Perifete () o Corunete () è un personaggio della mitologia greca. Fu un brigante e fu la prima delle sei fatiche che dovette affrontate Teseo nel suo viaggio verso Atene.

Etimologia

Il nome Perifete (in greco antico , Periphḗtēs) è un composto formato dalla preposizione (perì, con valore superlativo di "molto") e dal suffisso d'agente (-phḗtēs), derivato dal verbo (phēmí, "parlare").

Gli studi filologici, tra cui quelli di Ezio Pellizer, rintracciano due possibili interpretazioni del nome:

**Significato attivo:** "colui che parla molto", "loquace".

**Significato passivo:** "colui di cui si parla molto", e quindi per estensione "celebre" o "famoso".

Corunete (), significa "portatore di clava".

Genealogia

Figlio del dio Efesto e di Anticlea ().

Non sono note sue eventuali mogli o progenie.

Mitologia

Come il padre Efesto, anche Perifete aveva una malformazione alle estremità inferiori ed aveva le gambe deformi, motivo per cui si aiutava nei movimenti utilizzando una mazza di ferro (o di bronzo) che divenne anche la sua arma principale.

Il brigantaggio ad Epidauro

Perifete si era stabilito nei pressi di Epidauro, dove viveva come brigante lungo la strada montana che collegava Trezene ad Atene. Appostato nei punti più impervi, tendeva imboscate ai viandanti di passaggio, uccidendoli brutalmente fracassando loro il cranio con la sua clava di ferro.

L'incontro con Teseo

Quando il giovane Teseo, intrapreso il viaggio via terra per ricongiungersi al padre (Egeo), passò per il territorio di Epidauro, venne assalito da Perifete ma riuscì a schivare i colpi del brigante e lo affrontò in un corpo a corpo ravvicinato, riuscendo dapprima a disarmarlo e poi lo uccise con la sua stessa arma.

Affascinato dalla robustezza e dall'efficacia della clava, Teseo decise di tenerla con sé come trofeo di guerra e da quel momento in poi, l'eroe la esibì in tutte le sue successive imprese come simbolo della sua prima vittoria, emulando l'iconografia classica di Eracle che invece usava la sua clava di legno.

Note

Bibliografia Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, Libro III, 16, 1. Plutarco, Vite parallele, Teseo, 8, 1-2. Pausania, Periegesi della Grecia, Libro II, 1, 4.

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