Biografia Gli anni formativi in Italia Alessandro era il terzo figlio maschio di Carlo Morello Malaspina e di Caterina Meli Lupi di Soragna; il padre era marchese di Mulazzo e di alcuni paesi del circondario mentre la madre, di origine parmigiana, era una nipote del viceré di Sicilia Giovanni Fogliani d'Aragona.

Forse insoddisfatta dalle modeste condizioni di vita offerte dal piccolo feudo in Lunigiana, tra il 1762 e il 1765 la famiglia si trasferì a Palermo, ponendosi sotto la protezione dello zio materno Giovanni Fogliani d'Aragona, viceré di Sicilia. Degli anni palermitani restano poche notizie, ma risulta che nel 1765 Alessandro venne affidato da Fogliani al proprio teologo di corte, padre Antonio Maria De Lugo; il giovane lo seguì a Roma, dove il prelato era chiamato a dirigere il Pontificio Collegio Pio Clementino.

Al termine dei suoi studi al Collegio, nel 1773, Alessandro si era dimostrato già da alcuni anni insofferente alla vita religiosa cui lo avrebbe destinato, secondo la tradizione di famiglia, la sua condizione di terzogenito. Era invece crescente il fascino che su di lui esercitava la navigazione, tanto che il padre acconsentì a modificare i suoi progetti e ad assecondare questa inclinazione.

Dopo una breve esperienza presso l'Ordine Militare di San Giovanni di Gerusalemme, durante la quale compì alcuni mesi di navigazione nel Mediterraneo occidentale in cerca di pirati, poco dopo la morte del padre Malaspina lasciò Malta per seguire lo zio in Spagna. Nell'estate del 1774 il Fogliani era impegnato nel tentativo di essere reintegrato nella carica di viceré, dalla quale aveva dovuto dimettersi a causa di una rivolta popolare che pochi mesi prima lo aveva costretto alla fuga da Palermo.

La carriera nella marina spagnola La precedente esperienza e la parentela con l'ex viceré, seppure in disgrazia, consentirono a Malaspina di essere ammesso direttamente con il grado di guardiamarinaPer la struttura gerarchica della Real Armada all'epoca in discussione, v. Oficiales y dotación de los navíos de la Real Armada española de finales del siglo XVIII. Organización. all'Accademia della Real Marina di Spagna a Cadice (18 novembre 1774) e di ottenervi un rapido avanzamento di carriera.

Imbarcato dal 13 gennaio 1775 sulla fregata Santa Teresa, Malaspina ebbe il battesimo del fuoco al largo di Melilla, assediata dal sultano del Marocco, e l'immediata promozione ad alférez de fragata conseguente al buon esito della missione e al coraggio dimostrato. Successivamente, partecipò anche all'attacco con il quale il primo ministro spagnolo Squillace intendeva punire colui che riteneva l'ispiratore dell'assedio di Melilla, il bey di Algeri; l'azione vide impegnate 400 navi nella rada della città, ma fu un colossale fallimento.

Dopo la promozione ad alférez de navío, Malaspina intraprese il suo primo viaggio oceanico. La missione, che si spinse fino al possedimento spagnolo di Manila e ritornò seguendo in entrambi i casi la rotta del capo di Buona Speranza, venne effettuata dalla fregata Astrea comandata dal capitano Antonio Mesía. Il viaggio durò quasi due anni, dal dicembre 1777 al settembre 1779. Al ritorno Malaspina trovò ad attenderlo la promozione a teniente de fragata e l'assegnazione al vascello San Julián, destinato a incrociare al largo di Gibilterra. Il compito della squadra navale, comandata da Juan de Lángara y Huarte, consisteva nell'impedire i rifornimenti alla roccaforte nell'ambito della guerra contro la Gran Bretagna scatenata dalla guerra d'indipendenza americana, nella quale il sovrano Carlo III si era schierato con le colonie insorte.

Malaspina ebbe un ruolo importante nella battaglia tenuta il 16 gennaio 1780 al largo del capo di Santa María (o capo di San Vicente), chiamata dagli inglesi Moonlight Battle. Dopo la cattura da parte della squadra comandata dall'ammiraglio George Rodney, solo gli ufficiali superiori vennero infatti trasferiti su una nave nemica; a Malaspina venne consentito di rimanere sulla San Julián presidiata da un ridotto numero di inglesi. Con lo scatenarsi di una forte tempesta durante la notte, diverse navi minacciarono di schiantarsi sugli scogli a causa della scarsa conoscenza dei luoghi da parte degli inglesi. Per salvare la San Julián e l'equipaggio, Malaspina pretese di riprendere il comando e, una volta riconquistata la nave, rientrò a Cadice sotto la bandiera spagnola. Poco dopo venne promosso a teniente de navío.

Dopo aver partecipato ad altre azioni nel corso della stessa campagna, tra cui l'attacco a Gibilterra con 16 batterie corazzate galleggianti del 16 settembre 1782 e la battaglia di capo Spartel (20 ottobre), Malaspina era ormai capitán de fragata quando venne firmata la pace con l'Inghilterra. Venne quindi destinato, con la qualifica di comandante in seconda, alla fregata Asunción, che partì da Cadice il 14 agosto 1783 per portare la notizia della fine del conflitto alle colonie spagnole nelle Filippine. Anche in questo caso, i sedici mesi di viaggio videro la Asunción fare rotta per il capo di Buona Speranza, attendere a Manila la stagione propizia e rientrare per la stessa via.

La spedizione dell'Astrea

Rientrato a Cadice e assegnato alla Compagnia dei Guardiamarina, nel 1785 ottenne di partecipare ad alcune campagne di rilevazioni cartografiche nel Mediterraneo, condotte dall'Osservatorio astronomico della città sotto la direzione del cartografo, matematico e astronomo Vicente Tofiño. Qualche tempo dopo, il ministro della Marina Antonio Valdés gli offrì il comando della fregata Astrea che la Compagnia delle Filippine intendeva riadattare per un viaggio commerciale. I direttori della Compagnia intendevano sfruttare per il proprio rilancio la possibilità di noleggiare navi dell'Armada, offerta da un recente decreto reale, e suggerirono il nome del giovane capitano che aveva già viaggiato sulla stessa nave. Dopo alcuni mesi di preparativi, gestiti da Malaspina con puntuale e minuziosissima attenzione, lAstrea salpò da Cadice il 5 settembre 1786.

Dopo aver sfiorato le coste africane, la fregata si diresse verso il Sud America per doppiare Capo Horn e fare scalo prima a Concepción (Cile) il 18 gennaio 1787 e quindi nella rada del Callao, il porto di Lima, dove rimase durante tutto il mese di febbraio. Per il tragitto verso le Filippine, Malaspina decise di modificare la rotta consueta con l'obiettivo di ridurre i tempi di traversata; si spinse quindi ad ovest per 700 leghe prima di virare a nord-ovest, seguendo tale capo fino al 12º parallelo nord circa e quindi intercettando di nuovo la tradizionale rotta Acapulco-Manila. Preceduto da una breve sosta a Guam, l'attracco a Cavite avvenne il 5 maggio 1787, dopo 75 giorni di traversata; la previsione di Malaspina era tra i 70 e gli 80 giorni. Sbrigati i traffici concordati, il viaggio alla volta dell'Africa riprese il 29 novembre con l'arrivo dei monsoni.

Durante la seconda parte del viaggio, la navigazione fu meno agevole; inizialmente, le difficoltà incontrate nel Mar Cinese Meridionale spinsero Malaspina a un breve scalo a Giacarta intorno al Natale 1787 e lo convinsero a evitare la consueta sosta a Table Bay dopo aver doppiato il capo di Buona Speranza (22 febbraio 1788). Nei mesi successivi le burrasche e le continue variazioni di temperatura incontrate dopo il passaggio dell'equatore, unite a un inizio di scorbuto, causarono sedici morti tra i membri dell'equipaggio; un numero rilevante anche se non inconsueto per l'epoca. L'''Astrea gettò le ancore nel porto di Cadice il 18 maggio 1788, senza presentare avarie né avere incontrato imprevisti. Il comandante si recò personalmente a Madrid per consegnare i resoconti della missione alla Compagnia e al Ministero.

Verso il giro del mondo Nel corso delle precedenti spedizioni e grazie a un attento studio delle imprese degli altri esploratori, in particolare Cook e La Pérouse, Malaspina aveva maturato l'idea che il tempo delle "grandi scoperte" fosse ormai al termine. Ciò che restava ancora ampiamente da compiere era invece la "conoscenza" delle terre scoperte, non solo in termini geografici ma coinvolgendo specialisti di ciascuna branca del sapere, comprese le scienze umane e sociali. Da una simile analisi complessiva dei luoghi e del loro contesto erano destinati a trarre beneficio non solo la Corona spagnola (che avrebbe mantenuto il privilegio sulle informazioni di valore strategico), ma anche le altre nazioni europee, verso le quali il prestigio della Spagna si sarebbe accresciuto, e persino le stesse popolazioni indigene.

La proposta formaleRiportata integralmente, in traduzione inglese, nel testo di Manfredi citato in Bibliografia venne inviata da Cadice il 10 settembre 1788, firmata dallo stesso Malaspina e da José de Bustamante y Guerra, un ufficiale più giovane ed esperto in costruzioni navali che Malaspina intendeva affiancarsi nella missione. L'idea, che probabilmente era già stata discussa con Valdés nel precedente soggiorno madrileno, venne fortemente caldeggiata dal Ministro della marina al re Carlo III. L'approvazione reale giunse il 14 ottobre dello stesso anno, con l'impegno a dotare la spedizione di tutti i mezzi economici, logistici e diplomatici necessari per trasformarla in una ricognizione generale dei luoghi di interesse per la Spagna.

In accordo con l'impostazione di ampio respiro scientifico e politico proposta da Malaspina, in ogni aspetto della missione si ricercò il meglio. Venne ordinata la costruzione ex novo delle due corvette destinate alla spedizione, e vennero diffusi bandi tra i migliori ufficiali della Real Armada per comporre l'equipaggio. La selezione del supervisore scientifico, dei naturalisti di bordo, del cartografo e dei pittori e disegnatori venne compiuta tra i migliori professionisti disponibili in Spagna e all'estero, superando in molti casi le comprensibili resistenze nazionali. Anche i ruoli "di servizio" come chirurghi e cappellani furono riempiti con inconsueta attenzione alla loro efficacia per la spedizione.

Le corvette gemelle, battezzate Descubierta e Atrevida in onore di Cook (Discovery e Resolution erano le navi dell'esploratore inglese) furono varate il 12 giugno 1789; la spedizione salpò da Cadice il 30 luglio, dopo aver completato l'allestimento e il carico; ancora una volta la missione era stata preceduta da una estenuante e precisa pianificazione, nel corso della quale Malaspina aveva richiesto il parere di numerosissimi esperti. A bordo vennero portati gli strumenti scientifici più moderni e precisi e costituita una ricca biblioteca e un'ampia raccolta delle carte nautiche sino allora redatte.

La spedizione Malaspina

Dopo aver attraversato l'Atlantico in soli 52 giorni, le corvette si trovarono in rada a Montevideo il 20 settembre. La consolidata presenza spagnola nell'area consentì alle varie componenti della spedizione di mettere a punto con serenità, sotto la meticolosa guida dell'ormai capitano di vascello MalaspinaLa promozione a capitán de navío fu firmata il 21 settembre 1789., i metodi di lavoro che sarebbero stati applicati nei cinque anni successivi. Vennero stabiliti protocolli per i rilievi astronomici, geografici e cartografici, per l'esecuzione delle raccolte naturalistiche e le riparazioni necessarie alle navi e fu rilevato l'estuario del Río de la Plata prima di iniziare la navigazione verso la Terra del Fuoco.