cosway, ma tra i due non vi fu mai una relazione. Sempre a Parigi, nel 1787, Jefferson fu raggiunto dalla figlia di nove anni Martha Jefferson Randolph e, successivamente, dalla sua schiava Sally Hemings. Jefferson forzò la giovane ad avere una relazione con lui: all'epoca l'uomo aveva 44 anni, mentre Sally appena 14. Dal padrone Sally avrebbe avuto sei figli.
Sempre nello stesso periodo Jefferson effettuò anche numerosi viaggi in Italia settentrionale e in Francia meridionale, dove studiò a fondo l'architettura e le diverse opere d'arte locali.. Intraprese altresì dei viaggi in Belgio e nei Paesi Bassi, fino a spingersi ai confini con la odierna Germania.
Sempre durante il suo periodo in Francia, Jefferson divenne partecipe della rivoluzione francese, che appoggiò per quanto poté e per quanto gli consentiva la sua posizione di diplomatico.. In tale occasione diede importanti contributi nell'elaborazione delle riflessioni riguardo ai diritti umani, prima di lasciare la Francia nel settembre del 1789 per ritornare in patria.
Dopo il suo ritorno, Jefferson fu nominato da George Washington Segretario di Stato. In questo ruolo, Jefferson divenne assieme al suo collega, l'allora Segretario al Tesoro Alexander Hamilton, il braccio destro di Washington. Ciò però non poté impedire che con il passare del tempo si creassero posizioni di contrasto tra Hamilton e Jefferson. Così, se ad esempio Hamilton era favorevole alla creazione di una banca centrale, Jefferson sosteneva che la vigente costituzione non dava l'autorità necessaria al governo per poterla creare. Un altro punto di attrito tra i due riguardava il sovvenzionamento dell'industria americana da parte dello Stato: mentre il newyorkese Hamilton era favorevole, Jefferson, originario di una famiglia di ricchi proprietari terrieri e di schiavi, era propenso a favorire l'agricoltura e gli interessi degli agricoltori. Infine, se Jefferson era fortemente filo francese,Lawrence S. Kaplan, Foreign Affairs in . Hamilton rivendicava le origini anglosassoni del suo paese, favorendo rapporti più stretti con la Gran Bretagna.
Le divergenze tra i due sfociarono infine con la formazione di due schieramenti contrapposti, che portarono alla creazione dei primi due partiti d'America. Jefferson divenne così, con l'aiuto di James Madison e James Monroe, il fondatore del Partito Democratico-Repubblicano, mentre Hamilton fu il fondatore del Partito Federalista. Nonostante i numerosi tentativi di mediazione del presidente per mitigare gli animi, gli attriti tra i due partiti proseguirono fino al 1793., anno in cui, deluso dall'atteggiamento del suo rivale e del fatto di non essere riuscito a pervenire a un accordo, Jefferson si ritirò dalla scena politica, ritornando a vita privata nella sua casa di Monticello, dove si dedicò all'ampliamento della sua tenuta.
Vicepresidenza
Anche questa assenza dalla scena politica fu breve. Tre anni più tardi fu nominato dal Partito Democratico-Repubblicano candidato alle elezioni presidenziali. Il meccanismo elettorale per l'elezione alle cariche di presidente e vicepresidente all'epoca era il seguente: il candidato col maggiore numero di voti diveniva Presidente degli Stati Uniti, mentre diveniva automaticamente vicepresidente il candidato che aveva ricevuto il secondo maggior numero di voti. Questo permetteva di fatto che potessero essere eletti due candidati di schieramenti diversi.
Proprio questo avvenne nel 1796, quando John Adams divenne Presidente con 71 voti, mentre il suo candidato per la vicepresidenza, Thomas Pinckney, perse con 59 voti contro Jefferson che lo sopravanzò per soli nove voti di preferenza; Aaron Burr, il candidato alla vicepresidenza di Jefferson, giunse quarto con 30 voti.
Nella veste di vicepresidente Jefferson aveva il compito di presiedere il Senato. Durante questo periodo pubblicò un manuale sulle procedure parlamentari, dal titolo A Manual of Parliamentary Practice.
Sempre durante il mandato di Adams, le relazioni tra Francia e Stati Uniti si inasprirono, tanto che nel 1798, a seguito dello scandalo internazionale noto come "affare XYZ", si era giunti a uno stato di guerra, successivamente denominata quasi-guerra. A causa del clima teso, in risposta alle minacce francesi, il Congresso approvò le quattro leggi note unitariamente con il nome di Alien and Sedition Acts. Queste davano al Presidente il potere di arrestare ed espellere cittadini che provenivano da paesi ritenuti ostili, oltre a proibire la pubblicazione di articoli che incitassero alla critica ingiustificata nei confronti dei funzionari di Stato, introducendo per la prima volta nella storia americana il reato di vilipendio.