Il Super Tuesday () è il giorno in cui sono tenute le elezioni primarie presidenziali degli Stati Uniti, solitamente tra febbraio e marzo, in cui il maggior numero di Stati tiene contemporaneamente le proprie primarie o i propri caucus. Per tradizione, gli elettori sono chiamati al voto in varie date, a seconda dello Stato di residenza, solitamente un martedì.

Il martedì è il giorno tradizionale per lo svolgimento delle elezioni negli Stati Uniti, Super Tuesday è una locuzione non ufficiale utilizzata da giornalisti ed esperti di politica.

In occasione delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2024 il Super Tuesday si è tenuto il 5 marzo.

Valore politico La politica degli Stati Uniti è dominata da due grandi partiti, il Partito Democratico e il Partito Repubblicano, che selezionano i propri candidati alla presidenza durante appositi congressi nazionali (nominating conventions) a cui partecipano i delegati dei vari Stati. La legge statale determina le modalità di scelta dei delegati di ciascun partito in ogni Stato, ovvero tramite elezioni primarie o caucus, e la data in cui tali consultazioni devono avere luogo.

Durante il Super Tuesday è possibile conquistare circa un terzo di tutti i delegati per le convention di nomina presidenziale, una cifra superiore a qualsiasi altro singolo appuntamento elettorale. Solitamente, in tale giorno, si comincia ad avere un'idea piuttosto chiara di chi sarà il candidato Presidente, che sarà poi nominato in estate durante le convention dei delegati. Una notevole eccezione fu il 2008, quando la sfida tra Barack Obama e Hillary Clinton in 23 Stati, il numero più alto di sempre, finì in un sostanziale pareggio. Dal 1988, anno in cui la locuzione inizia ad essere molto usata nei media, i candidati di entrambi i principali partiti che nel Super Tuesday hanno vinto nel maggior numero di Stati, sono risultati i candidati della propria formazione alla presidenza.

Una delle motivazioni alla base della creazione del Super Tuesday risiede nelle critiche e nelle proposte di riforma dell'attuale sistema delle primarie; molte di esse sostengono la necessità di istituire una Primaria Nazionale o delle primarie regionali, come il Sistema delle Primarie Regionali a Rotazione (Rotating Regional Primary System) adottato dalla National Association of Secretaries of State nel 1999, tra le altre proposte.

Anni '80

1984: Le origini del Super Tuesday La stagione delle primarie del 1984 vide lo svolgimento di ben tre "Super Tuesday". Durante il "Super Tuesday III" vennero assegnati i delegati di cinque stati: Dakota del Sud, Nuovo Messico, Virginia Occidentale, California e New Jersey. La natura proporzionale della selezione dei delegati rendeva probabile che Walter Mondale ottenesse, in quella giornata, un numero di delegati sufficiente per conquistare la nomination al Congresso Nazionale del Partito Democratico del 1984, indipendentemente da chi avrebbe effettivamente vinto negli stati in questione. Gary Hart sostenne che i superdelegati non vincolati, che avevano precedentemente annunciato il proprio sostegno a Mondale, si sarebbero schierati con lui se egli avesse vinto le primarie del Super Tuesday III.

Hart commise tuttavia una gaffe, insultando il New Jersey poco prima del giorno del voto. Durante la campagna elettorale in California, osservò che, nonostante la "cattiva notizia" per lui e sua moglie Lee circa il dover condurre due campagne elettorali separate, "la buona notizia per lei è che fa campagna in California, mentre io la faccio in New Jersey". Quando la moglie intervenne affermando di aver potuto "tenere in braccio un koala", Hart rispose: "Non vi dirò cosa ho dovuto tenere in braccio io: campioni provenienti da una discarica di rifiuti tossici". Nonostante Hart avesse vinto in California, perse nel New Jersey pur essendo stato in vantaggio nei sondaggi di 15 punti.

Mondale si assicurò la maggioranza dei delegati nelle primarie, aprendosi la strada verso la nomination presidenziale democratica. Nelle primarie del Partito Repubblicano del 1984, il presidente uscente Ronald Reagan fu l'unico candidato a ottenere delegati.

1988: Le primarie degli Stati del Sud Le proposte per tenere contemporaneamente le primarie presidenziali negli stati meridionali iniziarono negli anni '70, con l'obiettivo di mantenere e accrescere l'influenza della regione nelle elezioni presidenziali. Ciò avrebbe permesso a un candidato conservatore "figlio prediletto" (favorite son) del Sud di portarsi in vantaggio nel conteggio dei delegati, creando uno slancio per le primarie successive. In precedenza, altri candidati del Sud avevano ottenuto scarsi risultati nelle consultazioni iniziali in Iowa e New Hampshire, permettendo a candidati più liberali di ottenere la nomination.

Alabama, Florida e Georgia designarono il secondo martedì di marzo come data per le proprie primarie presidenziali e la Southern Legislative Conference fece pressione su altri stati affinché si unissero. Nelle primarie del 1988, gli stati del Sud espressero 864 delegati democratici e 564 repubblicani. Frank Fahrenkopf, presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, dichiarò che "i Democratici del Sud hanno pensato al Super Tuesday come un modo per moderare il proprio partito", ma che "i Democratici ci hanno consegnato un'enorme opportunità per conquistare la maggioranza scontenta del loro partito".

I politici del Sud formarono il Democratic Leadership Council sperando che il governatore Chuck Robb o il senatore Sam Nunn cercassero la nomination presidenziale, ma entrambi rifiutarono. Michael Dukakis, Dick Gephardt, Al Gore e Jesse Jackson fecero campagna negli stati del Super Tuesday. Gephardt e Gore erano entrambi meridionali; Jackson puntava sull'alta percentuale di elettori neri nella regione, mentre Dukakis si concentrò su Texas e Florida, dove poteva ricevere il sostegno degli ispanici e dei residenti provenienti dal Nord. Jackson ottenne la pluralità dei delegati del Sud con 286, seguito dai 259 di Gore. Il 70% dei 193 delegati del Sud di Dukakis proveniva da Florida e Texas, gli unici stati meridionali in cui vinse.

Prima del Super Tuesday, erano stati selezionati 451 delegati nelle primarie democratiche: Dukakis ne deteneva il 14,2%, Gephardt il 10,4%, Jackson il 6,2%, Gore il 3,8%, mentre i restanti candidati o i non impegnati rappresentavano il 65,4%. Dopo il Super Tuesday, Dukakis deteneva il 27,8% dei 1638 delegati selezionati fino a quel momento, Jackson il 24,2%, Gore il 21,2%, Gephardt l'8,7% e i restanti candidati e non impegnati il 18,1%.

Nelle primarie repubblicane, prima del Super Tuesday erano stati selezionati 174 delegati: George H. W. Bush ne deteneva il 35,1%, Bobe Dole il 34,5%, Kemp il 20,1% e gli altri candidati il 10,4%. Dopo il Super Tuesday, Bush deteneva il 73,5% dei 959 delegati selezionati fino a quel momento, con Dole al 17%, Kemp al 4,1% e i restanti candidati al 5,4%. La vittoria di Bush in tutti gli stati eccetto uno, gli assicurò quasi un numero di delegati sufficiente per vincere la nomination presidenziale repubblicana. Bush ottenne la maggioranza dei voti in tutti gli stati del Sud tranne tre, ricevendo l'85,7% dei loro delegati grazie al sistema winner-takes-all delle primarie. La campagna di Pat Robertson risultò indebolita dopo la sconfitta nella Carolina del Sud e nel Super Tuesday.

Dukakis e Gore spesero 3 milioni di dollari negli stati del Super Tuesday, mentre Gephardt ne spese 1,5. Jackson criticò gli elevati costi richiesti per gestire una campagna in così tanti stati contemporaneamente: la sua campagna spese in totale 447.644 dollari per il Super Tuesday, ma Jackson sottolineò come uno spazio pubblicitario adeguato in una singola emittente di Dallas per una settimana costasse circa 300.000 dollari.

La Southern Legislative Conference riferì che, negli otto mesi precedenti il Super Tuesday, i quattro candidati democratici trascorsero in media 75 giorni al Sud, mentre i tre candidati repubblicani ne trascorsero in media 51. Gore trascorse 121 giorni nel Sud. Jackson fu l'unico candidato a passare più tempo al Sud che in Iowa e New Hampshire.

Dal 1996 al 2004, la maggior parte delle primarie del Sud si tenne la settimana successiva al Super Tuesday, in un giorno ribattezzato dai commentatori televisivi "Southern Tuesday".

Anni '90

1992 Nel 1992, dopo aver perso le prime primarie, il democratico Bill Clinton vinse diverse consultazioni nel Sud durante il Super Tuesday, aprendosi la strada per la conquista della nomination presidenziale democratica del 1992 e, successivamente, della presidenza. Il presidente uscente George H. W. Bush dovette affrontare l'opposizione di Pat Buchanan nelle primarie repubblicane di quell'anno.

1996 Nel 1996, il Super Tuesday si tenne il 12 marzo. Bob Dole fece piazza pulita dei delegati durante il Super Tuesday, consolidando la sua corsa verso la nomination presidenziale repubblicana del 1996. Clinton, il presidente uscente, si assicurò tutti i delegati nelle primarie democratiche del 1996.

Anni 2000

2000 Nel 2000, il Super Tuesday cadde il 7 marzo. Sedici stati tennero le primarie in quella giornata, rendendola, fino a quel momento, la più grande giornata di elezioni primarie presidenziali nella storia degli Stati Uniti. Erano in palio circa l'81% dei delegati democratici e il 18% di quelli repubblicani necessari per assicurarsi la nomination. Il democratico Al Gore e il repubblicano George W. Bush consolidarono le proprie candidature con le vittorie del Super Tuesday, ed entrambi ottennero in seguito la nomination presidenziale dei rispettivi partiti.

2004: Mini-Tuesday Nel 2004, diversi stati anticiparono le proprie consultazioni presidenziali al 3 febbraio 2004, con l'obiettivo di accrescere l'importanza relativa dei propri risultati elettorali. Cinque stati tennero delle primarie e due stati tennero dei caucus; la giornata fu ribattezzata dagli esperti "Mini-Tuesday" o "Super Tuesday I". La tradizionale data del Super Tuesday di marzo, il 2 marzo, fu battezzata "Super Tuesday II" o semplicemente "Super Tuesday". I risultati del Mini-Tuesday ebbero profonde implicazioni per le primarie democratiche. Le primarie repubblicane non videro invece competizione, poiché il presidente uscente George W. Bush era il candidato presunto.

2008 Per accrescere l'importanza del proprio voto, 24 stati, che rappresentavano oltre la metà dei delegati ai congressi nazionali, decisero di spostare le date delle proprie primarie al 5 febbraio 2008, creando il più grande Super Tuesday mai visto fino ad allora. Giornalisti ed esperti di politica osservarono che tale evento avrebbe eclissato le primarie del Super Tuesday dei cicli precedenti. A causa della sua portata politica, alcuni commentatori lo ribattezzarono variamente come "Giga Tuesday", "Mega Giga Tuesday", "Tsunami Tuesday" o persino "Super Duper Tuesday".

Con soli quattro stati impegnati al voto nell'altro Super Tuesday del 4 marzo 2008, un opinionista commentò: "Il Super Tuesday non è poi così super".

Anni 2010

2012 Nel 2012, il Super Tuesday si è tenuto il 6 marzo, mettendo in palio un totale di 419 delegati (il 18,3% del totale) in 10 stati per le primarie repubblicane. Le primarie democratiche sono state per lo più prive di competizione, essendo la nomination del presidente uscente Barack Obama ormai assicurata.

L'impatto del Super Tuesday è stato mitigato dalle convincenti vittorie ottenute da Mitt Romney nei giorni precedenti. Romney, in qualità di favorito, è stato in grado di aumentare significativamente il proprio vantaggio vincendo in sei stati e aggiudicandosi oltre la metà dei delegati in palio. Le tre vittorie di Rick Santorum, unite a una quasi-vittoria in Ohio, gli hanno comunque permesso di proseguire la sua candidatura per un altro mese.

2016: Super Tuesday I