Il complesso dell’ex convento dei Cappuccini di Volterra, intitolato a San Matteo Apostolo, si trova nella località omonima a sud della città. L’area circostante è tuttora conosciuta come i Cappuccini.Stori, Chiese di Volterra, vol. III: Santa Chiara e San Matteo al Posatoio.
Storia La chiesa di San Matteo al Posatoio è attestata almeno dal 1331, legata a beni di ser Geri Gherardini secondo gli statuti comunali del 1327.Ibidem. Nel 1485 e 1492 il Comune di Volterra finanziò lavori di riparazione.
L’ordine dei Cappuccini, approvato da Papa Clemente VII con la bolla Religionis zelus (1528), giunse in Toscana nel 1535. A Volterra già dal 1540 si discuteva la fondazione di un convento. Dopo valutazioni diverse, il Consiglio generale della città nel 1573 assegnò ai frati la chiesa di San Matteo al Posatoio e i terreni circostanti.Archivio comunale di Volterra, Delibere 1573.
Il vescovo Guido Serguidi consacrò la chiesa il 28 ottobre 1579, come ricorda una lapide in facciata.Lapide in situ, chiesa dei Cappuccini.
La comunità cappuccina fu attiva nei secoli successivi con figure note, fra cui padre Raffaele da Volterra (provinciale 1556), fra Francesco Maffei (missionario in Congo dal 1651) e fra Vittorio Del Faccenda (morto assistendo gli appestati nel 1631).Fonti cappuccine toscane, XVII sec.
I Cappuccini lasciarono l’edificio nell’Ottocento, rientrando nel 1894 dopo 28 anni di assenza. Dopo la prima guerra mondiale la presenza divenne precaria; i frati abbandonarono definitivamente il convento negli anni Venti-Trenta.Atti della Provincia Cappuccina Toscana, 1925.
Architettura e opere d’arte La chiesa presenta navata unica con cappelle laterali e presbiterio voltato a crociera. Il porticato antistante, costruito in età moderna, copre gran parte della facciata e ospita alcune lapidi commemorative. Sono visibili resti di un campanile a vela.
Quando nella seconda metà del 1900 la chiesa ed il convento stesso sono stati abbandonati, le opere che vi erano esposte sono state trasportate nella Chiesa consorella detta di Santa Chiara: Chiesa di San Giovanni Evangelista in Orticasso, (dall’antico nome della zona pianeggiante posta tra Santo Stefano e San Giusto). Le chiese sono state considerate consorelle perché appartengono alla stessa regola francescana (padri Cappuccini e Clarisse); Arredi Sacri e dipinti degni di nota furono trasferiti in altre sedi, anche presso la Pinacoteca Comunale, sono proprietà della Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Santa Chiara sempre a Volterra.
Tra le opere trasferite: un imponente altare ligneo lavorato da un maestro locale con al centro una grande immagine di Madonna in Gloria con i Santi, un ciborio in alabastro di pregevole fattura, un crocifisso ligneo, un grande quadro con notevole cornice in legno raffigurante la Madonna assisa tra le nubi che porge il Bambino Gesù a San Felice da Cantalice.
Tra le opere d’arte già presenti: Pala di Cesare Dandini, Madonna col Bambino in gloria e i santi Matteo e Francesco, un altare ligneo settecentesco del maestro Pocci e un ciborio in alabastro di fra Giovanni da Rovezzano, trasferiti alla chiesa di Santa Chiara nel 1974; Madonna col Bambino e san Felice attribuita a Baldassarre Franceschini (ora esposta alla Pinacoteca comunale); Una Madonna di Matteo Rosselli; Il Transito di sant’Anna, attribuito ad Andrea Sacchi (opera perduta).Stori, op. cit.
Usi successivi Nel XX secolo l’edificio ebbe usi civili (scuola, asilo, sala mostre e teatro) ed ospitò reparti militari durante la guerra. Dopo la chiusura del convento, passò all’ex ospedale psichiatrico di Volterra e in seguito all’istituto minorile.Comune di Volterra, Piano alienazioni immobiliari, 2014.
Nel 2014 il Comune mise all’asta il complesso senza esito. Nel 2018 fu proposto un progetto alberghiero tramite project financing, mai realizzato.Il Tirreno, cronaca di Volterra, 2014 e 2018. Studi recenti hanno ipotizzato funzioni socio-sanitarie o culturali.Tesi Univ. Pisa, 2022.
Stato attuale È in progetto da parte dell’amministrazione comunale la riconversione dell’ampio giardino dell’ex convento in area sosta camper lasciando tutta la struttura del convento stesso nello stato di abbandono in cui si trova adesso. Si auspica che l’intero complesso possa invece tornare ad essere una presenza viva ed efficace nella comunità cittadina, e le opere d'arte, ora chiuse alla vista, potrebbero costituire una pinacoteca.La Nazione, ed. Pisa, 2023.
Note
Bibliografia G. Stori, Chiese di Volterra, vol. III: Santa Chiara e San Matteo al Posatoio. Volterra ieri: Storia e opere d’arte dell’ex convento dei Cappuccini. Comune di Volterra, Piano alienazioni e valorizzazioni immobiliari, 2014. Il Tirreno, articoli di cronaca locale, 2014–2018. Università di Pisa, tesi di laurea in Architettura sul riuso del complesso, 2022.
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